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	<title>Barbara Cottavoz - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>Barbara Cottavoz - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Il &#8220;Ricamificio del Verbano&#8221; compie 50 anni. Il suo segreto? Anticipare il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cottavoz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 21:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tecnologie sempre aggiornate, abilità artigianale e flessibilità produttiva, la ricetta che scandisce di generazione in generazione la crescita di questa piccola impresa torinese del Made in Italy</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-0"><div class="row one-top-padding one-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 68%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-104326" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/PHOTO-2022-07-21-08-44-47-1-1.png" width="959" height="571" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/PHOTO-2022-07-21-08-44-47-1-1.png 959w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/PHOTO-2022-07-21-08-44-47-1-1-300x179.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/PHOTO-2022-07-21-08-44-47-1-1-768x457.png 768w" sizes="(max-width: 959px) 100vw, 959px" /></div>
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<p><span data-contrast="auto">Il “Ricamificio del Verbano” ha superato la boa del mezzo secolo di attività perché è nata esattamente il 31 gennaio 1972 quando Giancarlo Bacchetta firma l’atto di costituzione della nuova azienda, che come molte in quel tempo ha avuto la sua prima sede nella cantina di casa. Giancarlo aveva lavorato come saldatore in varie aziende del Nord Italia e poi era tornato a Gattico, nel Novarese, per affiancare uno zio che aveva un ricamificio. Lui non si accontenta: impara nel laboratorio e da un cugino disegnatore ma va anche a scuola a Gallarate per frequentare corsi specializzati nella punciatura di cartoni da cui riprodurre i merletti. Nel 1967 avvia un’attività in proprio che poi diventa un vero e proprio ricamificio, nel 1972 appunto, acquistando un telaio grande e una macchina per il taglio del cartone. Costruisce il laboratorio di via Roma 70, che è ancora la sede del “Ricamificio”, ed entra in società con la moglie Giovanna Massironi.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4><span data-contrast="auto">Allora questa zona del Novarese era ricchissima di atelier che producevano merletti: “Il nostro ricamificio si dedicava soprattutto al tulle per abiti da sposa, al macramè e ai tessuti  per l’arredo della casa come i tendaggi di pregio” racconta Daniele Bacchetta, figlio del fondatore.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">A metà degli Anni Ottanta il “Ricamificio” ha l’intuizione di <strong>cambiare i telai con macchine multitesta</strong> in grado di leggere i cartoni e produrre ricami anche di piccole dimensioni: “Lavoravamo per le grandi firme che utilizzavano i merletti per decorare qualunque capo, dal giubbotto alla scarpa o all’intimo – ricorda Bacchetta -. Noi creavamo il campionario da cui poi venivano scelte 6-7 varianti che producevamo in migliaia di pezzi. Andavamo spesso a Milano e Torino a incontrare gli stilisti che ci fornivano i disegni da tradurre in cartoni e poi in pizzi” ricorda Bacchetta che proprio allora aveva iniziato a lavorare con i genitori dopo il diploma in ragioneria. Con lui <strong>entra nel laboratorio l’elettronica e la punciatura del cartone non viene più fatta a mano</strong>, come un tempo, con il vantaggio di velocizzare la traduzione dei disegni in prodotto finito. La seconda metà degli anni Ottanta sono un periodo di grande espansione: il “Ricamificio del Verbano” lavora tantissimo rifornendo le griffe della moda, cresce e assume. Poi, nel decennio successivo, la progressiva  delocalizzazione di molti gruppi  tessili nel Nord Africa e l’arrivo sul mercato delle manifatture cinesi costringono gli imprenditori italiani a cambiare e a inventarsi nuovi spazi, per chi ha il fiuto di trovarli. Il “Ricamificio” lo fa.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il mercato ha una nuova esigenza: il ricamo promozionale che personalizza i capi per aziende, locali esclusivi o piccoli bar, scuole, società sportive e riguarda tutto ciò che si può indossare ma anche i gonfaloni delle istituzioni e gli stemmi. “E’ stato un nuovo boom  che ci ha fatto registrare una marea di richieste – spiega Bacchetta con la moglie Elena Klimok-. Certo, il lavoro è molto diverso rispetto agli Settanta: allora la programmazione copriva un arco di sei mesi, adesso si procede di settimana in settimana, la produzione è molto diversificata e va creato un nuovo disegno ogni 20-30 pezzi. E’ tutto più impegnativo”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto"><strong>E poi è arrivato il Covid e la pandemia</strong>. Tutto si ferma ma la famiglia Bacchetta no: Daniele crea un portachiavi con la scritta “<strong>Andrà tutto bene</strong>” che distribuisce gratuitamente per raccogliere fondi a favore dell’ospedale Maggiore di Novara. Da Genova un cliente gli chiede di creare lo stemma commemorativo per i vigili urbani di Genova con la scritta “<strong>Polizia locale. L’Italia resiste</strong>”,  destinando metà del ricavato alla Protezione civile nazionale e Bacchetta accetta.  L’idea piace, viene raccontata sulla rivista nazionale dei vigili e a Gattico arrivano richieste da tutt’Italia: il “Ricamificio del Verbano” lavora a pieno ritmo e la raccolta benefica arriva fino a 50 mila euro. “Non volevo stare con le mani in mani – racconta Daniele – e alla fine, come sempre avviene, da cosa nasce cosa”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E infatti nel frattempo un’altra produzione è nata e sta crescendo in questo periodo grazie ai figli di Daniele ed Elena, la terza generazione di Bacchetta. Maxim ha inaugurato la personalizzazione dei capi realizzata con il transfer digitale del disegno mentre il fratello Stefano si occupa di promuoverla. “Questo tipo di customizzazione nasce dal computer e applica il logo e la scritta anziché ricamarli – spiega Bacchetta- E’ una modalità di produzione che si adatta bene a numeri piccolissimi, ad esempio alle richieste di prodotti per eventi particolari che adesso sono molto diffuse, e ci consente di rispondere a un mercato sempre più vario e interessante”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>Alessandro Fornara, da chimico a maniscalco specializzato in ferratura di cavalli, dalla tradizione artigiana nasce una nuova vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cottavoz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 05:08:08 +0000</pubDate>
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<p><span data-contrast="auto">Da bambino Alessandro amava cavalcare con la cugina e lo zio, poi crescendo ha accantonato questa passione e ha scelto studi molto lontani da quel mondo, diplomandosi chimico. </span><b><span data-contrast="auto">Ha lavorato in rubinetteria e poi in un’azienda nel settore della galvanica tradizionale come responsabile di laboratorio</span></b><span data-contrast="auto"> fino a quando, sei anni fa, lui, il fratello e il padre si sono regalati una passeggiata a cavallo nel bosco: </span><i><span data-contrast="auto">“E’ stata una folgorazione &#8211;</span></i><span data-contrast="auto"> racconta Fornara &#8211;</span><i><span data-contrast="auto"> Mi sono chiesto perché non avessi capito che volevo un lavoro a contatto con la natura e i cavalli in particolare. Quel giorno è scattato qualcosa”</span></i><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oltre a riprendere a cavalcare regolarmente, nel 2016 Fornara comincia a studiare tutto ciò che riguarda lo zoccolo del cavallo e si iscrive al corso di mascalcia della clinica veterinaria di San Siro. Intanto avvia una collaborazione con un maniscalco del Borgomanerese: </span><i><span data-contrast="auto">“La scuola mi dava un’infarinatura teorica, con lui facevo esperienze preziosissime e imparavo i primi rudimenti del mestiere, a cominciare da come stare sotto al cavallo. Quando si lavora con gli animali bisogna capire che cosa ti stanno dicendo e questo te lo insegna solo la pratica”</span></i><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">All’inizio dello scorso anno c’è il grande salto: </span><b><span data-contrast="auto">Alessandro lascia il lavoro come chimico e il 9 gennaio 2020 apre la sua impresa. Arrivano i primi clienti </span></b><span data-contrast="auto">che raggiunge a domicilio con la “bottega viaggiante” sul furgoncino dove ha installato levigatrice, trapano, incudine, ferri di diverse misure e forgia per scaldare il metallo. L’emergenza Covid non è stata un limite: </span><i><span data-contrast="auto">“In un certo senso ha riequilibrato alcune situazioni nel nostro mestiere limitando gli spostamenti dei maniscalchi da una regione all’altra, prima forse eccessivi, e stimolando la ricerca di artigiani sul territorio che per me è stata un’occasione di crescita </span></i><span data-contrast="auto">&#8211; commenta Fornara &#8211;</span><i><span data-contrast="auto"> Inoltre, dopo anni di crisi, il settore sembra aver ripreso slancio e molti sono tornati ad apprezzare l’attività all’aria aperta con le passeggiate in sella. Chi ne ha la possibilità acquista il cavallo e lo tiene vicino a casa”</span></i><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Intanto Fornara ha continuato ad approfondire ogni aspetto della ferratura e si è specializzato anche nel “pareggio” cioè l’attività del maniscalco che non mette i ferri e lavora sullo zoccolo del cavallo lasciato “scalzo”; si relaziona spesso con i veterinari e viene chiamato quando un cavallo ha problemi o deformità che possono essere risolte con la mascalcia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><i><span data-contrast="auto">“Sono molto contento di aver scelto questa attività </span></i><span data-contrast="auto">&#8211; conclude Fornara &#8211;</span><i><span data-contrast="auto"> Vivo nella natura, scelgo come gestire gli impegni nel corso della giornata e lavoro con i cavalli che sono la mia grande passione. Poi osservare il miglioramento o la guarigione di un animale che soffre e non riesce a muoversi come dovrebbe è un’emozione impagabile”.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h3>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/ritratti-del-lavoro-alessandro-fornara/">Alessandro Fornara, da chimico a maniscalco specializzato in ferratura di cavalli, dalla tradizione artigiana nasce una nuova vita</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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