<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>intelligenza artificiale - Spirito Artigiano</title>
	<atom:link href="https://spiritoartigiano.it/Argomenti/intelligenza-artificiale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://spiritoartigiano.it</link>
	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 13:15:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/logoSA-1-150x150.jpg</url>
	<title>intelligenza artificiale - Spirito Artigiano</title>
	<link>https://spiritoartigiano.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il gesto che crea: storie di bellezza e sapienza</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/il-gesto-che-crea-storie-di-bellezza-e-sapienza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-gesto-che-crea-storie-di-bellezza-e-sapienza</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/il-gesto-che-crea-storie-di-bellezza-e-sapienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=110111</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla tavola rotonda ‘Testimonianze di Imprese’, con designer e maestri artigiani, alla Giornata della Cultura Artigiana (19 marzo 2026). Hanno partecipato: Giulio IACCHETTI - Industrial designer; Erika LIBERATI - Ceramiche d’Arte Liberati; Roberto GALBIATI Arredamenti Galbiati Natale &#038; Figli</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-gesto-che-crea-storie-di-bellezza-e-sapienza/">Il gesto che crea: storie di bellezza e sapienza</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110113" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/Dalla-redazione-Dalla-tavola-rotonda-%E2%80%98Testimonianze-di-Imprese.jpg" width="1920" height="1280" alt=""></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-1"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Sul palco del nostro racconto salgono figure di mani, occhi che osservano, gesti che trasformano. </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Voci che parlano di ceramica, di legno, di oggetti che respirano, che raccontano, che vivono. </span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">Qui non ci sono nomi, solo storie intrecciate, voci di chi ha scelto di fare dell’arte del fare il proprio mondo, la propria ragione di essere.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Come si coniuga un sapere antico con le sfide della modernità?» chiede una voce. La risposta arriva calma e ferma: «Bisogna conoscere da dove si viene per capire dove si sta andando. La tradizione è la radice, ma il presente ci chiama alla contemporaneità. La sapienza antica deve dialogare con la tecnologia, mantenendo l’anima romantica del nostro lavoro». Non c’è contrapposizione: la tecnologia non sostituisce la mano dell’artigiano, la memoria della materia; la amplifica, la rende visibile, la moltiplica. L’innovazione non è un nemico, ma un alleato. Come un grande calciatore che dribbla con leggerezza tra gli ostacoli, ogni gesto diventa un’espressione di gioia e libertà, un pallone che vola tra tradizione e futuro. Si parla di giovani, di scelte difficili.</p>
<p>«Oggi i ragazzi devono scoprire cosa accende il loro cuore», dice una voce. «Provare, sbagliare, tornare indietro, cambiare strada. Solo così si impara davvero». Si impara facendo, condividendo, trasmettendo una sapienza fatta di tempo, di gesti ripetuti, di mani che modellano e occhi che osservano. Il design entra nel racconto come ponte tra due mondi: uno verticale e profondo, l’altro orizzontale e curioso. L’artigiano conosce ogni fibra della materia; il designer raccoglie idee, le osserva, le fa vivere. Da questo incontro nascono oggetti che portano la memoria, la storia, e il desiderio del futuro.</p>
<p>«Guardate Geppetto», dice qualcuno. «Un burattinaio che estrae Pinocchio dal legno destinato al fuoco. Trasforma ciò che sembrava destinato a sparire in qualcosa di straordinario. Dare valore, bellezza e vita a ciò che sembrava insignificante: ecco il lavoro artigiano».</p>
<p>Non manca la riflessione sul mondo: sull’intelligenza artificiale, sulle regole, sulle leggi. L’artigiano vive in un ecosistema da curare, dove credito, infrastrutture, formazione, innovazione e cultura si incontrano. Senza cura, il sottobosco artigiano – le micro e piccole imprese, le botteghe custodi dell’anima del Paese – rischia di scomparire. Eppure, nonostante crisi, guerre, inefficienze, ogni laboratorio continua a respirare. Ogni gesto quotidiano diventa eroico: costruzione di bellezza, armonia, senso. L’orgoglio di essere artigiano è anche responsabilità verso la comunità, verso i giovani che raccoglieranno il testimone. «Ci vuole narrazione», si dice. «Raccontare ai ragazzi il valore del fare, la gioia di creare. L’artigiano non è serie B: è scuola di vita, di libertà, di intelligenza vivente».</p>
<p>In queste mani, in queste botteghe che resistono, l’Italia ritrova sé stessa: un Paese che nasce dal nulla e costruisce tutto, che trasforma materiali poveri in opere straordinarie, che trasforma gesti quotidiani in capolavori di umanità. Mentre il mondo corre verso l’istantaneo e il digitale, l’artigiano ricorda che l’essenza dell’uomo passa per le mani, il gesto creativo, la passione. Il futuro non si inventa solo: si costruisce pezzo dopo pezzo, con cura, rispetto e amore. Custodire la tradizione significa tenere in mano la speranza, la bellezza, la dignità di un Paese intero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em> </em><span class="font-435549"><em>Essere artigiano oggi è atto di orgoglio, di resistenza, di libertà. </em></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>È un gesto di pace. </em></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>È l’anima del Made in Italy che continua a vivere, creare, insegnare ed emozionare.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-gesto-che-crea-storie-di-bellezza-e-sapienza/">Il gesto che crea: storie di bellezza e sapienza</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/il-gesto-che-crea-storie-di-bellezza-e-sapienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le intelligenze che si parlano: l’alchimia possibile tra mani e algoritmi</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/le-intelligenze-che-si-parlano-lalchimia-possibile-tra-mani-e-algoritmi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-intelligenze-che-si-parlano-lalchimia-possibile-tra-mani-e-algoritmi</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/le-intelligenze-che-si-parlano-lalchimia-possibile-tra-mani-e-algoritmi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Di Bisceglie]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[RAPPRESENTANZA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=109221</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Artigiani, basta stare a guardare: l’AI va usata, non temuta». Intervistato da Spirito Artigiano, il giurista Fabio Bassan invita le imprese a costruire un dialogo concreto tra mani e algoritmi per affrontare il futuro da protagonisti.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/le-intelligenze-che-si-parlano-lalchimia-possibile-tra-mani-e-algoritmi/">Le intelligenze che si parlano: l’alchimia possibile tra mani e algoritmi</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 75%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109224" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Fabio-Bassan.png" width="932" height="581" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Fabio-Bassan.png 932w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Fabio-Bassan-300x187.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Fabio-Bassan-768x479.png 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Fabio-Bassan-350x218.png 350w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-3"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549">È tutta una questione di alchimie. Di formule giuste, di sintesi virtuose. L’intelligenza artificiale non è un orizzonte lontano né una minaccia da subire. Per l’artigianato può diventare una leva concreta di competitività, innovazione e attrattività. Ma a una condizione: smettere di guardarla da spettatori. Ne è convinto Fabio Bassan, avvocato e professore di Diritto dell’Unione europea a Roma Tre, con una lunga esperienza nel mondo delle alte tecnologie. Con lui abbiamo ragionato del connubio fra “intelligenza artigiana” e “intelligenza artificiale”, di costi di accesso, formazione, ruolo delle associazioni e della sfida globale tra modelli tecnologici. Un dialogo che parla alle imprese, ai territori e alle nuove generazioni.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Professore Bassan, qual è oggi il rapporto tra artigianato e intelligenza artificiale?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Direi ancora troppo passivo. L’artigianato guarda all’AI con curiosità, ma spesso senza farne davvero un uso realmente efficace. Eppure la possibilità di sviluppo è enorme: la rivoluzione tecnologica consente di accedere a bacini di mercato molto più ampi, con costi più bassi e strumenti più potenti rispetto al passato».</p>
<p><strong>Se le opportunità sono così evidenti, perché questa resistenza?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Perché esiste una soglia di accesso. L’AI ha costi di apprendimento, non solo economici ma anche cognitivi. In molti casi c’è una difficoltà reale nell’uso e nella gestione degli strumenti. È qui che entrano in gioco le associazioni di categoria che dovrebbero &#8211; in una prospettiva virtuosa e di supporto alle Pmi &#8211; creare piattaforme condivise. Una base comune di utilizzo, come avviene già in altri mercati».</p>
<p><strong>In concreto, che cosa significa?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Mettere a disposizione una serie di strumenti con costi di fornitura più bassi, accompagnati da un’attività strutturata di formazione. Perché quando si forma davvero una persona, cambia tutto: il modo di lavorare, di organizzarsi, di competere. Questo, per gli artigiani, potrebbe essere la svolta».</p>
<p><strong>Ci spiega meglio quale ruolo possono avere le associazioni di categoria, come Confartigianato?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Un ruolo decisivo. Se si vuole davvero integrare l’AI nell’artigianato, le associazioni devono farsi carico di una parte importante del percorso. Servono simulazioni continue, ad esempio su come interrogare l’AI in modo efficace. Basta una base minima di conoscenza per valutare l’impatto migliore: con le domande giuste si ottengono risultati eccellenti. Questo va fatto insieme agli artigiani, passo dopo passo».</p>
<p><strong>La sfida, per la categoria e per l’organizzazione è l’interazione tra “intelligenza artigiana” e “intelligenza artificiale”.</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Se l’artigiano utilizza anche solo un minimo di sistemi di AI, combinandoli con la propria esperienza, sviluppa il lavoro in modo molto più efficiente. Certo, serve un cambio di mentalità: creatività e manualità non vengono sostituite, ma possono essere assistite in modo virtuoso dalla tecnologia».</p>
<p><strong>Questo può aiutare anche sul fronte del ricambio generazionale?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Assolutamente sì. Con queste tecnologie l’artigianato diventa più attrattivo per i giovani. Il ricambio generazionale smette di essere un problema e diventa una leva di sviluppo. La volontà dei giovani di tornare all’artigianato esiste, ma va coltivata. E per farlo bisogna rendere il settore più moderno, più stimolante. La tecnologia è la chiave».</p>
<p><strong>Dal punto di vista giuridico, esistono ostacoli all’uso dell’AI nelle imprese artigiane?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«No, il quadro normativo è sostanzialmente a posto. L’intelligenza artificiale è regolata per le attività sensibili, ma non esiste una disciplina rigida e specifica per gli altri ambiti. È un terreno fertile, che consente un’evoluzione tecnologica importante. Le associazioni, inoltre, hanno il potere di rendere il contesto ancora più agevole».</p>
<p><strong>Guardando allo scenario globale, che modello di AI la convince di più?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Oggi vediamo tre approcci. Quello americano, basato su una quantità enorme di dati: è “rozzo” ma produce grandi risultati senza processi troppo raffinati. La Cina, invece, ha lavorato in modo più sofisticato: meno dati, ma processi molto più raffinati. DeepSeek, ad esempio, consuma meno risorse e ha messo in difficoltà i colossi americani».</p>
<p><strong>E l’Italia, dove si colloca?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«L’Italia – e l’Europa – hanno un punto di forza enorme: sistemi molto raffinati, una grande capacità di gestione efficace dell’AI. Dovremmo fare una cosa semplice ma decisiva: creare consorzi di progetti virtuosi e metterli a disposizione delle Pmi, anche a livello territoriale ed europeo. Questa raffinatezza è una leva straordinaria di competitività, soprattutto perché consente costi sostenibili per le imprese».</p>
<p><strong>Dunque, qual è la sfida per l’artigianato italiano di domani?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Passare dalla difesa all’attacco. Usare l’intelligenza artificiale non per snaturarsi, ma per valorizzare ciò che l’artigianato ha di unico. Se sapremo far dialogare intelligenza artigiana e artificiale, il futuro non sarà una minaccia, ma un’opportunità concreta».</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/le-intelligenze-che-si-parlano-lalchimia-possibile-tra-mani-e-algoritmi/">Le intelligenze che si parlano: l’alchimia possibile tra mani e algoritmi</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/le-intelligenze-che-si-parlano-lalchimia-possibile-tra-mani-e-algoritmi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato, fattore chiave nell’applicazione delle tecnologie della doppia transizione</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/artigianato-fattore-chiave-nellapplicazione-delle-tecnologie-della-doppia-transizione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=artigianato-fattore-chiave-nellapplicazione-delle-tecnologie-della-doppia-transizione</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/artigianato-fattore-chiave-nellapplicazione-delle-tecnologie-della-doppia-transizione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[data room]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=109290</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra sensori, software e cantieri, l’innovazione non si installa da sola: serve chi la sa mettere a terra</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/artigianato-fattore-chiave-nellapplicazione-delle-tecnologie-della-doppia-transizione/">Artigianato, fattore chiave nell’applicazione delle tecnologie della doppia transizione</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 73%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109299" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920.jpg" width="1446" height="1920" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920.jpg 1446w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920-226x300.jpg 226w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920-771x1024.jpg 771w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920-768x1020.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920-1157x1536.jpg 1157w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/ai-generated-8894577_1920-350x465.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1446px) 100vw, 1446px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-5"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549">Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da una spinta crescita degli <strong>investimenti</strong>, saliti al ritmo medio annuo del 4,4%, in controtendenza rispetto al decennio precedente quanto gli investimenti sono scesi al tasso del 2,9% all’anno. La <strong>doppia transizione</strong>, digitale e ambientale, ha contribuito a generare un flusso medio annuo di investimenti, valutati a prezzi costanti 2020, di 350 miliardi di euro, di cui il 54,1% in costruzioni e il 45,7% in macchinari, impianti e prodotti di proprietà intellettuale quali ricerca e sviluppo, software e basi dati. </span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La propensione ad investire sostiene l’<strong>innovazione</strong>, in particolare nelle piccole imprese. Gli investimenti in macchinari e l’acquisto di beni e servizi specializzati, infatti, rappresentano oltre un terzo (35,2%) della spesa delle micro e piccole imprese per l’innovazione, una quota doppia a quella delle medie e grandi imprese (8,5%) le quali concentrano maggiormente gli investimenti per l’innovazione nell’attività di ricerca e sviluppo.</p>
<p>Per adattare l’ampia gamma delle tecnologie incorporate negli investimenti sono necessari gli <strong>interventi predisposti da imprese specializzate ad alta vocazione artigiana</strong>. Sono infatti necessari interventi di predisposizione del sito del macchinario e degli impianti elettrici e idraulici, attività di installazione, montaggio e collaudo dei macchinari, oltre alla gestione di processi di digitalizzazione e automazione, la gestione della sensoristica e del software per IoT (Internet of Things). Gli elevati costi per energia elettrica e gas in Italia richiedono un costante presidio dei processi <em>energy saving</em> dei macchinari e degli impianti. Per gli investimenti nelle costruzioni sono richieste attività di adattamento delle strutture e dell’involucro degli edifici, la gestione della domotica, dell’efficientamento energetico e della sicurezza.</p>
<p>Anche la normativa sugli incentivi fiscali degli investimenti delinea una ampia articolazione delle tecnologie, applicandosi a beni strumentali controllati da sistemi computerizzati e gestiti tramite sensori, sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità, dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica « 4.0 », oltre ai beni per l’elaborazione dei dati funzionali alla trasformazione digitale delle imprese. Tra i beni immateriali, oltre al software si trovano sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">Diffusione dei robot e raddoppiano piccole imprese che usano IA</span></h2>
<p>Nella crescente digitalizzazione della gestione dei macchinari si è sviluppata la presenza di robot e di applicazioni di intelligenza artificiale (IA), tecnologia sempre più diffusa tra le piccole imprese e le imprese artigiane. Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dall&#8217;Istat il 15,2% delle piccole imprese manifatturiere utilizza robot, mentre nel 2025 è raddoppiato il numero delle piccole imprese che usa l&#8217;IA, salite al 14,2%, segnando un significativo incremento rispetto al 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023. Tenuto conto del trend delle imprese attive, si stima che nel 2025 le piccole imprese che usano l’IA salgono del 110,8%. Nel confronto europeo l’uso dell’IA interessa il 17,0% delle piccole imprese tra 10 e 49 addetti nell’Unione europea a 27, con quote più elevate per Germania (23,1%) e Spagna (17,2%), mentre la diffusione in Francia (15,0%) è più allineata a quella dell’Italia (come anticipato pari al 14,2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">L’artigianato sulla frontiera tecnologica</span></h2>
<p>Per la gestione dell’ultimo miglio della tecnologia e dell’innovazione è necessario l’intervento di imprese specializzate, con una elevata presenza di imprese artigiane, che adattano e personalizzano e potenziano le funzionalità dei beni di investimento. Circa un quarto della spesa delle imprese per l’innovazione si riferisce all’acquisto di macchinari e di beni e servizi di supporto ai processi innovativi. L’artigianato presidia questo segmento di offerta di beni strumentali e di servizi per l’implementazione delle tecnologie. A settembre 2025 nella manifattura di beni strumentali ad elevata intensità tecnologica e di conoscenza operano 16mila imprese artigiane mentre nei servizi di installazione di macchinari, di impianti elettrici e idraulici, nei servizi dell’economia digitale e nella riparazione di computer ed apparecchi per le telecomunicazioni operano 153mila imprese artigiane. Nel complesso sono 169mila le imprese artigiane, pari al 13,6% dell’artigianato che, sulla base della creatività e delle competenze dei loro 400mila addetti, intervengono sulle matrici tecnologiche mediante personalizzazioni e trasformazioni, orientandole ad una maggiore efficacia nei confronti del cliente utilizzatore finale del bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">Le competenze sono il fattore critico</span></h2>
<p>Nell’ultimo miglio della tecnologia rimane critica la carenza di competenze: secondo gli ultimi dati del sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2025 le imprese artigiane faticano a trovare il 65,2% del personale a cui sono richieste elevate competenze per l’applicazione di tecnologie digitali quali intelligenza artificiale, <em>cloud computing</em>, <em>Industrial Internet of Things (IoT)</em>, <em>data</em> <em>analytics</em> e <em>big</em> <em>data</em>, realtà virtuale e aumentata e <em>blockchain</em>. Tra le maggiori regioni si registra una difficoltà di reperimento di queste competenze chiave per la transizione digitale superiore alla media in Toscana con 72,9%, Piemonte e Valle d’Aosta con 69,2%, Lombardia con 68,7%, Emilia-Romagna con 67,2% e Veneto con 65,6%.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/artigianato-fattore-chiave-nellapplicazione-delle-tecnologie-della-doppia-transizione/">Artigianato, fattore chiave nell’applicazione delle tecnologie della doppia transizione</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/artigianato-fattore-chiave-nellapplicazione-delle-tecnologie-della-doppia-transizione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I nuovi miliardari? Secondo Jensen Huang (Ceo di Nvidia) saranno gli idraulici, i falegnami e gli elettricisti.  Ecco perché.</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/i-nuovi-miliardari-secondo-jensen-huang-ceo-di-nvidia-saranno-gli-idraulici-i-falegnami-e-gli-elettricisti-ecco-perche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-nuovi-miliardari-secondo-jensen-huang-ceo-di-nvidia-saranno-gli-idraulici-i-falegnami-e-gli-elettricisti-ecco-perche</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/i-nuovi-miliardari-secondo-jensen-huang-ceo-di-nvidia-saranno-gli-idraulici-i-falegnami-e-gli-elettricisti-ecco-perche/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=109207</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel cuore dell’industria dell’intelligenza artificiale, emerge un dato inatteso: senza lavoro artigiano, l’innovazione resta incompiuta.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/i-nuovi-miliardari-secondo-jensen-huang-ceo-di-nvidia-saranno-gli-idraulici-i-falegnami-e-gli-elettricisti-ecco-perche/">I nuovi miliardari? Secondo Jensen Huang (Ceo di Nvidia) saranno gli idraulici, i falegnami e gli elettricisti.  Ecco perché.</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 100%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109217" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform.jpg" width="1200" height="677" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-1024x578.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-768x433.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-350x197.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-6" data-row="script-row-unique-6" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-6"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-7"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>A dirlo non è un nostalgico del lavoro manuale né un critico della tecnologia. A dirlo è <strong>Jensen Huang</strong>, fondatore e CEO di <strong>Nvidia</strong>, azienda tecnologica leader mondiale, nota per le sue potenti GPU (<em>acceleratori di processi di addestramento e inferenza della AI</em>), oggi al centro della rivoluzione globale dell’intelligenza artificiale e del calcolo ad alte prestazioni (HPC).</p>
<p>Intervistato da <em>Channel 4 News</em> nel Regno Unito, Huang ha indicato come figure decisive per il futuro non solo ingegneri e data scientist, ma <strong>idraulici, elettricisti, falegnami, carpentieri</strong>. Professioni che, apparentemente, sembrano non avere nulla a che fare con l’IA. E che invece ne rappresentano una condizione essenziale di possibilità.</p>
<p><strong>Il punto è semplice e potente: l’intelligenza artificiale non vive nel cloud in modo astratto. Vive in infrastrutture fisiche enormi, complesse, energivore. Vive in data center che devono essere progettati, costruiti, cablati, raffreddati, mantenuti. Senza competenze manuali evolute, senza sapere artigiano, l’IA resta un’idea brillante ma incompiuta.</strong></p>
<p>È qui che prende forma il concetto di lavoro a Valore Artigiano. Un lavoro che non è in contrapposizione con la tecnologia, ma che la rende concreta, affidabile, sostenibile. Un lavoro che unisce manualità, conoscenza dei materiali, esperienza, capacità di adattamento e, sempre più spesso, dialogo con sistemi digitali avanzati.</p>
<p>Quando Huang parla della necessità di “centinaia di migliaia” di professionisti per costruire le “fabbriche dell’intelligenza artificiale”, sta implicitamente riconoscendo che l’innovazione più avanzata del nostro tempo poggia su competenze profondamente umane. È una forma di techno-diversità: non un unico sapere dominante, ma un ecosistema in cui competenze diverse – digitali, tecniche, manuali – si integrano e si rafforzano a vicenda.</p>
<p>L’artigianato contemporaneo abita esattamente questo spazio. Non è un residuo del passato, ma un fattore strutturale del futuro. È il luogo in cui il lavoro mantiene senso, identità, qualità, anche dentro le trasformazioni più radicali. È qui che il Valore Artigiano diventa leva di sviluppo, non solo economico ma culturale e sociale.</p>
<p>Che a dirlo sia il CEO di Nvidia non è un dettaglio. È un segnale.<br />
Significa che persino nel cuore pulsante dell’IA globale si riconosce che non esiste innovazione senza lavoro, e che non tutto il lavoro che conta passa da una tastiera.</p>
<p>Forse i nuovi miliardari non saranno davvero tutti idraulici, falegnami o elettricisti.<br />
Ma una cosa è certa: senza il lavoro a Valore Artigiano, il futuro dell’intelligenza artificiale semplicemente non si costruisce.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/i-nuovi-miliardari-secondo-jensen-huang-ceo-di-nvidia-saranno-gli-idraulici-i-falegnami-e-gli-elettricisti-ecco-perche/">I nuovi miliardari? Secondo Jensen Huang (Ceo di Nvidia) saranno gli idraulici, i falegnami e gli elettricisti.  Ecco perché.</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/i-nuovi-miliardari-secondo-jensen-huang-ceo-di-nvidia-saranno-gli-idraulici-i-falegnami-e-gli-elettricisti-ecco-perche/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Berto Salotti: l’artigianato che sceglie la tecnologia senza perdere l’anima</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/berto-salotti-lartigianato-che-sceglie-la-tecnologia-senza-perdere-lanima/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=berto-salotti-lartigianato-che-sceglie-la-tecnologia-senza-perdere-lanima</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/berto-salotti-lartigianato-che-sceglie-la-tecnologia-senza-perdere-lanima/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 08:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=109159</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dall’indagine “Artigianato Cognitivo come via italiana alla tecno-diversità”, realizzata da Poetica – Fondazione per la generatività sociale per Confartigianato, la storia di Berto Salotti: un esempio di come l’innovazione possa nascere dall’intreccio tra tradizione, tecnologia e racconto.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/berto-salotti-lartigianato-che-sceglie-la-tecnologia-senza-perdere-lanima/">Berto Salotti: l’artigianato che sceglie la tecnologia senza perdere l’anima</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 99%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109144" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Filippo_Berto.png" width="700" height="471" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Filippo_Berto.png 700w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Filippo_Berto-300x202.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/Filippo_Berto-350x236.png 350w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-9"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<p data-start="602" data-end="1191">A Meda, in Brianza, l’artigianato è parte del paesaggio, della cultura, del modo di pensare. Qui, da secoli, si lavora il legno, si cuciono stoffe, si progettano arredi che portano nel mondo il segno di una tradizione che sa rinnovarsi. In questo contesto si inserisce la storia di <strong data-start="773" data-end="790">Berto Salotti</strong>, azienda associata a <strong data-start="812" data-end="831">Confartigianato</strong>, fondata nel 1974 da Fioravante Berto e oggi guidata dal figlio Filippo, che ha saputo dare una direzione precisa al futuro dell’impresa: coniugare la qualità del fare artigiano con le opportunità della tecnologia. Senza forzature, senza nostalgie, ma con una visione chiara.</p>
<p data-start="1193" data-end="1719">Una visione che <strong data-start="1209" data-end="1226">Luca Giannobi</strong>, direttore marketing, comunicazione ed eventi di Berto, ha raccontato nell’ambito della ricerca <em data-start="1323" data-end="1388">“Artigianato Cognitivo. Come via italiana alla tecno-diversità”</em>, realizzata da <strong data-start="1404" data-end="1456">Poetica – Fondazione per la generatività sociale</strong>. La sua voce restituisce con lucidità ciò che rende Berto Salotti un laboratorio vivo della tecno-diversità artigiana: da Berto, la tecnologia <strong data-start="1600" data-end="1619">non sostituisce</strong>, ma <strong data-start="1624" data-end="1636">affianca</strong> il sapere artigiano. È uno strumento che si sceglie, si adatta, si impara a usare.</p>
<p data-start="1721" data-end="2146">«La tecnologia è un aiuto – spiega Giannobi – ad esempio abbiamo inserito in produzione una macchina per l’incollaggio, passaggio fondamentale nella realizzazione degli imbottiti, che permette ai lavoratori di usare colle prive di solventi nocivi per la salute, quindi senza necessità di protezioni». Un esempio semplice, ma emblematico: non è la macchina a guidare il processo, è l’artigiano a decidere come e perché usarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;" data-start="1721" data-end="2146"><span class="font-435549">«Sta all’artigiano scegliere quali strumenti utilizzare e in quale misura, per poter raggiungere determinati obiettivi»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p data-start="2148" data-end="2998">In questo equilibrio tra mano e macchina, prende forma un&#8217;idea di <strong data-start="2214" data-end="2233">tecno-diversità</strong> fondata sulla libertà e sulla consapevolezza. «Sta all’artigiano scegliere quali strumenti utilizzare e in quale misura, per poter raggiungere determinati obiettivi», aggiunge Giannobi. È un approccio che si traduce anche nell’uso dell’intelligenza artificiale: dalla scrittura dei testi all’editing video, fino alla gestione delle vendite, l’IA è uno strumento quotidiano, ma mai impersonale. «Può essere vero che, all’inizio, fare le cose da soli sembri più rapido – dice – ma solo la prima volta. Il difficile è saper chiedere quello che si vuole ottenere, perché le potenzialità oggi sono fin troppe. L’intelligenza artificiale può amplificare un pensiero che tu hai già in mente, o diventare un braccio del tuo pensiero; ma sei sempre tu a dirigere il gioco».</p>
<p data-start="3000" data-end="3406">Per rendere possibile tutto questo, serve tempo, formazione, cultura del lavoro. Per questo l’azienda collabora con scuole e università – come l’Istituto Terragni o la SUPSI di Lugano – e accompagna i giovani in un percorso che non si limita a trasmettere competenze tecniche, ma fa crescere una mentalità. L’artigiano, in questa visione, è un professionista completo: sa fare, sa scegliere, sa raccontare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;" data-start="3000" data-end="3406"><span class="font-435549">«La fabbrica del racconto deve rendere sì partecipi i clienti – sottolinea Giannobi – ma anzitutto chi lavora, perché questo dà la forza e l’entusiasmo che sono un valore aggiunto per andare avanti»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p data-start="3408" data-end="4007">Già, perché <strong data-start="3420" data-end="3434">raccontare</strong> è l’altro lato del fare. In Berto Salotti esiste una vera e propria <em data-start="3503" data-end="3526">fabbrica del racconto</em>, uno spazio in cui blog, video, articoli e testimonianze danno voce alle persone, ai processi, ai momenti. «La fabbrica del racconto deve rendere sì partecipi i clienti – sottolinea Giannobi – ma anzitutto chi lavora, perché questo dà la forza e l’entusiasmo che sono un valore aggiunto per andare avanti». La narrazione non è uno strumento di marketing, ma un pezzo del lavoro quotidiano: serve a costruire consapevolezza, a rendere visibile il valore umano dietro ogni prodotto.</p>
<p data-start="4009" data-end="4343">Questo approccio ha trovato espressione anche in progetti corali come il <em data-start="4082" data-end="4098">DivanoXManagua</em> o il <em data-start="4104" data-end="4120">Sofa4Manhattan</em>, esperienze di <strong data-start="4136" data-end="4153">crowdcrafting</strong> in cui clienti, designer e appassionati hanno co-creato un divano, diventato poi parte della collezione. Un modo per dimostrare che l’artigianato è anche relazione, ascolto, partecipazione.</p>
<p data-start="4345" data-end="4937">Il prossimo passo è la <strong data-start="4368" data-end="4393">Nuova casa del design</strong>: un’unica sede a Meda, trasparente, aperta, in cui progettazione, produzione e racconto convivranno fianco a fianco. Gli spazi saranno pensati per facilitare il dialogo tra i reparti e accogliere scuole, eventi, momenti di formazione. «Si vuole creare anzitutto un dialogo interno, in cui tutti sono partecipi del prodotto finale», spiega Giannobi. È qui che la visione di Berto si fa architettura: la trasparenza fisica diventa metafora della trasparenza culturale, dell’idea di impresa come luogo aperto, condiviso, in cui si cresce insieme.</p>
<p data-start="4939" data-end="5368" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un’epoca in cui la tecnologia permette di fare tutto, <strong data-start="4996" data-end="5035">la differenza sta in come la si usa</strong>. E l’artigianato cognitivo, come dimostra Berto Salotti, non è un compromesso tra antico e moderno, ma una sintesi viva, intelligente e profondamente umana. «Si usano gli strumenti moderni, si crea con le mani, si comunica con la testa e con il cuore» – e in questa armonia sta forse la forma più autentica e attuale di innovazione.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/berto-salotti-lartigianato-che-sceglie-la-tecnologia-senza-perdere-lanima/">Berto Salotti: l’artigianato che sceglie la tecnologia senza perdere l’anima</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/berto-salotti-lartigianato-che-sceglie-la-tecnologia-senza-perdere-lanima/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il valore artigiano ben oltre l’artigianato</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/il-valore-artigiano-risorsa-italiana-ben-oltre-lattuale-mondo-artigiano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-valore-artigiano-risorsa-italiana-ben-oltre-lattuale-mondo-artigiano</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/il-valore-artigiano-risorsa-italiana-ben-oltre-lattuale-mondo-artigiano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Lena e Francesco Maietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 08:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[data room]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=108597</guid>

					<description><![CDATA[<p>La ricerca Radar Artigiano del Censis, condotta su 500 imprese, mostra come il valore artigiano travalichi i confini formali dell’Albo: un’evoluzione che sollecita la revisione della Legge Quadro del 1985, ormai non più adeguata a rappresentare la realtà produttiva italiana.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-valore-artigiano-risorsa-italiana-ben-oltre-lattuale-mondo-artigiano/">Il valore artigiano ben oltre l’artigianato</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108599" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h.jpg" width="837" height="836" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h.jpg 837w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h-768x767.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54776157008_0b0de51380_h-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 837px) 100vw, 837px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-11"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549">Il 5° <em>Radar Artigiano</em>, attraverso un viaggio nel concreto quotidiano delle imprese italiane, ha consentito di verificare se e in che misura, anche in quelle formalmente non artigiane sono presenti i connotati tipici dell’imprenditore artigiano indicati dalla normativa e una o più dimensioni proprie del valore artigiano. Inoltre, se soggettivamente gli imprenditori intervistati si sentano artigiani.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Operativamente è stata realizzata un’indagine su <strong>200 imprese</strong> <strong>formalmente artigiane</strong>, cioè iscritte all’Albo dell’artigianato e <strong>300 non artigiane</strong>. Sono state coinvolte imprese nate a partire dal 2009, con una dimensione entro i 50 addetti (ma oltre il 71% con al massimo 9 addetti) e che operano in una molteplicità di settori, dalla manifattura ai servizi alla logistica al commercio.</p>
<p>Un primo risultato rilevante è che nel 55,7% delle imprese non artigiane coinvolte nell’indagine l’imprenditore ha i requisiti fissati dalla normativa per essere definito artigiano, vale a dire: esercitare la piena responsabilità gestionale assumendo in toto oneri e rischi aziendali e svolgere il proprio lavoro, anche manuale, in prevalenza nei processi produttivi aziendali.</p>
<p>Le imprese con i requisiti formali per iscriversi all’Albo che non l’hanno fatto indicano quali ragioni il 37,1% perché non ne erano a conoscenza, il 31,1% poiché non vogliono vincoli alla propria crescita dimensionale o a eventuali trasformazioni della forma societaria, mentre la quota rimanente richiama motivazioni molto diverse, quali il fatto che non sentissero la necessità di tale scelta o perché consulenti o il commercialista lo hanno sconsigliato di farlo.</p>
<p>Emerge poi come tra le imprese formalmente non artigiane, è alta la quota che considera una o più delle tante dimensioni in cui si scompone il valore artigiano come costitutiva del proprio operato, dal rapporto con materie prime e fattori produttivi, ai contenuti dei processi produttivi e dei prodotti, al clima interno alle imprese sino al rapporto con le comunità o i consumatori e i mercati.</p>
<p>Infatti, l’87,3% delle imprese non artigiane dichiara che i propri prodotti e/o servizi sono l’esito di una logica aziendale improntata al <em>bello e ben fatto</em>, con prodotti funzionali e, al contempo, marcati da cura del dettaglio e qualità.</p>
<p>Poi, il 65% delle imprese non artigiane crea prodotti e servizi modulati su esigenze specifiche dei consumatori, il 73,3% cerca di trasmettere ai consumatori il senso di unicità e di autenticità dei propri prodotti e l’88,3% sottolinea la propria attenzione nella cura del cliente, con lo sforzo di creare un legame <em>emotivo</em> con i prodotti e con l’azienda. Unicità e personalizzazione sono dimensioni costitutive del valore artigiano che, visibilmente, sono condivise da quote molto significative delle altre imprese.</p>
<p>Altra dimensione rilevante del valore artigiano, condivisa dal 73,7% delle imprese non artigiane, consiste nella centralità che nei processi produttivi hanno competenze, abilità e saperi dell’imprenditore e dei lavoratori, il cosiddetto <em>human touch</em>.</p>
<p>E, poi, c’è l’attenzione alla sostenibilità intesa in senso ampio, con il 59% delle non artigiane convinte che la propria azione è improntata alla tutela delle risorse naturali e dell’ambiente, e il 49,7% ritiene di contribuire alla coesione delle comunità in cui opera.</p>
<p>E, sempre in relazione al nesso con i territori e contesti in cui operano, il 60,3% delle imprese non artigiane richiama la propria vocazione a preservare e valorizzare tradizioni e saperi, che indicano come fondamento delle proprie produzioni. È anche questo un tratto costitutivo del valore artigiano che, in questa fase, è condiviso da mondi produttivi che non sono formalmente parte dell’artigianato italiano.</p>
<p>Ulteriore significativa dimensione tipica del valore artigiano, condivisa dall’82,7% delle non artigiane è il <strong>contesto lavorativo</strong> segnato da una buona relazionalità, cioè un ambiente lavorativo <em>friendly</em>, con relazioni a misura di persona.</p>
<p>Infine, altra dimensione costitutiva del valore artigiano, fatta propria anche dal 46% delle non artigiane, consiste in una profonda capacità di <strong>innovazione di processo e di prodotto</strong> come leva competitiva globale. E, anche grazie a questa spinta vitale, che le imprese italiane vanno per il mondo, e il 34% di esse condivide con le imprese artigiane un essenziale ancoraggio territoriale, che gli consente di portare sui mercati globali le risorse, i saperi e i prodotti locali.</p>
<p>I risultati del Radar Artigiano, quindi confermano oltre ogni ragionevole dubbio che tante delle dimensioni decisive del valore artigiano oggi connotano l’agire di imprese che formalmente artigiane non sono.</p>
<p>C’è poi anche una dimensione soggettiva, di autopercezione di imprenditori e imprese e, a questo proposito, il 62% delle non artigiane coinvolte nell’indagine dichiara di sentirsi artigiana, per cultura e modalità operative.</p>
<p><strong>Sentirsi artigiano e potersi proclamare esplicitamente interprete del valore artigiano consente alle imprese di esprimere valori percepiti come altamente positivi, tanto da costituire un motivo di orgoglio anche per le imprese non artigiane.</strong></p>
<p>Definirsi <em>artigiano</em> per imprenditori e imprese consente di evocare in modo sintetico e impressivo nell’immaginario collettivo qualità, personalizzazione, competenze, saperi, abilità, produzioni e prodotti più sostenibili, attenzione alla buona occupazione e a lavori motivanti e pregni di senso.</p>
<p>Quel che è rilevante è che oggi il valore artigiano va molto oltre il perimetro fissato dalla <strong>Legge Quadro n° 443/1985,</strong> che sin dalla sua fase di avvio ha svolto una straordinaria funzione di riconoscimento del ruolo delle piccole imprese e di quelle artigiane nel modello italiano di sviluppo, ma che oggi visibilmente non riflette più in modo compiuto il sistema produttivo italiano.</p>
<p>E, a questo proposito, la ricerca ha consentito di rilevare la distribuzione dei punti di vista di artigiani e non artigiani rispetto all’eventuale riforma della normativa stessa.</p>
<p>Tra le imprese non iscritte all’Albo, il 39,3% è favorevole a una <strong>revisione della normativa</strong>, il 27% reputa ancora valida l’attuale Legge e il 33,7% non ha opinioni definite in merito. Considerate le imprese non iscritte all’Albo, tra quelle che si sentono artigiane il 47,3% è favorevole alla modifica della denominazione rispetto a quella fissata dalla Legge Quadro del 1985, il 25,3% contrario e 27,4% incerto.</p>
<p>Invece, tra le imprese iscritte all’Albo, il 42,5% considera ancora valida la definizione della Legge Quadro del 1985 perché offre riferimenti chiari e precisi in un contesto di grande incertezza<em>.</em> Il 35,5% reputa superata l’attuale definizione di impresa artigiana perché non rispecchierebbe più il valore dell’artigianato, la realtà economica e le logiche produttive odierne. Il 22% non ha un’opinione precisa in merito.</p>
<p>Dalla ricerca, quindi, fuoriesce uno spettro ampio e articolato di opinioni con una prevalenza significativa dei favorevoli alla riforma soprattutto tra le imprese non artigiane, in particolare tra quelle che <em>dichiarano di sentirsi</em> artigiane che, più di tutte vorrebbero una modifica dei criteri definitori dell’impresa e dell’imprenditore artigiano.</p>
<p>Tra le imprese artigiane, invece, i contrari prevalgono rispetto ai favorevoli alla riforma, presumibilmente perché temono che ogni ampliamento del perimetro del loro mondo finirebbe per minacciare la sua identità distintiva, percepita come uno straordinario valore.</p>
<p>La verità è che la realtà sociale ha una sua intrinseca propulsione che rompe steccati e che nel tempo sfida le rappresentazioni consolidate e le norme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">L’evoluzione del sistema di imprese italiano, nelle sue molteplici componenti, impone di ripensare i cardini della regolazione che sembra avere esaurito la sua funzione, con un gap crescente tra le definizioni della norma e la materialità delle imprese</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così, ad esempio, va emergendo la necessità di ripensare i connotati del profilo dell’imprenditore artigiano poiché nell’era del digitale potrebbe non essere più così distintivo il riferimento al coinvolgimento anche manuale nei processi produttivi aziendali. E anche la fissazione di vincoli dimensionali rigidi potrebbe essere, come rilevato dai risultati della ricerca, un vincolo meno accettabile per tante imprese che si sentono artigiane e sono convinte di operare come tali.</p>
<p>La riforma della Legge Quadro, quindi, risponderebbe ad esigenze emergenti dall’evoluzione concreta dei processi produttivi di impresa e della relazionalità tra quest’ultima, i soggetti e i contesti con cui entra in relazione.</p>
<p>Ridefinire i confini dell’universo artigiano non sarebbe altro che una presa d’atto che il modo di perimetrare tale universo, altamente efficace negli anni Ottanta, oggi non riflette più la materialità del sistema di imprese, e impedisce a tante aziende di beneficiare di quella distintività, tanto apprezzata, che solo l’artigianalità riconosciuta attribuisce a un’impresa.</p>
<p>L’ampia quota di imprese non artigiane che dichiara di sentirsi artigiana è una sorta di certificazione ulteriore di quanto emerso nelle precedenti edizioni del Radar Artigiano: il valore artigiano incarna un modo di fare impresa che, oltre a smentire le profezie di fine imminente dell’artigianato, in realtà lo proietta nel futuro. Non a caso il lavoro artigiano presenta una molteplicità di caratteri che coincidono con quelli che i giovani attribuiscono al buon lavoro, quello che sarebbe portatore di senso e nuove identità.</p>
<p>La radicalità delle trasformazioni del quarantennio che ci separano dalla promulgazione delle Legge Quadro, con l’insorgere di innovazioni straordinarie e difficoltà inedite che pesano sui conti economici e la sostenibilità stessa delle imprese, ha comunque confermato che lo sviluppo italiano ancora una volta dovrà contare sullo slancio generato dalla resilienza dell’impresa artigiana e, più in generale, della piccola e piccolissima impresa.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-valore-artigiano-risorsa-italiana-ben-oltre-lattuale-mondo-artigiano/">Il valore artigiano ben oltre l’artigianato</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/il-valore-artigiano-risorsa-italiana-ben-oltre-lattuale-mondo-artigiano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal valore artigiano alla geopolitica: l’armonia possibile dell’IA</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/dal-valore-artigiano-alla-geopolitica-larmonia-possibile-dellia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-valore-artigiano-alla-geopolitica-larmonia-possibile-dellia</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/dal-valore-artigiano-alla-geopolitica-larmonia-possibile-dellia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Aresu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=108591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Estratto dall’intervento di Alessandro Aresu, Consigliere scientifico di Limes, al convegno Match Point 2025 di Confartigianato Imprese.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/dal-valore-artigiano-alla-geopolitica-larmonia-possibile-dellia/">Dal valore artigiano alla geopolitica: l’armonia possibile dell’IA</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108592" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o.jpg" width="1066" height="1066" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o.jpg 1066w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775071402_4ef0e4e996_o-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 1066px) 100vw, 1066px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-13"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549">«Viviamo un tempo che non assomiglia a nessun altro. Non è un’epoca di certezze, ma nemmeno un’epoca di puro caos. È piuttosto una stagione che potremmo chiamare “normalità del disordine”: una condizione in cui instabilità, shock improvvisi e cambiamenti accelerati convivono con la ricerca ostinata di continuità, di punti di riferimento, di forme di stabilità. È in questo scenario che si colloca il dibattito sull’intelligenza artificiale, e con esso la sfida più profonda: non solo capire cosa le macchine possano fare, ma comprendere come l’uomo voglia vivere in un mondo trasformato dalla tecnologia».</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si tratta, dunque, di un dibattito astratto. L’intelligenza artificiale non è un’entità eterea che abita lo spazio digitale. È invece un fenomeno materiale, radicato in infrastrutture precise, in processi industriali e in catene di fornitura che coprono il globo. Dietro ogni algoritmo ci sono server che consumano enormi quantità di energia, centri dati che richiedono nuove reti elettriche, miniere che estraggono terre rare, fabbriche che producono chip in pochi luoghi del mondo. Parlare di IA significa, allora, parlare di geoeconomia, di rapporti di forza tra potenze, di nuove interdipendenze che ridisegnano la mappa del pianeta.</p>
<p>Questa materialità ci obbliga a guardare con attenzione alle scelte politiche ed economiche che si intrecciano al destino della tecnologia. Perché l’IA non nasce dal nulla: è il frutto di investimenti colossali, di competizioni industriali, di strategie nazionali. L’innovazione, così, diventa uno specchio della fragilità del nostro tempo. Siamo al centro di un processo che promette di cambiare ogni settore, ma che al tempo stesso apre nuovi squilibri, nuove vulnerabilità, nuove dipendenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«E qui, in questo scenario che sembra lontano dalle nostre botteghe e dai nostri laboratori, può entrare in gioco l’intelligenza artigiana. Non come elemento nostalgico, ma come controcanto indispensabile. L’artigiano conosce la materia, la plasma, la ascolta. Sa che il lavoro non è mai pura astrazione: è gesto, è pratica, è esperienza. Nell’epoca in cui tutto sembra smaterializzarsi, la lezione dell’artigiano ci ricorda che la creazione non può prescindere dal rapporto diretto con ciò che si trasforma»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non dobbiamo immaginare l’artigianato come opposto alla tecnologia. Sarebbe un errore, una trappola romantica. La questione non è scegliere tra l’uomo e la macchina, ma costruire un equilibrio nuovo. L’intelligenza artificiale, se usata con consapevolezza, può diventare una lente che amplifica le possibilità del lavoro umano, senza sostituirlo. Può aiutare nella progettazione, nell’organizzazione, nell’accesso a informazioni complesse. Ma non potrà mai replicare la sensibilità di chi sa interpretare il contesto, prendere decisioni etiche, costruire relazioni di fiducia.</p>
<p>È in questo spazio che l’artigianato trova la sua nuova centralità. L’intelligenza artigiana – fatta di ingegno, di precisione, di capacità di innovare dentro la tradizione – diventa il contrappeso necessario a un mondo che rischia di farsi travolgere dall’accelerazione. Non si tratta di resistere al cambiamento, ma di guidarlo. Non si tratta di proteggere un’identità chiusa, ma di renderla generativa.</p>
<p>L’Italia, in questo senso, ha una responsabilità e una possibilità. Non possiamo illuderci di guidare le grandi piattaforme globali, né di dominare le filiere tecnologiche più strategiche. Ma possiamo custodire un sapere diffuso, fatto di migliaia di imprese, di territori che hanno saputo trasformare la tradizione in innovazione, di comunità che ancora oggi tengono insieme produzione e cultura. Possiamo essere un Paese che non subisce la tecnologia, ma la piega al proprio modo di vivere e di lavorare.</p>
<p>Il nodo cruciale diventa allora quello delle competenze. Perché l’artigianato non è solo manualità: è intelligenza che si forma con l’esperienza e con l’apprendimento. Le nuove generazioni devono essere accompagnate a leggere la tecnologia senza subirla, a usarla senza idolatrarla, a trasformarla in strumento di crescita. L’IA potrà generare valore solo se avremo persone capaci di interpretarla, di integrarla, di metterla al servizio di progetti concreti. È qui che si gioca la sfida educativa e culturale più importante.</p>
<p>In un tempo di disordine, la formazione non è un lusso: è il cuore della resilienza. Serve a dare direzione, a permettere che il cambiamento non diventi smarrimento. E serve a legare insieme due dimensioni che troppo spesso vengono contrapposte: l’innovazione e la comunità. Perché il lavoro non è solo produzione di beni, ma anche costruzione di legami, di senso, di appartenenza. L’intelligenza artificiale non può generare da sola questi valori: spetta a noi decidere come abitarla, come inserirla in un tessuto sociale che dia forza e significato alle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il futuro, allora, non è un destino inevitabile tracciato dagli algoritmi. È un campo di possibilità. Un terreno instabile, certo, ma anche ricco di occasioni. Se l’artigianato saprà dialogare con la tecnologia senza farsi assorbire, se le comunità sapranno rinnovare il proprio capitale umano, se i territori sapranno valorizzare le proprie competenze distintive, allora l’Italia potrà trovare un posto originale dentro la nuova geografia mondiale»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>È un compito difficile, ma non impossibile. Richiede lucidità e coraggio, capacità di visione e concretezza quotidiana. Richiede soprattutto la consapevolezza che la sfida non si gioca tra intelligenza artificiale e intelligenza artigiana, ma dentro la loro possibile armonia. Un’armonia che non elimina il disordine, ma lo trasforma in energia creativa.</p>
<p>Alla fine, ciò che conta non è ciò che le macchine potranno fare, ma ciò che noi decideremo di fare con le macchine. Non è la potenza degli algoritmi a determinare il futuro, ma la nostra capacità di orientarli secondo valori che riconoscono la dignità del lavoro e la centralità delle persone.</p>
<p>Per questo possiamo guardare avanti con fiducia. Non ingenua, non cieca, ma fiducia fondata sul riconoscimento delle nostre radici e sulla volontà di innovare. L’artigiano che plasma la materia con le sue mani, e che insieme utilizza gli strumenti digitali per ampliare il proprio orizzonte, rappresenta una metafora potente del nostro tempo. Ci ricorda che anche nell’epoca più incerta, anche dentro la normalità del disordine, possiamo generare futuro.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/dal-valore-artigiano-alla-geopolitica-larmonia-possibile-dellia/">Dal valore artigiano alla geopolitica: l’armonia possibile dell’IA</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/dal-valore-artigiano-alla-geopolitica-larmonia-possibile-dellia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla catena di montaggio al nastro di Möbius: l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro nella società contemporanea</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/dalla-catena-di-montaggio-al-nastro-di-mobius-levoluzione-dellorganizzazione-del-lavoro-nella-societa-contemporanea/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dalla-catena-di-montaggio-al-nastro-di-mobius-levoluzione-dellorganizzazione-del-lavoro-nella-societa-contemporanea</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/dalla-catena-di-montaggio-al-nastro-di-mobius-levoluzione-dellorganizzazione-del-lavoro-nella-societa-contemporanea/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivana Pais]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=108574</guid>

					<description><![CDATA[<p>Estratto dall’intervento di Ivana Pais, sociologa e docente universitaria, al convegno Match Point 2025 di Confartigianato Imprese.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/dalla-catena-di-montaggio-al-nastro-di-mobius-levoluzione-dellorganizzazione-del-lavoro-nella-societa-contemporanea/">Dalla catena di montaggio al nastro di Möbius: l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro nella società contemporanea</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108576" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_.jpg" width="1066" height="1066" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_.jpg 1066w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/10.Pais_-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 1066px) 100vw, 1066px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-14" data-row="script-row-unique-14" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-14"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-15"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549">«L’analisi dell’organizzazione del lavoro non può prescindere dal passato, ma il passato va guardato con lo sguardo della contemporaneità. Non come un semplice esercizio storico, ma come chiave di lettura dei modelli e delle strutture che ancora plasmano la vita quotidiana. La società industriale, nelle sue immagini più iconiche – da <em>Tempi moderni</em> di Charlie Chaplin alle fabbriche automobilistiche fordiane – mostra come l’organizzazione scientifica del lavoro abbia influenzato processi produttivi e sociali. La catena di montaggio, il fordismo, gli orari rigidamente scanditi, la scansione dei compiti: non erano solo strumenti di efficienza industriale, ma anche modelli di vita e di tempo che si sono insinuati nel tessuto sociale».</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo modello non ha lasciato tracce solo nelle imprese, ma anche nella scuola, nella gestione delle attività quotidiane e nelle relazioni sociali. Se si osservano alcune aule moderne, si possono riconoscere schemi che ricordano la catena di montaggio: fogli e compiti distribuiti secondo tempi prestabiliti, insegnanti che scandiscono il ritmo della giornata e studenti che eseguono compiti sequenziali. È come se la fabbrica si fosse infiltrata nei sistemi educativi, dimostrando come le logiche industriali abbiano permeato anche ambiti apparentemente distanti dalla produzione.</p>
<p>Non solo fordismo. Il toyotismo ha esteso il concetto di organizzazione lean oltre le fabbriche, arrivando a orientare la vita quotidiana e il pensiero manageriale. Libri di self-help spiegano come applicare la logica toyotista per gestire le proprie abitudini, ottimizzare il tempo, controllare il consumo di risorse. Ciò dimostra quanto i modelli produttivi non siano mai circoscritti a un settore: diventano strumenti culturali, influenzano la società e determinano comportamenti individuali e collettivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Oggi i modelli di riferimento nascono nelle aziende dominanti della loro epoca, e queste sono sempre più spesso piattaforme digitali. Amazon, Google, Facebook, piattaforme di incontro domanda-offerta di beni e servizi: qui si crea valore in modo diverso rispetto alle fabbriche del passato»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cuore del processo produttivo non è più la linea di montaggio, ma l’elaborazione dei dati, la gestione delle informazioni e la capacità di personalizzare servizi e prodotti. La piattaforma diventa il nuovo centro nevralgico: produce non solo merci, ma conoscenza, insight, prodotti generati dall’analisi dei dati degli utenti. La creazione di valore passa attraverso l’informazione più che attraverso la produzione fisica.</p>
<p>Per rappresentare questo cambiamento, le immagini tradizionali non bastano più. La piramide fordista, la rete dei distretti industriali: simboli chiari e immediati. Ma le piattaforme digitali richiedono un’immagine più sofisticata, come il nastro di Möbius, un oggetto matematico senza un dentro e un fuori definiti. Il nastro simboleggia l’incessante flusso di dati, attività e interazioni: lavoratori, clienti e piattaforme si influenzano reciprocamente in una continua circolarità, senza confini netti. È un’immagine che aiuta a comprendere le organizzazioni moderne, dinamiche, complesse, in cui i ruoli si sovrappongono e le relazioni non sono più lineari.</p>
<p>Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la trasformazione della fiducia in reputazione. Nei distretti industriali tradizionali, la fiducia personale era il collante delle transazioni economiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Oggi, la reputazione digitale – basata su recensioni e valutazioni di sconosciuti – affianca o sostituisce la fiducia relazionale»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Collf, badanti, professionisti indipendenti, artigiani: chi sa costruire un profilo digitale efficace ottiene visibilità e opportunità di lavoro superiori a quelle di chi possiede competenze tradizionali ma non sa raccontarle. Le piattaforme hanno trasformato la capacità di autopresentazione in una competenza essenziale, influenzando il successo professionale.</p>
<p>Questa trasformazione influisce anche sulla formazione e sulle competenze richieste. Non basta più “saper fare”: è necessario saper comunicare ciò che si sa fare. Il mercato richiede soft skill, capacità di narrazione, adattabilità, gestione di informazioni digitali. I percorsi formativi frammentati, le micro-credenziali, sostituiscono percorsi tradizionali lunghi: la formazione si adatta alla velocità del cambiamento, con corsi brevi, certificazioni modulari, riconoscimenti rapidi, pensati per rispondere a esigenze specifiche del mercato e del lavoro.</p>
<p>Un esempio emblematico è Amazon Ring. La piattaforma osserva i dati di vendita dei prodotti venduti da terzi e individua quelli di successo. Produce il proprio dispositivo e lo vende &#8211; è questo il caso della video camera Amazon Ring &#8211; mentre i clienti lo acquistano e ne controllano l’uso attraverso lo smartphone. La piattaforma guadagna, i clienti controllano indirettamente i lavoratori addetti alla consegna, e il cerchio si chiude senza intervento diretto della supervisione aziendale. Questo modello evidenzia il nuovo ruolo del cliente: non più semplice destinatario, ma attore centrale nella produzione e nella valutazione del lavoro, in grado di influenzare direttamente processi e risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Questa centralità del cliente genera cambiamenti nelle alleanze sociali. Prima era possibile costruire relazioni tra consumatori e lavoratori, o tra produzione e consumo. Oggi, l’alleanza si crea tra consumatore e piattaforma: l’artigiano o il lavoratore rimangono dentro la piattaforma, ma il potere di determinare il valore è spostato verso chi utilizza il servizio. È un cambiamento radicale nelle dinamiche di mercato e nella distribuzione del potere»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mismatch di competenze diventa la sfida più urgente. La cosiddetta disoccupazione tecnologica non si misura solo con numeri assoluti, ma con la capacità di adattarsi a nuove competenze richieste da processi sempre più digitalizzati. Il boomerang recruiting, cioè il ritorno dei lavoratori che hanno acquisito esperienza altrove, segnala la necessità di flessibilità e capacità di apprendimento continuo, così come la crescente domanda di soft skill e competenze digitali trasversali.</p>
<p>L’intelligenza artificiale rappresenta l’ultimo anello di questa trasformazione, non come semplice tecnologia, ma come occasione per ripensare i processi produttivi e mettere l’umano al centro. Gli osservatori sull’AI partecipativa mostrano come l’introduzione delle tecnologie possa avvenire attraverso processi condivisi, dove lavoratori, dirigenti e comunità definiscono insieme l’uso e l’impatto della tecnologia. Si tratta di un approccio collaborativo e consapevole, che evita scelte unilaterali e favorisce l’innovazione responsabile.</p>
<p>In sintesi, il percorso che va dal fordismo e toyotismo ai distretti industriali e alle piattaforme digitali mostra un filo conduttore: l’organizzazione del lavoro non è mai neutra, riflette valori sociali, priorità economiche e modelli culturali. Comprendere questi processi significa prepararsi a un futuro in cui dati, reputazione digitale, soft skill, micro-credenziali, collaborazione partecipativa e centralità del cliente diventano strumenti essenziali per mantenere l’umano al centro anche nell’era digitale. L’evoluzione della società non è solo tecnologica: è culturale, sociale e organizzativa, e richiede consapevolezza, attenzione e capacità di adattamento da parte di tutti gli attori coinvolti.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/dalla-catena-di-montaggio-al-nastro-di-mobius-levoluzione-dellorganizzazione-del-lavoro-nella-societa-contemporanea/">Dalla catena di montaggio al nastro di Möbius: l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro nella società contemporanea</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/dalla-catena-di-montaggio-al-nastro-di-mobius-levoluzione-dellorganizzazione-del-lavoro-nella-societa-contemporanea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Armonia Possibile tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Artigiana. Intervista a Alessandro Aresu</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/larmonia-possibile-tra-intelligenza-artificiale-e-intelligenza-artigiana-intervista-a-alessandro-aresu/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=larmonia-possibile-tra-intelligenza-artificiale-e-intelligenza-artigiana-intervista-a-alessandro-aresu</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/larmonia-possibile-tra-intelligenza-artificiale-e-intelligenza-artigiana-intervista-a-alessandro-aresu/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Di Bisceglie]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=108050</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questa intervista, Alessandro Aresu analizza il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza artigiana, affrontando il divario digitale, l’impatto industriale dell’AI e il ruolo dell’Italia. Innovazione e tradizione possono convivere senza contraddizioni?</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/larmonia-possibile-tra-intelligenza-artificiale-e-intelligenza-artigiana-intervista-a-alessandro-aresu/">L’Armonia Possibile tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Artigiana. Intervista a Alessandro Aresu</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-16"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 46%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108052" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/Aresu.jpg" width="607" height="818" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/Aresu.jpg 607w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/Aresu-223x300.jpg 223w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/Aresu-350x472.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 607px) 100vw, 607px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-17"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-shrink-0 flex flex-col relative items-end">
<div class="pt-0">
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<h3><span class="font-435549"><em>Alessandro Aresu (autore di vari libri sugli scenari globali, consigliere scientifico di Limes, già consigliere e consulente per 12 anni di istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Economia, il Ministero degli Esteri, l’Agenzia Spaziale Italiana), nel suo ultimo libro &#8211; Geopolitica dell’intelligenza artificiale &#8211; sottolinea che a fronte delle necessità di sviluppare le nuove frontiere dell&#8217;AI, occorrono dei maxi data center con un dispendio elevatissimo di energia e con un forte impatto sull&#8217;ambiente. </em></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non le sembra una grandissima contraddizione dei tempi moderni?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Credo sia il caso di evitare un’ipocrisia fin troppo diffusa, e quindi anzitutto dobbiamo avere una consapevolezza degli elementi industriali ed energetici che caratterizzano la nostra vita digitale, studiando le imprese e le filiere coinvolte, come propongo nei libri e nei saggi che ho scritto negli ultimi dieci anni e a cui rimando per ulteriori approfondimenti. Per la produzione di uno smartphone, o di altri oggetti su cui basiamo le nostre vite, esistono ovviamente sempre costi energetici e ambientali, oltre a organizzazioni di filiere con diverse competenze. Per avere consapevolezza di cosa sia l’intelligenza artificiale, dobbiamo quindi conoscere le sue fabbriche (i data center e come funzionano, quali aspetti li caratterizzano, quali materiali, quali sistemi di interconnessione) e le “fabbriche delle fabbriche” che sono i vari segmenti dell’ecosistema dei semiconduttori, nel cammino della digitalizzazione del mondo che va avanti dagli anni ’40 e ha reso possibile tutto ciò che oggi, nella vita professionale e personale, diamo ormai per scontato.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Niente di tutto questo, compresi i data center, è stato “inventato” dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e questo deve esserci chiaro per fare un discorso informato. Da un lato, il contenuto elettronico principale dei data center dell’intelligenza artificiale nasce, come ricordo nel libro “Geopolitica dell’intelligenza artificiale”, per far fronte a un tema che tecnicamente riguarda la fine della Dennard scaling, e quindi proprio la corrispondenza tra riduzione del consumo energetico e aumento delle prestazioni. Ora, siccome data center teoricamente meno impattanti a livello energetico sono però sempre più ampi e con prestazioni molto migliori, è chiaro che in alcune comunità possono esserci fenomeni di sovraccarico energetico e idrico (basti pensare al consumo energetico in un luogo dove c’è concentrazione in Europa, l’Irlanda). Dipende ovviamente anche dal mix energetico dei vari Paesi. Il mondo, comunque, non sarà ricoperto di data center, questo processo non potrà aumentare all’infinito coi tassi di crescita che abbiamo visto negli ultimi anni.»</p>
<p><strong>È possibile, dunque, secondo lei registrare un passo avanti in termini di innovazione, senza avere un eccessivo impatto sull&#8217;ecosistema?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Direi con franchezza di no: questa è la risposta onesta da dare. Ogni soluzione industriale ha un impatto sull’ecosistema e continuerà ad averlo, poiché l’intelligenza artificiale è una filiera industriale e un ecosistema “puro”, senza l’intervento umano, non può esistere e non esiste in nessun luogo, soprattutto in un’epoca di sviluppo industriale e dove miliardi di persone vogliono legittimamente entrare nel benessere. Per questo è così importante conoscere in modo approfondito le filiere industriali di cui parlo nei miei libri.</p>
<p style="padding-left: 40px;">A partire dal riconoscimento di questa realtà, non dobbiamo però raccontarci che esista una sorta di “destino progressista” dell’intelligenza artificiale dove tutto andrà bene per forza, dove tutto sarà in qualche modo “aggiustato” dall’intelligenza artificiale stessa, non si sa bene come. Invece, ci sono molti temi specifici da affrontare. Tanto per fare un esempio, l’economia dei data center ha un impatto occupazionale ridotto, come ricordo nel mio libro. Nei prossimi mesi e anni, dovremmo sempre più considerare anche altre implicazioni e “case” dell’intelligenza artificiale, dagli sviluppi delle biotecnologie alla robotica.»</p>
<p><strong>Confartigianato ha lanciato una campagna dedicata alla valorizzazione dell&#8217;Intelligenza Artigiana. Quale la ricetta per far convivere le due “intelligenze” evitando di cadere nella contraddizione?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«È una domanda cruciale e che deve stimolare molte riflessioni.</p>
<p style="padding-left: 40px;">A mio avviso, visto che i dati di alfabetizzazione digitale delle imprese e della pubblica amministrazione vedono il nostro Paese in una posizione arretrata ormai da anni, quella artigiana sarà sempre più una “intelligenza” del domani se saprà intervenire su questo divario digitale, su questo divario di competenze digitali, a partire dalla sua comunità di protagonisti. Colmare il divario digitale, nelle sue varie dimensioni, permette una migliore organizzazione del lavoro e dei processi, per dare spazio alla creatività e anche per cogliere nuove opportunità di mercato.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Allo stesso tempo, dobbiamo chiederci ciò che l’intelligenza artigiana ha da insegnarci ancora oggi. E si tratta di una domanda molto attuale. A mio avviso, nell’epoca degli strumenti che ora chiamiamo di “intelligenza artificiale”, ma più in generale nell’evoluzione del digitale in questo secolo (penso ai social media), vediamo chiaramente una trasformazione dell’attenzione e delle dinamiche di apprendimento. In questo frangente, il rischio è perdere confidenza con la pratica, l’esercizio, l’attenzione che è una parte essenziale dell’intelligenza artigiana, e dovremmo considerare essenziale per la formazione in generale, così come lo è la lettura attenta di un lungo romanzo, l’immersione nella sua storia, rispetto alla lettura di un riassunto fatto più o meno bene. L’intelligenza artigiana, a partire dalla sua pratica, può avere il ruolo di ricordarci in modo costante, in quest’epoca, che il valore aggiunto nelle decisioni e nei processi viene anche da questi tempi lunghi, di cui secondo me abbiamo bisogno per dare profondità alla nostra umanità.»</p>
<p><strong>Che ruolo pensa possa avere l&#8217;Italia nello sviluppo dell&#8217;AI?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«È normale che l’Italia non abbia una leadership nell’intelligenza artificiale perché i maggiori produttori di talento al mondo sono Cina e India, e il maggiore magnete del talento coincide ancora con gli Stati Uniti. Inoltre, l’Italia ha una ridotta capacità finanziaria, oltre a vincoli stringenti di bilancio, e non ha grandi imprese digitali. Pertanto, è inutile fare in Italia e in Europa discorsi sulla “leadership” in questo campo o sulle regole che dovremmo imporre agli altri: si tratta di una perdita di tempo, un discorso che tra l’altro non interessa per niente al resto del mondo.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il ruolo dell’Italia può quindi riguardare, in modo più concreto, quattro aspetti: uno, il sostegno alla ricerca fondamentale e alle competenze tecnico-scientifiche che sono essenziali per lo sviluppo e il governo di queste tecnologie; due, le politiche, anche salariali, per l’attrazione e il mantenimento dei talenti; tre, il presidio di alcune nicchie industriali dell’ampia filiera elettronica; quattro, l’adozione di soluzioni legate all’intelligenza artificiale per aumentare la competitività della manifattura, in particolare della meccanica.»</p>
<p><strong>Ritiene possa essere impiegata l&#8217;AI nelle imprese artigiane, che rappresentano la stragrande maggioranza del nostro sistema economico, evitando una contraddizione?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Come ho detto, non esiste una contraddizione bensì un divario di competenze digitali che si può colmare oppure no, e che è meglio colmare.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Per esempio, un artigiano, se lavora con una macchina, ha uno strumento che prima o poi dovrà effettuare una manutenzione. Prevedere i difetti della macchina, attraverso la sua connessione con un sistema di macchine e l’analisi dei dati, può essere sicuramente utile per quell’artigiano che può rimodulare il suo lavoro creativo rispetto al tempo che libera.»</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-17" data-row="script-row-unique-17" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-17"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/larmonia-possibile-tra-intelligenza-artificiale-e-intelligenza-artigiana-intervista-a-alessandro-aresu/">L’Armonia Possibile tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza Artigiana. Intervista a Alessandro Aresu</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/larmonia-possibile-tra-intelligenza-artificiale-e-intelligenza-artigiana-intervista-a-alessandro-aresu/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rappresentanza degli Interessi e Intelligenza Artificiale: Riflessioni su Futuro, Innovazione e Responsabilità</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/rappresentanza-degli-interessi-e-intelligenza-artificiale-riflessioni-su-futuro-innovazione-e-responsabilita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rappresentanza-degli-interessi-e-intelligenza-artificiale-riflessioni-su-futuro-innovazione-e-responsabilita</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/rappresentanza-degli-interessi-e-intelligenza-artificiale-riflessioni-su-futuro-innovazione-e-responsabilita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Giacomin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 09:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[RAPPRESENTANZA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=107629</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rivoluzione IA: le associazioni di categoria alla prova del cambiamento</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/rappresentanza-degli-interessi-e-intelligenza-artificiale-riflessioni-su-futuro-innovazione-e-responsabilita/">Rappresentanza degli Interessi e Intelligenza Artificiale: Riflessioni su Futuro, Innovazione e Responsabilità</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 82%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107635" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-cottonbro-5473956.png" width="1280" height="853" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-cottonbro-5473956.png 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-cottonbro-5473956-300x200.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-cottonbro-5473956-1024x682.png 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-cottonbro-5473956-768x512.png 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-cottonbro-5473956-350x233.png 350w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-18" data-row="script-row-unique-18" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-18"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-19"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-shrink-0 flex flex-col relative items-end">
<div class="pt-0">
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>Più leggo sull’IA e più mi chiedo che impatto ha e avrà sull’attività di rappresentanza degli interessi, nell’accezione che di questa condividiamo in Italia, cioè del “farsi carico” di problemi e aspettative dei rappresentati, organizzando soluzioni, costruendo risposte adeguate e prospettive di crescita e sicurezza.<br />
Vorrei poter affermare che i fondamentali della rappresentanza degli interessi restano neutri e quindi immutati, con gli schemi di gioco che abbiamo conosciuto e affinato nel tempo, senza confondere contenuti e tecnicalità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Ma siamo sicuri che le modalità, all’epoca dell’IA, non suggeriscano o addirittura impongano la necessità di una rivisitazione, anche profonda, del modo di fare rappresentanza?</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questa prospettiva di riflessione, richiamo alla mente le applicazioni dell’IA funzionali ad alcuni ambiti di attività associativa: dall’adesione con il suo corredo di promozione alla conoscenza delle caratteristiche, dei problemi e delle aspettative dei soci attuali e di chi potrebbe diventarlo; dalla visione di crescita loro e dell’associazione con relativo adeguato contesto all’elaborazione e descrizione delle proposte; dalla persuasione dei decisori all’influenza sull’opinione pubblica, consapevoli dell’importanza cruciale della comunicazione e delle diverse leve che la muovono.</p>
<p>Va considerato il fatto che l’attività di rappresentanza del lavoro autonomo, della micro e piccola impresa, con crescenti eccezioni anche nella media impresa, si avvale e si alimenta dell’erogazione di servizi e consulenze associative che, ripeto a costo di monotonia, sono modalità di rappresentanza diversamente svolte.<br />
Le risposte ai bisogni dei soci, siano esse connesse a obblighi adempimentali o alla volontaria fruizione di altre opportunità di crescita, si concretizzano in prestazioni professionali fortemente esposte all’impatto dell’IA per contenuti, ad ampio spettro, e modalità di esecuzione.</p>
<p>Non entro nel merito delle sfide che le competenze affrontano, magistralmente descritte da Richard e Daniel Susskind ne “Il futuro delle professioni” (come la tecnologia trasformerà il lavoro dei professionisti). In proposito, so che anche nel sistema di Confartigianato non mancano riflessioni e sperimentazioni in materia, a conferma dell’impatto crescente e comunque atteso.</p>
<p>Nell’economia dei servizi e delle consulenze considero l’enorme potenziale di informazioni relative ai soci – utenti, ai settori rappresentati, ai contesti economici, sociali e amministrativi di riferimento. È una realtà che viene arricchita da un’altrettanto importante “economia dei comportamenti individuali”, la cui cattura e lettura è una delle anime dell’IA, specie sul versante della conoscenza delle persone, della loro influenza e persuasione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>La dimensione economica degli ambiti rappresentati dalle diverse organizzazioni, in particolare del “popolo” delle partite IVA, dei micro e piccoli imprenditori e delle persone implicate e materialmente coinvolte nell’economia e nell’ambiente sottostanti, non deve trarci in inganno ritenendo che non meriti di essere tra gli obiettivi primari dei poderosi investimenti che i diversi attori dell’IA hanno fatto e stanno facendo.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le tecnologie cambiano le logiche di approccio sistemico e tutto è necessariamente parte dell’insieme che muove il cambiamento. L’impatto dell’IA è e sarà rilevante per tutte le attività economiche, che producano beni o servizi. Potremmo fare decine, centinaia di esempi, molti dei quali attrattivi e preoccupanti al tempo stesso.</p>
<p>In questa sede a me preme sottolineare che ciò che succede alle imprese succede alle associazioni.</p>
<p>Le associazioni non sono azioniste, in senso civilistico, dei soci, ma se contribuiscono a costruire prospettive di crescita con loro ne sono certamente partner.<br />
Vale quindi la pena di ripetere che ciò che succede alle imprese tocca nell’intimo anche le funzioni associative e il loro dovere di essere “traino” anziché “al traino”.</p>
<p>Ai sistemi tecnologici che irrompono nel mercato dovrebbero rispondere iniziative di sistemi associativi di “machine learning” con i relativi modelli algoritmici e la loro costante alimentazione, in modalità competitiva se è chiaro l’ambito del competere e assieme (tra realtà associative diverse) in materia di potenza di calcolo, nella quale la competitività scala di un grado e può far alleare i soggetti.</p>
<p>È un’avventura affascinante per ciascuno dei sistemi associativi, superando un’illusoria dimensione locale. Ho ben conosciuto e apprezzato gli importanti risultati dell’orgoglio territoriale, che è anche manifestazione di responsabilità, ma l’obiettivo e i costi in campo in questo ambito meritano maggiore severità di approccio.</p>
<p>“Tutte le esperienze sono utili a tutti”, se messe in un unico “frullatore”, ovviamente condividendone ambiti, obiettivi e modalità di osservazione.<br />
Il secondo aspetto di rilievo, dopo i dati ricavabili dai comportamenti e dalle relazioni tra bisogni e loro soddisfazione, riguarda l’elaborazione di risposte. Altra sfida di grande complessità, che può talvolta apparire impossibile.</p>
</div>
</div>
</div>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/rappresentanza-degli-interessi-e-intelligenza-artificiale-riflessioni-su-futuro-innovazione-e-responsabilita/">Rappresentanza degli Interessi e Intelligenza Artificiale: Riflessioni su Futuro, Innovazione e Responsabilità</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/rappresentanza-degli-interessi-e-intelligenza-artificiale-riflessioni-su-futuro-innovazione-e-responsabilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
