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	<title>montagna - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>montagna - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Milano Cortina 2026: infrastrutture olimpiche come eredità per il Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Veronica Vecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presidente di SIMICO, Veronica Vecchi, racconta dall’interno la costruzione delle infrastrutture di Milano Cortina 2026: un cantiere diffuso in cui governance pubblica, innovazione e lavoro delle imprese trasformano la complessità organizzativa dei Giochi in un’eredità concreta per i territori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 88%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-109957" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx115478-1200px-1600-1000-80.jpg" width="1199" height="675" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx115478-1200px-1600-1000-80.jpg 1199w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx115478-1200px-1600-1000-80-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx115478-1200px-1600-1000-80-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx115478-1200px-1600-1000-80-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx115478-1200px-1600-1000-80-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 1199px) 100vw, 1199px" /></div>
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<p>Con Milano Cortina 2026 l’Italia sta realizzando le infrastrutture olimpiche su un territorio ampio e morfologicamente complesso, combinando impianti sportivi di livello mondiale con investimenti destinati a lasciare una legacy strutturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><strong>«La vera eredità dei giochi? Le infrastrutture di trasporto con ben 51 opere programmate»</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il piano vale <strong>3,5 miliardi di euro</strong> e comprende <strong>98 interventi</strong>: <strong>51 opere infrastrutturali</strong>, soprattutto strade e collegamenti, e <strong>47 impianti sportivi</strong> distribuiti su oltre 22.000 chilometri quadrati, tra più regioni e diversi livelli istituzionali. Fin dall’inizio è stata compiuta una scelta strategica chiara: le infrastrutture di trasporto rappresentano la vera eredità dei Giochi. L’evento olimpico è stato utilizzato come acceleratore di investimenti attesi da decenni dalle comunità locali, in un Paese segnato da catene montuose e territori fragili.</p>
<p>Da questa esperienza emergono tre lezioni. La prima: il modello istituzionale conta. Un soggetto dedicato come SIMICO &#8211; società infrastrutture Milano Cortina &#8211; , in stretto raccordo con Governo, Regioni e autorità di controllo, consente decisioni rapide e gestione efficace delle criticità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«La sostenibilità è una strategia, non un adempimento»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La seconda: la <strong>sostenibilità</strong> è una strategia, non un adempimento. Significa efficienza nel rispetto di tempi e costi, attenzione all’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita delle opere e centralità della dimensione sociale. Impronta ambientale non vuol dire solo misurare le emissioni, ma integrare soluzioni sostenibili nelle scelte progettuali. Sul piano sociale, la sicurezza è anche innovazione: utilizziamo sistemi digitali di monitoraggio e collaboriamo con le imprese per migliorare le condizioni di lavoro oltre gli standard normativi. I nostri cantieri, con lavoratori di 52 nazionalità, sono ecosistemi di integrazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«L&#8217;80% delle imprese subappaltatrici sono PMI»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo quadro, il contributo delle imprese è decisivo. Stiamo gestendo oltre 3<strong>00 appaltatori principali e più di 600 subappaltatori: oltre l’80% sono PMI</strong>. Non è solo un dato numerico. La realizzazione di opere complesse in contesti montani richiede competenze diffuse, flessibilità e capacità di adattamento. Significa valorizzare una capacità artigianale evoluta, capace di integrare saperi tecnici, innovazione digitale – dal BIM ai digital twin – e problem solving operativo. È questa alleanza tra ingegneria, PMI e mondo artigiano che rende possibile rispettare standard elevati in tempi sfidanti.</p>
<p>La terza lezione riguarda la governance come trasparenza concreta, abilitata dal digitale. In un Paese dotato di un sistema avanzato di contrasto alle infiltrazioni mafiose, abbiamo rafforzato i controlli sugli appalti insieme al Ministero dell’Interno, rendendoli più tempestivi ed efficaci attraverso strumenti digitali.</p>
<p>Abbiamo inoltre realizzato, sulla base degli input degli stakeholder, una piattaforma pubblica che aggiorna ogni 45 giorni su costi, tempi e stato di avanzamento dei progetti. La trasparenza è reale solo se è accessibile: se servono più di tre clic, non è vera trasparenza.</p>
<p>L’eredità di Milano Cortina 2026 non è solo infrastrutturale. È un’eredità di metodo: dimostrare che anche in contesti complessi è possibile coniugare responsabilità pubblica, competenza tecnica e valorizzazione del tessuto produttivo diffuso che rappresenta una delle principali forze del Paese.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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<div class="ig-tags-wrapper"><strong><a class="ig-tags-link" href="https://www.coni.it/it/archivio-foto.html?view=tags&amp;igtags=Foto%20Giuseppe%20Giugliano/CONI">© Foto Giuseppe Giugliano/CONI</a></strong></div>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>Milano Cortina 2026, la ‘nazionale’ delle piccole imprese in campo per l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli home page]]></category>
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		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre gli atleti scalano il medagliere, i territori olimpici mostrano un’altra forza italiana: un’economia diffusa fatta di artigianato, turismo e piccole imprese che sostiene la filiera dei Giochi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 74%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109952" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80.jpg" width="1008" height="1000" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80.jpg 1008w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-300x298.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-768x762.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx105482-1200px-1600-1000-80-350x347.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1008px) 100vw, 1008px" /></div>
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				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-3"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 non hanno rappresentato solo un grande evento sportivo ma anche un rilevante moltiplicatore economico per il sistema produttivo italiano. Dietro le gare, gli impianti e l’organizzazione, si muove un sistema fatto soprattutto di micro e piccole imprese e di artigianato, che rappresenta uno dei veri motori dell’economia italiana.</p>
<h3><span class="font-435549">Per l’Italia la maggiore risalita di posizioni nel medagliere, superate Germania, Francia, Giappone e Cina</span></h3>
<p>Il risultato sportivo diventa anche una metafora del dinamismo del sistema del Paese: l’Italia, che a Milano Cortina 2026 sale al quarto posto nel medagliere, è la nazione con la maggiore risalita rispetto a Pechino 2022, superando paesi più grandi come Germania, Francia, Giappone e Cina. In chiave economica, tra il 2021 e il 2026, nonostante l’elevata incertezza determinata dalle tensioni geopolitiche, l’Italia cumula una crescita del PIL del 7,8%, facendo meglio di Francia (+7,2%) e Germania (+1,8%).</p>
<h3><span class="font-435549">L’economia dei territori olimpici al settimo posto in Europa</span></h3>
<p>La geografia delle sedi dei Giochi – che hanno interessato sei province tra Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige – coincide con territori ad alta densità di imprese a vocazione artigiana e di saper fare manifatturiero, dove l’intreccio tra turismo, produzione e servizi costituisce un rilevante ecosistema economico, di assoluto rilievo, oltre che sul piano nazionale, anche nel contesto europeo. La somma del <strong>PIL</strong> generato dai territori olimpici di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige supera quello di Svezia e Ungheria messe insieme. Nella classifica ibrida con i paesi europei, le tre regioni olimpiche si collocano al settimo posto dietro alla Germania, la Francia, la Spagna, le restanti regioni italiane, i Paesi Bassi e la Polonia. Su questo fronte va ricordato che l’Italia detiene il <strong>primato europeo</strong> dell’<strong>economia della montagna</strong> con un PIL prodotto nei territori montani che ammonta al 44,6% del totale nazionale, una quota più che doppia rispetto al 21,1% registrato dalla media UE (Confartigianato, 2025).</p>
<h3><span class="font-435549">Il distretto olimpico imperniato sulle piccole imprese</span></h3>
<p>Nelle sei province che hanno ospitato i giochi olimpici operano 127mila <strong>imprese artigiane</strong>, pari al 10,2% del totale nazionale. Di queste circa 20mila sono attive nei settori direttamente collegati alla <strong>domanda turistica</strong>, con 48mila addetti che rappresentano quasi il 10% dell’occupazione nazionale di questi comparti. Si tratta di un tessuto produttivo che intercetta rilevanti <strong>flussi turistici</strong>: nel 2023 le sei province hanno registrato 97 milioni di presenze, il 21,8% del totale italiano, con una quota di turisti stranieri superiore al 63%. Gli otto comuni sede delle gare concentrano da soli 19 milioni di presenze, quasi il 20% del totale delle province coinvolte, confermando la rilevanza internazionale di queste destinazioni e il potenziale effetto vetrina dei Giochi per l’economia locale (Confartigianato, 2025a).</p>
<p>In questo contesto, il <strong>sistema delle piccole imprese ad elevata vocazione artigiana</strong> diventa un attore rilevante della macchina olimpica. Dall’ospitalità alla ristorazione, dalle costruzioni ai servizi alla persona, fino alle produzioni manifatturiere legate allo sport e allo sci, le imprese artigiane partecipano in modo diffuso alla filiera dell’evento. Inoltre, è lo stesso mondo della <strong>sport economy</strong> italiana a dimostrare quanto il baricentro produttivo su cui ruota l’evento olimpico sia nelle mani delle piccole imprese: nel perimetro dei settori della produzione e servizi per lo sport elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato operano 25mila <strong>micro e piccole imprese</strong> che danno lavoro a 56mila addetti, pari a oltre il 79% dell’occupazione complessiva del cluster. All’interno di questo perimetro, le <strong>imprese artigiane</strong> costituiscono il 45,5% della manifattura di prodotti per lo sport, confermando come le competenze specialistiche, la flessibilità produttiva e la personalizzazione siano fattori chiave di competitività.</p>
<p>La <strong>produzione di articoli per l’attività sportiva</strong> ha manifestato una elevata resilienza nella crisi della manifattura colpita dalle conseguenze negative della guerra in Ucraina.  Il comparto degli articoli sportivi nel 2024 ha aumentato la produzione del 6,9% e nel 2025 di un ulteriore 5,7%, a fronte di una flessione della produzione manifatturiera registrata nel biennio e delineando un <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/5839c0b3-287d-48f0-9132-978dd2f772e0?lang=en&amp;createdAt=2026-02-26T12:18:34Z">profilo dell’offerta di prodotti per lo sport del settore migliore</a> di quello di Francia e Germania.</p>
<p>In relazione all’evento olimpico, assume un particolare significato il comparto dei <strong>prodotti per lo sci</strong>, uno dei simboli della filiera del made in Italy sportivo (Confartigianato, 2026). Nel 2025 l’Italia ha esportato 371 milioni di euro di articoli per lo sci, risultando il secondo esportatore dell’Unione europea con una quota del 16%, alle spalle della sola Austria. Ancora più significativo è il primato nelle calzature da sci, con 222 milioni di euro di export e una quota del 27,3% del totale UE, che colloca il nostro Paese al primo posto in Europa. Crescono anche le esportazioni di sci, attacchi e relative attrezzature, che nel 2025 segnano un aumento a doppia cifra (+11,4%), a dimostrazione della vitalità tecnologica e produttiva del settore. A questo segmento produttivo contribuiscono le 2mila imprese attive nelle confezioni di abbigliamento sportivo e nella fabbricazione di articoli sportivi che contano oltre 14mila addetti, concentrati per il 63,1% in micro e piccole imprese con meno di 50 addetti. È una struttura produttiva che riflette il modello italiano: specializzazione, qualità, integrazione tra tradizione manifatturiera e innovazione. Il made in Italy dello sci partecipa alle catene del valore globali, e l’evento di Milano Cortina 2026 ne rafforza la visibilità e l’attrattività, nonostante le incertezze geopolitiche e le tensioni generate dalle politiche protezionistiche.</p>
<p>L’effetto dei Giochi, tuttavia, non si esaurisce nella manifattura sportiva. Un impatto più ampio interessa l’intero sistema territoriale: turismo, servizi, costruzioni, manutenzioni, logistica, comunicazione. Le imprese artigiane, per loro natura radicate nei territori, intercettano questa domanda prevalentemente legata alle infrastrutture, cogliendo le opportunità di crescita che combinano investimenti, lavoro e valorizzazione delle competenze locali. In questo senso, Milano Cortina 2026 rappresenta una piattaforma di sviluppo che unisce economia reale e immagine del Paese, mettendo in vetrina non solo le performance sportive, ma anche la capacità produttiva italiana. Il sistema delle imprese diventa determinante per la messa a terra di 3,5 miliardi di investimenti per <strong>infrastrutture in opere pubbliche</strong> che si sommano a 1,9 miliardi di euro di <strong>spese organizzative</strong> programmati per l’evento di Milano Cortina 2026. Va ricordato che le opere vanno terminate, oltre che utilizzate e manutenute anche dopo il termine dei Giochi, tutte operazioni non sempre scontate.</p>
<p>Milano Cortina 2026 mostra che i grandi eventi non si vincono solo con la partecipazione del pubblico e le medaglie, ma anche con una rete diffusa di imprese che progettano, producono, investono, innovano e creano lavoro. È lì, nella “nazionale” dell’economia reale, che si gioca una parte decisiva della competitività del Paese.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p>© <strong><a class="ig-tags-link" href="https://www.coni.it/it/archivio-foto.html?view=tags&amp;igtags=Foto%20Simone%20Ferraro%20e%20Giuseppe%20Giugliano/CONI">Foto Simone Ferraro e Giuseppe Giugliano/CONI</a></strong></p>
<hr />
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<p>Confartigianato (2026), <a href="https://bit.ly/4amAZIp">Made in Italy di prodotti per lo sci per 371 milioni di euro nel 2025</a><br />
Confartigianato (2023), <a href="https://bit.ly/3ENqdvG">Imprese, MPI e made in Italy dello sport</a><br />
Confartigianato (2025), <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/economia-della-montagna-66-occupazione-in-3-anni-pesano-recessione-in-germania-e-crisi-dazi/">Economia della montagna: +6,6% occupazione in 3 anni, pesano recessione in Germania e crisi dazi</a><br />
Confartigianato (2025a), <a href="https://ufficiostudi.confartigianato.it/wp-content/uploads/2025/11/Confartigianato_20%C2%B0_Rapporto_annuale_25112025_QRCODE.pdf#PAGE=40">Box &#8211; Verso Milano Cortina 2026 nel 20° Rapporto annuale, Galassia impresa, l&#8217;espansione dell’universo produttivo italiano, 25 novembre 2025</a><br />
Confartigianato (2025b), <a href="https://bit.ly/4plTSB6">I territori al centro del 20° Rapporto annuale, 1° dicembre</a><br />
Ministero della Salute (2025), Relazione ‘<a href="https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2025-08/Relazione%20NSG_31_07_2025_per_portale_copertine%20%281%29.pdf">Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia – Metodologia e risultati dell’anno 2023</a>’</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/milano-cortina-2026-la-nazionale-delle-piccole-imprese-in-campo-per-litalia/">Milano Cortina 2026, la ‘nazionale’ delle piccole imprese in campo per l’Italia</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La bella Italia che resiste: radicamento, comunità e futuro dei territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Granata]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Estratto dall’intervento di Elena Granata, docente di pianificazione urbana e territoriale al politecnico di Milano, al convegno Match Point 2025 di Confartigianato Imprese.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108586" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h.jpg" width="1012" height="1012" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h.jpg 1012w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></div>
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<h2><span class="font-435549">«La “bella Italia” non è più quella che si racconta nelle cartoline, nelle guide turistiche o nelle retoriche dei festival dedicati al Made in Italy. Borghi incantati, valli e città storiche, un tempo custodi di saperi e tradizioni, oggi vivono sotto il peso di un’inedita fragilità sociale ed economica».</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il problema non riguarda solo la loro bellezza paesaggistica o il patrimonio culturale, ma la capacità concreta di garantire alle nuove generazioni un progetto di vita stabile, radicato nei luoghi, fatto di casa, lavoro e comunità. Questo diritto, fondamento di qualsiasi società sana, si sta erodendo sotto le pressioni di un modello economico che premia solo i territori già attrattivi, lasciando indietro gran parte delle aree interne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il nodo centrale della questione è la casa. Non più solo una questione di disponibilità, ma di accessibilità e sostenibilità. La crisi abitativa, storicamente associata alle grandi città, si è allargata in modo sorprendente e quasi simultaneo a università, città medie e località turistiche, fino a raggiungere le comunità montane e rurali»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Val di Fiemme, per esempio, la mancanza di alloggi per infermieri, agricoltori e lavoratori locali compromette l’economia e la vita della comunità. Lo stesso modello economico, basato sull’abitare come strumento di reddito e speculazione, si applica tanto a Milano quanto a Lecce, Napoli o Cagliari. L’abitare diventa un bene di consumo, sacrificando il diritto fondamentale di avere un luogo in cui costruire relazioni, fare famiglia e avviare progetti di vita.</p>
<p>Il progetto di vita delle nuove generazioni risente di questa crisi: la possibilità di radicarsi, di lavorare vicino a casa o all’università, di iniziare un’attività imprenditoriale o semplicemente di formare una famiglia diventa un privilegio riservato a pochi. Le aziende, di conseguenza, soffrono la mancanza di personale qualificato, formato nei migliori atenei e costretto a migrare verso città o Paesi che offrono condizioni abitative e opportunità migliori. La difficoltà di trovare lavoro, casa e radicamento costituisce una stretta che si ripercuote sulla competitività economica dell’intero Paese.</p>
<p>Oggi i territori italiani sono dominati dalla logica dell’attrattività per il capitale, più che dalla capacità di garantire qualità della vita ai residenti. Le città non sono più luoghi in cui vivere, creare e innovare, ma scenari da valorizzare per investimenti e turismo. Questo crea una dicotomia drammatica: territori attrattivi, pronti a ricevere capitali e turisti, e territori sacrificati, destinati all’abbandono. Le città medie, le piccole imprese e le comunità locali, che per decenni hanno garantito coesione e sviluppo, sono oggi tra le più penalizzate. L’esito è un’Italia a più velocità, dove la stabilità degli abitanti stanziali e delle famiglie con bambini è subordinata alla capacità di attrarre capitali finanziari.</p>
<p>Anche il turismo, pilastro di molte economie locali, mostra i limiti di questo modello. Le aree storicamente attrattive, come le Cinque Terre o l’Emilia Romagna, si confrontano con oscillazioni improvvise nella capacità di accogliere visitatori. L’overtourism, il sovraffollamento e la saturazione dei luoghi mettono in crisi sistemi che fino a ieri sembravano efficaci e consolidati. La fiducia tra turisti, residenti e territori si deteriora rapidamente: quando si rompe questo patto di fiducia, la reputazione di un luogo cala e il danno è spesso irreversibile. Il web decide dove andare in vacanza, chi premiare e chi punire, e la geografia dei sommersi e dei salvati cambia di anno in anno, creando instabilità e confusione.</p>
<p>Il problema va oltre l’estetica o la dimensione economica: riguarda la relazione tra abitus e habitat, tra le persone e i luoghi in cui vivono. Ogni borgo, città o valle custodisce conoscenze, competenze e tradizioni che non possono essere prefabbricate o standardizzate. La perdita di queste relazioni mette a rischio ciò che rende l’Italia unica: capitale culturale, artigianale e spirituale. La fragilità dei territori non è solo fisica, ma sociale: senza cura dei legami e della comunità, il Paese rischia di diventare un territorio anonimo, incapace di valorizzare la propria storia e la propria identità.</p>
<p>Parallelamente, alcuni territori marginali rischiano di essere sovrascritti da logiche estrattive e globalizzate, che arrivano sotto forma di logistica, grandi piattaforme, resort o infrastrutture commerciali. La valorizzazione dei luoghi diventa sfruttamento, e le comunità si trovano a subire pressioni economiche senza poter influire sulle decisioni. Amazon e altre piattaforme digitali rappresentano un esempio concreto: acquistano territori, capitalizzano sugli spazi e sulle persone, imponendo dinamiche di mercato che spesso escludono la comunità e riducono il radicamento locale.</p>
<p>In questo contesto, la risposta non può essere importata dai modelli anglosassoni o americani, centrati su efficienza, profitto e attrattività globale. Serve una prospettiva mediterranea, basata sulla cooperazione, sulla tradizione e sul legame con i luoghi e le comunità. La leadership deve saper coniugare creatività e saper fare, rispetto per la storia e apertura all’innovazione, cooperazione e dialogo, capacità di valorizzare ciò che è locale senza rinunciare alla dimensione globale. Dal Mediterraneo, culla di civiltà e di pratiche sociali virtuose, può emergere una risorsa di competenze morali e immaginative in grado di guidare scelte di sviluppo sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il radicamento nei luoghi è quindi un atto strategico: proteggere la casa, le relazioni sociali, la comunità significa tutelare la capacità italiana di innovare e di competere, preservando le specificità culturali, storiche e artigianali che rendono il Paese unico». </span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La bellezza dei territori non è solo estetica: è relazionale, culturale, economica e spirituale. Solo mettendo al centro l’abitare, il radicamento e la comunità si può resistere alla pressione dei modelli globalizzati, costruire un futuro sostenibile e valorizzare l’Italia come luogo in cui vivere, lavorare e creare.</p>
<p>Infine, la minaccia della “tabula rasa” planetaria, dal turismo selvaggio ai resort costruiti sulle rovine del mondo, ci ricorda quanto fragile sia il legame tra sviluppo economico e qualità della vita. La distruzione dei luoghi per fini speculativi, sia locali che globali, rende evidente la necessità di un approccio che non si limiti a valorizzare il capitale o il profitto, ma che tuteli la dimensione umana, sociale e culturale dei territori. La sfida consiste nel recuperare la centralità del luogo e della comunità, difendendo l’Italia da logiche che riducono i territori a semplici strumenti di sfruttamento.</p>
<p>In questo quadro, la leadership, le istituzioni, le imprese e le comunità devono reimparare a guardare ai territori con occhi diversi: non come piattaforme da monetizzare, ma come laboratori di vita, di cultura e di saper fare. La capacità di valorizzare la “bella Italia” risiede nell’intreccio tra tradizione e innovazione, tra radicamento e apertura, tra cura dei luoghi e sviluppo sostenibile. Solo così si può garantire alle nuove generazioni la possibilità di costruire progetti di vita reali, ancorati a una comunità e a un territorio, capaci di dare senso e futuro al Paese.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Artigianato del gusto: il turismo scopre i territori del formaggio italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Garibaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 07:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più turisti cercano nel formaggio l’essenza di un territorio: tra caseifici aperti al pubblico, cheese bar e laboratori sensoriali, il turismo caseario si afferma come nuova frontiera del Made in Italy enogastronomico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 80%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108322" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI.jpg" width="1280" height="867" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-300x203.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-1024x694.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-768x520.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-350x237.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
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<h3><span class="font-435549">*Turismo e mondo caseario: un interesse in crescita</span></h3>
<p>Il “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, ideato da Roberta Garibaldi e realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE) con la collaborazione del Comune di Bergamo, del progetto FORME e di Bergamo Città Creativa per l’Enogastronomia evidenzia un mercato in crescita. Il 32,7% dei turisti italiani dichiara di aver partecipato ad almeno un’esperienza a tema formaggio nel corso dei viaggi degli ultimi tre anni – tra visite ai caseifici, eventi e festival, itinerari tematici ed esperienze dedicate nei ristoranti – e i numeri sono cresciuti in modo significativo nell’ultimo triennio: +7,3% sul 2021. Questi dati riflettono – e sono conseguenza – della sempre maggiore centralità dell’enogastronomia nel turismo: basti pensare che   il 17,8% (circa 24 milioni) e il 16,7% (22,5 milioni) dei cittadini europei vogliono esplorare le aree rurali e scoprire l’enogastronomia del territorio visitato a prescindere dalla tipologia di vacanza (dati <em>European Travel Commission</em>, 2024).</p>
<h3><span class="font-435549">* L’evoluzione dell’offerta turistica: caseifici, <em>cheese bar</em>, musei, eventi ed itinerari</span></h3>
<p>Gli “attori” del turismo caseario sono caseifici e aziende di produzione, che spesso non si limitano solo alle tradizionali visite o alle degustazioni, ma offrono ai visitatori percorsi ed esperienze coinvolgenti e stimolanti. Alcuni esempi? <em>Cheese pairing</em> o laboratori, che – lo evidenzia lo studio realizzato da AITE – sono apprezzati da oltre il 50% dei rispondenti ai sondaggi (rispettivamente 55% e 52%). Ma non è tutto: anche la ristorazione si sta dimostrando una valida alleata nel valorizzare il binomio turismo e mondo caseario. Non è raro, infatti, trovare format pensati proprio per gli amanti del formaggio, come <em>cheese bar</em>, <em>cheese catering</em> o carte dedicate, auspicate da quasi 6 italiani su 10 da quanto rilevato nel rapporto. Insomma, dimenticate quelle tre righe di formaggi commerciali tra i secondi e i dessert che si trovano in certi menù d’antan.</p>
<p>L’offerta dedicata al mondo caseario è (ancora) ampia: parliamo di musei del formaggio, eventi, festival, itinerari tematici, pacchetti turistici a tema. Da non dimenticare che questi sono tutti strumenti per diffondere il vero Made in Italy e combattere anche l’<em>Italian sounding</em>: le ricadute (positive) della valorizzazione del turismo caseario sono ampie e sfaccettate e non riguardano solo il comparto turistico. Il nodo, però, resta la rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/artigianato-del-gusto-il-turismo-scopre-i-territori-del-formaggio-italiano/">Artigianato del gusto: il turismo scopre i territori del formaggio italiano</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le imprese artigiane, pilastro delle comunità di montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:40:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra opportunità e sfide complesse: l’artigianato si confronta con il futuro incerto delle terre alte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-xsdn-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 62%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107425" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/Copertina-SA-30082024.png" width="720" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/Copertina-SA-30082024.png 720w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/Copertina-SA-30082024-300x300.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/Copertina-SA-30082024-150x150.png 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/Copertina-SA-30082024-350x350.png 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/Copertina-SA-30082024-348x348.png 348w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
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<p>Uno sviluppo davvero sostenibile deve essere poliforme e diversificato, capace di rispondere alle peculiarità di ciascun territorio. I territori montani, per loro natura, sono adatti ad ospitare principalmente imprese di piccole dimensioni. Queste imprese, operando in una logica di economia circolare, si integrano perfettamente nei piccoli centri, contribuendo a mantenerli vivi senza snaturarne l&#8217;essenza. Tuttavia, la sopravvivenza e la prosperità di questi centri sono minacciate dalla chiusura delle imprese e dalla mancanza di servizi essenziali per i residenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Una politica lungimirante per la tenuta o il ripopolamento delle comunità montane deve quindi passare dalla creazione di nuovi servizi per i cittadini e dall&#8217;incoraggiamento di nuove iniziative imprenditoriali.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo contesto, le imprese artigiane svolgono un ruolo cruciale. Non sono soltanto parte integrante del sistema produttivo, ma rappresentano un fattore decisivo di coesione sociale e di sviluppo economico per i territori montani e le aree interne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Se vogliamo davvero combattere lo spopolamento e riportare attività economiche nei piccoli centri di montagna, senza trasformarli in parchi tematici per turisti, dobbiamo riconoscere anche il ruolo sociale che queste imprese svolgono.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>È quindi necessario superare la narrazione &#8220;poetica&#8221; che vede la montagna come un luogo idealizzato, fatto di piccoli borghi per turisti, con professioni legate esclusivamente allo sci o ai rifugi. Dobbiamo raccontare una montagna che crea innovazione, fatta di piccole imprese che, partendo da saperi tradizionali, sviluppano nuove attività nel solco della sostenibilità. La montagna non è solo paesaggio, ma anche un laboratorio di sperimentazione dove tradizione e innovazione si incontrano per dare vita a nuove opportunità di sviluppo.</p>
<p>In questo numero di &#8216;Spirito Artigiano&#8217;, vogliamo celebrare tutto questo, approfondendo l&#8217;energia straordinaria delle nostre montagne e la vitalità delle piccole imprese artigiane come fattore di rinascita dei territori montani, creando valore economico e sociale.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<h2><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 13px;"><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></h2>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
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		<title>La Montagna di Frontiera: Governance e Sostenibilità per un Futuro Resiliente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:35:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La montagna affronta sfide epocali, ma trova nuove opportunità tra tradizione e innovazione. Marco Marchetti spiega come una governance lungimirante possa trasformare le crisi in risorse per un futuro sostenibile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 63%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107439" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN.webp" width="1024" height="1024" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN.webp 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN-300x300.webp 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN-150x150.webp 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN-768x768.webp 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN-350x350.webp 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/c47551f0-265b-44df-85cb-31003369f27d_BN-348x348.webp 348w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
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<h2><span class="font-435549"><em>Marco Marchetti<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, ordinario di Pianificazione Forestale presso la Sapienza Università di Roma e direttore del Master di II livello in “Governance e sostenibilità per le montagne italiane” all’Università del Molise, è una delle voci più autorevoli nel campo della gestione sostenibile delle risorse montane. In questa intervista con Spirito Artigiano, Marchetti analizza le complesse sfide che le comunità montane italiane devono affrontare, tra crisi climatica, spopolamento e declino della biodiversità. </em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
<p><strong>La crisi climatica, demografica e il declino della biodiversità ci impongono di cambiare paradigmi. Quale modello di governance è oggi più adatto e necessario per le comunità di montagna?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Abbiamo una sommatoria di crisi che si sovrappongono nella montagna italiana, dove lo spopolamento si somma al problema significativo della crisi ecologica, creando un&#8217;unica crisi socio-ecologica. La crisi climatica, legata all’aumento delle emissioni climalteranti, è accompagnata anche nelle nostre montagne dal declino della biodiversità. Siamo all’interno dell&#8217;hotspot climatico del Mediterraneo. Le montagne italiane, avendo anche quote elevate, fungono da vere e proprie sentinelle del cambiamento climatico. E ricordiamoci che, a causa della complicata e splendida varietà del nostro paese, non abbiamo a che fare con una sola montagna, ma con molte montagne diverse.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Proprio per adattarci a questa diversità, dobbiamo proporre un modello di governance capace di rispondere alle due crisi, mantenendo una forte componente identitaria sociale, in grado di rispondere con i saperi tradizionali che ci sono, ma innovando, nel solco della tradizione, rispetto alla gestione del territorio. Il territorio montano è infatti profondamente cambiato anche perché l&#8217;abbandono l’ha trasformato da mosaico eterogeneo, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, in un territorio fortemente polarizzato tra l&#8217;avanzamento del bosco da una parte e la sparizione degli spazi rurali, e con essi delle relative filiere, dall&#8217;altra.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Per questo occorre ripensare le filiere produttive, innovando nelle due componenti sociale ed economica rispetto a quelle ecologico-ambientali. Quindi, è necessaria una governance locale, ma il più possibile associata e capace di cooperazione, perché da soli non si va da nessuna parte, né imprese né amministrazioni locali. Occorre anche la capacità di interloquire con i poteri centrali per chiedere non solo fondi e assistenza, ma soprattutto visione e servizi. Quello che è mancato negli ultimi decenni alle nostre montagne e che ha innescato il circolo vizioso dello spopolamento è stata l&#8217;assenza di servizi adeguati alle esigenze dell&#8217;economia e della vita sociale di oggi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le montagne sono state definite le prime sentinelle nella lotta al cambiamento climatico. In che modo una gestione oculata delle risorse montane può essere un deterrente al cambiamento climatico?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Il cambiamento climatico è un fenomeno globale e ormai certo, legato alle emissioni antropogeniche, e sta andando più velocemente di quanto gli scienziati avessero previsto nei decenni passati. Perciò, più che parlare di deterrenti, dobbiamo essere in grado di parlare di prevenzione dei possibili disturbi legati alla crisi. Dobbiamo quindi fare una forte azione di analisi delle vulnerabilità e dei rischi, per esempio sugli effetti dei disturbi climatici come l&#8217;inaridimento, che si manifesta con le siccità, la deglaciazione &#8211; un fenomeno terribile e inesorabile, che condiziona la risorsa acqua, fondamentale per il paese e non solo nelle zone di montagna, ma anche per le pianure e le città &#8211; e altri disturbi come tempeste e alluvioni, che sono in aumento. Occorre, quindi, essere capaci di mettere in atto una gestione oculata del territorio e delle sue risorse naturali, con interventi di prevenzione. Questo significa più cura, più “custodia”, come espresso nell&#8217;Enciclica *Laudato Si’* di Papa Francesco, più che nei documenti politico-programmatici, ma efficacemente previsto nella Strategia Forestale Nazionale.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Dobbiamo inoltre essere capaci di rivalutare la capacità che le nostre comunità hanno avuto nel passato di modificare “sistematicamente e coscientemente” (per dirla con Emilio Sereni) il territorio, in modo adeguato alle difficoltà delle zone di montagna, riprendendo quei saperi che ben conosciamo, patrimonio delle popolazioni. E questo va fatto prima che questi saperi si perdano, perché non abbiamo una finestra temporale lunga. Non possiamo aspettare. L’urgenza è infatti un altro tema fondamentale: non abbiamo tanto tempo. Tra 10, 20, 30 anni avremo ancora generazioni in grado di agire e di trasmettere sapere alle nuove generazioni e popolazioni?</p>
<p style="padding-left: 40px;">Questa è un&#8217;urgenza per la politica e per tutte le istituzioni e amministrazioni che devono fare governance. Si tratta di un tema non rimandabile, proprio perché potremmo trovarci con la sparizione della cultura e del sapere della montagna, che sono la cosa più importante da preservare e tramandare».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;ultima domanda è relativa alla filiera boschiva e alla lavorazione del legno. Oggi stiamo assistendo a narrazioni non sempre corrette, a volte un po’ semplicistiche, riguardo al taglio degli alberi e al piantarne di nuovi. Quale può essere una gestione equilibrata nella nostra selvicoltura?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Come accennato, l&#8217;abbandono degli spazi rurali, soprattutto in montagna, è iniziato ormai da cinquant&#8217;anni, e questo ha fatto aumentare enormemente la quantità di alberi, nel senso che la superficie boschiva si è allargata, quasi raddoppiata in 70 anni. La natura fa il suo corso e riprende gli spazi che nei secoli e nei millenni precedenti le erano stati sottratti, facendo aumentare il bosco sia in superficie che in provvigione legnosa, cioè la quantità di biomassa vegetale che abbiamo su ogni ettaro.</p>
<p style="padding-left: 40px;">E questo vuol dire anche un aumento della quantità di legno, che può essere una risorsa. Qui bisogna avere due tipi di sguardo. Il primo è globale. Sappiamo che la crisi socio-ecologica e la crisi climatica sono di dimensioni planetarie e sappiamo che alcuni biomi, alcuni grandi ecosistemi, sono fragilissimi e molto minacciati (pensiamo alle foreste tropicali). Far ripartire un&#8217;economia come la nostra, italiana &#8211; che è una economia manifatturiera di piccole imprese capaci di grandissima innovazione e qualità &#8211; utilizzando materie autoctone come il legno, invece che importarle da paesi tropicali o da paesi boreali, può essere un primo importantissimo aspetto che ha risvolti anche etici, oltre che ecologici e socio-economici per i nostri territori.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Quindi, occorre rimettere in piedi le filiere forestali, non con l&#8217;ottica della rapina o dello sfruttamento, ma con l&#8217;ottica dell&#8217;uso sostenibile. Questo ormai sappiamo come farlo. Le esperienze del passato ci permettono di sapere cosa prelevare, in che tempi, in che quantità, con quali tecniche (il che vuol dire anche sicurezza del lavoro e miglioramento tecnologico) per garantire una filiera foresta-legno che ricominci a fare selvicoltura. Negli ultimi decenni, come abbiamo abbandonato l&#8217;agricoltura e la zootecnia, abbiamo anche abbandonato la selvicoltura. Siamo andati a raccogliere legno per usi molto semplificati, come la bioenergia (la legna da ardere), dimenticando invece gli avanzamenti che le nostre stesse industrie stanno facendo in campo tecnologico. Abbiamo portato nel mondo capacità tecnologiche avanzatissime, però fatte con legno altrui, proveniente da altri territori magari ancora più fragili socialmente ed ecologicamente. Una gestione equilibrata permette invece di decidere dove è possibile ed utile aumentare in modo calibrato il prelievo delle nostre risorse legnose autoctone.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Dobbiamo fare tesoro della nostra esperienza e delle capacità delle nostre imprese, che sanno stare al passo con i tempi e trovare nuove modalità di utilizzazione delle risorse forestali, come ad esempio quella bioenergetica sostenibile, le  filiere del legno ingegnerizzato di tipo nuovo, la filiera del legno strutturale &#8211; in particolare la bioedilizia – che per la rigenerazione urbana, la ricostruzione di ambiti difficili, come nelle aree terremotate, possono essere una risorsa immensa dal punto di vista economico e anche sociale.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Sappiamo quanto possiamo prelevare, dove possiamo prelevarlo e dove invece abbiamo bisogno di garantire una gestione che sia più conservativa anche per motivi di biodiversità o di protezione del suolo, protezione dall&#8217;erosione, protezione dell’acqua e dall’acqua. Tutto sta a fare un po’ di pianificazione condivisa con gli enti locali e le comunità e avere una visione ampia, che fortunatamente la Strategia Forestale Nazionale dal 2022, e con uno sguardo sui prossimi vent’anni, ha già messo a punto in maniera assolutamente unanime rispetto a tutti i portatori di interesse del nostro paese, prime fra tutte le regioni, che esercitano la competenza primaria in materia. Abbiamo lo strumento per farlo. Si tratta di metterlo in pratica».</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p><strong>© Immagine creata con ChatGPT4</strong></p>
<hr style="padding-left: 40px;" />
<p style="padding-left: 40px;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Ordinario di pianificazione forestale presso Sapienza Università di Roma e Direttore del Master di II livello in “Governance e sostenibilità per le montagne italiane” all’Università del Molise. Presidente della Fondazione Alberitalia e già Chair del Board di EFI &#8211; European Forest Institute, e Presidente di SISEF &#8211; Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale.</p>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div>
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		<title>Il richiamo della montagna. Segnali e fattori del neo popolamento metromontano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Membretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La spinta verso la sostenibilità, il desiderio di connessione con la natura e le nuove opportunità di lavoro remoto stanno riscrivendo la narrazione delle "terre alte". Il servizio “Vivere e Lavorare in Montagna”, promosso da Università di Torino e altri partner, accoglie e guida gli “aspiranti montanari” verso un futuro fatto di micro alleanze e progetti innovativi, mostrando che la montagna non è solo un rifugio, ma un’opportunità concreta di rinascita e crescita.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 89%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107395" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311.webp" width="2000" height="1333" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311.webp 2000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311-300x200.webp 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311-1024x682.webp 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311-768x512.webp 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311-1536x1024.webp 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-alleksana-4264311-350x233.webp 350w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></div>
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<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Dopo decenni in cui le grandi città di pianura hanno fatto da calamita, attirando verso di sé masse crescenti di persone e di risorse dalle zone rurali alpine e appenniniche, nell’ambito di processi di inurbamento industriale, oggi le montagne italiane fanno sentire il loro richiamo, non solo rispetto ai turisti ma anche per nuove categorie di abitanti, tra loro molto diversificate.</span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Nell’ambito dei mega trend globali in atto &#8211; quali la digitalizzazione, le migrazioni, il cambiamento climatico e i segnali di una crescente spinta alla de-globalizzazione &#8211; nuovi fattori di attrattività emergono rispetto alle terre alte e alle aree interne del Paese, già messi in evidenza dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) e su cui si comincia da qualche tempo a sviluppare una narrazione pubblica e mediatica positiva. </span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Tra questi, la diffusione dei valori legati alla sostenibilità ambientale, il desiderio di un rapporto diretto con la natura e con gli animali, la sofferenza per l’inquinamento, lo stress e il clima insopportabile delle metropoli; ma anche le opportunità di vita comunitaria offerte dai piccoli paesi, le possibilità lavorative e imprenditoriali presenti nei territori scarsamente popolati, a partire dai servizi alla persona e dal settore agro-pastorale, per non dire dell’effetto post pandemico e della diffusione di opportunità di lavoro da remoto, oltre che di abitare multi locale. </span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Secondo i dati di diverse ricerche realizzate in questi ultimi anni in Italia &#8211; tra cui l’indagine “Giovani Dentro”, condotta dall’associazione Riabitare l’Italia nel 2020/21 (<a href="https://riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/giovani-dentro/" target="_blank" rel="noopener">QUI</a></span><span class="NessunoA">) e il progetto MICLIMI, promosso dagli Ambasciatori del Patto Europeo per il Clima nel 2023 (</span><a href="http://www.miclimi.it"><span class="Hyperlink1">www.miclimi.it</span></a><span class="NessunoA">) &#8211; numeri crescenti di persone, spesso giovani, istruite, con progetti di vita e professionali innovativi, si stanno muovendo verso la montagna; tra di loro, anche molti migranti internazionali, che nelle Alpi e negli Appennini trovano occasioni di lavoro, nel turismo così come nelle economie rurali, ma anche di accoglienza e protezione, come nel caso dei rifugiati. </span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Questi stessi fattori attrattivi di frequente sono alla base della scelta di “restanza” &#8211; ovvero di radicamento attivo o di ritorno nel proprio territorio &#8211; che comincia a caratterizzare ragazze e ragazzi, dal Nord al Sud del Paese, a loro volta istruiti e coraggiosi, che scelgono di rimanere a vivere nel proprio luogo di origine, anche se in una valle lontana dai servizi commerciali e dalle aree urbanizzate; giovani che preferiscono la qualità della vita che trovano in questi luoghi a quella urbana, non rinunciando a rivendicare diritti di cittadinanza e opportunità di crescita personale e professionale anche in quei luoghi che, a lungo, sono risultati ai margini di uno sviluppo nazionale “metrofiliaco” e centralistico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="CorpoA" style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em><span class="NessunoA">Il richiamo della montagna si fa sentire, dunque, al di là di alcune rappresentazioni semplicistiche offerte dai media o di certe idealizzazioni romantiche ancora diffuse circa la natura e la ruralità nel nostro Paese; è un richiamo che tuttavia non comporta un ripudio della città, una forma di isolamento o di auto esclusione sociale e territoriale delle persone dai flussi globali. Non è un riflusso, una “great resignation”. </span></em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Piuttosto, i dati ci dicono che la montagna attira anche e soprattutto quanti vogliono vivere “in-between”, a cavallo tra dimensioni territoriali diverse, sfruttando le opportunità che le terre alte offrono, senza rinunciare agli sbocchi professionali, alle occasioni culturali o di innovazione offerte da un rapporto “alla giusta distanza” proprio con le metropoli e con chi ci vive.</span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Quello che serve allora è adottare, a livello di pensiero sistemico come di policy making pubblico-privato, una logica “metromontana”, di connessione e scambio tra le terre alte e le grandi aree metropolitane di pianura o delle coste. La metromontagna rappresenta un grande spazio di ripensamento dello sviluppo territoriale italiano, in cui alla concentrazione e agglomerazione insostenibili delle persone e delle attività, si vada sostituendo la diffusione dell’abitare, l’allungamento delle reti lavorative, la qualità delle relazioni, l’ibridazione tra digitale e compresenza fisica, la valorizzazione dei servizi ecosistemici e la redistribuzione di diritti e risorse su scale diverse da quelle tipiche della vecchia società industriale.</span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">In questa direzione si muove da alcuni anni il <strong>servizio “Vivere e Lavorare in Montagna”</strong> (<a href="http://www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2020/vivere_in_montagna/" target="_blank" rel="noopener">QUI</a></span><span class="NessunoA">), promosso da Università di Torino (CPS), SocialFare impresa sociale e Città Metropolitana di Torino, con il coinvolgimento di un’ampia rete di soggetti pubblici e privati a livello metromontano.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="CorpoA" style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em><span class="NessunoA">Il servizio prevede uno sportello per accogliere e indirizzare quelli che definiamo come “aspiranti montanari”, ovvero persone &#8211; anzitutto residenti in città &#8211; delle più diverse provenienze ed età, accomunate dal desiderio e dalla progettualità di trasferirsi nelle terre alte delle Alpi, in modo definitivo ma anche temporaneo o con forme di abitare multi locale. </span></em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">In sei anni di apertura, oltre 300 tra singoli, famiglie e gruppi si sono rivolti al servizio, che, dal 2022, ha integrato le proprie attività con l’offerta di una formazione gratuita di tipo residenziale, chiamata “Scuola di Montagna”: tre giorni intensivi di incontro, discussione guidata ed esplorazione delle valli alpine coinvolte, finalizzati a capire come e con chi mettere in campo la propria idea di vita e di lavoro nelle terre alte, scegliendo un approccio collaborativo e tramite la costruzione di micro alleanze trasversali (l’ultimo report sulle attività della Scuola si trova <a href="https://www.researchgate.net/publication/376713877_Prove_di_Vita_MetroMontana_Report_sulle_attivita_del_progetto_Vivere_e_Lavorare_in_Montagna_e_sulla_seconda_edizione_della_Scuola_di_Montagna_-_2023" target="_blank" rel="noopener">QUI</a></span><span class="NessunoA">).</span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Tante le biografie e le progettualità incontrate e accompagnate in questi anni: dal giovane maestro elementare che vuole aprire un asilo nel bosco, per il benessere dei bambini e delle loro famiglie, al medico in pensione che pensa di offrire consulenza gratuita ad altri anziani, andando a vivere in un piccolo paese in quota che si sta spopolando; e poi aspiranti agricoltori con studi di ingegneria, interessati all’innovazione nelle tecniche di coltivazione, a fronte del cambiamento climatico; o ancora chef stanchi della frenesia dei ristoranti in centro, con un progetto di micro ristorante a km zero…</span></p>
<p class="CorpoA" style="text-align: justify;"><span class="NessunoA">Il richiamo della montagna non è mai stato così forte e concreto come in questi anni e le risorse umane e cognitive messe in campo rappresentano un capitale prezioso su cui investire: un’occasione imperdibile per il futuro di tutti noi.</span></p>
<h2><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 13px;"><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></h2>
<p><strong><span class="s1">© Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/coppia-camminando-montagna-percorso-4264311/" target="_blank" rel="noopener">alleksana da Pexels</a></span></strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div>
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		<title>Il Design e l’Artigianato si incontrano e ripartono dalla Montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aldo Faleri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scoprire la fusione tra tradizione artigiana e innovazione contemporanea nelle terre alte d'Italia. Gli ALPI DESIGN AWARDS, con il patrocinio di Confartigianato, celebrano il meglio del Made in Italy, dove il saper fare si unisce all'innovazione per plasmare un nuovo modello di Artigiano-Designer</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 81%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107412" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-albeg-24827065.webp" width="1000" height="667" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-albeg-24827065.webp 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-albeg-24827065-300x200.webp 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-albeg-24827065-768x512.webp 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/pexels-albeg-24827065-350x233.webp 350w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-14" data-row="script-row-unique-14" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-14"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-15"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-107504 alignleft" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662-348x348.jpg 348w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/thumbnail_IMG_0662.jpg 775w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />ALPI DESIGN AWARDS è il Premio internazionale del Design per la Montagna, un progetto che unisce l&#8217;innovazione del Design con la grande tradizione dell’Artigianato, creando sinergie nuove e originali per il futuro del Made in Italy. L&#8217;obiettivo è di dare vita a un premio che individui nei territori montani progetti, prodotti e servizi che uniscano le competenze del «saper fare» imprenditoriale e artigiano alle tecnologie digitali dei nuovi designers, una miscela di cultura del progetto aperta ai panorami contemporanei dei mercati internazionali ma anche espressione originale dell’unicità territoriale.</p>
<p>In questo contesto, i candidati al Premio saranno selezionati da un Comitato scientifico e ammessi al voto della Giuria internazionale composta da prestigiosi e autorevoli designer, architetti, sportivi e studiosi. La premiazione avverrà alla Milano Design Week 2025 e sarà collegata a una mostra-convegno dedicata a vincitori, selezionati e menzionati della prima edizione. Le iscrizioni, solo online, sono già aperte sul sito www.alpidesignawards.it per due tipologie di partecipanti: una professionale per progettisti indipendenti, istituzioni e aziende (9 categorie di concorso, premi speciali e un premio alla carriera), l’altra per under 30, in particolare studenti con i loro atenei e scuole di design (3 categorie).</p>
<p><strong>Aldo Faleri, presidente dell’associazione Alpi+Milano, ideatore del Premio, illustra qui i presupposti del progetto ai lettori di Spirito Artigiano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">L’Artigianato può contaminarsi con il Design per muoversi verso un futuro di “Artigianato Glocal”, legato al proprio territorio ma anche aperto alle suggestioni del mondo? E viceversa può il Design acquisire valore dalla storia e tradizione dell’Artigianato per diventare “Design Site-Specific”? E in tutto questo può contribuire al futuro dell’Artigianato un premio di Design per la Montagna &#8211; tutto ciò che è progetto specialmente dedicato alla vita, agli ambienti e alle attività montane? Sono questi alcuni degli interrogativi che ci hanno portatao a confrontarci con Confartigianato anche per questa riflessione su Spirito artigiano.</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensiamo che una risposta stia nel potenziale offerto dal mutuo scambio di competenze tecnico-materiche tra Artigianato e Design, da cui far attingere i giovani con la loro creatività analogico-digitale e l’estro tipico delle nuove generazioni, per produrre una nuova figura di imprenditore, l’Artigiano-Designer, capace di unire Valori della Tradizione e Cultura del Progetto.</p>
<p>La capacità di sperimentare che ha caratterizzato l’affermazione del Made in Italy, tanto apprezzato e copiato nel mondo, pensiamo possa ritornare con nuova forza e vigore in un percorso di (ri)nascita dell’Artigianato del futuro, originale e durabile, esclusivo e inclusivo al tempo stesso, e soprattutto arricchito dalla Cultura del Design.</p>
<p>Lo stimolo di un Premio internazionale di Design per la Montagna, ideato e realizzato nel paese d’origine del massimo riconoscimento del lavoro sul design, il Compasso d’Oro, può focalizzare energie e obiettivi dei professionisti del progetto under e over 30, e aiutarli a trovare nuovi interessi e ambiti sperimentali finalizzati a tutti gli aspetti della “vita montana”, compresi quelli dell’imprenditoria artigiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Ecco quindi che, recuperando i valori della Montagna e dell’Artigianato e contaminandoli con quelli del Design, è possibile arrivare al nuovo paradigma imprenditoriale dell’Artigiano-Designer che in Italia può trovare il suo ambiente naturale nei territori e nelle comunità montane, alpine e appenniniche, così importanti nel nostro paese per estensione, demografia e peso economico.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come afferma <strong>Eugenio Massetti, Vicepresidente vicario di Confartigianato Imprese e presidente di Confartigianato Lombardia</strong>, &#8220;è senza dubbio più utile per tutti correggere errate percezioni sul nostro sistema produttivo e migliorare, finalmente e davvero, le condizioni nelle quali gli imprenditori svolgono la propria attività, permettendogli di diventare grandi imprenditori, in termini di creatività, lungimiranza, capacità manageriale e flessibilità, pur restando piccoli&#8221;.</p>
<p>Qui si trova il punto di incontro che ha portato Confartigianato Imprese a patrocinare il nostro Premio, il cui obiettivo è diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale sui temi della Montagna quale ambito di sperimentazione di nuovi modelli di vita, lavoro, socialità e ricreazione, innovativi e sostenibili. E al tempo stesso un riconoscimento al valore dell’operato di creativi e aziende che vivono e operano in e per la Montagna, in tutti gli ambiti del percorso di progettazione, dalla ricerca all’ingegnerizzazione per finire con la produzione, ma ricominciando ogni volta questo percorso in un circolo virtuoso di miglioramento e innovazione continua.</p>
<p>Queste sperimentazioni e innovazioni di progetto ricordano il pionierismo degli imprenditori del periodo post-bellico, quando lo sviluppo economico nasceva spesso dalla pratica di attività connesse alle proprie passioni, come per molti di loro la pratica delle discipline sportive, che a quell’epoca muovevano i primi passi per tecniche e materiali: sci fatti a mano, scarponi di pelli con cuciture a punto, chiodi da roccia forgiati coi magli sui ruscelli alpini e tanto altro “Design Artigiano”. Col tempo, per restare sulla cresta dell’onda dei rispettivi mercati hanno imparato a essere “digitali” e “circolari” e sono diventati anche un presidio contro il declino delle aree alpine, significativi modelli per i giovani imprenditori che vorranno diventare Artigiani-Designers.</p>
<p>Ci vediamo sulle montagne italiane per incontrare e conoscere le realtà artigianali e con loro discutere dei valori tipo-, tecno- e morfo-logici dei loro manufatti.</p>
<h2><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 13px;"><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></h2>
<p><strong><span class="s1">© Foto di</span> <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/case-inverno-casa-design-24827065/" target="_blank" rel="noopener">Alan Albegov</a></strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<title>Italia leader in Europa dell’economia di montagna, grazie al tessuto connettivo dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle terre alte, dove sfide climatiche, demografiche e logistiche si intrecciano, le imprese artigiane emergono come pilastri di sostenibilità e innovazione. Attraverso investimenti mirati e una visione strategica, l'artigianato non solo sostiene l'economia locale, ma rafforza il tessuto sociale, trasformando le difficoltà in opportunità di sviluppo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-16"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 63%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107487" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/DALL%C2%B7E-2024-08-29-15.29.43-An-abstract-representation-of-the-vital-contribution-of-small-businesses-and-artisans-to-the-mountain-economy.-Imagine-a-vibrant-mountainous-landscap.png" width="1024" height="1024" alt=""></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-17"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Le imprese artigiane nei territori montani assumono un ruolo cruciale per il sostegno economico, l’occupazione e lo sviluppo locale. L’artigianato è un fattore di resilienza per le comunità nelle aree montane, impegnate nelle sfide dell’accessibilità alle infrastrutture, dei rischi climatici e del declino demografico. Gli investimenti, privati e pubblici, sono essenziali per affrontare queste sfide, migliorando la competitività e la sostenibilità delle imprese. L’analisi del profilo dell’economia e delle imprese della montagna è stata oggetto della mia lezione, tenuta lo scorso giugno, al <a href="https://www2.unimol.it/wp-content/uploads/2023/07/Locandina-Master.jpg">Master II Livello – Governance e sostenibilità per le montagne italiane</a> dell’Università degli Studi del Molise con referenti scientifici i proff. Marco Marchetti e Rossano Pazzagli. In questo articolo riassumo alcuni punti chiave dell’analisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>L&#8217;Italia è prima nell’Unione europea per <strong>PIL generato in aree montane</strong> che rappresenta il 27,7% del PIL europeo di tali aree, il doppio del 12,4% che il PIL del nostro Paese rappresenta sul totale europeo. In questi territori operano 552mila unità locali delle <strong>imprese</strong>, per cui lavorano 1 milione e 800mila addetti. Le imprese della montagna generano 313,7 miliardi di euro di fatturato e 90 miliardi di valore aggiunto, il 10,0% del totale Italia</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La montagna italiana presenta una elevata vocazione artigiana: le 171mila <strong>imprese artigiane</strong> operanti in questi territori rappresentano il 13,5% dell’artigianato nazionale e il 24,4% delle imprese, a fronte del 20,8% del resto d’Italia. L’artigianato di montagna contribuisce alla <strong>crescita dell’occupazione</strong> nella ripresa post-pandemia. Dal 2021 al 2023, nonostante l’elevata incertezza conseguente alla guerra in Ucraina, la crisi energetica, la stretta monetaria e la crisi del commercio internazionale, l’occupazione nelle aree montane è cresciuta del 4,1%. Nel settore manifatturiero, dove è più elevata la quota di imprese artigiane, si osserva un maggiore dinamismo nelle province montane (+4,0% vs +3,6% non montane), con una accentuazione nella manifattura di montagna del Nord-Est (+8,7%) e del Mezzogiorno (+5,4%).</p>
<p>Una delle maggiori criticità che le imprese stanno affrontando è data dalla <strong><a href="https://www.confartigianato.it/2024/08/studi-competenze-per-lia-362-mila-lavoratori-difficili-da-reperire-al-top-trentino-alto-adige-friuli-venezia-giulia-umbria-marche-ed-emilia-romagna/">difficoltà nel reperire lavoratori qualificati</a></strong><strong>. </strong>Nel 2023 le tredici province a prevalenza montana &#8211; dove oltre la metà della popolazione è residente in comuni montani &#8211; hanno difficoltà nel reperire il 50,4% dei lavoratori, quota superiore di quasi sei punti rispetto al 44,6% del resto d&#8217;Italia e in crescita di 14,5 punti tra il 2021 e il 2023.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>L&#8217;artigianato manifatturiero contribuisce anche alle <strong>esportazioni</strong>, che nelle aree montane sono cresciute del 3,5% nel 2023, contro una stagnazione a livello nazionale. Le vendite all’estero di prodotti manifatturieri delle province a prevalenza montana ammontano a 34,1 miliardi di euro</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>turismo</strong> nelle aree montane, in particolare quello internazionale, rappresenta un altro driver dell’economia del territorio, contribuendo al 21,8% delle presenze turistiche nazionali. Per quanto riguarda la dinamica delle presenze, nell’inverno 2023-2024  si è registrata una crescita dell’8,2% in Italia a fronte del +5,2% della media europea.</p>
<p>Le imprese nelle aree montane affrontano notevoli svantaggi in termini di <strong>accessibilità alle infrastrutture di trasporto</strong>, sui quali influiscono diversi fattori. La geografia del terreno rende più complessa e costosa la costruzione e la manutenzione delle strade e di altre infrastrutture di trasporto. Le più difficili condizioni meteorologiche, soprattutto durante l’inverno, possono causare eventi eccezionali come frane, esondazioni e smottamenti, rendendo difficili i collegamenti e aumentando i costi di manutenzione del territorio, spesso a carico di comuni di minore dimensione e con una più contenuta dotazione di risorse per gli investimenti. Per le imprese nelle aree montane è più difficile l’accesso ai mercati, alle catene di fornitura e ai servizi necessari per lo sviluppo dell’attività imprenditoriale. I maggiori costi per raggiungere mercati più ampi, al di fuori dell’area locale, possono limitare le opportunità di espansione delle imprese. Le difficoltà logistiche possono contribuire al calo della popolazione delle aree montane e alla scarsità di manodopera locale, rendendo ancora più difficile gestire e far crescere i sistema d’impresa. Inoltre, va ricordata l’elevata domanda di mobilità determinata dal turismo, uno dei driver dell&#8217;economia dei comuni di montagna, i quali presentano un elevato tasso di turisticità, pari a 17 pernottamenti per abitante e più del doppio della media nazionale di 7 pernottamenti per abitante.</p>
<p>Un imprenditore che opera in montagna, con un profilo medio di mobilità, in un anno impiega il 62,7% di tempo in più rispetto ad un imprenditore in area non montana per accedere all’autostrada, stazione ferroviaria, aeroporto e porto più prossimi.</p>
<p>In parallelo, l’economia montana r<strong>ichiede adeguati investimenti per contrastare gli effetti del cambiamento climatico</strong><strong>. Nel 2022 l’Italia registra la più alta <a href="https://www.confartigianato.it/2024/08/studi-italia-piu-esposta-in-ue-ai-danni-da-climate-change-pesa-la-caduta-degli-investimenti-per-la-tutela-del-territorio-e-le-reti-idriche/">perdita economica pro capite derivante da eventi meteorologici e legati al clima</a> tra i 27 paesi dell’Unione europea: 284 euro per abitante a fronte della media europea di 117 euro. Oltre un quarto (26,4%) delle imprese in comuni montani è a rischio frana, oltre quattro volte il 6,0% rilevato nei comuni non montani, e il 5,1% delle imprese in montagna è ad elevato rischio alluvione, mezzo punto superiore al 4,6% dei comuni non montani. </strong>Nelle tredici province prevalentemente montane si concentrano 544 milioni di euro di investimenti fissi lordi dei comuni, il 14,1% del totale Italia a fronte del 10,9% del totale della spesa dei comuni italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Grazie agli interventi del PNRR, nel primo trimestre del 2024 si è registrata una crescita del 33,8% degli investimenti nelle tredici province a prevalenza montana, un ritmo superiore rispetto alle altre province italiane. Questi investimenti, concentrati in infrastrutture e progetti di mitigazione del cambiamento climatico, sono essenziali per migliorare la resilienza delle aree montane e sostenere il tessuto economico locale</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sulla </strong>sostenibilità<strong> economica e sociale dell’economia di montagna influisce la crisi demografica</strong><strong>.</strong> Il declino della popolazione influisce negativamente sulla domanda aggregata e riduce l’offerta di lavoro. Negli ultimi dieci anni (2013-2023) nei comuni di montagna si registra un calo della popolazione del 5,1%, un tasso più del doppio del calo medio del 2,1%. Le proiezioni demografiche indicano una accelerazione della riduzione dell’offerta di lavoro fino al 2040, a seguito della progressiva uscita dal mercato dei lavoratori nati negli anni del baby boom, gli anni Sessanta del secolo scorso.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano. Tutti i diritti riservati.</strong><br />
<strong><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© Immagine realizzata con ChatGPT</span></strong></p>
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		<title>Jannik Sinner? Un ragazzo di montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Boschetto Doorly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:15:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella remota Val Fiscalina, tra le maestose Alpi dell'Alta Pusteria, Jannik Sinner ha trovato le radici della sua forza. Cresciuto in un ambiente dove tradizione e innovazione convivono in armonia, Sinner è stato plasmato dai valori della montagna: umiltà, perseveranza e il coraggio di osare. Questo legame con la sua terra natale lo ha portato a scalare le vette del tennis mondiale, portando con sé la resilienza e la determinazione apprese in queste terre alte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 65%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107401" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner_MCM23_8_52883593853-1.webp" width="667" height="1000" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner_MCM23_8_52883593853-1.webp 667w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner_MCM23_8_52883593853-1-200x300.webp 200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Sinner_MCM23_8_52883593853-1-350x525.webp 350w" sizes="auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px" /></div>
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<p>Il rifugio Talschulsshütte sbuca tra le vette dei larici e degli abeti rossi dopo un agevole percorso di circa 2 ore,  soli 350 mt di dislivello dalla partenza del paese di Sexten (Sesto). E’ la tipica “passeggiata del primo giorno”, quella amena e poco avventurosa,  giusto per allungare i muscoli e adattare il respiro all’aria pura e satura di ossigeno che, è garantito, ti regalerà sonni meravigliosi già alle nove di sera.   Il rifugio è grande, attrezzato, accogliente.  Molto popolare tra i frequentatori del luogo,  propone  un risotto al pino mugo stellare ed uno strudel trionfale, motivazione sufficiente anche per i turisti più sedentari.</p>
<p>Si riscende a valle unendosi alla carovana colorata e sazia degli avventori,  lungo l’ampia strada bianca, oppure, poco dopo la partenza,  ci si imbosca a sinistra sul sentiero segreto, quello che sale ancora un po&#8217; e resta in quota fino quasi alla fine, conosciuto solo da chi frequenta la zona con regolarità.  Qui si è soli con il bosco, giganti amici di aghi balsamici, inframmezzati da radure bionde  di fieno profumato;  la brezza di fondo valle risale nelle ore calde, inebriata di camomilla, e ti avvolge medicando qualsiasi pensiero greve.</p>
<p>Alla sua prima vittoria importante, gli Australian Open,  le prime parole di  Jannik sono state per  ringraziare i suoi genitori di averlo sostenuto e lasciato libero di seguire il suo talento. Quella semplice dichiarazione di lealtà e gratitudine filiale, consegnata in mondovisione,  ha lasciato di stucco tutti, ha commosso molti. E’ immediatamente diventato il cocco di tutti i genitori d’Italia,  che sognano, invano, di sentire qualcosa di simile dopo anni di sacrifici per i loro giovani rampolli.  Alla sua seconda vittoria il suo pensiero è andato all’amica atleta  impegnata a combattere un problema di salute. Alla terza vittoria ha minimizzato e complimentato invece l’avversario sconfitto.  Sinner è un ragazzo di montagna:  molta sostanza, poca schiuma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Mentre molta parte delle nostre Terre Alte  subivano l’onta dell’abbandono, dal dopoguerra ad oggi, il paese di Sesto non ha perso abitanti dall’inizio della sua storia italiana, passando anzi dai 1221 del 1921 ai 1846 odierni, con grandi decorazioni a forma di cicogna appese sui balconi a  festeggiare ogni nuovo arrivo. </em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>A 1,300 mt sul livello del mare, tra l’anfiteatro delle corone dolomitiche e il gorgoglio dei ghiacci che si sciolgono,  questa valle  ha un pallino: quello della <em>tradizione</em>.  Il forno sforna i pani tradizionali in assortimento perfetto. La macelleria lavora le carni locali che pascola(va)no tutto intorno al paese.  I fiori vengono disposti su ogni singolo balcone con abbondanza gioiosa ed in schemi di colore armonici ed in sintonia gli uni con gli altri. Il Natale vede il paese addobbato con autenticità e devozione.   I costumi locali sono indossati non per compiacere i turisti ma perché sono i <em>loro</em>, li hanno meritati in secoli di appartenenza, di lavoro e di restanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">Ma questa valle ha anche un altro pallino: quello dell’innovazione.  Abitazioni, hotel e locali pubblici si esercitano ogni anno in nuove e splendide architetture contemporanee che celebrano la luce e il buon gusto, pur restando saldamente iscritti nel solco della cifra stilistica tradizionale e i materiali del luogo.  </span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trionfa il legno,  ma è legno 100% da filiere sostenibili, (e guai a cercare scorciatoie!).  Grandi le finestre, ma in doppio e triplo strato per le casa a massima efficienza energetica, la mitica “CasaClima” dell’Alto Adige.  Le squadre delle falegnamerie locali volano su e giù, impegnatissime dodici mesi all’anno, brandizzate con i propri colori, immacolate le tute da lavoro e i furgoni, misurazioni fatte con il laser, rendering digitali da far invidia ai migliori architetti di città.</p>
<p>Silenzioso, in fondo al paese batte il cuore della centrale di teleriscaldamento,  bench mark di sostenibilità ed efficienza per tutto l’arco alpino europeo e citata in convegni internazionali.  Lunga ben 18 chilometri riscalda tutta la valle utilizzando al 98% biomassa carbon neutral. Nel loro sito web si legge una frase illuminante:</p>
<p>“<em>Sappiamo che è tempo di agire perché le scelte per il futuro sono ormai quelle dell’oggi</em>. “   E ancora : “<em>Restituiamo alla nostra terra e alle persone l’energia donataci dai luoghi che ci circondano e che ci ospitano.”  </em>Grazie, avevamo proprio bisogno di sentire queste parole.</p>
<p>Corre la fibra ottica, tutte le abitazioni e le infrastrutture godono di ottima connettività. Questo consente ai part-time residents, i metro-montani,  proprietari di seconde case,  di trattenersi oltre alle vacanze canoniche per fare smart working da sotto la Croda Rossa.</p>
<p>Migliorano continuamente le infrastrutture ed i servizi,  con trasporti pubblici impeccabili e generosi nei collegamenti. Il  comune di San Candido ha avviato il cantiere per costruire un bypass stradale che alleggerisca il traffico dalla statale della valle e comprenda una innovativa galleria scambiatrice, che, in caso di minaccia di esondazione delle Drava e del Rio Sesto, viene chiusa al traffico e  funge da valvola di sfogo immediato per le acque.</p>
<p>L’innovazione si legge e si riscontra in ogni singolo elemento del fare e del vivere qui.  <em>Il nuovo non li spaventa</em>, lo <em>studiano</em>, lo <em>cercano</em>, e lo fanno proprio adattandolo alla loro realtà.  Sappiamo che l’obsolescenza si manifesta nel <em>prodotto</em>, nei <em>processi</em> o nelle <em>competenze</em>. E sappiamo che di solito è la terza, l’obsolescenza nelle competenze, che genera le altre due. Non è un caso che notevole e capillare sia qui, in queste valli alpine, l&#8217;investimento in formazione: di giovani, di lavoratori, degli artigiani e delle imprese locali.   Tutti lavorano, tutti studiano, tutti lavorano e studiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-179988 font-435549"><em>E questa valle ha, infine,  un altro pallino: quello della collaborazione. La gara “a chi fa meglio”  è una gara solidale.  Ogni volta che qualcuno va avanti e porta innovazione positiva e nuovo buon gusto gli altri lo ammirano, si complimentano, si danno da fare per adottare, allinearsi, spingere ancora in avanti il perimetro dell’eccellenza. Si chiama “loop rinforzante positivo”,  è uno dei motori della leadership anticipante.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La solidarietà una volta iconicamente tipica nelle montagne e nelle terre interne, quella che era necessaria per superare gli inverni freddi e rigidi,  le strade innevate e impassabili; la condivisione del pane e della legna, le commissioni a valle svolte a turno… quella solidarietà antica si è qui trasformata in una collaborazione per la protezione della propria comunità. Nella determinazione a preservare una natura epica e mistica.  Nella ricerca della sostenibilità consona ad una economia circolare che genera ricchezza per tutti: si utilizzano artigiani locali, prodotti locali, servizi locali. Si accudisce il mondo di re Laurino come devoti giardinieri che si passano gli attrezzi l’un l’altro.</p>
<p>Non c’è ragione di darsi delle arie.  Ognuno è consapevole del proprio ruolo nel mondo tanto quanto della propria fragilità. La montagna ci insegna il limite e la prospettiva di orizzonti alti.</p>
<p>La restanza è qui intrecciata con l’ambizione di rendere grazie, con il proprio lavoro e con il proprio impegno, per la forutna della vita, della natura, delle montagne. Così la ricerca di innovazione è naturale; la solidarietà competitiva funzionale; l’anticipazione di futuro una evoluzione fortunata della lungimiranza montana. La valle si riprogetta continuamente, sempre uguale a se stessa, sempre nuova.</p>
<p>L’innovazione non è più appannaggio riservato alle città: questa è, davvero, la grande novità del nostro tempo. Tutte le terre “altre”, quelle di “Un mondo a parte”, dovrebbero fare tesoro di questa consapevolezza e metterne a frutto l’opportunità.   La possiamo attuare nel segno delle nostre tradizioni, in armonia con il DNA dei luoghi,  e portando nelle terre interne  l’orgoglio che da sempre connota le avanguardie.  Perché sì,  forse è proprio qui, tra i larici e il gorgoglio dei ruscelli, che troveremo il nostro seme di futuro, un nuovo paradigma di vita e di creazione di valore, fatto di tradizione, innovazione e collaborazione. Proprio come Jannik,  un ragazzo delle Terre Alte, che non ha paura di osare: si parte dalla valle, si arriva in vetta.</p>
<h2><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 13px;"><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></h2>
<p><strong><span class="s1">© Foto di <a href="https://www.flickr.com/people/16732597@N07" target="_blank" rel="noopener">Si.Robi</a> da Wikipedia</span></strong></p>
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