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	<title>made in italy - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>made in italy - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Fare pace, partendo dal saper fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ermete Realacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:30:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’intervento di Ermete Realacci alla Giornata della Cultura Artigiana (19 marzo 2026), “Artigianato, anima del Made in Italy”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110079" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Realacci.jpg" width="960" height="640" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Realacci.jpg 960w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Realacci-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Realacci-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Realacci-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></div>
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<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Pinocchio, metafora dell’uomo che dà forma alla materia»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non c’è esempio più chiaro di questa capacità che Pinocchio, il libro italiano più tradotto al mondo, scritto da Carlo Lorenzini, conosciuto come Collodi. Collodi non era il suo nome, ma il piccolo paese da cui veniva gli diede un soprannome destinato a diventare leggenda. Pinocchio non è solo una fiaba per bambini: è la storia dell’uomo che dà vita alla materia, di Geppetto che plasma il legno con le proprie mani, del percorso di formazione e scoperta che porta alla coscienza e ai valori. Ogni personaggio è una metafora della società contemporanea: il grillo parlante è la coscienza, Lucignolo è la tentazione del facile, Mangiafuoco rappresenta il potere della società, il gatto e la volpe incarnano l’inganno e la scorciatoia. E nel cuore della storia, la pancia dello squalo – dove Pinocchio ritrova Geppetto – è il simbolo della riconciliazione, della forza del legame, della centralità dei valori: l’artigianato come forma di vita, di comunità, di speranza.</p>
<p>Guardando l’Italia, questa metafora si fa concreta: le botteghe artigiane sono pezzi di passato che custodiscono il futuro. Sono artigiani che producono cose che conquistano il mondo, e nello stesso tempo tengono insieme le comunità, creando un tessuto sociale unico, che resiste alle sfide della globalizzazione e dei conflitti internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«L’Italia come Garrincha: fragile e imprevedibile, ma capace di eccellere»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>E l’Italia è come Garrincha, il campione brasiliano poverissimo, poliomelitico, con una gamba più corta dell’altra: sfavorito, sottovalutato, eppure capace di magie straordinarie. Garrincha non aveva regole di selezione a suo favore, eppure diventò leggenda, facendo sognare il mondo. Così l’Italia, se rimane fedele alla propria identità, è imbattibile: nonostante guerre, crisi geopolitiche, intelligenza artificiale, possiamo sempre eccellere, partendo dalla qualità, dall’abilità e dalla creatività dei nostri artigiani.</p>
<p>E la sfida contemporanea non manca: ci sono leader come Trump che mostrano come il potere possa tentare di dividere, fare leva sul tornaconto personale, generare conflitti e inganni. Ma gli artigiani italiani ci insegnano una lezione opposta: stare insieme, mantenere la coesione, resistere alla tentazione della scorciatoia, valorizzare la comunità, custodire le proprie radici. Come ha detto Papa Francesco, siamo chiamati a essere creativi come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi e originali per il bene comune.</p>
<p>Anche la contemporaneità passa attraverso mani esperte: pensiamo a grandi creativi che non smettono di lavorare con le mani, perché senza toccare la materia non possono comprendere la forma, l’anima, il ritmo di ciò che costruiscono. È la stessa logica che guida gli artigiani: tradizione e innovazione convivono, ciascun pezzo prodotto porta con sé storia, cultura, identità, comunità.</p>
<p>L’artigianato non è solo produzione: è scuola di vita, passaggio generazionale, legame tra passato e futuro, custodia della bellezza, radice della pace. Ogni burattino, ogni creazione, racconta questa storia. Gli Artigiani di Pace sono qui per ricordarci che l’Italia, se resta fedele a sé stessa, può affrontare ogni sfida. Sono loro che danno vita a ciò che il mondo ama del nostro Paese: la qualità, la creatività, il coraggio, l’umanità.</p>
<p>In ogni bottega italiana, nelle mani che modellano il legno, il metallo, il tessuto, c’è la stessa energia che Collodi mise in Pinocchio, la stessa forza di Garrincha che supera gli ostacoli, la stessa determinazione a</p>
<p>non cedere alle scorciatoie di chi divide e inganna. Ecco perché l’artigianato italiano non è solo economia: è anima, cultura, identità, pace. È l’anima del Made in Italy.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>La forza del Made in Italy, ogni giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Granelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’intervento di Marco Granelli alla Giornata della Cultura Artigiana (19 marzo 2026), “Artigianato, anima del Made in Italy”</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/la-forza-del-made-in-italy-ogni-giorno/">La forza del Made in Italy, ogni giorno</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110089" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/X.Granelli.jpg" width="960" height="640" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/X.Granelli.jpg 960w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/X.Granelli-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/X.Granelli-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/X.Granelli-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></div>
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<p>Gli Artigiani di Pace non si limitano a creare eccellenza: con le loro mani e con la mente trasformano la materia in valore, i gesti in narrazione, il quotidiano in testimonianza di armonia. Ogni oggetto, ogni cucitura, ogni taglio racconta una storia di impegno e di bellezza, ed è anche un messaggio di equilibrio e responsabilità verso chi ci circonda. L’artigiano diventa così custode di un modello sociale e culturale in cui il lavoro è strumento di coesione e strumento di pace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Dalla materia nasce valore, ma anche responsabilità: il lavoro diventa coesione e forma concreta di pace</span><span class="font-435549">»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlare di artigianato significa parlare di unicità e cura, di manualità e innovazione. Ogni impresa artigiana è un presidio di vita, un luogo dove la comunità si ritrova e cresce. Nei laboratori si intrecciano tradizione e futuro, memoria e innovazione, e si genera un valore che non si misura solo in numeri, ma nella capacità di arricchire la vita delle persone e dei territori. Qui il Made in Italy diventa più di un marchio: è uno stile di vita, un linguaggio universale di qualità e bellezza riconosciuto in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="flex flex-col text-sm pb-25">
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<h2 style="text-align: center;" data-start="398" data-end="549"><span class="font-435549">«Innovare, formare, restare: ogni bottega aperta è un atto di coraggio che rafforza comunità e sviluppo»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tempi difficili, quando le sfide globali e le incertezze mettono alla prova energie e risorse, gli artigiani dimostrano resilienza e coraggio. Sono loro che, di fronte alle crisi, scelgono di restare, innovare e formare le nuove generazioni, facendo sì che la tradizione diventi competitività, occupazione e sviluppo sostenibile. Ogni bottega che apre al mattino, ogni gesto di precisione, ogni nuova idea è un atto di coraggio e di pace, perché costruisce comunità e futuro.</p>
<p>Gli Artigiani di Pace incarnano questo spirito: lavorano per creare non solo prodotti, ma armonia sociale e identità culturale. Difendere l’artigianato significa difendere l’Italia stessa: la sua cultura, la sua storia, la capacità di trasformare la creatività in opportunità globale. Ecco perché il Made in Italy, alimentato dalla passione di questi artigiani, non è solo eccellenza: è anima, visione e testimonianza di ciò che un Paese può fare quando il talento incontra la responsabilità.</p>
<p>Ogni giorno, tra laboratori e botteghe, l’Italia si racconta così: con mani esperte, sguardi attenti e cuori che lavorano per un futuro condiviso. Non aspettano il futuro: lo costruiscono. È questo il miracolo discreto degli Artigiani di Pace, custodi dell’anima del Made in Italy.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div>
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</div>
<p>
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		<title>Dentro le botteghe, dove nasce l’identità del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Quaranta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’intervento di Federico Quaranta alla Giornata della Cultura Artigiana (19 marzo 2026), “Artigianato, anima del Made in Italy”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110099" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Quaranta.jpg" width="960" height="640" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Quaranta.jpg 960w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Quaranta-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Quaranta-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Quaranta-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></div>
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<p>È lì che l’artigianato smette di essere una parola e diventa una scoperta. Prima pesa, quasi come una responsabilità. Un onere. Perché raccontarlo senza conoscerlo davvero significa restare in superficie. È quello che accade quando si guarda da lontano un mondo che sembra marginale, silenzioso.</p>
<p>Poi succede qualcosa. Si entra. Si bussa. Si attraversa una soglia.</p>
<p>E lì cambia tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;" data-start="156" data-end="279"><span class="font-435549">«È lì che l’onere si trasforma in onore: si comprende che l’identità di un Paese nasce da ciò che è irripetibile»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dentro le botteghe, nei laboratori, nelle officine, l’artigianato diventa esperienza. Sono gli sguardi, prima ancora delle parole. Sono le mani. Mani che custodiscono, che trasformano, che tengono insieme tempo e materia. È in quel momento che l’onere si trasforma in onore. Un onore grande, perché si comprende una verità semplice: l’identità di un Paese non si costruisce su ciò che è replicabile, ma su ciò che è irripetibile.</p>
<p>L’Italia, in fondo, è tutta qui. Non in ciò che può essere standardizzato, abbassato di costo, prodotto ovunque. Ma in ciò che porta un’impronta. In ciò che conserva un’anima. In ciò che, anche quando nasce dentro un processo industriale, ha bisogno di essere raccontato come unico, fatto a mano, perché è lì che risiede il suo valore più profondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;" data-start="281" data-end="396"><span class="font-435549">“L’artigianato è l’architrave invisibile del Paese: non sempre lo si vede, ma tutto il resto vi si appoggia.”</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’artigianato è l’architrave invisibile del Paese. Non sempre lo si vede, ma tutto il resto vi si appoggia. È struttura e insieme anima. Senza questa trama sottile fatta di botteghe, laboratori, imprese diffuse, il Paese perderebbe la sua voce più autentica.</p>
<p>E dentro questa struttura vive una forza decisiva: la capacità di tenere insieme. Tenere insieme passato e futuro, tradizione e innovazione, tecnica e immaginazione. Non come opposti, ma come dialogo continuo. È questa l’intelligenza artigiana: una forma di conoscenza che non separa, ma integra.</p>
<p>Per questo l’artigiano è, profondamente, un artigiano di pace. Perché costruisce connessioni dove altri vedono fratture. Perché lavora sulla continuità, non sulla rottura. Perché ogni gesto è un equilibrio tra ciò che è stato e ciò che deve ancora essere.</p>
<p>Ci sono contesti in cui tutto questo appare con maggiore evidenza. Luoghi complessi, segnati, dove nulla può essere rifatto in serie. Dove ogni intervento richiede rispetto, sensibilità, competenza. In questi luoghi l’artigianato diventa qualcosa di più: non è solo lavoro, è ricostruzione. Non si rimettono in piedi solo spazi, ma relazioni. Non si restaurano solo forme, ma fiducia.</p>
<p>È lì che si comprende fino in fondo che l’artigianato genera vita.</p>
<p>E spesso accade lontano dai grandi centri, nei territori più fragili, meno raccontati. Proprio lì si custodisce una parte essenziale dell’identità collettiva. Lì dove la memoria è pratica quotidiana e il futuro non può essere imposto, ma costruito con pazienza.</p>
<p>In un tempo dominato da numeri, algoritmi, velocità, questa dimensione chiede uno sguardo diverso. Chiede di riconoscere che il valore non è solo economico. L’artigianato è anche valore sociale, culturale, identitario. È un presidio. Dove c’è un artigiano, c’è vita.</p>
<p>E dentro questa vita c’è un passaggio delicato: quello tra generazioni. Tra chi sa e chi deve imparare. Non è mai una trasmissione meccanica, ma un equilibrio tra fedeltà e cambiamento. Una tradizione che si rinnova proprio perché, in parte, viene reinterpretata, persino tradita per restare viva.</p>
<p>È qui che si gioca il futuro. Nel rendere questo mondo attrattivo, desiderabile. Nel riconoscere che il saper fare non è un ripiego, ma una scelta alta, capace di dare forma a un progetto di vita.</p>
<p>Perché l’artigianato non è nostalgia. È futuro che ha memoria. È innovazione che non perde l’anima. È intelligenza che non teme la tecnologia, perché sa che il proprio valore sta nella sensibilità, nel giudizio, nella capacità di dare forma all’unicità.</p>
<p>Il made in Italy nasce qui. Non è un’etichetta, è un modo di stare al mondo. È la capacità di trasformare la materia in esperienza, in bellezza, in significato. È una sapienza che si conquista ogni giorno, nel lavoro, nella cura, nella responsabilità.</p>
<p>Ma tutto questo non è garantito. Richiede consapevolezza, visione, scelte. Richiede di riconoscere che ciò che rende unico un Paese è ciò che non può essere imitato.</p>
<p>E allora la sfida è una sola: accorgersene fino in fondo. Perché difendere l’artigianato non è un gesto conservativo. È un atto generativo.</p>
<p>Ogni volta che una mano lavora con cura, costruisce qualcosa che va oltre l’oggetto. Costruisce legami. Costruisce identità. Costruisce futuro.</p>
<p>E, in silenzio, costruisce la cosa più preziosa di tutte: tiene insieme il Paese. Costruisce pace.</p>
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<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>Il gesto che crea: storie di bellezza e sapienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla tavola rotonda ‘Testimonianze di Imprese’, con designer e maestri artigiani, alla Giornata della Cultura Artigiana (19 marzo 2026). Hanno partecipato: Giulio IACCHETTI - Industrial designer; Erika LIBERATI - Ceramiche d’Arte Liberati; Roberto GALBIATI Arredamenti Galbiati Natale &#038; Figli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110113" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Dalla-redazione-Dalla-tavola-rotonda-%E2%80%98Testimonianze-di-Imprese.jpg" width="1920" height="1280" alt=""></div>
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<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Sul palco del nostro racconto salgono figure di mani, occhi che osservano, gesti che trasformano. </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Voci che parlano di ceramica, di legno, di oggetti che respirano, che raccontano, che vivono. </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Qui non ci sono nomi, solo storie intrecciate, voci di chi ha scelto di fare dell’arte del fare il proprio mondo, la propria ragione di essere.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Come si coniuga un sapere antico con le sfide della modernità?» chiede una voce. La risposta arriva calma e ferma: «Bisogna conoscere da dove si viene per capire dove si sta andando. La tradizione è la radice, ma il presente ci chiama alla contemporaneità. La sapienza antica deve dialogare con la tecnologia, mantenendo l’anima romantica del nostro lavoro». Non c’è contrapposizione: la tecnologia non sostituisce la mano dell’artigiano, la memoria della materia; la amplifica, la rende visibile, la moltiplica. L’innovazione non è un nemico, ma un alleato. Come un grande calciatore che dribbla con leggerezza tra gli ostacoli, ogni gesto diventa un’espressione di gioia e libertà, un pallone che vola tra tradizione e futuro. Si parla di giovani, di scelte difficili.</p>
<p>«Oggi i ragazzi devono scoprire cosa accende il loro cuore», dice una voce. «Provare, sbagliare, tornare indietro, cambiare strada. Solo così si impara davvero». Si impara facendo, condividendo, trasmettendo una sapienza fatta di tempo, di gesti ripetuti, di mani che modellano e occhi che osservano. Il design entra nel racconto come ponte tra due mondi: uno verticale e profondo, l’altro orizzontale e curioso. L’artigiano conosce ogni fibra della materia; il designer raccoglie idee, le osserva, le fa vivere. Da questo incontro nascono oggetti che portano la memoria, la storia, e il desiderio del futuro.</p>
<p>«Guardate Geppetto», dice qualcuno. «Un burattinaio che estrae Pinocchio dal legno destinato al fuoco. Trasforma ciò che sembrava destinato a sparire in qualcosa di straordinario. Dare valore, bellezza e vita a ciò che sembrava insignificante: ecco il lavoro artigiano».</p>
<p>Non manca la riflessione sul mondo: sull’intelligenza artificiale, sulle regole, sulle leggi. L’artigiano vive in un ecosistema da curare, dove credito, infrastrutture, formazione, innovazione e cultura si incontrano. Senza cura, il sottobosco artigiano – le micro e piccole imprese, le botteghe custodi dell’anima del Paese – rischia di scomparire. Eppure, nonostante crisi, guerre, inefficienze, ogni laboratorio continua a respirare. Ogni gesto quotidiano diventa eroico: costruzione di bellezza, armonia, senso. L’orgoglio di essere artigiano è anche responsabilità verso la comunità, verso i giovani che raccoglieranno il testimone. «Ci vuole narrazione», si dice. «Raccontare ai ragazzi il valore del fare, la gioia di creare. L’artigiano non è serie B: è scuola di vita, di libertà, di intelligenza vivente».</p>
<p>In queste mani, in queste botteghe che resistono, l’Italia ritrova sé stessa: un Paese che nasce dal nulla e costruisce tutto, che trasforma materiali poveri in opere straordinarie, che trasforma gesti quotidiani in capolavori di umanità. Mentre il mondo corre verso l’istantaneo e il digitale, l’artigiano ricorda che l’essenza dell’uomo passa per le mani, il gesto creativo, la passione. Il futuro non si inventa solo: si costruisce pezzo dopo pezzo, con cura, rispetto e amore. Custodire la tradizione significa tenere in mano la speranza, la bellezza, la dignità di un Paese intero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em> </em><span class="font-435549"><em>Essere artigiano oggi è atto di orgoglio, di resistenza, di libertà. </em></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>È un gesto di pace. </em></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>È l’anima del Made in Italy che continua a vivere, creare, insegnare ed emozionare.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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		<title>Le Olimpiadi degli artigiani: quando l’intelligenza artigiana incontra lo sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfredi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:18:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Milano-Cortina la presenza degli artigiani è stata silenziosa ma capillare, e decisiva per il buon funzionamento dei Giochi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row-background background-element" style="opacity: 1;">
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<p><span data-contrast="auto">Molto di questo capitale di imprenditorialità, nei luoghi olimpici e paralimpici e nel resto del Paese, è l’oggetto di attività di <strong>Confartigianato Sport</strong>, giunta al suo terzo anno di attività. Obiettivo di questo cluster di imprese diverse per settore di attività, ma accomunate dal riferimento all’economia dello sport, è come sempre quello di fare crescere la cultura artigiana e le imprese che la incarnano, fornendo servizi, soluzioni per lo sviluppo e l’innovazione, opportunità di comunicazione, con un triplice strategia di azione: il rafforzamento delle filiere di subfornitura, i “terzisti”, protagonisti silenti ma fondamentali della nostra manifattura;</span><b><span data-contrast="auto"> </span></b><span data-contrast="auto">la crescita della competitività delle eccellenze sartoriali della nostra economia – artigiana – del su misura, che nello sport si declina con la massima attenzione agli atleti e alle performance; lo sviluppo di quella fondamentale rete neurale della nostra vita attiva costituita dai sistemi dello sport di base e dai suoi professionisti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h2><span class="font-435549">L&#8217;invisibile maestria dei terzisti: la spina dorsale della filiera sportiva </span></h2>
<p><span data-contrast="auto">Dietro ogni grande brand dello sport italiano, e non solo, c&#8217;è una storia che spesso rimane nascosta, quella dei “terzisti”, quasi sempre realtà artigiane. Sono loro i fornitori silenziosi che costituiscono il primo dei tre principali filoni di azione attraverso cui Confartigianato interpreta il ruolo strategico dell&#8217;artigianato nella filiera sportiva.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questi artigiani e micro piccole imprese sono i veri custodi di competenze specialistiche che nessun grande brand potrebbe replicare autonomamente, tantomeno esternalizzare fuori dei confini. Sono loro che forniscono componenti, semilavorati, servizi di subfornitura che entrano nelle catene di approvvigionamento dei più celebri marchi internazionali dello sport. La loro opera rimane quasi sempre dietro le quinte, mai visibile sullo schermo durante le telecronache delle competizioni, eppure è fondamentale per la qualità finale del prodotto che il consumatore globale acquista.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questa filiera rappresenta un&#8217;eccellenza competitiva unica nel panorama internazionale: capacità di rispondere a specifiche tecniche molto stringenti, flessibilità nell&#8217;adattarsi a variazioni di ordine, affidabilità nei tempi di consegna e, soprattutto, continuità innovativa. Rafforzare questa filiera significa garantire che l&#8217;Italia resti il partner prescelto dai grandi brand mondiali, proteggendo al contempo la sopravvivenza economica di migliaia di piccole aziende che vivono grazie ai contratti di fornitura sportiva. È un&#8217;azione strategica di politica industriale che Confartigianato persegue attraverso servizi di supporto contrattuale, capacity building e accesso al credito agevolato.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h2><span class="font-435549">L&#8217;eccellenza sartoriale: il su misura come valore distintivo </span></h2>
<p><span data-contrast="auto">Il secondo filone strategico di Confartigianato è l&#8217;emersione delle eccellenze sartoriali del su misura in ogni disciplina sportiva. Qui emerge una dimensione completamente diversa dall&#8217;industria di massa: quella dove la personalizzazione, la maestria artigianale e l&#8217;innovazione tecnica convergono nel creare prodotti unici.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Non si tratta semplicemente di personalizzazione estetica, ma di vero e proprio sartorialità applicata allo sport. Sono artigiani specializzati che si prendono cura degli atleti con protezioni in carbonio, ovviamente su misura, costruite sulla morfologia specifica di ogni atleta. È l&#8217;artigiano che plasma uno scarpone in modo che si adatti perfettamente al piede di un atleta olimpico, riducendo il rischio di infortunio e migliorando la performance di frazioni di secondo che possono decidere una medaglia. È il maestro costruttore di biciclette che realizza telai su misura per ogni corridore, calibrando peso, rigidità e geometria in base alle caratteristiche fisiche e allo stile di pedalata. Ogni sport ha i suoi maestri artigiani che traducono la ricerca tecnica in oggetti fisici irripetibili.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Questa dimensione del su misura è quella che meglio rappresenta il valore aggiunto italiano nello sport globale: non la quantità, ma la qualità; non la standardizzazione, ma la personalizzazione; non il prodotto finito, ma il servizio consulenziale che lo accompagna. Confartigianato lavora per rendere visibile questo valore, creando occasioni di mercato diretto tra artigiani e atleti, oppure favorendo partnership con i grandi brand che desiderano offrire linee premium personalizzate ai loro clienti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h2><span class="font-435549">Lo sport di base: la rete capillare che tiene in piedi il sistema </span></h2>
<p><span data-contrast="auto">Il terzo filone strategico di Confartigianato è il rafforzamento tramite i servizi e la contrattazione del sistema artigiano dello sport di base, fatto di migliaia di palestre e professionisti. Questa è la dimensione più territoriale, quella che effettivamente nutre di competenze e passione il patrimonio sportivo italiano dal basso.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo sport di base non genera i titoli dei giornali internazionali, ma genera cittadini più sani, comunità coese e una base ampia da cui emergono talenti eccezionali. Le migliaia di palestre, le piscine comunali gestite da operatori privati, i circoli di tennis e i campi di calcio gestiti da artigiani imprenditori sono il tessuto connettivo dove nascono le vocazioni sportive. Un maestro di nuoto che insegna a un bambino, un istruttore di palestra che segue uno sportivo amatoriale per venti anni, un gestore di un campo da paddle che organizza tornei locali: sono tutti artigiani nel senso più pieno del termine, custodi di una relazione con il cliente basata sulla conoscenza personale, sulla dedizione e sulla trasmissione di sapere.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Confartigianato interviene in questo segmento per tre motivi strategici. Primo, fornire servizi di qualificazione professionale: gli istruttori, i gestori di palestre, i tecnici di impianti sportivi hanno esigenze formative specifiche e Confartigianato mette a loro disposizione corsi, certificazioni e accesso alle migliori pratiche. Secondo, supportare la contrattazione collettiva: il rischio per i gestori di strutture sportive è di trovarsi schiacciati tra costi energetici crescenti, continui adeguamenti burocratici, esigenze di manutenzione degli impianti e pressione sui prezzi delle iscrizioni. Attraverso forme di negoziazione collettiva, Confartigianato aiuta questi imprenditori a stabilizzare modelli economici sostenibili. Terzo, facilitare l&#8217;accesso a finanziamenti e investimenti per l&#8217;ammodernamento degli impianti, la riduzione dell&#8217;impatto energetico e il miglioramento degli standard di qualità.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Lo sport di base è anche il vivaio da cui emergono talenti. È dalle migliaia di bambini che praticano sport in palestre e campi comunali che provengono gli atleti che un giorno potrebbero competere alle Olimpiadi del futuro. Rafforzare economicamente e professionalmente questo settore significa investire nell&#8217;eccellenza futura del Paese.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h2><span class="font-435549">Uno sport globale costruito localmente </span></h2>
<p><span data-contrast="auto">I tre filoni strategici di Confartigianato – il rafforzamento delle filiere dei terzisti, l&#8217;emersione delle eccellenze sartoriali del su misura, e il rafforzamento dello sport di base attraverso servizi e contrattazione – rappresentano esattamente questa sintesi: un&#8217;economia dello sport costruita su fondamenta solide di piccole imprese, distribuite su tutto il territorio, capaci di operare simultaneamente a livello globale (come subfornitori di grandi brand internazionali) e a livello locale (come gestori di palestre, circoli e impianti che servono la comunità).</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A farsi onore ai Giochi, oltre ovviamente ai nostri atleti che hanno portato a casa un bottino record di medaglie, c’è stato dunque un pezzo vivo e pulsante della nostra economia, che continuerà a produrre bellezza e innovazione anche quando le luci olimpiche e paralimpiche si saranno spente.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/le-olimpiadi-degli-artigiani-quando-lintelligenza-artigiana-incontra-lo-sport/">Le Olimpiadi degli artigiani: quando l’intelligenza artigiana incontra lo sport</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Milano Cortina 2026, la ‘nazionale’ delle piccole imprese in campo per l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli home page]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre gli atleti scalano il medagliere, i territori olimpici mostrano un’altra forza italiana: un’economia diffusa fatta di artigianato, turismo e piccole imprese che sostiene la filiera dei Giochi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 74%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109952" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80.jpg" width="1008" height="1000" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80.jpg 1008w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-300x298.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-768x762.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-350x347.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-11"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non hanno rappresentato solo un grande evento sportivo ma anche un rilevante moltiplicatore economico per il sistema produttivo italiano. Dietro le gare, gli impianti e l’organizzazione, si muove un sistema fatto soprattutto di micro e piccole imprese e di artigianato, che rappresenta uno dei veri motori dell’economia italiana.</p>
<h3><span class="font-435549">Per l’Italia la maggiore risalita di posizioni nel medagliere, superate Germania, Francia, Giappone e Cina</span></h3>
<p>Il risultato sportivo diventa anche una metafora del dinamismo del sistema del Paese: l’Italia, che a Milano Cortina 2026 sale al quarto posto nel medagliere, è la nazione con la maggiore risalita rispetto a Pechino 2022, superando paesi più grandi come Germania, Francia, Giappone e Cina. In chiave economica, tra il 2021 e il 2026, nonostante l’elevata incertezza determinata dalle tensioni geopolitiche, l’Italia cumula una crescita del PIL del 7,8%, facendo meglio di Francia (+7,2%) e Germania (+1,8%).</p>
<h3><span class="font-435549">L’economia dei territori olimpici al settimo posto in Europa</span></h3>
<p>La geografia delle sedi dei Giochi – che hanno interessato sei province tra Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige – coincide con territori ad alta densità di imprese a vocazione artigiana e di saper fare manifatturiero, dove l’intreccio tra turismo, produzione e servizi costituisce un rilevante ecosistema economico, di assoluto rilievo, oltre che sul piano nazionale, anche nel contesto europeo. La somma del <strong>PIL</strong> generato dai territori olimpici di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige supera quello di Svezia e Ungheria messe insieme. Nella classifica ibrida con i paesi europei, le tre regioni olimpiche si collocano al settimo posto dietro alla Germania, la Francia, la Spagna, le restanti regioni italiane, i Paesi Bassi e la Polonia. Su questo fronte va ricordato che l’Italia detiene il <strong>primato europeo</strong> dell’<strong>economia della montagna</strong> con un PIL prodotto nei territori montani che ammonta al 44,6% del totale nazionale, una quota più che doppia rispetto al 21,1% registrato dalla media UE (Confartigianato, 2025).</p>
<h3><span class="font-435549">Il distretto olimpico imperniato sulle piccole imprese</span></h3>
<p>Nelle sei province che hanno ospitato i giochi olimpici operano 127mila <strong>imprese artigiane</strong>, pari al 10,2% del totale nazionale. Di queste circa 20mila sono attive nei settori direttamente collegati alla <strong>domanda turistica</strong>, con 48mila addetti che rappresentano quasi il 10% dell’occupazione nazionale di questi comparti. Si tratta di un tessuto produttivo che intercetta rilevanti <strong>flussi turistici</strong>: nel 2023 le sei province hanno registrato 97 milioni di presenze, il 21,8% del totale italiano, con una quota di turisti stranieri superiore al 63%. Gli otto comuni sede delle gare concentrano da soli 19 milioni di presenze, quasi il 20% del totale delle province coinvolte, confermando la rilevanza internazionale di queste destinazioni e il potenziale effetto vetrina dei Giochi per l’economia locale (Confartigianato, 2025a).</p>
<p>In questo contesto, il <strong>sistema delle piccole imprese ad elevata vocazione artigiana</strong> diventa un attore rilevante della macchina olimpica. Dall’ospitalità alla ristorazione, dalle costruzioni ai servizi alla persona, fino alle produzioni manifatturiere legate allo sport e allo sci, le imprese artigiane partecipano in modo diffuso alla filiera dell’evento. Inoltre, è lo stesso mondo della <strong>sport economy</strong> italiana a dimostrare quanto il baricentro produttivo su cui ruota l’evento olimpico sia nelle mani delle piccole imprese: nel perimetro dei settori della produzione e servizi per lo sport elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato operano 25mila <strong>micro e piccole imprese</strong> che danno lavoro a 56mila addetti, pari a oltre il 79% dell’occupazione complessiva del cluster. All’interno di questo perimetro, le <strong>imprese artigiane</strong> costituiscono il 45,5% della manifattura di prodotti per lo sport, confermando come le competenze specialistiche, la flessibilità produttiva e la personalizzazione siano fattori chiave di competitività.</p>
<p>La <strong>produzione di articoli per l’attività sportiva</strong> ha manifestato una elevata resilienza nella crisi della manifattura colpita dalle conseguenze negative della guerra in Ucraina.  Il comparto degli articoli sportivi nel 2024 ha aumentato la produzione del 6,9% e nel 2025 di un ulteriore 5,7%, a fronte di una flessione della produzione manifatturiera registrata nel biennio e delineando un <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/5839c0b3-287d-48f0-9132-978dd2f772e0?lang=en&amp;createdAt=2026-02-26T12:18:34Z">profilo dell’offerta di prodotti per lo sport del settore migliore</a> di quello di Francia e Germania.</p>
<p>In relazione all’evento olimpico, assume un particolare significato il comparto dei <strong>prodotti per lo sci</strong>, uno dei simboli della filiera del made in Italy sportivo (Confartigianato, 2026). Nel 2025 l’Italia ha esportato 371 milioni di euro di articoli per lo sci, risultando il secondo esportatore dell’Unione europea con una quota del 16%, alle spalle della sola Austria. Ancora più significativo è il primato nelle calzature da sci, con 222 milioni di euro di export e una quota del 27,3% del totale UE, che colloca il nostro Paese al primo posto in Europa. Crescono anche le esportazioni di sci, attacchi e relative attrezzature, che nel 2025 segnano un aumento a doppia cifra (+11,4%), a dimostrazione della vitalità tecnologica e produttiva del settore. A questo segmento produttivo contribuiscono le 2mila imprese attive nelle confezioni di abbigliamento sportivo e nella fabbricazione di articoli sportivi che contano oltre 14mila addetti, concentrati per il 63,1% in micro e piccole imprese con meno di 50 addetti. È una struttura produttiva che riflette il modello italiano: specializzazione, qualità, integrazione tra tradizione manifatturiera e innovazione. Il made in Italy dello sci partecipa alle catene del valore globali, e l’evento di Milano Cortina 2026 ne rafforza la visibilità e l’attrattività, nonostante le incertezze geopolitiche e le tensioni generate dalle politiche protezionistiche.</p>
<p>L’effetto dei Giochi, tuttavia, non si esaurisce nella manifattura sportiva. Un impatto più ampio interessa l’intero sistema territoriale: turismo, servizi, costruzioni, manutenzioni, logistica, comunicazione. Le imprese artigiane, per loro natura radicate nei territori, intercettano questa domanda prevalentemente legata alle infrastrutture, cogliendo le opportunità di crescita che combinano investimenti, lavoro e valorizzazione delle competenze locali. In questo senso, Milano Cortina 2026 rappresenta una piattaforma di sviluppo che unisce economia reale e immagine del Paese, mettendo in vetrina non solo le performance sportive, ma anche la capacità produttiva italiana. Il sistema delle imprese diventa determinante per la messa a terra di 3,5 miliardi di investimenti per <strong>infrastrutture in opere pubbliche</strong> che si sommano a 1,9 miliardi di euro di <strong>spese organizzative</strong> programmati per l’evento di Milano Cortina 2026. Va ricordato che le opere vanno terminate, oltre che utilizzate e manutenute anche dopo il termine dei Giochi, tutte operazioni non sempre scontate.</p>
<p>Milano Cortina 2026 mostra che i grandi eventi non si vincono solo con la partecipazione del pubblico e le medaglie, ma anche con una rete diffusa di imprese che progettano, producono, investono, innovano e creano lavoro. È lì, nella “nazionale” dell’economia reale, che si gioca una parte decisiva della competitività del Paese.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p>© <strong><a class="ig-tags-link" href="https://www.coni.it/it/archivio-foto.html?view=tags&amp;igtags=Foto%20Simone%20Ferraro%20e%20Giuseppe%20Giugliano/CONI">Foto Simone Ferraro e Giuseppe Giugliano/CONI</a></strong></p>
<hr />
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<p>Confartigianato (2026), <a href="https://bit.ly/4amAZIp">Made in Italy di prodotti per lo sci per 371 milioni di euro nel 2025</a><br />
Confartigianato (2023), <a href="https://bit.ly/3ENqdvG">Imprese, MPI e made in Italy dello sport</a><br />
Confartigianato (2025), <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/economia-della-montagna-66-occupazione-in-3-anni-pesano-recessione-in-germania-e-crisi-dazi/">Economia della montagna: +6,6% occupazione in 3 anni, pesano recessione in Germania e crisi dazi</a><br />
Confartigianato (2025a), <a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/11/Confartigianato_20%C2%B0_Rapporto_annuale_25112025_QRCODE.pdf#PAGE=40">Box &#8211; Verso Milano Cortina 2026 nel 20° Rapporto annuale, Galassia impresa, l&#8217;espansione dell’universo produttivo italiano, 25 novembre 2025</a><br />
Confartigianato (2025b), <a href="https://bit.ly/4plTSB6">I territori al centro del 20° Rapporto annuale, 1° dicembre</a><br />
Ministero della Salute (2025), Relazione ‘<a href="https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2025-08/Relazione%20NSG_31_07_2025_per_portale_copertine%20%281%29.pdf">Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia – Metodologia e risultati dell’anno 2023</a>’</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div>
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		<title>Milano Cortina e l’altra vittoria: così lo sport rafforza il Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle medaglie alle manifatture: Milano-Cortina 2026 accende i riflettori su una filiera sportiva che vale miliardi, parla artigiano e porta il Made in Italy sui mercati del mondo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109915" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1.jpg" width="1024" height="683" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-13"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>L’Italia sta vivendo un momento storico grazie al successo ottenuto alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Lo sport, in Italia, non è però soltanto medaglie o un fenomeno sociale: è una filiera produttiva articolata che genera valore economico, occupazione e sviluppo territoriale. Accanto ai benefici per la salute e il benessere individuale e collettivo, si consolida infatti un sistema industriale e di servizi molto articolato e composto da eccellenze in diverse aree del Paese.</p>
<p>L’<strong>Osservatorio Valore Sport di TEHA Group</strong>, di cui <strong>Confartigianato Imprese</strong> è partner, ha ricostruito il “percorso dello sportivo” per mappare i settori attivati dalla pratica sportiva: dall’utilizzo di impianti e infrastrutture – che richiedono macchinari e attrezzature dedicate – alla domanda di abbigliamento e accessori tecnici, che coinvolge tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature e produttori di attrezzature e veicoli sportivi, fino alle filiere attivate dai grandi eventi sportivi e dal turismo attivo nei territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il manifatturiero sportivo italiano vale 8,5 miliardi (+31,7% in tre anni). Con 1,8 miliardi nella produzione di articoli sportivi, l’Italia è prima in Europa (22% dei ricavi)»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settore manifatturiero sportivo Made in Italy è in forte espansione: tra il 2020 e il 2023 i ricavi hanno raggiunto 8,5 miliardi di Euro (+31,7%). La sola fabbricazione di articoli sportivi vale 1,8 miliardi, collocando l’Italia al 1° posto in Europa con il 22% dei ricavi del settore.</p>
<p>Il tessuto produttivo della manifattura sportiva italiana è caratterizzato per il 98,1% da piccole e medie imprese. Il comparto della produzione di beni per l’attività sportiva, in particolare, si caratterizza per una marcata vocazione artigiana, che pesa per il 45,5% delle imprese e per il 25,4% degli addetti, incidenze ben superiori alla media nazionale e di altri settori manifatturieri. Nel complesso emerge un modello produttivo fondato su competenze specialistiche e qualità, coerente con il posizionamento del Made in Italy.</p>
<p>La manifattura sportiva rappresenta, inoltre, una componente rilevante della proiezione internazionale del Made in Italy, contribuendo in modo significativo alla performance complessiva dell’export nazionale.</p>
<p>L’export di articoli sportivi ammonta a 4,7 miliardi di Euro nel 2023 (+26% nell’ultimo quinquennio), posizionando l’Italia al 5° posto mondiale, 2° in Europa (dopo la Germania) e 1° verso Paesi extra-UE. L’Italia si distingue a livello internazionale per alcuni primati nell’export di principali comparti della filiera sportiva: 2° nella caccia e pesca (9,6% dell’export globale), 3° negli sport invernali (11,1%), 4° in sport acquatici e fitness (5,0% e 3,8%) e 5° nella bicicletta (3,5%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Gli Stati Uniti sono il primo mercato dell’export sportivo italiano, ma nuovi dazi potrebbero ridurre le vendite fino al 23%. Il rischio è attenuato dalla bassa sostituibilità di molti prodotti, grazie a qualità e specializzazione elevate»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli Stati Uniti sono il primo mercato per l’export della manifattura sportiva italiana, ma l’innalzamento dei dazi previsto dalla Seconda Amministrazione Trump potrebbe ridurre le esportazioni fino al –23,1%. Il rischio è però mitigato dal fatto che circa la metà dei prodotti manifatturieri sportivi esportati presenta una bassa sostituibilità, grazie a elevati standard di qualità, specializzazione e innovazione delle imprese produttrici a livello nazionale.</p>
<p>L’attrazione e organizzazione di grandi eventi e competizioni sportive sui territori amplia ulteriormente l’impatto della filiera estesa dello sport. Ancora una volta le PMI che operano in questo comparto giocano un ruolo fondamentale nel garantire i beni e servizi necessari alla realizzazione di queste importanti manifestazioni, che generano un impatto complessivo rilevante per il Paese. Nel 2024 si sono svolti circa 80 mila eventi sportivi (+4,9% in un solo anno), con 38 milioni di spettatori e circa 850 milioni di Euro di spesa diretta degli spettatori.</p>
<p>Le sole Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un caso emblematico: nel complesso, secondo gli ultimi studi realizzati, genereranno circa 6,1 miliardi di Euro di impatto economico complessivo, coinvolgendo 36 mila lavoratori e 18 mila volontari, con oltre 1,3 milioni di biglietti venduti e più di due italiani su tre coinvolti mediaticamente.</p>
<p>(Testo di Mirko Depinto &#8211; Senior Consultant TEHA e Project Coordinator Osservatorio Valore Sport)</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p>©<strong> Foto La Sportiva</strong></p>
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		<title>Dalla nicchia al racconto nazionale le Olimpiadi che hanno rivelato il valore del saper fare italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle infrastrutture agli allestimenti fino alla qualità della narrazione visiva. Il contributo dell’artigianato si conferma una condizione concreta del successo olimpico. Un commento di Angelo Mellone</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row-background background-element" style="opacity: 1;">
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<p data-start="147" data-end="739">Le Olimpiadi invernali sono state un successo organizzativo, un fiore all’occhiello per il Made in Italy e una grande sorpresa mediatica. Parto da qui: nessuno, nemmeno i più ottimisti, aveva previsto l’enorme successo televisivo e social di un evento costitutivamente percepito come “di nicchia”. Chi mai si sarebbe sognato di osservare milioni di persone incollate davanti al televisore a guardare il curling, il bob o qualcuna delle discipline estreme legate al mondo alpino? In televisione è regola aurea preferire il mare alla montagna. Al mare ci andiamo tutti, a sciare molti di meno.</p>
<p data-start="741" data-end="1458">E invece l’evento, cominciato con una cerimonia d’apertura di bellezza sconvolgente – basti pensare alla sfilata tricolore griffata Armani o alla splendida esecuzione dell’inno nazionale di Laura Pausini – ha frantumato in pochissimi giorni ogni convinzione e sbriciolato ogni previsione. In un saggio di oltre trent’anni fa, Daniel Dayan e Elihu Katz parlavano dei grandi “eventi mediali” come meccanismi estetici e narrativi in grado di raggruppare una nazione intera davanti alla loro visione. Ecco, in questo senso possiamo dire che le Olimpiadi invernali hanno egregiamente svolto il loro compito, al di là di ogni aspettativa, ponendosi al livello di eventi come Sanremo o le partite della Nazionale di calcio.</p>
<p data-start="1460" data-end="2081">La platea televisiva è cresciuta numericamente e ha attirato target di solito poco inclini a consumare offerta lineare, come gli adulti tra i trenta e i quarant’anni. Il traffico social è stato notevolissimo e anche fasce di popolazione potenzialmente poco interessate hanno finito per rimanere ipnotizzate da apparati di ripresa perfetti, fotografia impeccabile e imprese sportive oggettivamente affascinanti. Questo successo è frutto di uno sforzo organizzativo imponente che ha trasformato più località in un set televisivo e sportivo di confezione altissima. Pochissime criticità, in fondo, dopo una genesi faticosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;" data-start="344" data-end="554"><span class="font-435549">«Dietro la qualità delle immagini e della narrazione c’è uno sforzo organizzativo imponente, fondato su competenze diffuse e su un sistema produttivo radicato»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p data-start="2083" data-end="2626">Ma organizzazione e performance mediatica non sono categorie astratte poggiate su qualche algoritmo: devono avere basi solide e un retroterra di competenze radicato. In questo senso, le Olimpiadi invernali sono state una grande vetrina – direi l’ennesima, ma va da sé – per mostrare al mondo intero la capacità imprenditoriale artigiana dell’Italia. Ci sono gli architetti che progettano, i registi che riprendono e gli artigiani che producono manufatti unici, ad altissimo valore aggiunto all’interno di ciò che viene definita sport economy.</p>
<p data-start="2628" data-end="3112">Volete qualche esempio? Parliamo degli artigiani coinvolti nel restauro della stazione di Belluno, nella costruzione degli impianti per la pista di pattinaggio di Assago o in quella di bob di Cortina d’Ampezzo. Personalmente, da osservatore del mondo manifatturiero, resto sempre stupito quando mi fermo ad analizzare quanta storia, memoria, tradizione, capacità, competenza, curiosità – e, se volete, potrei continuare con i sostantivi – si concentrino dentro un prodotto artigiano.</p>
<p data-start="3114" data-end="3629">Analizzando progetti come “100 storie italiane di sport”, che racconta il sapere artigianale italiano applicato a questo settore, arriva la conferma di quanto questa silenziosa e preziosissima forma di creatività nazionale abbia contribuito a rendere la grande avventura olimpica ciò che è stata: un successo globale in termini di immagine. Sono state coinvolte quasi ventimila imprese, secondo le ricerche di settore, e il PIL è cresciuto coerentemente con l’allargamento dei confini di questa avventura sportiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;" data-start="3114" data-end="3629"><span class="font-435549">«Il successo olimpico poggia su una rete di imprese artigiane che attraversa costruzioni, logistica e design, rendendo possibile ciò che appare solo spettacolo»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p data-start="3631" data-end="4284">Artigianato è costruzioni, logistica, design. Artigianato è quel sistema di piccole e medie imprese che confezionano prodotti e servizi per le attività sportive, non certo solo abbigliamento. I numeri e le cifre offerte a fine gennaio da Confartigianato testimoniano questa centralità produttiva delle filiere e, ancora una volta, quella sorta di “eccezione italiana” che lega indissolubilmente il modello artigiano italiano alla storia nazionale, alla vocazione territoriale, a un’infrastruttura produttiva rispettosa della tradizione e, proprio per questo, naturalmente pronta ad accogliere innovazione senza creare traumi occupazionali o ambientali.</p>
<p>La domanda a cui è facile rispondere è questa: si sarebbero potute organizzare le Olimpiadi invernali con un focus centrato sul coinvolgimento delle imprese nazionali senza la capacità delle piccole e medie imprese dell’artigianato italiano? La risposta è no. Per questo, in mezzo al comprensibile clamore mediatico che ha accompagnato questo successo italiano nel mondo, è giusto che anche il racconto di una “maggioranza silenziosa” di custodi del saper fare, che mette in rete eccellenza delle competenze, energia umana, cura del dettaglio, capacità produttiva ed eterna riattualizzazione del genio italiano, trovi spazio e considerazione.</p>
<p data-start="4931" data-end="5115" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il mondo artigiano è pieno di storie interessanti e, ancora una volta, ha trovato un luogo congeniale dove dispiegarle e conquistare una medaglia particolarissima, ma pur sempre d’oro.</p>
<p data-start="4931" data-end="5115" data-is-last-node="" data-is-only-node="">(Un commento di Angelo Mellone)</p>
<p data-start="4931" data-end="5115" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a class="ig-tags-link" href="https://milanocortina2026.coni.it/it/media-item/gallery.html?view=tags&amp;igtags=Foto%20Sabine%20Hannaert/MICO2026">© Foto Sabine Hannaert/MICO2026</a></p>
<p data-start="4931" data-end="5115" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<title>Valore artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Micelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 07:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dallara, Confartigianato e il senso profondo del fare bene: dove l’artigianato incontra la ricerca.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-16"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 84%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108779" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli.jpg" width="2048" height="1365" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli.jpg 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli-1536x1024.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/Micelli-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></div>
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<h3><span class="font-435549">I festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno di Confartigianato Bergamo hanno rappresentato un’occasione unica per guardare al tema del lavoro artigiano da una prospettiva originale. Il neoeletto presidente, Lorenzo Pinetti, ha invitato all’assemblea annuale <a href="https://www.linkedin.com/in/gianmarco-beltrami-63725a62/">Gianmarco Beltrami</a>, responsabile delle relazioni istituzionali di Dallara per raccontare il nesso profondo che lega il lavoro artigiano a un’impresa di successo con una forte presenza a livello internazionale. Ragionare sul caso Dallara ha rappresentato un’opportunità per riflettere sulle specificità del Made in Italy e sul legame, non scontato, fra una realtà di punta della Motor Valley emiliana e un saper fare rigorosamente declinato al futuro.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dallara produce auto da competizione (unica eccezione la “Stradale” con cui Beltrami si è presentato alla fiera di Bergamo). L’azienda si è concentrata da sempre sui telai evitando di produrre le “parti calde” del veicolo. Ha circa novecento dipendenti, una forte proiezione internazionale, una determinazione particolare nel promuovere ricerca di punta in materia di progettazione e nuovi materiali. Il suo successo è legato alla capacità di sviluppare un’offerta su misura. E’ il fornitore unico delle automobili che partecipano al circuito IndyCar, produce vetture per la Formula 2, per la Formula 3 e per altri campionati di rilievo internazionale, Non meno importante la sua collaborazione con grandi marchi come Ferrari e Bugatti per cui sviluppa modelli originali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">Questa capacità di produrre prototipi in scala – l’ossimoro è intenzionale &#8211; è il risultato di una cultura dell&#8217;innovazione che rispetta il lavoro, che promuove gli ingegneri che sviluppano i modelli matematici per la simulazione delle auto in pista così come i sarti e le sarte che tagliano e modellano i materiali compositi per la realizzazione dei telai. Dallara è la dimostrazione che è possibile saldare assieme ricerca e lavoro artigiano attraverso modelli di crescita che puntano a promuovere il potenziale dei singoli. E’ la prova che si può crescere dimensionalmente senza per questo perdere la propria cifra distintiva e il proprio legame con il territorio. E’ la dimostrazione che una particolare cultura del lavoro è pienamente compatibile con l’innovazione tecnologica e con sfide di mercato sempre più ambiziose.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Festeggiare un compleanno importante ragionando sul caso Dallara non è un fatto scontato. I media nazionali e internazionali parlano d’altro. Ci stiamo abituando a una crescita economica che prescinde dalla crescita delle persone, dallo sviluppo dei talenti, dal radicamento delle imprese nella società. Per molti l’accumulazione di fortune (in alcuni casi enormi) passa attraverso <em>meme coins</em>, chatbot che si confondono con fidanzate/i, finanza quantitativa. Mai come in questi anni guardiamo con sorpresa (e sgomento) alla distanza fra economia e società. Troviamo abbastanza normale che delle imprese su cui investiamo i nostri risparmi siano le stesse a mettere in pericolo la salute mentale dei nostri figli. Quando ascoltiamo il percorso avviato in questi anni da Dallara ritroviamo un’idea di crescita che si salda alla passione di una comunità, riconosciamo il lavoro come forma di espressione individuale e collettiva, guardiamo al management come strumento al servizio di una varietà di soggetti (non solo gli azionisti).</p>
<p>Per gli artigiani che hanno partecipato all’assemblea di Bergamo, il confronto con il caso Dallara ha rappresentato l’occasione per riflettere su un modello di crescita ambizioso quanto rispettoso della tradizione. Crescere in termini di dimensioni e di proiezione internazionale non significa necessariamente industrializzarsi (ovvero promuovere economie di scala e serialità nella produzione) quanto piuttosto adottare un modello manageriale in grado di valorizzare al meglio le proprie competenze distintive. La cultura del lavoro che Giampaolo Dallara continua a promuovere nella sua azienda è legata alla valorizzazione delle virtù cardinali dell’uomo artigiano: curiosità, voglia di sperimentare, desiderio di apprendimento. Bene ha fatto il presidente Marco Granelli a ricordare che questo valore artigiano costituisce un tesoro da riconoscere e promuovere per impostare un percorso di crescita che oggi vediamo come possibile e, spesso, come necessario. Questo percorso merita una cultura gestionale al passo coi tempi e un’attenzione alla ricerca e alla sperimentazione che l’esperienza Dallara conferma essere un tratto caratteristico delle imprese italiane.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>La moda italiana alla prova del futuro: come difendere il primato del Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavio Sciuccati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 07:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[data room]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Futuro della Moda di fascia alta e del Lusso: rilanciare il Made in Italy tra sfide geopolitiche globali, mercati in frenata e nuovi comportamenti delle diverse generazioni di consumatori.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/la-moda-italiana-alla-prova-del-futuro-come-difendere-il-primato-del-made-in-italy/">La moda italiana alla prova del futuro: come difendere il primato del Made in Italy</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108820" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/4.Sciuccati.jpg" width="768" height="1152" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/4.Sciuccati.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/4.Sciuccati-200x300.jpg 200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/4.Sciuccati-683x1024.jpg 683w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/4.Sciuccati-350x525.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></div>
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<h2><span class="font-435549">La filiera della Moda¹ rappresenta da sempre uno dei pilastri strategici e prioritari del sistema produttivo italiano. Con circa <strong>550 mila addetti e 60 mila imprese produttive attive </strong>(tra industria ed artigianato), pari al <strong>16% delle aziende manifatturiere nazionali </strong>e al <strong>13% dell’occupazione del comparto</strong>, essa costituisce la <strong>seconda filiera manifatturiera del Paese per numero di addetti</strong>, dietro solo alla meccanica e metallurgia, e la <strong>terza per numero di imprese²</strong>.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La grande forza del <em>Made in Italy </em>risiede nella <strong>capillarità del tessuto imprenditoriale </strong>e nella <strong>completezza delle sue filiere</strong>, che integrano competenze, creatività, know-how e qualità consolidati in decenni di eccellenza. Dall’abbigliamento alla maglieria, dalla calzatura alla pelletteria, fino a oreficeria e occhialeria, l’Italia conserva un <strong>ecosistema produttivo verticale</strong>, capace di gestire l’intero ciclo, dalle materie prime (pelli, tessuti, materiali, componenti metallici) ai processi intermedi (stampa, laseratura, finissaggio, ecc.), fino alla produzione del prodotto finito. Una condizione pressoché unica al mondo, che spiega perché il nostro Paese sia da sempre la <strong>prima destinazione industriale per i grandi brand internazionali </strong>desiderosi di sviluppare collezioni ai più alti livelli qualitativi.</p>
<h3><span class="font-435549">Le minacce emergenti: illegalità, transizione tecnologica e nuovi concorrenti</span></h3>
<p>Negli ultimi anni, tuttavia, <strong>nuove minacce </strong>rischiano di intaccare il valore e la reputazione del <em>Made in Italy</em>. Da un lato, la <strong>presenza di aree grigie e di illegalità </strong>in alcuni segmenti della filiera mina la fiducia dei brand e danneggia la reputazione del sistema produttivo nel suo complesso. Dall’altro, la <strong>transizione tecnologica e ambientale </strong>richiede un impegno crescente: se la sostenibilità è ormai una condizione necessaria per collaborare con i grandi marchi, l’<strong>innovazione tecnologica </strong>rappresenta oggi il vero fattore competitivo. L’introduzione di sistemi digitali, automazione e software integrati consente di ridurre i lead time, migliorare il controllo qualità e aumentare l’efficienza operativa, generando un <strong>livello di servizio superiore </strong>– elemento chiave nella selezione dei fornitori da parte dei brand. A parità di prezzo e qualità, vince chi sa garantire <strong>tempi certi, tracciabilità e affidabilità</strong>.</p>
<p>A ciò si aggiunga la <strong>competizione crescente di nuovi poli produttivi europei </strong>– Romania, Bulgaria, Spagna, Portogallo, Turchia – dove la qualità della manodopera è in rapido miglioramento. Pur non raggiungendo ancora gli standard italiani, questi Paesi offrono costi inferiori e maggiore prossimità logistica, diventando <strong>partner alternativi </strong>per il <em>near-shoring </em>dei brand.</p>
<h3><span class="font-435549">Un mutamento narrativo: il rischio della perdita di un grande primato</span></h3>
<p>Lo studio strategico condotto da <strong>The European House – Ambrosetti </strong>nell’ambito della quarta edizione di Venice Sustainable Fashion Forum (Venezia, Fondazione Cini, 23-24 ottobre 2025) ha misurato la frequenza narrativa di otto attributi chiave associati ai principali produttori del settore Moda: quattro tangibili (innovazione tecnologica, accessibilità/prezzo, diritti dei lavoratori, sostenibilità ambientale) e quattro intangibili (lusso/prestigio, qualità artigiana, heritage, design/creatività)³. Cosa emerge? Che i <strong>Paesi d’origine dei brand europei </strong>– in particolare Italia, Francia e Spagna – pur restando centrali per Lusso e tradizione, <strong>stanno progressivamente perdendo terreno nella narrazione globale</strong>. La Cina, un tempo sinonimo di produzione di massa e scarse condizioni lavorative, sta oggi ridefinendo la propria immagine puntando su innovazione, creatività e tecnologia. Parallelamente, Paesi come Turchia e Romania consolidano la loro reputazione in termini di qualità e artigianalità, proponendosi come <strong>nuovi premium partner </strong>per i grandi gruppi del Lusso. Sul fronte della Sostenibilità, infine, <strong>nessun Paese emerge ancora come leader riconosciuto</strong>, lasciando aperto uno spazio competitivo che l’Italia potrebbe occupare con un approccio sistemico.</p>
<h3><span class="font-435549">L’incertezza del mercato del Lusso e la trasformazione dei consumi</span></h3>
<p>Dopo un decennio di crescita costante, il mercato globale del Lusso ha attraversato due momenti di crisi: il crollo del 2020 dovuto alla pandemia e, successivamente, la frenata post- boom del 2023.</p>
<p>Questa contrazione, tuttavia, non va interpretata come un segnale strutturale di debolezza. Storicamente, la produzione manifatturiera mondiale è sempre cresciuta nel tempo a un ritmo medio del 3% annuo, salvo eccezioni legate a crisi o eventi straordinari. Anche nel settore della Moda si osserva oggi un progressivo ritorno ai volumi produttivi pre- pandemici, nonostante il contesto geopolitico rimanga incerto.</p>
<p>Ciò che realmente cambia è <strong>il comportamento del consumatore</strong>, oggi più fluido, consapevole e orientato all’esperienza. Dopo la pandemia, i consumatori hanno privilegiato <strong>beni esperienziali </strong>rispetto a quelli personali, contribuendo a una momentanea contrazione dei consumi di Moda. Ma le prospettive di medio periodo restano positive: secondo stime⁴ recenti, nei prossimi dieci anni <strong>oltre 31 trilioni di dollari </strong>saranno trasferiti a livello globale da circa <strong>1,2 milioni di individui ad alto patrimonio </strong>(≥ 5 milioni  di  dollari)  alle  nuove  generazioni  di  <strong>Millennials  e  Gen  Z</strong>. Si tratta di una delle più grandi transizioni di ricchezza della storia moderna. Queste generazioni, cresciute nell’era digitale e segnate da un diffuso senso di incertezza, manifestano un comportamento di consumo definito <em>doom spending</em>: una propensione ad acquistare beni di Moda e di Lusso come <strong>espressione identitaria e risposta emotiva </strong>all’ansia per il futuro. Un atteggiamento che, pur irrazionale sul piano economico, rappresenta un motore di domanda inedito per il settore.</p>
<h3><span class="font-435549">Conclusione – Per un nuovo patto di filiera del Made in Italy</span></h3>
<p>Di fronte a questi mutamenti, il futuro della Moda di fascia alta e del Lusso di matrice italiana dipenderà fortemente dalla capacità di <strong>rinnovare la propria narrazione e il proprio modello competitivo</strong>. Il <em>Made in Italy </em>non ha perso il suo valore intrinseco, ma rischia di <strong>perdere rilevanza simbolica e attrattiva </strong>se non saprà evolversi nella percezione globale. Servono dunque <strong>azioni coordinate tra imprese, istituzioni e brand</strong>, per investire in:</p>
<ul>
<li><strong>innovazione tecnologica</strong>, per accrescere produttività e trasparenza;</li>
<li><strong>formazione e ricambio generazionale</strong>, per preservare i mestieri artigiani;</li>
<li><strong>comunicazione internazionale</strong>, per riaffermare il <em>Made in Italy </em>come ecosistema contemporaneo e non solo come icona del passato.</li>
</ul>
<p>Solo un <strong>nuovo patto di filiera </strong>– capace di integrare industria, artigianato, sostenibilità e storytelling – potrà garantire che l’Italia resti la <strong>capitale mondiale della qualità e della bellezza manifatturiera</strong>, anche nelle nuove geografie del Lusso e nelle economie delle generazioni future.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p><em>(Nella foto di Ivan Demenego, tratta da I Ritratti del Lavoro di Confartigianato, l&#8217;imprenditrice artigiana Chiara Sironi nel suo atelier di Lecco)</em></p>
<hr />
<h6>1 Il settore Moda è inteso in senso ampio, includendo le filiere Tessile (ATECO 13), Abbigliamento (ATECO 14), Pelle (ATECO 15), Gioielleria (ATECO 32.12 e 32.13) e Occhialeria (ATECO 32.50.5).</h6>
<h6>2 Elaborazione di TEH-Ambrosetti su dati AIDA, Istat, 2025.</h6>
<h6>3 Venice Sustainable Fashion Forum, The European House-Ambrosetti, 2025;</h6>
<h6>4 Family wealth transfer 2024, Altrata, 2024</h6>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/la-moda-italiana-alla-prova-del-futuro-come-difendere-il-primato-del-made-in-italy/">La moda italiana alla prova del futuro: come difendere il primato del Made in Italy</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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