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	<title>Fondazione Germozzi - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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		<title>Il gesto che crea: storie di bellezza e sapienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla tavola rotonda ‘Testimonianze di Imprese’, con designer e maestri artigiani, alla Giornata della Cultura Artigiana (19 marzo 2026). Hanno partecipato: Giulio IACCHETTI - Industrial designer; Erika LIBERATI - Ceramiche d’Arte Liberati; Roberto GALBIATI Arredamenti Galbiati Natale &#038; Figli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110113" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Dalla-redazione-Dalla-tavola-rotonda-%E2%80%98Testimonianze-di-Imprese.jpg" width="1920" height="1280" alt=""></div>
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<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Sul palco del nostro racconto salgono figure di mani, occhi che osservano, gesti che trasformano. </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Voci che parlano di ceramica, di legno, di oggetti che respirano, che raccontano, che vivono. </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Qui non ci sono nomi, solo storie intrecciate, voci di chi ha scelto di fare dell’arte del fare il proprio mondo, la propria ragione di essere.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Come si coniuga un sapere antico con le sfide della modernità?» chiede una voce. La risposta arriva calma e ferma: «Bisogna conoscere da dove si viene per capire dove si sta andando. La tradizione è la radice, ma il presente ci chiama alla contemporaneità. La sapienza antica deve dialogare con la tecnologia, mantenendo l’anima romantica del nostro lavoro». Non c’è contrapposizione: la tecnologia non sostituisce la mano dell’artigiano, la memoria della materia; la amplifica, la rende visibile, la moltiplica. L’innovazione non è un nemico, ma un alleato. Come un grande calciatore che dribbla con leggerezza tra gli ostacoli, ogni gesto diventa un’espressione di gioia e libertà, un pallone che vola tra tradizione e futuro. Si parla di giovani, di scelte difficili.</p>
<p>«Oggi i ragazzi devono scoprire cosa accende il loro cuore», dice una voce. «Provare, sbagliare, tornare indietro, cambiare strada. Solo così si impara davvero». Si impara facendo, condividendo, trasmettendo una sapienza fatta di tempo, di gesti ripetuti, di mani che modellano e occhi che osservano. Il design entra nel racconto come ponte tra due mondi: uno verticale e profondo, l’altro orizzontale e curioso. L’artigiano conosce ogni fibra della materia; il designer raccoglie idee, le osserva, le fa vivere. Da questo incontro nascono oggetti che portano la memoria, la storia, e il desiderio del futuro.</p>
<p>«Guardate Geppetto», dice qualcuno. «Un burattinaio che estrae Pinocchio dal legno destinato al fuoco. Trasforma ciò che sembrava destinato a sparire in qualcosa di straordinario. Dare valore, bellezza e vita a ciò che sembrava insignificante: ecco il lavoro artigiano».</p>
<p>Non manca la riflessione sul mondo: sull’intelligenza artificiale, sulle regole, sulle leggi. L’artigiano vive in un ecosistema da curare, dove credito, infrastrutture, formazione, innovazione e cultura si incontrano. Senza cura, il sottobosco artigiano – le micro e piccole imprese, le botteghe custodi dell’anima del Paese – rischia di scomparire. Eppure, nonostante crisi, guerre, inefficienze, ogni laboratorio continua a respirare. Ogni gesto quotidiano diventa eroico: costruzione di bellezza, armonia, senso. L’orgoglio di essere artigiano è anche responsabilità verso la comunità, verso i giovani che raccoglieranno il testimone. «Ci vuole narrazione», si dice. «Raccontare ai ragazzi il valore del fare, la gioia di creare. L’artigiano non è serie B: è scuola di vita, di libertà, di intelligenza vivente».</p>
<p>In queste mani, in queste botteghe che resistono, l’Italia ritrova sé stessa: un Paese che nasce dal nulla e costruisce tutto, che trasforma materiali poveri in opere straordinarie, che trasforma gesti quotidiani in capolavori di umanità. Mentre il mondo corre verso l’istantaneo e il digitale, l’artigiano ricorda che l’essenza dell’uomo passa per le mani, il gesto creativo, la passione. Il futuro non si inventa solo: si costruisce pezzo dopo pezzo, con cura, rispetto e amore. Custodire la tradizione significa tenere in mano la speranza, la bellezza, la dignità di un Paese intero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em> </em><span class="font-435549"><em>Essere artigiano oggi è atto di orgoglio, di resistenza, di libertà. </em></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>È un gesto di pace. </em></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>È l’anima del Made in Italy che continua a vivere, creare, insegnare ed emozionare.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>Olimpiadi e artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:20:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La trama invisibile dei grandi eventi: quando il saper fare costruisce i Giochi</p>
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<p>Con Milano Cortina 2026 questa consapevolezza diventa evidente. I Giochi non sono solo un evento sportivo globale, ma un esercizio di responsabilità pubblica e di governo della complessità. Infrastrutture che attraversano territori montani fragili, collegamenti attesi da decenni, impianti distribuiti su un’area vasta e articolata: tutto parla di una sfida che non è soltanto tecnica, ma culturale. <strong>Trasformare l’urgenza dell’evento in eredità duratura.</strong> Accelerare investimenti senza sacrificare qualità e sostenibilità. Rendere la trasparenza concreta, accessibile, verificabile. E dentro questo processo si muove una costellazione di piccole e medie imprese, in larga parte artigiane, capaci di integrare innovazione digitale e intelligenza operativa, precisione ingegneristica e problem solving quotidiano. È qui che l’artigianato si rivela infrastruttura invisibile: non cornice, ma sostanza dell’opera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Questa monografia attraversa lo spazio dei cantieri per approdare a quello degli oggetti, dei materiali, dei corpi in movimento. Indaga il design dello sport là dove si manifesta come dialogo continuo tra progetto e gesto atletico, tra cultura materiale e diritti»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biciclette, sci, protesi, reti di sicurezza, interfacce intelligenti: ogni oggetto custodisce un processo, un laboratorio, una conoscenza che nasce spesso da mani esperte prima ancora che da algoritmi. Non c’è contrapposizione tra artigianato e innovazione, ma un intreccio fertile. La materia viene studiata, testata, modellata; l’ergonomia diventa cura del dettaglio; la performance è il risultato di una ricerca che unisce manualità e tecnologia avanzata. In questo spazio lo sport non è solo competizione, ma linguaggio sociale, inclusione, trasformazione. E l’artigiano è colui che traduce l’idea in esperienza concreta.</p>
<p>Allargando lo sguardo, emerge la filiera estesa dello sport italiano. I Giochi sono globali per definizione, eppure la loro solidità si costruisce localmente. Dietro i grandi marchi, dietro le telecronache e le sponsorizzazioni internazionali, c’è una rete di terzisti, di micro-imprese specializzate in lavorazioni di altissima precisione, di eccellenze sartoriali che fanno del su misura un valore distintivo. Componenti invisibili, semilavorati, protezioni modellate sul corpo dell’atleta, telai calibrati al millimetro: è un’economia della qualità che non cerca la quantità, ma la perfezione funzionale. Accanto a questa manifattura c’è lo sport di base, fatto di palestre, piscine, campi, istruttori, gestori di impianti. Un tessuto capillare che non appare nei riflettori olimpici ma genera salute, coesione, talento. È lì che si forma l’atleta di domani, ma soprattutto il cittadino. Anche questo è artigianato: relazione personale, continuità, presidio del territorio.</p>
<p>I Giochi diventano così una piattaforma di proiezione internazionale, una leva di diplomazia economica, un’occasione per raccontare il Sistema Italia come intreccio di filiere, distretti, competenze diffuse. La legacy non è soltanto nelle opere fisiche, ma nella reputazione, nelle relazioni costruite, nella consapevolezza del proprio valore produttivo. Ogni infrastruttura, ogni allestimento, ogni soluzione tecnologica porta con sé un pezzo di questa identità: tradizione manifatturiera e innovazione, radicamento territoriale e apertura ai mercati globali.</p>
<p>E dentro il racconto olimpico c’è anche la forza del movimento paralimpico, che forse più di ogni altro restituisce il senso profondo dello sport come progetto di vita. Qui il lessico cambia: si fa più intimo, più essenziale. Dopo il “perché” arriva sempre la domanda decisiva: “cosa facciamo adesso?”. Lo sport diventa disciplina, obiettivo, occasione di rinascita. Non retorica dell’eroe, ma costruzione quotidiana di un percorso che coinvolge atleti e famiglie, comunità e territori. Le academy inclusive, gli allenamenti condivisi, gli eventi che uniscono ragazzi con e senza disabilità mostrano che l’eccellenza umana non è solo nel risultato, ma nella capacità di generare fiducia. È una lezione che parla anche al mondo produttivo: trasformare la fragilità in competenza, la difficoltà in innovazione, la solitudine in rete.</p>
<p>C’è infine una dimensione quasi sonora che attraversa queste pagine: il ritmo dei laboratori, il colpo del martello, il fruscio del legno lavorato, il metallo che prende forma. Un invito ad ascoltare l’artigianato come linguaggio universale. Perché prima ancora di essere prodotto, è gesto. Prima ancora di essere brand, è processo. Prima ancora di essere economia, è cultura del fare.</p>
<p>Le Olimpiadi durano poche settimane. L’artigianato lavora per anni prima e continua a lavorare dopo che le luci si sono spente. È questa continuità che rende possibile l’eccezionalità dell’evento. È questa infrastruttura silenziosa che sostiene il grande racconto collettivo. E forse è proprio lì, nel dettaglio che non appare ma tiene insieme tutto, che si riconosce la misura autentica del valore artigiano.</p>
<p>Buona lettura</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>Milano Cortina 2026: legacy produttiva e sistema Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:16:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque cerchi, una strategia: Milano Cortina 2026 come leva di diplomazia economica e acceleratore di sviluppo, dove sport, infrastrutture e filiere produttive diventano racconto e motore della proiezione internazionale del Sistema Italia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109912" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Marrara-Legay-Olimpiadi-Milano-Cortina.jpg" width="1200" height="800" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Marrara-Legay-Olimpiadi-Milano-Cortina.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Marrara-Legay-Olimpiadi-Milano-Cortina-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Marrara-Legay-Olimpiadi-Milano-Cortina-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Marrara-Legay-Olimpiadi-Milano-Cortina-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Marrara-Legay-Olimpiadi-Milano-Cortina-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
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<p>I <strong>Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali</strong> costituiscono un potente <strong>moltiplicatore di investimenti e innovazione</strong>. Secondo le stime di <strong>Banca Ifis</strong>, Milano Cortina 2026 potrebbe generare un valore complessivo di circa <strong>5,3 miliardi di euro</strong>, tra spesa turistica e valore delle infrastrutture sportive e civili realizzate o riqualificate. Si tratta di un impatto che combina dimensione economica, infrastrutturale e sociale, configurando l’evento come <strong>acceleratore di sviluppo</strong> per i territori coinvolti e per il <strong>Sistema Paese</strong>. A ciò si aggiunge un <strong>effetto reputazionale di lungo periodo</strong>, capace di rafforzare l’attrattività internazionale delle nostre imprese e dei nostri distretti produttivi.</p>
<p>La <strong>legacy</strong> è il punto centrale. Non si tratta solo di visibilità mediatica, ma della capacità di trasformare l’evento in un <strong>motore di crescita</strong> per le imprese – artigiane e industriali – e per l’intero ecosistema economico. Ogni infrastruttura, ogni allestimento, ogni soluzione tecnologica porta con sé il contributo di <strong>competenze diffuse</strong> che esprimono <strong>qualità manifatturiera, design, innovazione e sostenibilità</strong>. È in questa trama di <strong>saperi e professionalità</strong> che si misura il <strong>valore aggiunto del modello italiano</strong>.</p>
<p>In questo quadro, le opere realizzate non costituiscono soltanto il supporto logistico dei Giochi, ma un’<strong>eredità strutturale</strong> destinata a rafforzare competitività e accessibilità dei territori. I grandi eventi diventano così <strong>laboratori di innovazione</strong>, nei quali sport, industria e creatività progettuale si incontrano, generando <strong>sinergie</strong> che possono continuare a produrre effetti ben oltre la durata dell’evento.</p>
<p>Milano Cortina 2026 può rappresentare un modello: un evento capace di lasciare in eredità non solo impianti, ma <strong>competenze, relazioni e una rinnovata consapevolezza del valore delle nostre filiere produttive</strong>. È questa la sfida: trasformare i <strong>cinque cerchi</strong> in una leva di <strong>crescita, innovazione e proiezione internazionale del Sistema Italia</strong>.</p>
<p><strong>(Di Silvia Marrara, Consigliera &#8211; Capo Ufficio XII – Diplomazia sportiva &#8211; Direzione Generale per la Crescita e le promozione delle Esportazioni (DGCE) &#8211; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).</strong></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p>© <strong><a class="ig-tags-link" href="https://milanocortina2026.coni.it/en/media-item/gallery.html?view=tags&amp;igtags=Foto%20Simone%20Ferraro/CONI">Foto Simone Ferraro/CONI</a></strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Milano Cortina e l’altra vittoria: così lo sport rafforza il Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle medaglie alle manifatture: Milano-Cortina 2026 accende i riflettori su una filiera sportiva che vale miliardi, parla artigiano e porta il Made in Italy sui mercati del mondo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109915" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1.jpg" width="1024" height="683" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/la-sportiva-STRATOS-VI-1024x683-1-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></div>
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<p>L’<strong>Osservatorio Valore Sport di TEHA Group</strong>, di cui <strong>Confartigianato Imprese</strong> è partner, ha ricostruito il “percorso dello sportivo” per mappare i settori attivati dalla pratica sportiva: dall’utilizzo di impianti e infrastrutture – che richiedono macchinari e attrezzature dedicate – alla domanda di abbigliamento e accessori tecnici, che coinvolge tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature e produttori di attrezzature e veicoli sportivi, fino alle filiere attivate dai grandi eventi sportivi e dal turismo attivo nei territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il manifatturiero sportivo italiano vale 8,5 miliardi (+31,7% in tre anni). Con 1,8 miliardi nella produzione di articoli sportivi, l’Italia è prima in Europa (22% dei ricavi)»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settore manifatturiero sportivo Made in Italy è in forte espansione: tra il 2020 e il 2023 i ricavi hanno raggiunto 8,5 miliardi di Euro (+31,7%). La sola fabbricazione di articoli sportivi vale 1,8 miliardi, collocando l’Italia al 1° posto in Europa con il 22% dei ricavi del settore.</p>
<p>Il tessuto produttivo della manifattura sportiva italiana è caratterizzato per il 98,1% da piccole e medie imprese. Il comparto della produzione di beni per l’attività sportiva, in particolare, si caratterizza per una marcata vocazione artigiana, che pesa per il 45,5% delle imprese e per il 25,4% degli addetti, incidenze ben superiori alla media nazionale e di altri settori manifatturieri. Nel complesso emerge un modello produttivo fondato su competenze specialistiche e qualità, coerente con il posizionamento del Made in Italy.</p>
<p>La manifattura sportiva rappresenta, inoltre, una componente rilevante della proiezione internazionale del Made in Italy, contribuendo in modo significativo alla performance complessiva dell’export nazionale.</p>
<p>L’export di articoli sportivi ammonta a 4,7 miliardi di Euro nel 2023 (+26% nell’ultimo quinquennio), posizionando l’Italia al 5° posto mondiale, 2° in Europa (dopo la Germania) e 1° verso Paesi extra-UE. L’Italia si distingue a livello internazionale per alcuni primati nell’export di principali comparti della filiera sportiva: 2° nella caccia e pesca (9,6% dell’export globale), 3° negli sport invernali (11,1%), 4° in sport acquatici e fitness (5,0% e 3,8%) e 5° nella bicicletta (3,5%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Gli Stati Uniti sono il primo mercato dell’export sportivo italiano, ma nuovi dazi potrebbero ridurre le vendite fino al 23%. Il rischio è attenuato dalla bassa sostituibilità di molti prodotti, grazie a qualità e specializzazione elevate»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli Stati Uniti sono il primo mercato per l’export della manifattura sportiva italiana, ma l’innalzamento dei dazi previsto dalla Seconda Amministrazione Trump potrebbe ridurre le esportazioni fino al –23,1%. Il rischio è però mitigato dal fatto che circa la metà dei prodotti manifatturieri sportivi esportati presenta una bassa sostituibilità, grazie a elevati standard di qualità, specializzazione e innovazione delle imprese produttrici a livello nazionale.</p>
<p>L’attrazione e organizzazione di grandi eventi e competizioni sportive sui territori amplia ulteriormente l’impatto della filiera estesa dello sport. Ancora una volta le PMI che operano in questo comparto giocano un ruolo fondamentale nel garantire i beni e servizi necessari alla realizzazione di queste importanti manifestazioni, che generano un impatto complessivo rilevante per il Paese. Nel 2024 si sono svolti circa 80 mila eventi sportivi (+4,9% in un solo anno), con 38 milioni di spettatori e circa 850 milioni di Euro di spesa diretta degli spettatori.</p>
<p>Le sole Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un caso emblematico: nel complesso, secondo gli ultimi studi realizzati, genereranno circa 6,1 miliardi di Euro di impatto economico complessivo, coinvolgendo 36 mila lavoratori e 18 mila volontari, con oltre 1,3 milioni di biglietti venduti e più di due italiani su tre coinvolti mediaticamente.</p>
<p>(Testo di Mirko Depinto &#8211; Senior Consultant TEHA e Project Coordinator Osservatorio Valore Sport)</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p>©<strong> Foto La Sportiva</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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		<title>Design dello sport e artigianato in campo alla mostra IN-PLAY a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’ADI Design Museum di Milano lo sport esce dagli stadi e entra nel laboratorio del progetto. La mostra IN-PLAY. Design for Sport racconta come oggetti, materiali e invenzioni – spesso nati dall’incontro tra design e sapere artigiano – abbiano trasformato il modo in cui il corpo si muove, compete e partecipa alla vita collettiva. Qui lo sport non è solo prestazione: è cultura del fare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 56%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109967" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-scaled.jpg" width="1707" height="2560" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-scaled.jpg 1707w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-200x300.jpg 200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-683x1024.jpg 683w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-768x1152.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-1024x1536.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-1365x2048.jpg 1365w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/pexels-cottonbro-5137780-350x525.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1707px) 100vw, 1707px" /></div>
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<p>Gli oltre 100 progetti esposti – che spaziano da oggetti iconici della storia sportiva a innovazioni contemporanee – mostrano come il design abbia accompagnato e trasformato il modo in cui viviamo e comprendiamo il gesto sportivo. Dalle biciclette da corsa e sci tecnici alle protesi sportive e interfacce intelligenti: ogni pezzo è testimonianza di un percorso progettuale in cui performance, ergonomia, materiali si intrecciano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Se il cuore della mostra è il design dello sport, una delle sue colonne portanti è la dimensione artigianale»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se il cuore della mostra è il design dello sport, una delle sue colonne portanti è la dimensione artigianale. Gli oggetti esposti non sono semplici prodotti finiti, ma testimonianze di processi – spesso manuali e di laboratorio – in cui competenze artigiane e capacità progettuali si fondono. Proprio come nelle botteghe artigiane, dove la conoscenza dei materiali e delle tecniche trasforma una materia grezza in un oggetto funzionale, nel design sportivo l’artigianato dialoga con la tecnologia avanzata per dare forma a soluzioni capaci di migliorare esperienza e prestazione. Un esempio emblematico di questo dialogo tra artigianato e progetto è il bob monoposto realizzato nel 2000 da Diego Menardi e Roberto Chenet nella loro officina di Cortina. Più che un semplice mezzo da gara, è il risultato di un processo in cui esperienza manuale, conoscenza dei materiali e ricerca tecnica si fondono. La scocca, studiata per ottimizzare l’aerodinamica, si integra con un telaio pensato per garantire rigidità e controllo alle alte velocità, mentre le lame richiedono lavorazioni di estrema precisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Artigianato e visione del designer si incontrano per rispondere alle sfide dello sport contemporaneo»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le attrezzature e gli oggetti di design esposti raccontano non solo innovazioni tecniche, ma anche storie di ricerca, sperimentazione e adattamento. Imprese e designer – dagli specialisti di materiale come Vibram e Campagnolo ai laboratori di ricerca biomeccanica – mostrano come l’arte dell’artigiano e la visione del designer si incontrino per rispondere alle sfide dello sport contemporaneo. Il rapporto tra artigianato e design nel mondo contemporaneo è oggi uno dei nodi più fertili – e più discussi – della cultura del progetto. Non si tratta più di due ambiti separati, uno legato alla manualità tradizionale e l’altro alla produzione industriale, ma di un dialogo continuo che ridefinisce il concetto stesso di qualità, innovazione e identità. Tra i progetti in mostra, la rete di protezione Liski racconta come anche un dispositivo legato alla sicurezza possa diventare espressione di ricerca e cultura progettuale. Sviluppata per piste e tracciati di gara, unisce studio dei materiali, capacità di assorbimento dell’urto e sperimentazione sul campo, trasformando un elemento tecnico in infrastruttura essenziale per una pratica sportiva più sicura e consapevole. Allo stesso modo, SoftFoot Pro, piede bionico sviluppato dal’Istituto Italiano di Tecnologia, integra ricerca biomeccanica e design per offrire maggiore adattabilità e naturalezza del movimento. La sua struttura flessibile migliora comfort e performance, dimostrando come il progetto possa incidere non solo sulla prestazione, ma anche sull’inclusione e sulla qualità dell’esperienza sportiva.</p>
<p>IN-PLAY è più di una mostra su attrezzature sportive: è un dialogo aperto tra design, artigianato, cultura e diritti. Illustra come l’arte del progetto – radicata nella conoscenza dei materiali e nell’esperienza del fare – abbia contribuito a modellare non solo oggetti, ma anche una visione dello sport come pratica condivisa, inclusiva e in continua evoluzione.</p>
<p><strong>(Di Davide F. Colaci e Giulia Novati)</strong></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/design-dello-sport-e-artigianato-in-campo-alla-mostra-in-play-a-milano/">Design dello sport e artigianato in campo alla mostra IN-PLAY a Milano</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’artigianato al centro della nuova economia: la riforma secondo Luca De Carlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 09:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una riforma attesa da quarant’anni, un settore che cambia pelle e una sfida chiara: dare agli artigiani gli strumenti per stare nel presente e costruire il futuro del Paese.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 75%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109007" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/5.De-Carlo.png" width="910" height="901" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/5.De-Carlo.png 910w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/5.De-Carlo-300x297.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/5.De-Carlo-150x150.png 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/5.De-Carlo-768x760.png 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/5.De-Carlo-350x347.png 350w" sizes="auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px" /></div>
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<h2><span class="font-435549">Dopo quarant’anni, l’artigianato italiano si prepara a voltare pagina. La Commissione Industria del Senato ha approvato nei giorni scorsi l’emendamento che delega al Governo la riforma della legge quadro del 1985, aprendo la strada a una revisione profonda delle regole che definiscono l’identità e l’operatività delle imprese artigiane. Primo firmatario del provvedimento è il senatore Luca De Carlo*, presidente della stessa Commissione, che da tempo sottolinea la necessità di una normativa più coerente con la realtà produttiva di oggi: un tessuto fatto di imprese evolute, tecnologiche, aperte alla collaborazione e sempre più presenti sui mercati globali.</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Senatore De Carlo, con l’emendamento al DDL PMI – del quale Lei è primo firmatario – si dà mandato al Governo di avviare una riforma della normativa quadro sull’artigianato dopo quasi 40 anni. Qual è, secondo Lei, l’elemento chiave che rende oggi indispensabile questa riforma?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>«Il tempo: negli ultimi quarant’anni è cambiato il mondo, l&#8217;evoluzione tecnologica ha fatto passi da gigante, il mercato del lavoro ha subìto una rivoluzione e gli stessi scenari di mercato hanno cambiato volto. L&#8217;artigianato è tradizione, storia, cultura, identità, certamente; ma è anche continua innovazione, ricerca, novità. È anche – e soprattutto – economia, e per stare dentro al mercato di oggi bisogna essere non solo al passo con i tempi, ma soprattutto essere pronti alle sfide del futuro.»</em></p>
<p><strong>Lei ha dichiarato: “con questo emendamento riportiamo l’artigianato nel presente e siamo pronti a proiettarlo nel futuro”. Quale “presente” e quale “futuro” ha in mente per le imprese artigiane italiane?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>«Il presente lo abbiamo davanti agli occhi tutti quanti: siamo in un mercato globale dove l&#8217;eccellenza è valore aggiunto. Le sfide energetiche e occupazionali colpiscono trasversalmente tutti i settori produttivi, e l&#8217;artigianato ha quella capacità del “saper fare” &#8211; e fare bene – che è indispensabile per affrontare la situazione attuale; gli artigiani però non possono essere lasciati da soli, ecco quindi la necessità di una nuova legge che dia loro una “cassetta degli attrezzi” normativa al passo con i tempi. “Il futuro è un&#8217;ipotesi”, cantava un grande interista come Enrico Ruggeri, ma è chiaro che anche l&#8217;artigianato dovrà fare i conti con il ricambio generazionale, con la crescita dei sistemi tecnologici, con l&#8217;intelligenza artificiale. Questi sono i temi che i nostri artigiani dovranno essere in grado di affrontare nei prossimi anni.»</em></p>
<p><strong>Nella riforma si è parlato anche di un fondo biennale per l’accesso al credito degli artigiani, poi saltato per mancanza di coperture: ce la faremo già nella prossima Legge di Bilancio?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>«Il problema dell’accesso al credito è una difficoltà che le nostre imprese affrontano da tempo ed è fondamentale risolverla se vogliamo garantire loro vere prospettive di crescita. Nel DDL PMI, recentemente approvato dal Senato e sul quale abbiamo lavorato in Commissione, sono già previste misure importanti per assicurare alle piccole e medie imprese un più facile accesso al credito. Gli interventi si muovono su diversi fronti, come la riforma dei confidi e la valorizzazione dei beni in magazzino, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di finanziamento e sostenere la liquidità delle aziende. Questi provvedimenti rappresentano solo l’inizio: stiamo già lavorando a ulteriori misure mirate per sostenere il settore artigiano e le piccole imprese, che rappresentano l’essenza più autentica del Made in Italy e sono la nostra punta di diamante per la competitività internazionale.»</em></p>
<p><strong>Spesso nelle riforme dell’artigianato entrano in gioco vincoli societari, requisiti che molti artigiani e micro imprese considerano anacronistici. Quali sono, secondo Lei, i principali “vincoli anacronistici” che questa riforma punta a superare?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>«Il mandato al Governo è chiaro: sarà necessario sedersi attorno al tavolo con tutti i protagonisti dell’artigianato nazionale, associazioni di categoria in primis, per capire assieme a loro quali sono le proposte, le idee, le innovazioni da inserire nella nuova legge sull&#8217;artigianato e quali invece le “storture” e gli anacronismi da non ripetere. Sarà una legge condivisa, non una proposta calata dall&#8217;alto, proprio per dare al mondo artigiano la cassetta degli attrezzi di cui a bisogno.»</em></p>
<p><strong>Il percorso di modernizzazione non può prescindere dal ruolo della rappresentanza. Quanto importante è per lei che questo legame, tra politica e associazioni del territorio venga mantenuto e rafforzato?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>«Il rapporto con le associazioni e con i territori è fondamentale: la politica non può più restare chiusa nei suoi palazzi, producendo burocrazia e restando sorda alle richieste di chi produce. Questo Governo ha scelto di stare dalla parte di chi fa economia e di chi crea posti di lavoro; io stesso, da presidente della Nona Commissione al Senato, in questi anni ho avuto modo di ospitare e confrontarmi nelle audizioni con decine e decine di realtà, da quelle del settore primario al commercio, dal piccolo artigianato alle industrie multinazionali. È solo con il confronto continuo con loro che si possono costruire quelle norme che fanno del bene alla nostra economia.»</em></p>
<p><strong>Lei è primo firmatario anche del DDL sul pane fresco, stoppato però dall’Europa, come si può garantire la tutela  del valore delle produzioni alimentari artigiane?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>«Siamo la Nazione con più DOP e IGP al mondo, e il Veneto è la regione che ne vanta il maggior numero in Italia: sono un&#8217;eccellenza che va difesa e tutelata. L&#8217;abbiamo fatto contrastando l&#8217;italian sounding, che pesa per 120 miliardi di euro all&#8217;anno sull&#8217;economia italiana; lo stiamo facendo con la proposta di legge sul pane fresco: anche in questo caso, vogliamo ammodernare una legge che ha alle spalle diversi anni. Vogliamo quindi tutelare il vero “pane fresco” e quello tradizionale, rendendo facilmente riconoscibile quello precotto e – soprattutto – quello veramente Made in Italy. A situazioni nuove servono risposte attuali e moderne che sappiano conservare il valore della tradizione artigianale aggiungendo quel pizzico di innovazione che da sempre contraddistingue l&#8217;artigianato italiano. Siamo invidiati e ammirati nel mondo non solo per la qualità delle nostre produzioni, ma anche per la sicurezza alimentare che questi rappresentano: sono valori unici che dobbiamo assolutamente difendere.»</em></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p><em>(Grazie a Confartigianato Veneto per aver reso disponibile a Spirito Artigiano l’intervista al senatore Luca De Carlo).</em></p>
<hr />
<p>(*<em>Luca De Carlo è senatore della Repubblica per Fratelli d&#8217;Italia dalle elezioni suppletive del 20-21 settembre 2020 (riconfermato poi con il voto del 25 settembre 2022); è stato Deputato alla Camera dal 23 marzo 2018 al 5 agosto 2020, primo parlamentare a sedere nei due rami del Parlamento nell&#8217;arco della stessa legislatura. Nasce nel 1972 a Pieve di Cadore, nel Bellunese; nel 2004 viene eletto consigliere comunale a Calalzo di Cadore, di cui diventa primo cittadino nel 2009, ruolo che ricopre per tre mandati, fino al 2024. Nel 2020 è nominato coordinatore regionale di Fratelli d&#8217;Italia in Veneto. Dal 2022 ricopre la carica di presidente della 9ª Commissione permanente “Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare” al Senato. Fa parte anche della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali e agroalimentari</em><em>).</em></p>
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		<title>L’inverno demografico e il futuro del lavoro in Italia: sfide e opportunità per la crescita occupazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il futuro non è scritto»: la sfida demografica, spiega Dalla Zuanna*, richiede oggi decisioni che determineranno la vitalità economica e sociale dell’Italia di domani.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 88%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109012" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608.png" width="1642" height="1094" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608.png 1642w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608-300x200.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608-1024x682.png 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608-768x512.png 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608-1536x1023.png 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/12/pexels-dsd-143941-1822608-350x233.png 350w" sizes="auto, (max-width: 1642px) 100vw, 1642px" /></div>
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<h2><span class="font-435549">Lo squilibrio demografico sta minacciando seriamente il presente e il futuro dello sviluppo economico e sociale del Paese. È quindi necessario esserne pienamente consapevoli, così da predisporre politiche efficaci sia da parte del sistema produttivo sia in ambito istituzionale.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In assenza di consistenti flussi migratori, la popolazione in età lavorativa si ridurrà sensibilmente nei prossimi decenni, mentre aumenterà in modo continuo il numero degli over 65: a inizio 2025 saranno circa 14,5 milioni, pari al 24,7% della popolazione totale. Nei prossimi dieci anni, molti nuovi pensionati avranno un basso livello di istruzione, mentre circa l’80% dei nuovi lavoratori sarà diplomato o laureato. Sostituire i lavoratori più istruiti sarà possibile; rimpiazzare quelli meno qualificati, molto meno. Allo stesso tempo, continuerà l’emorragia di giovani diplomati e laureati verso l’estero o verso regioni percepite come più dinamiche.</p>
<p>Questi fenomeni interesseranno l’intero Paese, ma avranno un impatto più marcato nelle aree economicamente fragili e nelle zone rurali, montane o periferiche, già caratterizzate da una popolazione più anziana.</p>
<p>Cambiamenti così profondi e repentini non hanno precedenti recenti né remoti. Durante il boom produttivo del 1970-2010, molte regioni italiane hanno potuto contare su un’abbondanza di nuovi lavoratori autoctoni, integrati da flussi significativi di manodopera straniera. Oggi, invece, il sistema produttivo italiano — manifatturiero, agricoltura ad alta intensità di lavoro, turismo e servizi — è già in drammatica carenza di personale e difficilmente sarà in grado di assorbire ulteriori riduzioni.<br />
Come affrontare questa carenza di capitale umano, evitando un calo del reddito e della ricchezza? È illusorio pensare che automazione e intelligenza artificiale possano sostituire i lavoratori mancanti. Questo potrà avvenire in alcuni settori, ma in altri — come i servizi alla persona — il lavoro umano resta insostituibile.</p>
<p>Occorre valorizzare sacche di lavoro inutilizzato o mal utilizzato, in particolare lavoro femminile, giovanile e dei pensionati attivi. Tuttavia, anche un maggiore impegno della popolazione già residente non basterà: molte donne adulte e anziani in buona salute svolgono già lavori di cura non retribuiti, che andrebbero comunque sostituiti se entrassero nel mercato del lavoro.</p>
<p>Di conseguenza, l’attrazione verso nuovi arrivi, in particolare per lavori manuali e per tutti i settori essenziali, sarà nei prossimi due decenni irresistibile. Sarà quindi necessario agire su tre fronti: trattenere i giovani, mitigare le conseguenze dell’invecchiamento e favorire ingressi migratori ordinati.</p>
<p>Parallelamente, occorre sostenere le famiglie affinché possano avere i figli desiderati. Nel 2024 sono nati appena 369.944 bambini, con un tasso di fecondità di 1,18 figli per donna, ai minimi storici rispetto ai 576.000 del 2009. Interventi di conciliazione tra lavoro e vita familiare sono quindi fondamentali per invertire questa tendenza.</p>
<p>Il futuro demografico e occupazionale dell’Italia non è scritto: le sfide sono complesse e profonde, ma affrontabili. Richiedono visione strategica, scelte coraggiose e un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e cittadini, con la consapevolezza che le decisioni di oggi determineranno la vitalità economica, sociale e umana del Paese di domani.</p>
<p data-start="139" data-end="432">(Estratto dell’intervento del prof. Gianpiero Dalla Zuanna (Università di Padova e Accademia dei Lincei) al convegno “Rappresentanza e contrattazione”, H-FARM – giovedì 20 novembre 2025 &#8211; <em data-start="325" data-end="432">L’inverno demografico e il futuro del lavoro in Italia: sfide e opportunità per la crescita occupazionale)</em></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<hr />
<p>(*Gianpiero Dalla Zuanna (23.9.1960), professore di Demografia a Padova, ha insegnato anche a Roma “La Sapienza” e a Messina. Ha pubblicato oltre 200 articoli, capitoli e libri, collaborando con economisti, sociologi, statistici, storici, geografi e archeologi. Ha coordinato indagini sul comportamento riproduttivo, la prima indagine italiana sugli immigrati di seconda generazione e il progetto CHILD sulla demografia storica. Ha trascorso periodi di ricerca a Tokyo, Mosca, Canberra, Melbourne, Irvine e Losanna. È stato membro di commissioni centrali del MIUR e consulente del Ministero per le politiche della famiglia. Tra il 2013 e il 2018 è stato Senatore della Repubblica, partecipando alle Commissioni Salute e Ambiente e alle Conferenze ONU sul clima di Lima e Varsavia. È editorialista per quotidiani nazionali e membro del comitato editoriale di Neodemos.)</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div>
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		<title>La Bellezza Inimitabile. Maria Grazia Cucinotta all’Assemblea Generale di Confartigianato Imprese. Tra Cinema, Artigianato e il dovere del Rispetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 06:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul palco dell’Assemblea di Confartigianato, Maria Grazia Cucinotta ha unito artigianato, cinema e dignità delle donne in un unico discorso: un omaggio all’Italia che lavora con le mani, sogna con la testa e chiede rispetto con la voce.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 75%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108922" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta.jpg" width="2048" height="1365" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta.jpg 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta-1536x1024.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Fondazione-Germozzi-M.G.-Cucinotta-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-14" data-row="script-row-unique-14" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-14"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-15"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549">Nella monografia che Spirito Artigiano Magazine dedica al rapporto tra Artigianato e Cinema, vogliamo riportare le parole dell’attrice e imprenditrice – intervenuta il 25 novembre, a margine dell’Assemblea Generale di Confartigianato Imprese, nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne – come un frame necessario. Perché la Cucinotta non si è limitata a raccontare il proprio mestiere: ha portato sul palco la consapevolezza di un’Italia che vive di bellezza, di mani sapienti e di valori che devono essere difesi.</span></h2>
<p>Il suo contributo ha così intrecciato tre fili profondi e complementari: Cinema, Artigianato e il rispetto per le donne, ricordandoci che nessuna eccellenza può fiorire dove non esiste dignità.</p>
<h3><span class="font-435549">L’orgoglio che nasce dall’Artigianato</span></h3>
<p>“<em>Voi mi fate sentire invidiata, speciale. Grazie a voi io sono fiera di essere italiana.</em>”<br />
È con queste parole, semplici e vere, che Maria Grazia Cucinotta ha aperto il suo intervento. E in quel ringraziamento c’era tutto: la gratitudine, la stima, ma soprattutto il riconoscimento di un legame profondo.</p>
<p>Per l’attrice, l’artigianato non è una categoria produttiva, è un battito. È ciò che dà all’Italia quella <em>bellezza inimitabile</em> che il mondo ci riconosce: non un’etichetta, ma uno sguardo, un gusto, una forma di intelligenza manuale e creativa che rende unico ogni manufatto.<br />
È lo stesso patrimonio che nutre il Cinema, che permette di fare grande una storia anche quando i mezzi sono fragili, perché noi italiani sappiamo trasformare poco in straordinario.</p>
<h3><span class="font-435549">Cinema e bottega: il lavoro delle mani che costruiscono mondi</span></h3>
<p>In un set cinematografico, nulla sarebbe possibile senza gli artigiani. La scenografia, il legno, i costumi, il trucco, la luce: ogni dettaglio è opera di una maestria antica che abita il presente. La Cucinotta lo ha ricordato con forza: l’artigiano è la spina dorsale del Cinema, la presenza invisibile che rende possibile la magia.</p>
<p>Eppure, questa eccellenza convive, troppo spesso, con una mentalità che ancora frena il paese: scarsa meritocrazia, individualismo, diffidenza verso chi emerge. Da qui il suo appello, diretto e potente:<br />
“<em>Dobbiamo fare rete tra di noi. Se va bene a uno, va bene a tutti.</em>”</p>
<p>Una frase che risuona profondamente in un mondo, come quello dell’artigianato, costruito sulla collaborazione, sull’apprendistato, sulla trasmissione dei saperi.</p>
<h3><span class="font-435549"><strong>25 novembre: quando la parola chiave diventa “Rispetto”</strong></span></h3>
<p>Nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, quelle stesse parole hanno assunto un’altra gravità. L’attrice lo ha ricordato con la naturalezza di chi non fa retorica, ma testimonianza: non può esistere un paese che celebra l’eccellenza se non sa garantire il rispetto della dignità. Non può esistere un’Italia orgogliosa delle sue imprese artigiane se non riconosce il ruolo essenziale delle donne – imprenditrici, artigiane, professioniste, madri – che tengono insieme pezzi fondamentali della nostra società.</p>
<p>Il rispetto non è un’aggiunta etica: è struttura, cemento, cultura. È il presupposto per ogni crescita.</p>
<h3><span class="font-435549">Un’Italia che merita di essere difesa</span></h3>
<p>L’artigianato, come il cinema, nasce dal cuore. Dalla creatività, dalla disciplina, dall&#8217;amore per i dettagli. È un patrimonio che rende l’Italia un luogo in cui la bellezza è quotidiana, non eccezionale.<br />
Per questo, la Cucinotta ha lanciato un ultimo, lucidissimo invito: le istituzioni – e in particolare l’Europa – devono riconoscere ciò che spesso danno per scontato. Devono valorizzare chi costruisce ricchezza culturale ed economica ogni giorno, con le mani e con il talento.</p>
<p>“<em>Tante volte l’Europa prende e non dà quello che meritate davvero.</em>”<br />
Parole nette, pronunciate senza acrimonia, ma con il desiderio di giustizia che appartiene a chi ama questo paese.</p>
<p>L’intervento di Maria Grazia Cucinotta ci ricorda che Artigianato e Cinema non sono due mondi distanti. Sono due modi diversi di dire la stessa cosa: che la bellezza nasce dal lavoro, che la creatività è una forma di responsabilità e che il rispetto è il primo materiale necessario per costruire una società libera.</p>
<p>Nel giorno del 25 novembre, quelle parole hanno tracciato una direzione: continuare a creare, continuare a credere, continuare a proteggere ciò che ci rende unici. Una bellezza inimitabile, sì. Ma soprattutto: una bellezza che merita di essere rispettata.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>Il lusso silenzioso: l’artigianato italiano come ambasciatore di etica, bellezza e autenticità nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 06:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo dominato dalle macchine, il vero progresso parla con le mani: l’artigianato italiano torna a dettare il gusto globale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-16"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 84%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108805" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5.png" width="1080" height="1080" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5.png 1080w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5-300x300.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5-1024x1024.png 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5-150x150.png 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5-768x768.png 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5-350x350.png 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/5-348x348.png 348w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></div>
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<h3><span class="font-435549">C’è stato un tempo, non molto lontano, in cui il prodotto artigianale era confinato ai margini del mercato, considerato poco più che un anacronismo decorativo. Il boom economico del dopoguerra e l’edonismo degli anni ’80, con la loro smania di ostentazione e logo in vista, avevano relegato il manufatto artigianale a oggetto senza status, privo di firma e quindi – si diceva – privo di valore.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure, qualcosa è cambiato. Negli ultimi vent’anni si è assistito a un’inversione di rotta silenziosa ma decisa: il mondo ha ricominciato a guardare all’artigianato italiano con occhi nuovi, riconoscendone il valore intrinseco, la qualità del “fatto bene”, l’unicità che non si può replicare in serie. È così nato – o meglio, riemerso – un nuovo concetto: il lusso artigiano. Un lusso che non urla, non ostenta, ma racconta. E affascina.</p>
<p>Nel cuore di questo rinascimento c’è un elemento fondante: il saper fare a regola d’arte. La nostra tradizione manifatturiera, quando unita al design, all’innovazione tecnologica e a un’intuizione raffinata delle nuove tendenze internazionali, genera qualcosa di ineguagliabile. Ogni prodotto artigiano è un’opera che nasce dalla conoscenza della materia, dalla cura maniacale dei dettagli, dalla capacità di personalizzare ogni creazione come un abito su misura.</p>
<p>C’è un’Italia che non si racconta solo con le parole, ma con le mani. È quella dell’alto artigianato, delle botteghe e dei laboratori dove il legno, il vetro, il marmo e il tessuto diventano espressione di un’estetica riconoscibile ovunque: la cultura del bello fatta materia. Un’Italia che si muove dal cuore delle botteghe alle dimore del mondo, portando con sé un linguaggio silenzioso, ma universale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">Da Milano a Dubai, da Firenze a New York, il gusto italiano continua a influenzare le tendenze dell’arredo e del design internazionale. Ma non è solo una questione di stile: è una forma di pensiero. Nel mondo, il Made in Italy non è percepito come un marchio, bensì come un linguaggio estetico universale, un equilibrio raro tra eleganza e funzionalità, tradizione e contemporaneità. Un’estetica che plasma il mondo.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei mercati del Golfo, l’Italia ha trovato interlocutori attenti e sofisticati. L’artigianato italiano incontra la passione locale per la materia preziosa, il dettaglio cesellato, la luce che si riflette su superfici nobili. Ma ciò che conquista davvero è la misura: quella capacità tutta italiana di coniugare ricchezza e sobrietà, raffinatezza e armonia. È così che il design italiano ridefinisce l’idea stessa di lusso, trasformandolo in cultura del gusto.</p>
<p>Dall’altra parte dell’Atlantico, l’Italia rappresenta un modello di autenticità. Il fascino dell’artigianato italiano risiede nella sua unicità, nella storia che ogni oggetto porta con sé. Gli americani non acquistano solo un mobile o un complemento d’arredo: acquistano il racconto di una tradizione, un&#8217;atmosfera, l’eredità di un gesto tramandato di generazione in generazione.</p>
<p>Non è un caso che anche i grandi marchi globali oggi sentano la necessità di riscoprire – e spesso appropriarsi – del valore dell’artigianalità, facendo leva su storytelling e processi produttivi che richiamano il lavoro delle mani. Ma la verità è che l’autenticità non si improvvisa.</p>
<p>Il nuovo artigianato di lusso non parla ai miliardari in cerca di status symbol, ma a una nuova classe media-alta in ascesa nei Paesi emergenti: India, Brasile, Sud-Est asiatico, Arabia Saudita, Turchia, Repubbliche centroasiatiche, fino a molti Paesi dell’Africa. Questi consumatori, più giovani, colti e consapevoli, cercano non solo un oggetto bello, ma un oggetto che significhi qualcosa.</p>
<p>Il marchio non è più l’elemento decisivo. Conta di più la storia, l’origine, il valore umano e culturale racchiuso in un capo d’abbigliamento, in una borsa, in un gioiello. In una parola: l’identità. L’artigianato italiano, da sempre ponte tra passato e futuro, è perfettamente posizionato per rispondere a questa domanda: sa coniugare l’eleganza senza tempo con la sostenibilità, l’etica del lavoro con la bellezza autentica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">L’influenza dell’Italia sul gusto globale è sottile ma profonda. La forza dei maestri artigiani sta nella coerenza, nell’idea che la bellezza non abbia bisogno di spiegazioni, ma solo di essere riconosciuta.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per comunicare tutto questo, però, non basta un’etichetta. È necessaria un’esperienza. I nostri artigiani devono saper raccontare e far vivere il prodotto, creando momenti d’incontro autentici tra chi produce e chi acquista. Ed è qui che entrano in gioco i brand Ambassador dell’artigianato: figure capaci di mettere in relazione, spiegare, emozionare.</p>
<p>Che si tratti di un evento privato, di una fiera o di una mostra, è fondamentale creare ambienti in cui il prodotto possa respirare e raccontarsi. Per l’arredo e il complemento d’interni, ad esempio, diventa sempre più importante progettare aree di immagine capaci di restituire il concept dell’Italian lifestyle in chiave contemporanea, con scenografie studiate per dialogare con i gusti e i codici culturali del pubblico internazionale.</p>
<p>In un contesto geopolitico incerto e in continua evoluzione, le imprese artigiane italiane hanno dovuto rivedere le proprie strategie di export: se da un lato alcuni mercati si sono chiusi, dall’altro si sono aperti nuovi scenari ricchi di opportunità, in cui l’artigianato italiano può contare su un vantaggio competitivo che va oltre il prodotto, abbracciando valori sempre più richiesti a livello globale come la sostenibilità, l’innovazione e la bellezza funzionale.</p>
<p>In un tempo dominato dall’intelligenza artificiale e dalla produzione automatizzata, l’alto artigianato italiano resiste come una forma di umanesimo applicato. Ogni oggetto racconta una storia, con dei valori unici, irripetibili. È una bellezza che nasce dal contatto diretto tra mano e materia e proprio per questo rimane universale.</p>
<p>Come dicono alcuni maestri di “Benfatto”*:</p>
<p>“<em>È la storia. Della tradizione. Del non abbandonare mai il tipo di lavoro che facciamo. Non ci sono libri che ti insegnano. Si impara con le mani in pasta. Non esistono macchine che si sostituiscono all’uomo. Da padre in figlio… perché senza storia siamo niente</em>.”</p>
<p>Ed è proprio quella storia – silenziosa, resistente, profonda – che oggi il mondo sta imparando ad ascoltare. Perché, in fondo, l’artigianato italiano non esporta solo oggetti, ma valori: il tempo, la sensibilità, la cultura del fare bene. E in un mondo che corre, questo resta il lusso più autentico.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p><em>(di Gabriella Degano, Responsabile Internazionalizzazione e Promozione di Confartigianato Imprese</em><em>)</em></p>
<hr />
<h6>*BENFATTO è un progetto originale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, realizzato con la collaborazione di Confartigianato Imprese, con l’obiettivo di mettere in luce l&#8217;importanza e il valore dell&#8217;artigianato. BENFATTO. AN ARTISAN STORY – Scopri su <a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PL9zh4eHRSCDnEdoLgDj_w4N_EA1wSyUeQ">YouTube</a>  le storie degli artefici del made in Italy</h6>
<p>
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		<title>Stamperia Pascucci. Il lusso di restare autentici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 06:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Romagna, tra lino, ferro e legno, una famiglia trasforma da duecento anni la tradizione in bellezza. Qui il lusso è la continuità di un gesto, l’autenticità di un sapere che resiste al tempo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 78%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108759" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci.jpg" width="1620" height="1080" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci.jpg 1620w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci-1536x1024.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/10/famiglia-pascucci-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></div>
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<h3><span class="font-435549"> Nel panorama delle imprese che incarnano il valore autentico del Made in Italy, la Stamperia Pascucci rappresenta un unicum: un laboratorio d’arte e di cultura materiale capace di trasformare la tradizione in linguaggio contemporaneo. La sua storia appartiene a quel ristretto novero di atelier e botteghe che, con la sapienza delle mani e la cura dei dettagli, rendono il lusso sinonimo di autenticità, bellezza e memoria. Qui, l’eccellenza non nasce dall’ostentazione, ma dalla fedeltà a un sapere antico che attraversa le generazioni e restituisce identità al territorio.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono simboli che raccontano un popolo meglio di mille parole. In Romagna, in quasi ogni casa si trova un grembiule da cucina, una tovaglia, un telo o una tenda stampati a mano dalla Stamperia Pascucci: non sono semplici oggetti, ma frammenti di memoria collettiva, testimonianze di appartenenza e cultura popolare diffusa.</p>
<p>Fondata nel 1826, la Stamperia di via Verdi è ancora oggi la stessa bottega che, senza mai interrompere l’attività, continua a coniugare arte e mestiere. È guidata da Riccardo e Giuseppe Pascucci insieme ai figli Matteo e Veronica, settima generazione della famiglia.</p>
<p>A consolidare il marchio fu la civiltà contadina: alla fine dell’Ottocento, durante fiere ed esposizioni, i buoi venivano coperti con coperte stampate a mano, simbolo di orgoglio e abilità artigianale. Anche le celebri tende parasole sulle spiagge romagnole hanno contribuito, nel tempo, a diffondere l’inconfondibile segno Pascucci.</p>
<p>Entrare nell’antica bottega di Gambettola significa varcare la soglia di un museo vivente. Al centro domina l’imponente mangano di legno del 1826, ancora funzionante, mentre sugli scaffali si conservano oltre seimila stampi incisi a mano, autentiche opere d’arte. Attorno, maestri artigiani lavorano con calma e precisione, creando pezzi unici.</p>
<p>La tecnica è quella tradizionale della stampa xilografica: matrici di pero intagliate a mano – oggi da Giuseppe Pascucci – vengono impregnate con una pasta colorante a base di ossido di ferro e battute con il mazzuolo su tessuti naturali come lino e canapa. Il celebre colore ruggine resta il marchio di fabbrica della Stamperia, oggi affiancato da nuove tonalità che dialogano con il gusto contemporaneo.</p>
<p>Il gesto dell’artigiano, però, è lo stesso da due secoli: intingere lo stampo, batterlo sul tessuto, imprimere il motivo. Un rito antico che ogni volta genera l’emozione di un’opera nuova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">Nel 2026, la Stamperia Pascucci festeggerà i suoi 200 anni di attività, confermandosi come la più antica testimone dell’arte della stampa su tessuto. Da sette generazioni la famiglia custodisce e rinnova questo sapere, creando manufatti che spaziano dai tessili per la casa e l’arredamento agli accessori per la moda: pezzi unici, eccellenze vive del Made in Italy.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dagli anni Duemila, la Stamperia ha intrecciato un dialogo sempre più stretto con il mondo dell’arte, invitando numerosi artisti a donare i propri disegni per trasformarli in opere tessili. Il primo fu Tonino Guerra, che affidò alla bottega le sue celebri farfalle e donnine. Seguì Dario Fo, affascinato dai colori e dalla gestualità della stampa; poi Tinin Mantegazza, autore delle illustrazioni di <em>Dodò</em> dell’Albero Azzurro; il pedagogo Gianfranco Zavalloni, con i suoi disegni luminosi; e l’architetto Ilario Fioravanti, ispirato dagli stampati di Casa Pascucci. Grazie a queste collaborazioni, i tessuti della Stamperia sono diventati veri e propri arazzi, oggi presenti in esposizioni internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">Nel tempo, la bottega di via Verdi ha accolto personaggi come Lucio Dalla, che per 25 anni ne fu affezionato cliente, ordinando tovaglie e cuscini per le sue case e la sua barca, e Roberto Benigni, colpito dalla forza evocativa delle stampe. Più recentemente, in occasione della visita ufficiale dei reali inglesi in Italia, la regina consorte Camilla ha ricevuto in dono una tovaglia stampata a ruggine, accogliendola con sincero apprezzamento.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fama della Stamperia è arrivata anche nel mondo della moda: Fendi ha utilizzato le sue stampe originali per una collezione di borse che ha portato il nome di Gambettola sulle passerelle internazionali.</p>
<p>«Per noi stampare a mano non è solo un mestiere – racconta la famiglia Pascucci – ma un gesto che abbiamo visto ripetersi per generazioni, un modo per raccontare la Romagna a ogni colpo di mazzuolo. Festeggiare duecento anni non significa fermarsi, ma condividere un percorso che unisce tradizione, cultura e relazioni umane.»</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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