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	<title>Alfio Quarteroni - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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		<title>Curare il futuro, vicino alle persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfio Quarteroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 08:10:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La salute comincia prima dell’ospedale: nelle reti di prossimità, nella capacità di leggere i bisogni delle persone fragili e nell’incontro tra comunità, ricerca e innovazione tecnologica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110508" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689.jpg" width="1971" height="1306" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689.jpg 1971w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689-300x199.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689-1024x679.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689-768x509.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689-1536x1018.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/07/pexels-jan-van-der-wolf-11680885-6743689-350x232.jpg 350w" sizes="(max-width: 1971px) 100vw, 1971px" /></div>
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<p>La qualità di una società non si misura soltanto dalla sua ricchezza economica, ma dalla capacità di prendersi cura delle persone più fragili. Degli anziani che affrontano la solitudine e la non autosufficienza. Dei bambini che manifestano difficoltà nel neurosviluppo. Dei giovani che vivono situazioni di disagio. Delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Di tutti coloro che, per ragioni diverse, si trovano a vivere una condizione di vulnerabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«La Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi sostiene progetti ma soprattutto cerca di interpretae i cambiamenti della società per costuire risposte innovative e sostenibili»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>È da questa convinzione che nasce l&#8217;impegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi nel settore sanitario e sociosanitario. Un impegno che non si limita a sostenere singoli progetti, ma che cerca di interpretare i cambiamenti profondi della nostra società per individuare le sfide che ci attendono e contribuire a costruire risposte innovative e sostenibili.</p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo lavorato a stretto contatto con l&#8217;ASST di Lodi, con le amministrazioni locali, con il mondo del volontariato e del Terzo Settore, convinti che la complessità dei problemi richieda la capacità di mettere in rete competenze e responsabilità diverse.</p>
<p>Abbiamo sostenuto percorsi che rendono più accessibile la sanità alle persone con disabilità complesse, come il progetto DAMA, che aiuta pazienti e famiglie a superare gli ostacoli che spesso rendono difficile l&#8217;accesso alle cure. Abbiamo promosso iniziative rivolte ai giovani seguiti dai servizi di neuropsichiatria infantile e dell&#8217;adolescenza, nella consapevolezza che la salute mentale rappresenti una delle grandi emergenze del nostro tempo. Abbiamo accompagnato esperienze originali nelle quali l&#8217;arte, la creatività e la relazione diventano parte integrante di un percorso di cura e di crescita personale.</p>
<p>Ma soprattutto abbiamo cercato di guardare avanti.</p>
<p>La curva demografica del nostro Paese ci consegna una realtà inedita. Viviamo più a lungo di qualsiasi generazione che ci abbia preceduto. È una conquista straordinaria, ma comporta nuove responsabilità. Le malattie neurodegenerative sono destinate ad aumentare. Crescerà il numero delle persone fragili che avranno bisogno di assistenza continuativa. Le famiglie saranno chiamate a sostenere carichi assistenziali sempre più impegnativi.</p>
<p>Per questa ragione la Fondazione ha scelto di dedicare particolare attenzione ai temi dell&#8217;invecchiamento e delle demenze. Attraverso il progetto S.I.L.V.E.R. promosso insieme a una serie di realtà del territorio tra cui l’Ufficio di Piano Ambito di Lodi, abbiamo lavorato per favorire un modello di invecchiamento attivo che unisce assistenza domiciliare, monitoraggio sanitario, sostegno psicologico, socializzazione e accompagnamento delle famiglie.</p>
<p>Negli ultimi anni, poi, abbiamo sostenuto le RSA nel loro percorso di trasformazione, aiutandole a diventare strutture sempre più capaci di affrontare bisogni sanitari complessi. Durante la pandemia abbiamo fornito strumenti diagnostici innovativi alle case di riposo del territorio affinché la cura potesse raggiungere il paziente senza costringerlo a spostamenti spesso difficili o impossibili. Abbiamo inoltre investito in progetti dedicati alla prevenzione e alla presa in carico precoce delle demenze, perché siamo convinti che la vera sfida dei prossimi anni non sarà soltanto curare meglio, ma individuare prima i segnali della malattia e accompagnare con maggiore efficacia le persone e le loro famiglie.</p>
<p>Accanto a questa sfida ve n&#8217;è un&#8217;altra che considero altrettanto importante: quella legata ai disturbi del neurosviluppo e, in particolare, allo spettro autistico.</p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita significativa delle diagnosi. Dietro ogni diagnosi vi sono bambini, ragazzi, genitori, insegnanti, educatori che chiedono non soltanto servizi, ma opportunità di vita. Per questo abbiamo sostenuto progetti dedicati al riconoscimento precoce dei bisogni, all&#8217;inclusione scolastica, all&#8217;autonomia abitativa e lavorativa. L&#8217;obiettivo non è semplicemente assistere una fragilità, ma valorizzare il potenziale di ogni persona e costruire percorsi che consentano una piena partecipazione alla vita della comunità.</p>
<p>Questi temi si intrecciano con un&#8217;altra grande trasformazione che sta interessando il mondo della medicina.</p>
<p>Come matematico ho avuto la fortuna di lavorare per molti anni con clinici, biologi e ricercatori nello sviluppo di modelli matematici e algoritmi capaci di descrivere il funzionamento del corpo umano. Da questa collaborazione è nato uno dei concetti più promettenti della medicina contemporanea: il gemello digitale del paziente.</p>
<p>Grazie all&#8217;integrazione tra dati clinici, modelli matematici e capacità computazionale, oggi diventa possibile costruire rappresentazioni virtuali di organi e sistemi fisiologici per comprendere meglio l&#8217;evoluzione delle malattie, prevedere l&#8217;efficacia di un trattamento e personalizzare le terapie.</p>
<p>Non si tratta di fantascienza. Si tratta di una delle frontiere più avanzate della medicina traslazionale, cioè di quella medicina che trasforma rapidamente i risultati della ricerca in benefici concreti per il paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il futuro della sanità si gioca nell&#8217;incontro tra la prossimità e l&#8217;innovazione»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credo profondamente che il futuro della sanità si giochi proprio nell&#8217;incontro tra queste due dimensioni apparentemente lontane: la prossimità e l&#8217;innovazione.</p>
<p>Da un lato abbiamo bisogno di tecnologie sempre più sofisticate, di intelligenza artificiale, di medicina personalizzata, di strumenti capaci di anticipare la malattia prima ancora che si manifesti pienamente. Dall&#8217;altro abbiamo bisogno di comunità che sappiano accogliere, ascoltare, accompagnare e sostenere.</p>
<p>La tecnologia può aiutarci a vivere più a lungo. La comunità ci aiuta a vivere meglio.</p>
<p>Per questo una Fondazione Comunitaria come la nostra non deve limitarsi a distribuire risorse. Deve leggere il presente con lucidità e contribuire a costruire il futuro. Deve individuare i punti di maggiore criticità della società e sostenere quelle iniziative che, pur nascendo spesso come esperienze locali, possano diventare il seme di politiche più ampie, strutturali e durature.</p>
<p>In questi anni abbiamo sostenuto centinaia di progetti in ambiti molto diversi: dalla disabilità all&#8217;assistenza agli anziani, dalla salute mentale all&#8217;inclusione sociale, dalla prevenzione alla formazione degli operatori. Dietro ciascuno di essi vi è la stessa convinzione: la salute non coincide con l&#8217;assenza di malattia. La salute è dignità. È autonomia. È partecipazione. È qualità della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«La sfida è costruire una società che metta al centro la persona»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>E forse la sfida più importante che abbiamo davanti consiste proprio in questo: costruire una società capace di mettere al centro la persona, utilizzando le migliori conoscenze scientifiche disponibili senza mai perdere di vista il valore delle relazioni umane.</p>
<p>Perché il futuro della cura non sarà soltanto più tecnologico. Dovrà essere anche più umano. E sarà davvero vicino alle persone soltanto se sapremo costruirlo insieme.</p>
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