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	<title>Sara Lena - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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		<title>Artigianato, una storia italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Lena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A ottant’anni dalla nascita di Confartigianato, l’artigianato continua a smentire chi lo considera un residuo del passato. Cambiano tecnologie, mercati e bisogni, ma resta la sua capacità di stare dentro il proprio tempo senza perdere identità, autonomia e centralità della persona.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110756" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana.jpg" width="1600" height="1066" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana.jpg 1600w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana-1024x682.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana-1536x1023.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/3.Lena-Artigianato-una-storia-italiana-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></div>
					</div>
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<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-110754 size-large" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva10-1024x576.jpg" alt="" width="840" height="473" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva10-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva10-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva10-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva10-350x197.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva10.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Per comprendere la portata di questo intreccio è importante partire dal racconto in pochi dati della grande trasformazione dell’Italia dal Dopoguerra ad oggi. Il Pil pro capite in euro attuali è passato da 6.369 euro nel 1951 a 38.309 euro nel 2025; il tasso di occupazione dal 49,8% al 62,5%; le unità locali delle imprese da 1,6 milioni a oltre 5 milioni (2023, ultimo dato disponibile). L’Italia che all’indomani del secondo conflitto mondiale era ancora un Paese a prevalenza agricola diventa in ottant’anni una delle economie più avanzate del mondo: passa da una economia di scarsità a una di abbondanza e da una società di bisogni semplici a una società di bisogni complessi e dai molteplici desideri.</p>
<p>In questo contesto l’artigianato non è mai rimasto ai margini delle dinamiche evolutive, piuttosto ne è stato tra i protagonisti: nel 1951 le imprese artigiane erano 650mila, nel 2025 1,2 milioni; gli addetti sono passati da 1 milione a 2,7 milioni. È la crescita di un settore di cui spesso è stata annunciata la morte, e mentre prevaleva la retorica della grande impresa, la piccola e piccolissima impresa artigiana proliferava, poiché capace di rispondere in modo efficace ai bisogni e desideri dei consumatori.</p>
<p>Il futuro italiano, in fondo, non è mai stato il portato di palingenetici modelli ottimali imposti dall’alto, magari per editto o per volontà puramente politica, ma l’esito dal basso, in orizzontale di molecolari processi di crescita di cui la moltiplicazione dei soggetti, tra cui le imprese artigiane, è stata componente decisiva.</p>
<p>Per l’analisi e l’interpretazione dell’evoluzione dell’artigianato negli ultimi ottant’anni, si è proceduto alla scelta di tre fasi storiche, il Dopoguerra e oltre (1946-1951), gli Anni Ottanta, il nostro tempo. In ciascuna di tali fasi è stato certificato il nesso di contemporaneità dell’artigianato.</p>
<h2><span class="font-435549">Il Dopoguerra e oltre. </span></h2>
<p>Nell&#8217;Italia che usciva dalla guerra e da un ventennio di dittatura emerge una straordinaria energia collettiva di rinascita dal basso, che in tempi ristretti consente di ricostruire gran parte delle infrastrutture distrutte dai bombardamenti. È una società altamente vitale, ma segnata da divisioni ideologiche assolute, irriducibili portato dell’inizio della guerra fredda tra sistemi economici e sociali totalizzanti e incompatibili.</p>
<p>Tuttavia, in Italia questo conflitto trova mediazioni raffinatissime nella dialettica politica e parlamentare, già a partire dall&#8217;Assemblea Costituente, con soluzioni di alto profilo che portano in particolare alla Costituzione, carta fondante della nuova democrazia italiana.</p>
<p>In questa fase gli artigiani sono protagonisti della ricostruzione in tante comunità: l&#8217;artigianato afferma la propria identità specifica e la propria autonomia, sia come modello di impresa sia come idea di sviluppo e di società, sottraendosi alla duplice negazione <em>né operaio né industriale</em> con cui a lungo era stato descritto.</p>
<p>L&#8217;espressione più alta di questo riconoscimento è l&#8217;articolo 45 della Costituzione, che sancisce esplicitamente come “la legge provvede alla tutela e sviluppo dell&#8217;artigianato”. Il richiamo costituzionale rappresenta un passaggio decisivo verso l&#8217;individuazione di una definizione dell&#8217;artigianato capace di fissare un perimetro di riferimento per una molteplicità diversificata, altamente eterogenea, di mestieri e tipologie di attività produttive, sottratta così sia alla logica del lavoro salariato sia a quella dell&#8217;impresa capitalistica.</p>
<p>È il nesso di contemporaneità dell&#8217;artigianato italiano: non rifugio identitario di un mondo residuale destinato a soccombere davanti alla grande industria, ma soggetto capace di abitare la fase più avanzata della ricostruzione nazionale, coniugando autonomia, saperi diffusi e radicamento territoriale in un modello di sviluppo alternativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">Gli Anni Ottanta.</span></h2>
<p>Un periodo definito come il Secondo Rinascimento Economico, fase del benessere di massa compiuto, della consolidata cetomedizzazione in cui rientra la grande maggioranza delle famiglie italiane, riflesso del boom delle categorie intermedie del lavoro, dagli impiegati ai quadri, e delle retribuzioni solide anche per tante attività operaie ed esecutive.</p>
<p>Si accelera la transizione verso una società dai bisogni più complessi e di consumi di qualità, a cui l&#8217;artigianato mostra di essere particolarmente capace di rispondere con prodotti marcati da cura del dettaglio.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;imprenditorialità di massa, in particolare quella artigiana, viene finalmente riconosciuta come un valore e un motore di economia e società, capace di far sviluppare distretti locali anche in territori sino a poco tempo prima poco industrializzati, dal Nord-Est al Veneto, dalle Marche a non poche aree di Puglia e Campania.</p>
<p>E la Legge Quadro del 1985 è il coronamento del riconoscimento del ruolo essenziale dell&#8217;artigianato nel modello di sviluppo italiano: impone criteri classificatori precisi, istituisce gli Albi territoriali e adegua la regolazione alla materialità dei processi produttivi e sociali, fissando un ruolo autonomo, non subalterno, dell&#8217;impresa artigiana.</p>
<p>Così, in questa fase, il nesso di contemporaneità dell&#8217;artigianato si dispiega nel suo radicamento nelle punte più avanzate dello spontaneismo imprenditoriale e produttivo e nel policentrico sviluppo locale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">Il nostro tempo. </span></h2>
<p>Nella fase attuale, l&#8217;artigianato è componente strutturale dell&#8217;economia dei territori, incarnazione di tanti e diversi valori sociali, dalla sostenibilità alla personalizzazione alla relazionalità e coesione nelle comunità. Inoltre, rappresenta un modello aziendale capace di rispondere all&#8217;attuale bisogno di senso nel lavoro, particolarmente sentito dalle generazioni più giovani.</p>
<p>A tal proposito, dall’indagine su un campione nazionale rappresentativo di 1.000 cittadini maggiorenni, realizzata per il presente Radar con l’obiettivo di verificare la percezione attuale degli italiani sull’artigianato del nostro tempo, emerge la profonda consapevolezza dell’importante ruolo che l’artigianato gioca per economia e società italiana.</p>
<p>I dati mostrano che gli italiani individuano nell&#8217;artigianato non solo un pilastro economico della nostra società, ma un vero e proprio pilastro dell&#8217;identità nazionale e sociale, tanto che l&#8217;88,8% degli italiani è convinto che l&#8217;artigianato è importante sia per l&#8217;economia che per la società.</p>
<h2><span class="font-435549"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-110753 size-large" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva8-1024x576.jpg" alt="" width="840" height="473" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva8-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva8-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva8-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva8-350x197.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva8.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px" /></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, il ruolo svolto nei territori e il rapporto con le comunità locali sono incubatori decisivi della contemporaneità dell&#8217;artigianato: il 90,6% degli pensa sia utile avere aziende, come quelle artigiane, molto radicate nei territori poiché creano ricchezza e lavoro localmente e per l’81,5% l’artigianato e il legame diffuso che ha con i territori aiuta a contrastare lo svuotamento di piccoli borghi e aree interne. Pertanto, l’artigianato non genera solo valore economico ma è promotore di riconoscimento reciproco, reti relazionali che danno contenuto alle realtà locali.</p>
<p>Emerge, poi, la potenza del nesso, ormai consolidato e condiviso socialmente da una grande maggioranza di italiani, tra sostenibilità e artigianato. Per il 96,5% i prodotti artigiani hanno la qualità di essere fatti per durare nel tempo, cioè sono riciclabili e riparabili, e per il 92,3% la produzione artigiana è rispettosa dell&#8217;ambiente e dell&#8217;ecologia. È un’alternativa reale alle economie estrattive e al consumo compulsivo dal momento che per il 69% degli italiani le produzioni artigianali locali sono da considerare esplicitamente come un&#8217;alternativa al modello industrialista fatto di imprese con solo un approccio estrattivo con impatto negativo su ambiente, risorse naturali, riscaldamento globale. Il valore artigiano è, quindi, presidio di responsabilizzazione rispetto all’uso delle risorse.</p>
<p>Ulteriore tema è l’Intelligenza Artificiale (IA) che, negli ultimi anni, è entrata velocemente nella quotidianità di famiglie e imprese. Dai dati non emerge una visione allarmistica relativa al rapporto dell’artigianato con l’IA, piuttosto gli italiani la considerano un’opportunità per tale settore, ad esempio il 58,9% pensa che consentirà agli artigiani di avere più conoscenze e informazioni per fare meglio il proprio lavoro. Il mondo artigiano fonda ogni sua processo, dalla produzione al prodotto, su saperi, competenze e abilità delle persone, infatti per il 77,9% degli italiani la robotica e l’IA non potranno sostituire il “fare artigiano”. Pertanto secondo gli italiani la tecnologia e il digitale, comprese le loro forme più innovative, non minacciano l’identità del settore, piuttosto rappresentano delle trasformazioni virtuose praticabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-110755 size-large" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva14-1024x576.jpg" alt="" width="840" height="473" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva14-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva14-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva14-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva14-350x197.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/09/Diapositiva14.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Il nesso di contemporaneità dell’artigianato nell’epoca attuale è poi particolarmente evidente nella capacità di rispondere alla ricerca di senso nel lavoro degli italiani. Negli ultimi anni il rapporto soggettivo degli italiani con il lavoro è cambiato, non è più il perno centrale della vita, il principale riferimento identitario. Ciò non significa che gli italiani rifiutano il lavoro, piuttosto sono alla ricerca di un lavoro motivante, pregno di senso e nella visione collettiva l’artigianato risponde a questa ricerca: per il 91,4% il mondo artigiano crea lavori motivanti, coinvolgenti, creativi, per l’89,6% consente l’autorealizzazione poiché è concreata realizzazione di idee, progetti personali, per il 79,3% è un settore che mette al centro le persone, dai processi produttivi alle reti relazionali.</p>
<p>Alla luce di questo contesto, l’interpretazione delle tre fasi della storia italiana dal secondo dopoguerra ad oggi certifica che l’artigianato ha una struttura profonda che nel tempo gli ha consentito di gestire il mutare delle forme, dai processi ai prodotti ai mercati, con un nucleo generativo di culture e pratiche che gli ha consentito di rinnovarsi in ogni epoca rilanciandosi.</p>
<p>Tale struttura coincide con quel che il Radar definisce <em>le permanenze</em>, cioè i pilastri attraverso cui l’artigianato ha attraversato ottant’anni di storia preservando identità, cultura e operatività:</p>
<ul>
<li>la <em>contemporaneità adattiva</em>, cioè la capacità di stare sempre dentro le dinamiche più avanzate di ogni epoca;</li>
<li>la <em>vitalità generativa</em>, con la quale ha smentito in ogni fase le previsioni di declino;</li>
<li>la <em>multidimensionalità</em>, il suo valore va ben oltre quello economico poiché gli sono propri valori etici, identitari e sociali;</li>
<li>il <em>radicamento territoriale</em>, le comunità locali sono l’habitat che l’impresa artigiana genera e da cui è generata;</li>
<li>il <em>primato dell’umano</em>, cioè la centralità della persona in ogni epoca, anche in quella dell’IA;</li>
<li>la <em>propensione alla sostenibilità</em>, una sostenibilità sociale e ambientale ante-litteram praticata da sempre;</li>
<li>l’<em>appartenenza al ceto medio</em>, fondata su autonomia, merito e autorealizzazione nell’impresa.</li>
</ul>
<p>Il nesso di contemporaneità dell’artigianato non è un episodio, ma una struttura di lungo periodo: la premessa, oggi, per affrontare le sfide del ricambio generazionale, dell’innovazione digitale e della competizione globale senza smarrire l’identità forte che contraddistingue tale settore.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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