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	<title>Fabrizio Pezzani - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>Fabrizio Pezzani - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Piccolo è ancora bello (Small is beatiful)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Pezzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 05:50:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per il governo Meloni la manovra finanziaria rappresenta la prima e importante occasione per riconoscere la centralità del vigoroso mondo delle piccole imprese nel sistema economico italiano</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-104909" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/12/pexels-elevate-1267338.jpg" width="1000" height="667" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/12/pexels-elevate-1267338.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/12/pexels-elevate-1267338-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/12/pexels-elevate-1267338-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
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<p>Fino al 1971 vi era stata una stabilità assoluta nel mondo economico e negli scambi monetari grazie agli <strong>accordi di Bretton Wood</strong> del 1945 che avevano dato certezza e stabilità al sistema dei cambi; le grandi imprese formulavano piani e strategia a venti anni, fino al 1991, convinti dell’immodificabilità delle variabili del sistema. Quando nel 1971 <strong>Nixon</strong> dichiarò la fine del gold exchange standard si venne a creare una tempesta monetaria acuita dalla generata crisi energetica del petrodollaro; tutto si muoveva molto velocemente appesantendo le grandi imprese condannate a fare l’elefante nel giardino. <strong>Così in quegli anni il piccolo diventò bello per la sua maggiore adattabilità ad un mondo in un continuo ed imprevedibile movimento</strong>, in Italia in particolare patria del piccolo e bello il dramma delle grandi imprese fu una spinta al loro sviluppo e crescita favorita anche dalla svalutazione della lira a causa degli effetti inflattivi generati dalla tempesta monetaria che abbattendo i costi per l’export ci fece diventare i primi cinesi d’Europa. L’evidenza emerge dai grafici fra crescita del sud che si avvicina al nord fino al 1971 per poi staccarsi nuovamente dopo; le piccole e medie imprese del nord avevano ripreso a correre ma le cattedrali nel deserto al sud soffrivano di immobilità.</p>
<p>Le grandi imprese poco alla volta riuscirono a sciogliere i tanti nodi che le immobilizzavano e presero un crescente potere anche grazie alla finanza più propensa a cavalcare le grandi imprese che non le piccole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><span class="font-435549">Oggi a distanza di cinquanta anni da quel periodo di cambiamenti rapidi ed imprevedibili sembra che si sia tornati ancora una volta al “piccolo è bello“ perché le circostanze in cui oggi si opera sono ridiventate rapidamente imprevedibili così nelle grandi imprese, specie in quelle che sembravano più innovative quelle della Silicon Valley – Amazon, Google, Apple, Facebook, Twitter.., i licenziamenti si susseguono a migliaia ogni singolo giorno accompagnati dalla brusca caduta dei relativi corsi azionari che riportano l’euforia finanziaria alla realtà.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ritornare alle piccole e medie imprese italiane è una realtà, esse rappresentano un unico non ripetibile in altri paesi e nel mondo globale perché sono figlie della nostra storia fatta di artigianato, individualismo creativo e sensibilità sociale. Il tessuto socioeconomico fatto da queste imprese rappresenta la spina dorsale del paese ed i numeri che le rappresentano sono di assoluto riguardo a dimostrazione del loro ruolo e delle loro importanza nel traghettare il paese in questo indescrivibile caos. Le classificazioni – piccole, medie, micro &#8211; cambiano a seconda del range numerico scelto per collocarle ma si mantiene un parallelo pur nelle diversità dei range; <strong>le piccole e medie imprese rappresentano il 92 % delle imprese attive, con l’82 % degli occupati totali, un fatturato di oltre 2400 mld/euro pari al 41% del pil del Paese ed il 48% dell’export, rappresentano 1/3 degli investimenti</strong>. Tra esse vi sono aziende ad alta innovazione e nel complesso dal 2010 al 2019 sono cresciute del 6,5 % di gran lunga superiore alla media UE mostrando una maggiore produttività.</p>
<p>La realtà del Paese è fatta da una storia scritta dagli artigiani e dalle imprese famigliari che rimangono tali anche di fronte a crescite dimensionali, si forma un legame profondo quasi inscindibile tra impresa e proprietà che non esiste in altre parti come negli Usa in cui un’impresa può sempre essere ceduta di fonte ad un prezzo vantaggioso. Esiste in Italia un sistema duale tra grandi e minori imprese che convivono tra di loro anche tramite forme di competizione collaborativa che fa crescere entrambe, per questo risulta abbastanza sterile il dibattito sul piccolo che non diventa grande rispetto alla storia che ha premiato il nostro duale sviluppo industriale collocando il Paese, in gran parte privo di materie prime ma non di cervello e creatività, tra quelli a più alta industrializzazione in mezzo a giganti che guardano a noi sempre con rispetto.</p>
<p>Il governo che deve affrontare la difficile storia del nostro tempo ed un suo rilancio non può prescindere dalla sua storia e dalla consapevolezza che la flessibilità  del Paese a condizioni avverse si gioca anche sull’elasticità adattiva delle piccole e medie imprese che consentono al sistema un adeguamento meno traumatico rispetto alle grandi imprese il cui fallimento porta a disastri sociali mentre le piccole imprese non falliscono tutte nello stesso tempo ma in modi e tempi diversi consentendo al sistema di modificarsi con minori traumi sociali. <strong>Speriamo che nella manovra finanziaria non ci sia una colpevole mancanza di attenzione al ruolo delle imprese minori ed alla loro capacità di generare posti di lavoro di cui non possiamo fare a meno.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>La Finanza come arma da guerra non convenzionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Pezzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2022 06:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritornare all’economia reale ed all’uomo è la frontiera culturale che dobbiamo affrontare per combattere una povertà crescente e una disuguaglianza inaccettabili</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 51%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104816" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/pexels-pixabay-220365.jpg" width="1200" height="800" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/pexels-pixabay-220365.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/pexels-pixabay-220365-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/pexels-pixabay-220365-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/pexels-pixabay-220365-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
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<p>Nella lunga storia dell’uomo tutte le società sono saltate solo per due motivi: la<strong> guerra</strong> e la <strong>disuguaglianza</strong>; il diciannovesimo secolo è stato il segnale della discontinuità storica con i richiami alla libertà, all’uguaglianza e alla felicità. Nel 1948 sono stati scritti sul sangue di due guerre mondiali i diritti fondamentali dell’uomo in occasione della costituzione delle Nazioni Unite come pietre miliari da non dimenticare mai ora però tutti quei diritti sono volati via.</p>
<p>Il <strong>Covid</strong> non è la causa del dramma quotidiano ma solo l’effetto e ha messo in luce anni di dissennata politica di <strong>spesa corrente</strong> usata solo come strumento di <strong>raccolta di consenso politico</strong> a scapito della sanità, della scuola, delle infrastrutture, del sistema di welfare, della ricerca di un bene comune troppo spesso invocato solo come una foglia di fico da parte di una classe politica completamente staccata dalla realtà e troppo intenta al mantenimento della sua sopravvivenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="padding-left: 40px;"><span class="font-435549">A fronte di una rivoluzione finanziaria che ha eretto la finanza a verità incontrovertibile, la gente è stata indotta a credere nell’abbondanza infinita e al consumo a debito; si è creata a livello globale una concentrazione di ricchezza nelle mani di pochissimi che non ha precedenti nell’intera storia dell’uomo</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto ciò grazie alla collusione tra finanza, politica e accademia che ha consentito di spacciare come pietra filosofale una finanza totalmente priva di fondamento scientifico e reale, inondando il mondo di prodotti tossici come i derivati, di cui nessuno capiva nulla perché tutto era mascherato dai media controllati dagli interessi di pochi e da una politica sotto scacco e suddita della finanza. Così intrappolati dal pifferaio magico ci siamo avviati, come i lemming, verso il dirupo <strong>dimenticando che si guadagna per vivere e non il contrario perché la vita diventa un mezzo e non più un fine</strong>. La finanza sostenuta dai media è asimmetrica all’economia reale, l’unica che genera vera ricchezza; il distacco nel 1971 dall’oro e dal riferimento a un bene reale ha dematerializzato la ricchezza che oggi è solo un numero che cambia in continuazione frutto di una speculazione infinita. Questa sirena, alimentata dal suicida mantra del «creare valore per gli azionisti» ha incantato tutti a danno della nostra storia cancellando aziende per correre dietro a una delocalizzazione selvaggia ed ai paradisi fiscali che hanno cancellato posti di lavoro e parte di quella attività manifatturiera che ci aveva portato tra i paesi a elevata ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Il ritorno all&#8217;economia reale</h4>
<p><strong>Ritornare all’economia reale ed all’uomo è la frontiera culturale che dobbiamo affrontare per combattere una povertà crescente e una disuguaglianza inaccettabili</strong>; il passaggio non è facile perché i problemi sono sempre problemi di uomini; certamente l’esclusivo ricorso a una sterile cultura giuridica espressa da una marziana burocrazia diventa una soffocante garrota e va disinnescata. L’effetto di questa cultura sui sistemi di controllo è devastante, la forma diventa sostanza e nessuno controlla. La povertà si combatte creando lavoro e non dando sussidi ma questo non è nella cultura della classe dirigente attuale, parlare di patrimoniale è una dissennatezza perché c’è già e si chiama Imu che diventa strangolante; le imprese non possono più sottostare alla garrota della distribuzione dei dividendi a tutti i costi che le impoverisce in una logica del breve periodo, ma l’economia reale opera nel lungo periodo; si deve ripensare in una logica di collaborazione perché solo l’arricchimento del capitale sociale può garantire quello economico.</p>
<p>Il libro di Quelet ricorda che c’è un tempo per tutte le cose: «Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo»; Sant’Ambrogio citando il libro scriveva: «I semi si aprono nella loro stagione, gli animali partoriscono nella loro stagione&#8230; infatti c’è sempre un tempo per partorire ed un tempo per morire&#8230; C’è un tempo per guadagnare e un tempo per restituire, un tempo per conservare e un tempo per gettare via». Proviamoci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>(NdR. Il professore Pezzani ha approfondito questi temi nel corso di un webinar organizzato da Confartigianato nell&#8217;ambito della rassegna &#8216;A colloquio con&#8230;&#8217;. Clicca <a href="https://youtu.be/yE-40_ty1bs" target="_blank" rel="noopener">qui</a> per rivederlo)</em></p>
<h5>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/fotografia-in-scala-di-grigi-dell-uomo-seduto-220365/" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>La sostenibilità in tempo di guerra: quali priorità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Pezzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 19:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Definire chiaramente le priorità da seguire oppure arrendersi al caos"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 37%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104519" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022.jpg" width="720" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022.jpg 720w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
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<p><b><span data-contrast="none">Sostenibilità economica</span></b><span data-contrast="none"> sta per l’idea di un percorso di crescita legato al concetto di equità con il perseguimento del bene comune</span><span data-contrast="none">. Il tema del bene comune è un’aspirazione, oggi diremmo utopica, che è stato posto con forza da quando l’uomo ha coscienza della vita comunitario ; se gli interessi personali non trovano composizione nel bene comune una società</span><span data-contrast="none"> è destinat</span><span data-contrast="none">a a sciogliersi diventa cioè non sostenibile. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="none">La sostenibilità ambientale</span></b><span data-contrast="none"> è espressa dal rapporto tra beni naturali prodotti ed esistenti ed il loro consumo nei processi economici di produzione e consumo; tale rapporto dovrebbe consentire una stabilità tra risorse naturali, consumi e produzioni in modo che il contesto naturale non venga pericolosamente sottomesso ad obiettivi di guadagno </span><span data-contrast="none">oggi preminenti. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="none">La sostenibilità sociale</span></b><span data-contrast="none"> si declina con i termini di equità e di democrazia, riportando nei sistemi sociali il senso di solidarietà e di relazionalità che sono alla base di una società sostenibile. Tutte le dichiarazioni sui diritti dell’uomo a partire dalla <em>Magna Charta Libertatum </em>del 1215  sono incentrate sul diritto all’uguaglianza, ad un benessere che possa dare dignità alla persona,  diritto all’assistenza sanitaria ed alla scuola, ed  ad un lavoro che consenta la dignità.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Ma oggi la sostenibilità come è stata definita nelle sue parti in tempo di guerra come può essere declinata nelle sue priorità e come tale in quale misura ed in quale modo è perseguibile ?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="padding-left: 40px;"><em><span class="font-435549">Tutte e tre le combinazioni di sostenibilità in questo scontro non solo bellico ma anche finanziario e geopolitico sono messe a rischio di realizzabilità e la ricerca di un equilibrio sostenibile dai vari governi sembra sempre più una chimera per la mancanza di idee creative ed innovative che possano rompere l’accerchiamento in cui ci troviamo</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="none">Il perseguimento della <strong>sostenibilità economica</strong> sulla base del bene comune era già saltato prima della guerra per l’insostenibile <strong>disuguaglianza sociale</strong> ed a maggiore ragione oggi anche nell’ambito della cosiddetta alleanza atlantica che favorisce alcuni paesi – Olanda , GB, Usa , Germania&#8230; – a scapito degli altri come il nostro che ha il tasso di inflazione più alto d’Europa , in questo modo viene meno il concetto di <strong>bene comune europeo</strong> eppure nessuno lo denuncia. L’incapacità di proporre strade percorribili per le mortali bollette energetiche diventa un suicidio, forse si potrebbe negoziare con l’Europa, vista la differenza fra stati, che eventuali deviazioni di bilancio per ridurre la pressione sulle aziende e sulla gente non siano considerate temporaneamente come scostamento di bilancio, questo può essere negoziato</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}">.</span></p>
<p><span data-contrast="none">La <strong>sostenibilità ambientale</strong> è un dramma per le <strong>politiche poco lungimiranti</strong> che per troppo tempo hanno guidato i nostri politici, come si può perseguire questa sostenibilità oggi a scapito delle altre?  La coperta è troppo stretta e non copre più nemmeno le chiacchiere di una classe politica che in campagna elettorale sembra avere smarrito le priorità decisionali.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">La <strong>sostenibilità sociale</strong> in un sistema di ristrettezze diventa di difficile realizzazione in una confusione unica tra reddito di cittadinanza e posti di lavoro; parlare di democrazia oggi sembra sempre più solo un’utopia offensiva per le classi deboli.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In tempo di guerra tutto si ribalta e richiede la <strong>definizione di priorità</strong> da seguire mettendo in secondo piano quelle meno vitali,</span><span data-contrast="none"> è evidente il dramma che abbiamo di fronte ed il percorso decisionale da fare, ma è altrettanto evidente la pochezza inadeguata di una politica eterea; bisogna decidere per evitare il caos! </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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