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	<title>turismo - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>turismo - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Quando la bellezza fa politica estera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gian Domenico Auricchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia non conquista: seduce, accoglie, convince. Nel paesaggio, nell’artigianato e nell’ospitalità si nasconde una diplomazia quotidiana, capace di trasformare la bellezza in relazione e il viaggio in reputazione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 92%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110286" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172.jpg" width="1725" height="1142" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172.jpg 1725w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172-300x199.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172-1024x678.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172-768x508.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172-1536x1017.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/05/pexels-aliona-pasha-1687920-3892172-350x232.jpg 350w" sizes="(max-width: 1725px) 100vw, 1725px" /></div>
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<p>Questa capacità di attrarre e di essere riconosciuti come un punto di riferimento si può tradurre anche in una forma concreta ed efficace di diplomazia culturale. Se alimentata con continuità, può facilitare il dialogo, rafforzare i legami e diffondere un&#8217;immagine positiva, autorevole e credibile verso chi la esercita.</p>
<p>Come Presidente del Touring Club Italiano, sento ogni giorno la responsabilità di custodire e promuovere questa attitudine peculiare, che rende l&#8217;Italia non soltanto una meta turistica desiderabile, ma un vero modello culturale e sociale di riferimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Fin dalla sua nascita, nel 1894, il Touring si è adoperato per &#8220;far conoscere l&#8217;Italia agli italiani»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fin dalla sua nascita, nel 1894, il Touring si è adoperato per &#8220;far conoscere l&#8217;Italia agli italiani&#8221;. I nostri fondatori avevano intuito che conoscere un territorio significa già valorizzarlo: raccontare una pieve nascosta tra le colline in una guida, tracciare con precisione i percorsi su un atlante o dotare le strade di sistemi segnaletici significava, e significa ancora, trasformare il patrimonio in un bene condiviso, attrattivo e accessibile. Oggi questa missione si rinnova attraverso una produzione editoriale aggiornata nello stile e nei contenuti, con progetti come Bandiere Arancioni, che certifica i borghi dell&#8217;entroterra (oggi 300) e li promuove come rete nazionale, e con iniziative di partecipazione civica alla valorizzazione del Paese. Quando le donne e gli uomini di “Aperti per Voi”, il nostro progetto di volontariato culturale presente in oltre 80 siti, tra cui il Palazzo del Quirinale, accolgono visitatori da ogni parte del mondo in luoghi altrimenti poco accessibili, esercitano questo soft power nella sua espressione più autentica. Offrono bellezza e contribuiscono a costruire relazioni, generando gratitudine verso il nostro Paese e verso chi lo abita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«L’artigiano italiano non è un semplice esecutore, ma un interprete del bello e del ben fatto»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche con l&#8217;artigianato si esprime bene questa influenza culturale. L&#8217;artigiano italiano non è un semplice esecutore, ma un interprete unico del bello e del ben fatto. In ogni oggetto, in ogni tessuto e in ogni sapore della tradizione si riconosce un frammento vivo della nostra storia e una testimonianza del nostro presente. Il saper fare e il saper generare bellezza sono ciò che ci distingue nel mondo e che ha creato il valore del made in Italy.</p>
<p>È anche questo che rende l&#8217;Italia così attrattiva: l&#8217;idea di un Paese in cui qualità della vita, cultura materiale e cura estetica sono strettamente legate. Il nostro potere si fonda proprio su questa capacità di proporre uno stile peculiare, centrato sul buon vivere e sulle relazioni.</p>
<p>Non dimenticherei poi, per tornare al turismo in senso più stretto, il valore dell&#8217;ospitalità, che non è solo una virtù sociale ma una vera espressione culturale. Non consiste soltanto nell&#8217;accogliere, ma nel far sentire chi arriva parte di un&#8217;esperienza autentica, fatta di attenzione, calore umano e competenza professionale. È nei gesti quotidiani, nella qualità del servizio e nella spontaneità con cui sappiamo aprirci agli altri che si manifesta una parte essenziale dell&#8217;identità italiana, così apprezzata all&#8217;estero.</p>
<p>Non si può però parlare di attrattività senza tutela. Il paesaggio italiano è la scena in cui si esprime questo nostro potere, ma è una scena fragile che richiede cura continua. L&#8217;autorevolezza internazionale dell&#8217;Italia dipende anche dalla capacità di conservare la sua bellezza nel tempo. Da sempre il Touring Club si batte per un turismo consapevole e rispettoso, capace di generare valore per i territori senza consumare ciò che li rende unici. Un Paese che protegge i propri borghi, difende le coste e tutela il patrimonio culturale trasmette forza, non debolezza. La bellezza, infatti, è il risultato di cura quotidiana e di responsabilità condivisa. Questa è una delle lezioni che l&#8217;Italia può offrire al mondo: saper rigenerare il passato per trasformarlo in un&#8217;idea di futuro desiderabile.</p>
<p>Il soft power italiano, così come lo intende il Touring, non è garantito una volta per tutte: è un capitale che va coltivato con costanza, attraverso investimenti in cultura, formazione e accoglienza. La bellezza, da sola, non basta: deve essere accompagnata da una visione etica e da una capacità di racconto sintonizzata sul presente. Ogni volta che restauriamo un&#8217;opera, che tramandiamo una tecnica a un giovane o che accogliamo un viaggiatore con competenza e passione, consolidiamo il posto dell&#8217;Italia nel mondo.</p>
<p>La nostra missione è testimoniare questa forza di attrazione e contribuire ad alimentarla.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>La bella Italia che resiste: radicamento, comunità e futuro dei territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Granata]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 07:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Estratto dall’intervento di Elena Granata, docente di pianificazione urbana e territoriale al politecnico di Milano, al convegno Match Point 2025 di Confartigianato Imprese.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108586" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h.jpg" width="1012" height="1012" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h.jpg 1012w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/09/54775922131_321975d29f_h-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></div>
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<h2><span class="font-435549">«La “bella Italia” non è più quella che si racconta nelle cartoline, nelle guide turistiche o nelle retoriche dei festival dedicati al Made in Italy. Borghi incantati, valli e città storiche, un tempo custodi di saperi e tradizioni, oggi vivono sotto il peso di un’inedita fragilità sociale ed economica».</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il problema non riguarda solo la loro bellezza paesaggistica o il patrimonio culturale, ma la capacità concreta di garantire alle nuove generazioni un progetto di vita stabile, radicato nei luoghi, fatto di casa, lavoro e comunità. Questo diritto, fondamento di qualsiasi società sana, si sta erodendo sotto le pressioni di un modello economico che premia solo i territori già attrattivi, lasciando indietro gran parte delle aree interne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il nodo centrale della questione è la casa. Non più solo una questione di disponibilità, ma di accessibilità e sostenibilità. La crisi abitativa, storicamente associata alle grandi città, si è allargata in modo sorprendente e quasi simultaneo a università, città medie e località turistiche, fino a raggiungere le comunità montane e rurali»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Val di Fiemme, per esempio, la mancanza di alloggi per infermieri, agricoltori e lavoratori locali compromette l’economia e la vita della comunità. Lo stesso modello economico, basato sull’abitare come strumento di reddito e speculazione, si applica tanto a Milano quanto a Lecce, Napoli o Cagliari. L’abitare diventa un bene di consumo, sacrificando il diritto fondamentale di avere un luogo in cui costruire relazioni, fare famiglia e avviare progetti di vita.</p>
<p>Il progetto di vita delle nuove generazioni risente di questa crisi: la possibilità di radicarsi, di lavorare vicino a casa o all’università, di iniziare un’attività imprenditoriale o semplicemente di formare una famiglia diventa un privilegio riservato a pochi. Le aziende, di conseguenza, soffrono la mancanza di personale qualificato, formato nei migliori atenei e costretto a migrare verso città o Paesi che offrono condizioni abitative e opportunità migliori. La difficoltà di trovare lavoro, casa e radicamento costituisce una stretta che si ripercuote sulla competitività economica dell’intero Paese.</p>
<p>Oggi i territori italiani sono dominati dalla logica dell’attrattività per il capitale, più che dalla capacità di garantire qualità della vita ai residenti. Le città non sono più luoghi in cui vivere, creare e innovare, ma scenari da valorizzare per investimenti e turismo. Questo crea una dicotomia drammatica: territori attrattivi, pronti a ricevere capitali e turisti, e territori sacrificati, destinati all’abbandono. Le città medie, le piccole imprese e le comunità locali, che per decenni hanno garantito coesione e sviluppo, sono oggi tra le più penalizzate. L’esito è un’Italia a più velocità, dove la stabilità degli abitanti stanziali e delle famiglie con bambini è subordinata alla capacità di attrarre capitali finanziari.</p>
<p>Anche il turismo, pilastro di molte economie locali, mostra i limiti di questo modello. Le aree storicamente attrattive, come le Cinque Terre o l’Emilia Romagna, si confrontano con oscillazioni improvvise nella capacità di accogliere visitatori. L’overtourism, il sovraffollamento e la saturazione dei luoghi mettono in crisi sistemi che fino a ieri sembravano efficaci e consolidati. La fiducia tra turisti, residenti e territori si deteriora rapidamente: quando si rompe questo patto di fiducia, la reputazione di un luogo cala e il danno è spesso irreversibile. Il web decide dove andare in vacanza, chi premiare e chi punire, e la geografia dei sommersi e dei salvati cambia di anno in anno, creando instabilità e confusione.</p>
<p>Il problema va oltre l’estetica o la dimensione economica: riguarda la relazione tra abitus e habitat, tra le persone e i luoghi in cui vivono. Ogni borgo, città o valle custodisce conoscenze, competenze e tradizioni che non possono essere prefabbricate o standardizzate. La perdita di queste relazioni mette a rischio ciò che rende l’Italia unica: capitale culturale, artigianale e spirituale. La fragilità dei territori non è solo fisica, ma sociale: senza cura dei legami e della comunità, il Paese rischia di diventare un territorio anonimo, incapace di valorizzare la propria storia e la propria identità.</p>
<p>Parallelamente, alcuni territori marginali rischiano di essere sovrascritti da logiche estrattive e globalizzate, che arrivano sotto forma di logistica, grandi piattaforme, resort o infrastrutture commerciali. La valorizzazione dei luoghi diventa sfruttamento, e le comunità si trovano a subire pressioni economiche senza poter influire sulle decisioni. Amazon e altre piattaforme digitali rappresentano un esempio concreto: acquistano territori, capitalizzano sugli spazi e sulle persone, imponendo dinamiche di mercato che spesso escludono la comunità e riducono il radicamento locale.</p>
<p>In questo contesto, la risposta non può essere importata dai modelli anglosassoni o americani, centrati su efficienza, profitto e attrattività globale. Serve una prospettiva mediterranea, basata sulla cooperazione, sulla tradizione e sul legame con i luoghi e le comunità. La leadership deve saper coniugare creatività e saper fare, rispetto per la storia e apertura all’innovazione, cooperazione e dialogo, capacità di valorizzare ciò che è locale senza rinunciare alla dimensione globale. Dal Mediterraneo, culla di civiltà e di pratiche sociali virtuose, può emergere una risorsa di competenze morali e immaginative in grado di guidare scelte di sviluppo sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Il radicamento nei luoghi è quindi un atto strategico: proteggere la casa, le relazioni sociali, la comunità significa tutelare la capacità italiana di innovare e di competere, preservando le specificità culturali, storiche e artigianali che rendono il Paese unico». </span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La bellezza dei territori non è solo estetica: è relazionale, culturale, economica e spirituale. Solo mettendo al centro l’abitare, il radicamento e la comunità si può resistere alla pressione dei modelli globalizzati, costruire un futuro sostenibile e valorizzare l’Italia come luogo in cui vivere, lavorare e creare.</p>
<p>Infine, la minaccia della “tabula rasa” planetaria, dal turismo selvaggio ai resort costruiti sulle rovine del mondo, ci ricorda quanto fragile sia il legame tra sviluppo economico e qualità della vita. La distruzione dei luoghi per fini speculativi, sia locali che globali, rende evidente la necessità di un approccio che non si limiti a valorizzare il capitale o il profitto, ma che tuteli la dimensione umana, sociale e culturale dei territori. La sfida consiste nel recuperare la centralità del luogo e della comunità, difendendo l’Italia da logiche che riducono i territori a semplici strumenti di sfruttamento.</p>
<p>In questo quadro, la leadership, le istituzioni, le imprese e le comunità devono reimparare a guardare ai territori con occhi diversi: non come piattaforme da monetizzare, ma come laboratori di vita, di cultura e di saper fare. La capacità di valorizzare la “bella Italia” risiede nell’intreccio tra tradizione e innovazione, tra radicamento e apertura, tra cura dei luoghi e sviluppo sostenibile. Solo così si può garantire alle nuove generazioni la possibilità di costruire progetti di vita reali, ancorati a una comunità e a un territorio, capaci di dare senso e futuro al Paese.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>Turismo delle Radici e Made in Italy: il saper fare italiano come motore di attrattività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Letizia Sinisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre ottanta milioni di italiani all’estero guardano ai luoghi delle proprie origini: l’artigianato, custode di identità e saperi, può rendere il ritorno un’esperienza autentica di riconnessione culturale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 80%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108316" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI.jpg" width="1596" height="1920" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI.jpg 1596w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI-249x300.jpg 249w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI-851x1024.jpg 851w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI-768x924.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI-1277x1536.jpg 1277w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/8_SINISI-350x421.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1596px) 100vw, 1596px" /></div>
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<p>Secondo il rapporto <strong>Ambrosetti 2024</strong>, il turismo delle radici è destinato a svilupparsi ulteriormente, con una <strong>crescita del 40% nel flusso turistico dal 2019 al 2023</strong> e un valore economico complessivo stimato di <strong>65 miliardi di euro</strong>, considerando gli effetti moltiplicatori su settori come <strong>agricoltura, artigianato e servizi locali</strong> nelle aree interne.</p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti rappresentano il principale mercato di riferimento</strong>, seguiti da <strong>Argentina, Brasile, Francia, Svizzera e Germania</strong>, con una crescente domanda di esperienze personalizzate che combinano <strong>storia familiare, tradizioni locali e artigianato</strong>.</p>
<p>Questi viaggiatori, che vivono l’Italia da italiani, sentendosi tali, non cercano semplicemente una destinazione, ma un&#8217;esperienza di vita che li riconnetta alle proprie origini. L&#8217;Italia può intercettare questo potenziale offrendo <strong>itinerari esperienziali legati all’identità locale</strong>, e tra gli asset più strategici per accoglierli e fidelizzarli vi è proprio l’<strong>artigianato italiano</strong>, con il suo valore storico, culturale ed economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">* L’Artigianato: il cuore dell’identità italiana</span></h3>
<p>L’Italia è una terra di saperi antichi e di mani sapienti che trasformano la materia in bellezza. Il turismo delle radici rappresenta una straordinaria opportunità per valorizzare questo <strong>patrimonio artigiano</strong>, trasformandolo in un’esperienza memorabile per chi torna alla ricerca delle proprie origini.</p>
<p>I turisti delle radici non cercano solo luoghi, ma <strong>emozioni autentiche</strong>: vogliono riscoprire le proprie origini, immergendosi nei mestieri e nelle tradizioni della terra dei loro antenati. <strong>E quale miglior modo di farlo se non attraverso l’incontro con gli artigiani?</strong> Nelle loro botteghe il tempo sembra sospeso, e ogni oggetto racconta una storia di <strong>passione, manualità e cultura</strong>.</p>
<p><strong>Governance territoriale e politiche per fermare lo spopolamento</strong></p>
<p>Uno dei problemi più urgenti che il turismo delle radici può contribuire a contrastare è <strong>lo spopolamento dei borghi e delle aree interne</strong>. La perdita demografica ha un impatto devastante sulle comunità locali, privando i territori di competenze, identità e forza lavoro.</p>
<p>Affinché il turismo delle radici possa davvero diventare una leva di sviluppo sostenibile, è necessaria una <strong>governance territoriale efficace</strong>, capace di creare sinergie tra istituzioni, imprese e comunità locali. Serve un piano strategico che non si limiti alla promozione turistica, ma che:</p>
<ul>
<li><strong>Supporti le imprese artigiane locali</strong> con incentivi per la digitalizzazione, la formazione e l’internazionalizzazione.</li>
<li><strong>Stimoli il ripopolamento dei borghi</strong>, favorendo il rientro degli oriundi italiani con agevolazioni e opportunità di investimento.</li>
<li><strong>Rafforzi le infrastrutture locali</strong>, migliorando la connettività digitale e il trasporto pubblico per rendere più accessibili le aree interne.</li>
</ul>
<p>Solo attraverso una governance integrata e politiche mirate si può trasformare il turismo delle radici in un’opportunità strutturale e non solo in un fenomeno di nicchia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">* Passato e Futuro: l’innovazione che nasce dalla tradizione</span></h3>
<p>L’artigianato italiano non è solo <strong>custodia del passato</strong>, ma anche un ponte verso il futuro. Il <strong>saper fare artigiano</strong> è un elemento vivo, in continua evoluzione, che oggi si apre all’innovazione senza perdere la propria autenticità.</p>
<p>Le nuove tecnologie, come la <strong>stampa 3D applicata alla ceramica</strong>, la <strong>realtà aumentata</strong> per raccontare le storie delle botteghe, o l’utilizzo di <strong>materiali sostenibili</strong>, dimostrano come l’artigianato sappia <strong>reinventarsi e rispondere alle sfide della modernità senza tradire la propria essenza</strong>.</p>
<p>L’unicità del Made in Italy risiede proprio in questa capacità di <strong>trasformare l’eredità del passato in un motore di innovazione</strong>, mantenendo sempre al centro <strong>la qualità, la creatività e il legame con il territorio</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">* Formazione: la chiave per un’artigianato competitivo e accogliente</span></h3>
<p>Per far sì che il turismo delle radici diventi un’opportunità reale per gli artigiani, è fondamentale investire sulla <strong>formazione professionale</strong>. Gli artigiani devono essere preparati non solo dal punto di vista tecnico, ma anche su aspetti fondamentali per interagire con un pubblico internazionale.</p>
<p>Ecco alcuni ambiti chiave della formazione per gli artigiani:</p>
<ul>
<li><strong>Competenze linguistiche</strong>: conoscere almeno l’inglese e le basi delle lingue dei principali Paesi di provenienza dei turisti delle radici (come il francese, lo spagnolo o il portoghese) può migliorare l’accoglienza e le vendite.</li>
<li><strong>Digitalizzazione e marketing online</strong>: la presenza sul web, sui social media e sulle piattaforme di turismo esperienziale è ormai imprescindibile per attrarre visitatori.</li>
<li><strong>Storytelling e accoglienza turistica</strong>: gli artigiani devono imparare a raccontare il loro mestiere e la loro storia in modo coinvolgente, trasformando una visita in bottega in un’esperienza indimenticabile.</li>
<li><strong>Tecniche di vendita ed export</strong>: comprendere come vendere i propri prodotti a un pubblico internazionale e come sfruttare il turismo per sviluppare mercati all’estero.</li>
</ul>
<p>Questi percorsi formativi possono essere sviluppati attraverso <strong>collaborazioni con associazioni di categoria, enti locali e istituti di formazione specializzati</strong>. Solo così gli artigiani potranno <strong>essere protagonisti del turismo delle radici e coglierne tutte le opportunità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">* Il Turismo delle radici come motore di valorizzazione artigiana</span></h3>
<p>Il turismo delle radici rappresenta <strong>più di un fenomeno economico: è una missione culturale ed identitaria</strong>. È il filo che lega passato e futuro, un’occasione per riportare a casa chi ha origini italiane e per valorizzare il nostro artigianato come simbolo vivente della nostra tradizione.</p>
<p>Tuttavia, affinché questa opportunità si trasformi in un reale fattore di sviluppo per i territori, è necessario un <strong>approccio strategico basato sulla governance locale, sulla formazione degli artigiani e sull’innovazione digitale</strong>. Solo così si potrà garantire <strong>un turismo che non sia solo temporaneo, ma che lasci un segno duraturo nelle comunità</strong>.</p>
<p>E’ il momento per gli artigiani di <strong>aprire le loro botteghe al mondo</strong>, di attrarre e accogliere i viaggiatori delle radici e di far conoscere il proprio saper fare a chi cerca un pezzo della propria storia in Italia. <strong>L’artigianato può diventare il cuore pulsante di una nuova economia dell’accoglienza, in cui il Made in Italy non sia solo un prodotto, ma un’esperienza da vivere e tramandare alle future generazioni</strong>.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
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		<title>Artigianato del gusto: il turismo scopre i territori del formaggio italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberta Garibaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 07:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più turisti cercano nel formaggio l’essenza di un territorio: tra caseifici aperti al pubblico, cheese bar e laboratori sensoriali, il turismo caseario si afferma come nuova frontiera del Made in Italy enogastronomico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 80%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108322" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI.jpg" width="1280" height="867" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-300x203.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-1024x694.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-768x520.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/9_GARIBALDI-350x237.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
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<h3><span class="font-435549">*Turismo e mondo caseario: un interesse in crescita</span></h3>
<p>Il “Primo Rapporto sul turismo ed il mondo caseario”, ideato da Roberta Garibaldi e realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE) con la collaborazione del Comune di Bergamo, del progetto FORME e di Bergamo Città Creativa per l’Enogastronomia evidenzia un mercato in crescita. Il 32,7% dei turisti italiani dichiara di aver partecipato ad almeno un’esperienza a tema formaggio nel corso dei viaggi degli ultimi tre anni – tra visite ai caseifici, eventi e festival, itinerari tematici ed esperienze dedicate nei ristoranti – e i numeri sono cresciuti in modo significativo nell’ultimo triennio: +7,3% sul 2021. Questi dati riflettono – e sono conseguenza – della sempre maggiore centralità dell’enogastronomia nel turismo: basti pensare che   il 17,8% (circa 24 milioni) e il 16,7% (22,5 milioni) dei cittadini europei vogliono esplorare le aree rurali e scoprire l’enogastronomia del territorio visitato a prescindere dalla tipologia di vacanza (dati <em>European Travel Commission</em>, 2024).</p>
<h3><span class="font-435549">* L’evoluzione dell’offerta turistica: caseifici, <em>cheese bar</em>, musei, eventi ed itinerari</span></h3>
<p>Gli “attori” del turismo caseario sono caseifici e aziende di produzione, che spesso non si limitano solo alle tradizionali visite o alle degustazioni, ma offrono ai visitatori percorsi ed esperienze coinvolgenti e stimolanti. Alcuni esempi? <em>Cheese pairing</em> o laboratori, che – lo evidenzia lo studio realizzato da AITE – sono apprezzati da oltre il 50% dei rispondenti ai sondaggi (rispettivamente 55% e 52%). Ma non è tutto: anche la ristorazione si sta dimostrando una valida alleata nel valorizzare il binomio turismo e mondo caseario. Non è raro, infatti, trovare format pensati proprio per gli amanti del formaggio, come <em>cheese bar</em>, <em>cheese catering</em> o carte dedicate, auspicate da quasi 6 italiani su 10 da quanto rilevato nel rapporto. Insomma, dimenticate quelle tre righe di formaggi commerciali tra i secondi e i dessert che si trovano in certi menù d’antan.</p>
<p>L’offerta dedicata al mondo caseario è (ancora) ampia: parliamo di musei del formaggio, eventi, festival, itinerari tematici, pacchetti turistici a tema. Da non dimenticare che questi sono tutti strumenti per diffondere il vero Made in Italy e combattere anche l’<em>Italian sounding</em>: le ricadute (positive) della valorizzazione del turismo caseario sono ampie e sfaccettate e non riguardano solo il comparto turistico. Il nodo, però, resta la rete tra produttori, operatori turistici e istituzioni.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/artigianato-del-gusto-il-turismo-scopre-i-territori-del-formaggio-italiano/">Artigianato del gusto: il turismo scopre i territori del formaggio italiano</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Territori, saperi e professioni: la nuova infrastruttura del turismo culturale italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Brogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 07:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[RAPPRESENTANZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il turismo contemporaneo premia la qualità, la cultura e l’identità territoriale. Per competere sui mercati globali servono nuove competenze, innovazione e un ruolo attivo dell’alta formazione e delle associazioni di impresa.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/territori-saperi-e-professioni-la-nuova-infrastruttura-del-turismo-culturale-italiano/">Territori, saperi e professioni: la nuova infrastruttura del turismo culturale italiano</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 80%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108329" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/10_BROGNA.jpg" width="1280" height="853" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/10_BROGNA.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/10_BROGNA-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/10_BROGNA-1024x682.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/10_BROGNA-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/04/10_BROGNA-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-9"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Dare oggi una definizione appropriata di turista significa partire da affermazioni e riflessioni differenti rispetto a trent’anni fa. Sul finire dello scorso secolo il turismo era ancora concentrato in poche località e pochi mesi dell’anno; sulla base di principi condivisi e consolidati, il turista era guidato da una motivazione personale forte e radicata, in grado di caratterizzarne le scelte verso le stesse mete o le stesse tipologie di offerta turistica. Con l’inizio del nuovo secolo il turista ha manifestato un interesse crescente verso la ricerca di nuove esperienze, per interrompere la routine quotidiana, per soddisfare la voglia di fare qualcosa di differente, di inatteso, e perché no, di arricchire il proprio bagaglio culturale. Un fenomeno certamente favorito dalla maggiore facilità negli spostamenti, soprattutto di medio-lungo raggio, dalla riduzione dei costi e dei tempi del viaggio, dalla crescente curiosità dovuta a strumenti di informazione sempre più diffusi e facili da usare. Nell’arco di un decennio vivere nuove esperienze è diventato facile e alla portata di molti.</p>
<p>La sociologia del turismo ha però dimostrato che oggi non ci si accontenta della nuova esperienza; si vuole qualcosa in più, si vuole vivere una nuova emozione. La vacanza deve essere in grado di emozionare. Il problema è che offrire una nuova esperienza è certamente gravoso ma non complicato. Offrire una nuova emozione tramite un prodotto turistico è estremamente impegnativo, soprattutto se si parla di prodotti e territori affermati da tempo, noti per proporre tipologie di turismo tendenzialmente obsolete. Tuttavia essere un territorio caratterizzato dalla presenza di un ricco patrimonio storico-culturale non è sinonimo di prodotto turistico “Vecchio”. Rappresenta in verità la possibilità di offrire quanto oggi chiesto dal turista, poiché il territorio è un enorme recipiente dal quale attingere. L’Italia è un fantastico contenitore di paesaggi unici, siti storici e architettonici, luoghi di culto, aree protette e città d’arte. È inoltre un territorio ricco di prodotti tipici fortemente radicati su singoli siti, quel Made in Italy conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Quell’insieme di specialità agro-alimentari (ad oggi sono 5.717 i prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti dallo Stato Italiano) e di prodotti dell’artigianato locale (dal dicembre 2025 saranno riconosciuti come IIGP) in grado di generare movimenti per oltre 100 miliardi di euro nel 2024.</p>
<p>Un enorme comparto dell’economia italiana composto da piccole e medie imprese e imprese artigiane, le uniche in grado di produrre la qualità tanto bramata dai consumatori, oggi in grado di acquistare all’interno di un mercato globale, concorrenziale e spietato, spesso alla mercè di eventi esterni improvvisi e non controllabili, quali pandemie e guerre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Se tutto ciò è vero, se l’Italia turistica deve competere su scenari globali, se il nuovo turista cerca nuove emozioni acquistando vacanze di qualità, la via da seguire, se non l’unica certamente la più semplice e rapida, è nel rafforzamento del Made in Italy. Una recente ricerca dell’OMT mostra che nel rapporto prezzo/qualità il turista straniero (in particolare l’alto spendente) premia la qualità, a fronte della quale è disposto a pagare il giusto prezzo, anche se elevato.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il successo di nuove tipologie di turismo, su tutte il turismo lento e di prossimità, conferma l’interesse verso componenti fortemente territorializzate. La voglia di conoscere culture locali, apprezzandone abitudini e prodotti tipici, immergendosi in specifiche realtà socio-culturali, è divenuta una importante componente della domanda turistica, andando a sommarsi al già noto turismo dei cammini religiosi e delle strade dei prodotti tipici.</p>
<p>Il turista cerca quindi qualcosa di nuovo, di inaspettato, vuole essere sorpreso; ma al tempo stesso non è disposto a rinunciare all’elemento base della propria vacanza: la qualità.</p>
<p>Ma chi rende un prodotto turistico di qualità? Certamente è essenziale la bellezza del luogo: si pensi all’importanza di un paesaggio montano piuttosto che costiero, al valore di un capolavoro artistico piuttosto che architettonico, alla forza attrattiva di un luogo di particolare valenza religiosa, all’esclusività di un buon vino o di qualsiasi altro prodotto di qualità con esclusivo radicamento su un territorio.</p>
<p>Ma ciò non basta. La vera qualità nel turismo è fatta principalmente dai servizi, e questi sono offerti da persone. La qualità nel turismo è quindi uno strumento nelle mani di chi lavora nel comparto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Alta qualità è quindi sinonimo di alta professionalità. Se questo è vero (e chi scrive ne è convinto) per competere in un mercato tendente al globale occorre offrire emozioni nuove con prodotti di massima qualità, utilizzando le necessarie professionalità, purtroppo non sempre presenti.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mercato del lavoro applicato al turismo mostra, da almeno due decenni, limiti e pecche più strutturali che congiunturali. Se cambia la domanda di turismo, per restare competitivi deve cambiare l’offerta. Purtroppo domanda e offerta di turismo in Italia sembrano viaggiare su binari paralleli destinati a non incontrarsi, a velocità differenti, con la domanda in fuga verso altre mete in grado di offrire prodotti emozionali e di qualità superiore.</p>
<p>La colpa è per buona parte della professionalità presente sul mercato, in termini di forza lavoro e, almeno in parte, di imprenditorialità.</p>
<p>Dieci anni fa parlare di Travel Designer, Digital Business Analyst, Revenue Manager appariva fantascientifico, fuori luogo per il comparto turistico, un mercato da sempre ritenuto “semplice”. Erano figure professionali troppo innovative per le aziende tipo, non necessarie e troppo costose. Orbene, oggi sono professionalità scontate, generalmente diffuse e utilizzate a tutti i livelli imprenditoriali di successo. Anzi, a d essere puntigliosi, sono figure professionali ormai superate.</p>
<p>La storica figura dell’agente di viaggio è stata sostituita dal destination manager, esperto di singoli territori e responsabile del successo turistico degli stessi; dall’esperto di turismo sostenibile, vista la crescente sensibilità del turista verso tali tematiche. Il gestore della struttura ricettiva è sostituito dal gestore di centri per workation, dal gestore di glamping; la guida turistica è sostituita da consulenti di viaggi virtuali, da esperti di viaggi esperienziali. Si guarda inoltre alla formazione di agenti di turismo olfattivo, esperti in salute e sicurezza dei viaggiatori, gestori di esperienze ecoturistiche. Ed ovviamente serviranno sempre più esperti di A.I., di realtà aumentata, di I.C.T. applicata al turismo.</p>
<p>Se questa è la direzione indicata, l’attuale composizione del comparto turistico pone in evidenza alcune debolezze, certamente sanabili, che richiedono però interventi rapidi e concreti.</p>
<p>Il settore è caratterizzato da un’estrema polverizzazione dell’offerta: le imprese con 50 o più lavoratori (meno del’1% delle imprese) impiegano una minoranza della forza lavoro del comparto (17,5%). In questo gruppo la componente delle grandi imprese (con organico pari o superiore a 250 unità) rappresenta solo il 6,4% dell’occupazione totale. Il 53,4% dei lavoratori ha un diploma senza ulteriore specializzazione, i laureati sono il 12,9% e coloro che hanno conseguito al massimo la scuola dell’obbligo il 33,7%. C’è una prevalenza di lavoratori con titoli di studio basso, con un ampio ricorso a contratti a tempo determinato e a chiamata. Il 73,9% dei profili del turismo è composto da professioni a media qualificazione, il 9% a bassa e solo il 17,1% ad alta qualificazione. Un assurdo, nella misura in cui Numerosi studi confermano, ad esempio, i tangibili benefici prodotti dall’utilizzo dell’AI per le aziende di tutte le dimensioni. Una ricerca di McKinsey afferma che le PMI possono ottenere un aumento dei profitti fino al 16% in due anni adottando almeno una tecnologia AI al proprio interno. Uno studio condotto dal MIT mostra che le aziende che utilizzano ICT hanno avuto performance di fatturato superiori del 32% in tre anni rispetto alle concorrenti.</p>
<p>Investire in alta tecnologia, anche nel turismo, è di certo una scelta imprenditoriale vincente, ma forse obbligata, per essere competitivi.</p>
<p>Si parla però di impegni spesso fuori dalla portata del singolo operatore, dal punto di vista economico e gestionale. Le istituzioni possono certamente supportare le imprese che investono in tecnologie 4.0, inclusa l&#8217;AI, offrendo, ad esempio, credito d&#8217;imposta. Ma ciò non basta.</p>
<p>Gli imprenditori devono avere il coraggio di investire, anche condividendo soluzioni tramite startup, contratti di rete, accordi su scala locale e nazionale con centri di ricerca centri di ricerca. Ma anche questa strategia potrebbe non essere sufficiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Occorre un salto di qualità: artigiani e piccoli imprenditori devono operare da grandi imprenditori, trovando il giusto posizionamento sul mercato, la necessaria forza. Devono poter acquistare la necessaria alta tecnologia, il massimo esperto di MKT di prodotto e di territorio, le figure professionali di ultima generazione.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>È qualcosa di impossibile ragionando in modo individuale e prettamente microeconomico, è certamente concretizzabile ragionando in termini macroeconomici, agendo come associazione di operatori.</p>
<p>Solo le associazioni di categoria possono aiutare a diffondere la cultura e le competenze digitali necessarie, offrendo agli associati tutte quelle professionalità necessarie e irrinunciabili per andare nella direzione della nuova domanda turistica.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
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		<title>Turismo e overtourism: il mondo che vogliamo vedere senza rovinarlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Brogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 08:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esplorare il mondo è un diritto o un problema? Il turismo alimenta l'economia, ma rischia di soffocare le destinazioni che celebra. Tra democratizzazione dei viaggi e overtourism, l’equilibrio appare sfuggente. Qual è la via per vedere senza rovinare?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 47%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108061" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/pexels-stephan-leuzinger-818961498-23223545.jpg" width="1200" height="1600" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/pexels-stephan-leuzinger-818961498-23223545.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/pexels-stephan-leuzinger-818961498-23223545-225x300.jpg 225w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/pexels-stephan-leuzinger-818961498-23223545-768x1024.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/pexels-stephan-leuzinger-818961498-23223545-1152x1536.jpg 1152w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/02/pexels-stephan-leuzinger-818961498-23223545-350x467.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
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<p>A metà del 1700 Voltaire affermava: “È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”. Schierandosi con convinzione e consapevolezza dalla parte del filosofo francese e riportando tale esternazione al ventunesimo secolo, emerge la necessità di viaggiare per crescere. Crescere dal punto di vista etico e socio-culturale, immergendosi in realtà territoriali più o meno prossime in termini fisici, storici e culturali.</p>
<p>Oggi il viaggio è sinonimo di turismo. È il necessario tramite verso la meta prescelta, verso quella mappa mentale della vacanza che è sempre più influenzata dalla ricerca del bello, dell’arte, dell’archeologia, del patrimonio territoriale nella sua massima espressione.</p>
<p>Da oltre vent’anni il concetto di vacanza ha mostrato la capacità di cambiare direzione, con estrema rapidità e frequenza. Le tradizionali ferie estive hanno lasciato spazio a più eventi (brevi o brevissimi) distribuiti nel corso dell’anno, verso città d’arte, luoghi e cammini di culto, paesaggi, territori affermati per la produzione di tipicità locali.</p>
<p>Un percorso spontaneo in grado di amplificare la pressione esercitata dai turisti sulle risorse, in termini temporali (stagionalità) e locali (singoli siti). Le richieste di aiuto da parte di numerose mete sono sempre più frequenti e accorate; località che si trovano ad affrontare impegni che vanno ben oltre la propria capacità di carico, sottoponendo il territorio a forme di stress tali da ridurre la qualità del servizio offerto e mettere a rischio la salvaguardia del patrimonio alla base del successo turistico. Situazioni di “Overtourism”, volendo utilizzare un termine attuale e diffuso; un neologismo coniato nel 2016 dall’imprenditore Rafat Ali, CEO di una rinomata piattaforma turistica on line newyorkese, per descrivere fenomeni di Iperturismo concentrati in alcuni territori e in determinati periodi dell’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>L’Overtourism è l&#8217;impatto su una destinazione, o parti di essa, che influenza eccessivamente e in modo negativo la qualità della vita percepita dai cittadini e/o la qualità delle esperienze dei visitatori. Termine che nel 2017 Telegraph elegge parola dell’anno, richiamando l’attenzione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo e aprendo un dibattito che, ad oggi, è ancora lontano dal trovare risposte certe e condivise.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Punto di partenza è che le persone hanno più opportunità di viaggiare e maggiori budget da dedicare al turismo. Fare vacanza è ormai incredibilmente semplice e alla portata di tutti. Il problema è che l’80% dei viaggiatori si concentra nel 10% dei luoghi visitabili e nel 50% dei giorni dell’anno, causando evidenti impatti ambientali, sociali ed economici.</p>
<p>Impatti che necessitano di misure di intervento appropriate, ma che al tempo stesso avviano una profonda e discordante riflessione sugli effetti della democratizzazione dei viaggi da un lato e sull’irrinunciabilità all’economia del turismo dall’atro.</p>
<p>In Italia il turismo produce direttamente non meno del 13% del PIL, dando lavoro ad oltre il 10% della popolazione attiva. Se al fenomeno diretto sommiamo l’indotto tali percentuali raddoppiano.</p>
<p>È chiaro quanto sia “inopportuno” avviare campagne anti-turismo senza soffermarsi sui problemi economici e sociali che ne deriverebbero; al tempo stesso è altrettanto evidente la necessità di intervenire, di capire quanto viaggiare sia un diritto inalienabile o rappresenti un problema, di inquadrare la capacità del turismo di distruggere i luoghi che celebra. Il turismo vende il territorio, un enorme contenitore di esperienze ed emozioni, eterogenee, tangibili e intangibili, e in quanto tale necessità di preservazione e conservazione. Al tempo stesso un paesaggio, un’opera d’arte, un museo, hanno il diritto/dovere di essere ammirati ed apprezzati, rappresentando la storia e la cultura di un luogo, la spina dorsale di un popolo e del territorio da questo abitato.</p>
<p>Problematiche attuali e crescenti alle quali è necessario trovare soluzioni nel brevissimo periodo.</p>
<p>Quale via scegliere? Contingentare arrivi e presenze, intervenire con leggi e regolamenti, imporre o vietare determinati comportamenti? Alcune mete turistiche europee (Venezia, Barcellona, Berlino) hanno avviato iniziative con risultati incerti, anche a causa dell’assenza di una necessaria pianificazione di medio-lungo termine. Chi scrive resta della convinzione che visitare un luogo, sia esso una città, un museo, una meta di culto, sia un principio etico inalienabile e rientri nei diritti fondamentali dell’essere umano, anche se non formalizzato in testi ufficiali, e che l’apporto dell’economia del turismo sia indispensabile per una nazione come l’Italia, ad oggi incapace di competere altrimenti in uno scenario globale. Individuare la giusta via da seguire non è poi così difficile. Il 90% del territorio italiano ospita il 20% dei flussi totali, concentrati in non più di 4-5 mesi. Sarebbe probabilmente utile lavorare su politiche di destagionalizzazione, e soprattutto di equa distribuzione dei flussi sul territorio nazionale, per gran parte ancora ignorato dai grandi operatori internazionali. Venezia, meta simbolo dell’overtourism italiano, ha mostrato, forse involontariamente, la possibilità di redistribuire le presenze turistiche nei giorni della settimana e nei territori della laguna veneta, evitando l’inaccettabile sovraccarico del weekend, introducendo un ticket d’accesso il sabato e la domenica. Una iniziativa spot, non risolutiva, ma certamente in grado di aprire percorsi di riflessione su come sia possibile “utilizzare” il patrimonio territoriale limitando gli impatti negativi, trasformandoli in economie esterne, mettendo a sistema i contesti locali e soprattutto operando su una scala territoriale appropriata.</p>
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<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
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		<title>Un Venticinque in bilico, tra crisi globali e politiche economiche deboli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 08:40:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La frenata di Francia e Germania pesa sull'export, mentre i dazi USA e l’instabilità geopolitica minacciano la crescita. Politiche economiche deboli e costo del credito elevato complicano il quadro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 87%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107982" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280.jpg" width="1280" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-350x197.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
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				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-13"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
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<p>Le prospettive per il 2025 si stanno disegnando alla luce delle transizioni politico-elettorali e dei trend di crescita di <strong>tre paesi chiave</strong> come gli <strong>Stati Uniti</strong>, la <strong>Germania</strong> e la <strong>Francia</strong>. Le politiche annunciate dalla nuova amministrazione Trump si intrecciano con la difficile governabilità in Francia e le prossime elezioni in Germania, da due anni in recessione. Le <a href="https://www.imf.org/-/media/Images/IMF/Publications/WEO/2025/january/english/world-economic-outlook-update-january-2025-growth-projections-table-all.ashx?h=3268&amp;w=1800&amp;la=en">previsioni di gennaio 2025 del Fondo monetario internazionale</a> revisionano al ribasso la crescita di Francia (-0,3 punti rispetto la previsione di ottobre 2024) e Germania (-0,5 punti) mentre salgono quelle degli Stati Uniti (+0,5 punti).</p>
<p>Si tratta di tre mercati rilevanti per l’economia italiana, cumulando un terzo (32,8%) delle vendite all’estero del made in Italy. Le incertezze delle economie di Germania e Francia, i due maggiori mercati europei, si riverberano su una minore domanda di prodotti italiani. Nei primi undici mesi del 2024 l’export scende del 2,3% nel mercato transalpino e del 5,1% nel mercato tedesco: nel corso dello scorso anno le imprese italiane hanno perso su questi due mercati vendite per 15 milioni di euro al giorno.</p>
<p>Sul fronte degli Stati Uniti si delinea il <a href="https://bit.ly/4h0VkVY">rischio di un inasprimento dei dazi USA</a>: tariffe addizionali tra il 10% e il 20% determinerebbero un calo dell’export totale dell’Italia verso gli Stati Uniti, rispettivamente, del -4,3% e del -16,8%. Nel recente dibattito si è ipotizzato uno <strong>scambio tra minori dazi</strong> sull’export UE e <strong>maggiori acquisti di gas naturale liquefatto</strong> (GNL) dagli Stati Uniti. Gli USA sono il secondo fornitore di GNL per Italia, il primo per i 27 paesi dell’Unione.</p>
<p>L’anno da poco aperto rimane caratterizzato da ulteriori <strong>incertezze</strong> legate alle tensioni geopolitiche e al ritardo nella ripresa del commercio mondiale. Dazi e misure restrittive del commercio internazionale rappresentano un freno, alimentando i timori delle imprese di una escalation dei prezzi delle commodities. Le difficoltà su scala globale penalizzano principalmente la manifattura e le esportazioni, mentre i servizi mostrano una maggiore tenuta. Una analisi degli ultimi dati statistici disponibili ci aiutano a meglio delineare le prospettive per il 2025.</p>
<p>Secondo le previsioni della Commissione europea il <strong>PIL</strong> dell’Italia nel 2025 segnerà una crescita dell’1,0%, rafforzando il più debole +0,7% del 2024. Il Fondo monetario internazionale a gennaio ha revisionato al ribasso anche la crescita dell’Italia, mail ritocco è meno accentuato rispetto a quelli di Francia e Germania. La <strong>manovra di bilancio</strong> per 2025 determina un impulso espansivo sostenendo i consumi delle famiglie, maggiori beneficiarie degli interventi di natura fiscale. La domanda interna è sostenuta dal buon andamento del <strong>mercato del lavoro</strong> che anche nel 2025 rimane in crescita, con le <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/proiezioni-macroeconomiche/2024/Proiezioni-macroeconomiche-Italia-dicembre-2024.pdf">ore lavorate previste in crescita</a> del +0,5% dopo il più robusto +1,7% del 2024. Tiene la domanda di lavoro nel primo trimestre del 2025, grazie alle maggiori assunzioni delle micro e piccole imprese, ma rimane alta la <strong>carenza di manodopera</strong> specializzata, che a gennaio 2025 interessa il 49,4% delle entrate previste dalle imprese, quota che sale al 66,9% per gli operai specializzati.</p>
<p>L’elevata instabilità geopolitica indebolisce la ripresa del <strong>commercio internazionale</strong>, con effetti sull’attività manifatturiera che rallentano la crescita. Nei primi undici mesi dell’anno il volume delle vendite del made in Italy cala del 2,6%. Nei primi tre trimestri del 2024 il <strong>valore aggiunto nella manifattura</strong> scende dello 0,9% a fronte delle crescite dell’1,5% nelle costruzioni e dello 0,5% nei servizi. La manifattura è <a href="https://bit.ly/3BIY2zE">in crisi anche in Germania</a> (calo del 2,7% del valore aggiunto) mentre tiene in Francia (+0,1%) ed è in espansione in Spagna (+3,9%).</p>
<p>Appaiono incerti gli spazi di recupero per settori chiave del made in Italy, quali la <strong>moda</strong> e la <strong>meccanica</strong>, colpiti da una crisi pesante che nel corso del 2024 ha fatto <a href="https://bit.ly/3Z86258">perdere ricavi alle imprese dei due comparti per 2,9 miliardi di euro al mese</a>.</p>
<p>Sono diffuse tra le imprese della manifattura i timori che le tensioni geopolitiche possano impattare sui prezzi delle commodities. Un segnale positivo arriva dai dati dell’indagine mensile dell’Istat usciti questa settimana, che segnalano a gennaio 2025 una risalita dell’indice di <strong>fiducia delle imprese manifatturiere</strong>, mentre ristagnano le <strong>attese sugli ordini</strong> e le <strong>attese sulla produzione</strong> rimangono in territorio negativo. Ad inizio anno si consolidano i preoccupanti segnali rialzisti dei prezzi dell’energia manifestati nel corso del 2024. A gennaio 2025 l’indice del costo del gas elaborato dal GME risulta del 79,7% superiore ai minimi dello scorso marzo mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica</strong> a gennaio 2025 è salito del 64,8% dal minimo di febbraio 2024.</p>
<p>Giovedì scorso la <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.it.html">BCE ha tagliato i tassi di riferimento di altri venticinque punti base</a>, ma il ritmo dell’allentamento monetario potrebbe essere troppo prudente per sostenere la debole crescita nell’Eurozona. Le tensioni geopolitiche in corso e le tensioni sui prezzi delle commodities energetiche rappresentano fattori di incertezza per l’azione della politica monetaria. Per le imprese italiane il tasso pagato su prestiti rimane eccessivo. A novembre 2024 il<strong> costo del credito per le imprese </strong>è del 4,64%, in calo rispetto al 4,85% di ottobre 2024 ma ancora superiore di 301 punti base all’1,63% precedente alla stretta monetaria, un livello che riduce gli investimenti e frena i complessi processi della doppia transizione, digitale e ambientale. Nel terzo trimestre del 2024 gli <strong>investimenti delle imprese</strong> sono in calo del 3,0% su base annua. Inoltre, l’accesso al credito per gli investimenti rappresenta un fattore strategico per le imprese per affrontare la carenza di manodopera e le <a href="https://bit.ly/3SqxGYJ">sfide della glaciazione demografica</a>.</p>
<p>Dopo una discesa dell’1,2% nel 2024, gli<strong> investimenti in beni strumentali</strong> nel 2025, secondo le previsioni di Banca d’Italia di dicembre, tornano a salire del 2,7%, con un ritocco al ribasso di quasi un punto rispetto alle previsioni di ottobre (+3,6%). Dopo un 2024 ancora intonato alla <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/produzione-nelle-costruzioni-ottobre-2024/">crescita dell’<strong>attività edilizia</strong></a> – anche grazie al sostegno del PNRR &#8211; per il prossimo anno è attesa una pesante frenata, con gli <strong>investimenti in costruzioni</strong> che, sempre secondo le previsioni di dicembre di Banca d’Italia, calano del 3,3%, interrompendo un lungo ciclo espansi</p>
<p>La <strong>spesa delle famiglie</strong> nei primi tre trimestri del 2024 aumenta dello 0,3% su base annua, mentre il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> nei primi undici mesi dell&#8217;anno segna un calo dello 0,5% su base annua. A gennaio 2025 l’indice della <strong>fiducia dei consumatori</strong> migliora dopo tre mesi consecutivi di calo. Il turismo è sostenuto dalle presenze degli stranieri: l’analisi dei dati, ancora provvisori, dell’Istat indica che tra gennaio e novembre del 2024 le <strong>presenze turistiche</strong> ristagnano (+0,1% su base annua), con aumento (+3,7%) delle presenze straniere che compensa il calo (-3,9%) delle presenze dei turisti italiani. Nel 2025 vi potrebbero essere effetti positivi del <strong>Giubileo</strong>: nel 2000, anno del precedente evento giubilare, la <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2000/rel00_tot.pdf#page=157">spesa dei turisti stranieri</a> aumentò del 12,0% su base annua, il tasso più elevato registrato nei ventidue anni precedenti alla pandemia (1998-2019).</p>
<p>Sul fronte della <strong>finanza pubblica</strong>, l’orientamento è rivolto al rientro dei rapporti deficit/PIL e debito/PIL, confermando un approccio prudente nella politica fiscale. Nel 2024 è tornato in positivo (+0,1% del PIL) l’<strong>avanzo primario </strong>e, nelle previsioni di novembre della Commissione europea, sale progressivamente nel biennio successivo (+0,5% nel 2025 e +1,1% nel 2026). Il limite alla <strong>crescita della spesa pubblica</strong> definito nel Piano strutturale di bilancio – corrispondente ad un tasso massimo dell’1,5% all’anno per la spesa primaria netta &#8211; potrebbe richiedere il finanziamento di interventi di politica economica con nuove imposte. Ma un aumento del <strong>carico fiscale</strong> rischia di compromettere ulteriormente la competitività dell’economia italiana su cui, secondo la metrica della Commissione europea, grava un carico fiscale (<em>tax burden</em>) che nel 2024 è superiore di 1,7 punti di PIL alla media dell’Eurozona. Tale divario si traduce in una <a href="https://www.confartigianato.it/2024/11/assemblea-2024-danni-di-guerra-e-fisco-zavorra-sulle-imprese-italiane-cresce-carenza-di-manodopera/">maggiore tassazione</a> per cittadini ed imprese di 36,6 miliardi di euro, equivalente a 620 euro per abitante. Appare necessaria una accelerazione nell’<strong>attuazione del PNRR</strong>: secondo l’<a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=4599c2da-38b4-443b-aca5-73ccfecea712">ultima relazione della Corte dei conti</a>, al 30 settembre 2024 il livello della spesa è di 57,7 miliardi di euro, pari al 30% delle risorse del Piano e al 66% di quelle che erano programmate entro il 2024.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nostre elaborazioni su dati Banca d’Italia, Bce, Commissione europea, Corte dei conti, Cpb, Eurostat, Fondo monetario internazionale, Gme, Istat, Mef, Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Upb</em></p>
<p><em> </em></p>
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<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
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		<title>Il Turismo di massa e la spinta gentile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Menichelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 09:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo che sembra muoversi sempre più rapidamente, fermarsi per scoprire la bellezza vicina, quella dei piccoli borghi e delle tradizioni artigianali, è come riscoprire una parte di noi stessi. Il viaggio vero non è solo attraversare chilometri, ma sapersi immergere nei legami profondi della comunità e ritrovare la meraviglia nei dettagli quotidiani. Questo è un turismo che arricchisce, perché non consuma ma rigenera, perché non divide ma unisce. È nel conoscere i sassi del proprio villaggio, nell’accogliere l’ospite con cura, che riscopriamo il senso autentico del viaggiare.<br />
Un invito, allora, a riscoprire ciò che è prezioso sotto ai nostri occhi, senza la fretta di arrivare altrove.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 70%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107769" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255.jpg" width="1224" height="1224" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255.jpg 1224w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/pexels-ninauhlikova-725255-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 1224px) 100vw, 1224px" /></div>
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<p>Il turismo di massa ha trasformato radicalmente il concetto di viaggio, che era una prova di coraggio e audacia, un’esperienza di arricchimento umano, in una ricerca di piacere immediato, spesso stimolata dalla noia. Dal viaggiatore esploratore siamo passati al turista-consumatore, concentrato su sé stesso piuttosto che sull’altro. Un turismo &#8220;<em>mondofago</em>&#8221; che consuma e distrugge ciò che lo nutre, ormai incentrato su logiche esclusivamente economiche, come spiega Houellebecq parlando di un’&#8221;economia della frustrazione&#8221; che ignora la dimensione autentica della relazione tra turista e ospitante (sia residenti che imprese). Il mondo diventa un set scenografico, in una società dove sembra che senza la fuga non si possa vivere gioiosamente, vendendo l’evasione ma cancellando la sacralità trasformativa del viaggio.</p>
<p>Il viaggiatore di oggi si uniforma: muoversi è diventato banale, parte del flusso del capitalismo globale. Ritorna allora l&#8217;invito a riscoprire la spiritualità del viaggio, fatta di avventura e di scoperta di luoghi artigianali, autentici e poco conosciuti. Su questa linea, è significativo anche il saggio <em>Il selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo</em> di Marco D’Eramo, che demistifica il turismo attuale, svelando luoghi storici trasformati in luna park, dove i turisti si osservano l’un l’altro, le tradizioni locali si perdono e l’artigianato lascia spazio a negozi standardizzati.</p>
<p>Queste opere dovrebbero essere lette sia da operatori del settore che dai cittadini comuni. I primi possono così comprendere il rapido cambiamento in atto e le sue conseguenze, i secondi imparare ad apprezzare ciò che li circonda, evitando di delegare al viaggio la soluzione ai propri mali. L’unico vero viaggio dovrebbe alimentare i legami della propria comunità, fatta di cittadini e imprese, portatrici di relazioni e valori.</p>
<p>In un mondo saturo di turismo, non esiste più un&#8217;accoglienza autentica. Dove una volta il viaggiatore veniva accolto in modo personale e con curiosità, oggi il turista, cliente tra tanti, esige un’accoglienza che risponda alle sue aspettative, governate da logiche di flusso e consumo. L’incontro non è più interessante, ma interessato.</p>
<p>Quanti di noi hanno visitato luoghi lontani senza conoscere i tesori del proprio territorio? Una riflessione valida in un contesto dove sofisticate strategie di marketing spingono mete esotiche o affollate, dimenticando la bellezza locale. L’&#8221;undertourism&#8221; rappresenta invece una nuova modalità di viaggio che valorizza destinazioni meno conosciute, spesso fuori dai circuiti tradizionali, incentivando esperienze lente, autentiche e rispettose delle comunità ospitanti. Basterebbero un po’ di curiosità e creatività per godersi luoghi straordinari, senza folla e magari anche risparmiando.</p>
<p>L&#8217;Italia, con il suo patrimonio unico al mondo, attira innumerevoli visitatori, ma il turismo viene ancora visto come un fenomeno unico e omogeneo. Questa visione deriva dal turismo di massa organizzato, che è stato il modello dominante negli ultimi decenni.</p>
<p>Come trovare un equilibrio tra le destinazioni, sapendo che i turisti non possono essere &#8220;spalmati&#8221; o gestiti dall&#8217;alto? È necessario agire sulle stesse forze che generano attrazione. Ciò è possibile, e si può far leva sulla teoria del &#8220;Nudge&#8221; (o &#8220;spinta gentile&#8221;) proposta da Thaler e Sunstein, che suggerisce come piccoli stimoli possano orientare le scelte in modo positivo e senza coercizioni.</p>
<p>Nel turismo attuale prevale invece una “nudge” negativa, dove il clickbait sposta l&#8217;attenzione sulle attrazioni più famose, ingrandendo il fenomeno di polarizzazione turistica. La teoria del Nudge, se applicata al turismo, suggerirebbe di valorizzare le destinazioni di &#8220;secondo livello&#8221; (second best) e di spostare l’attenzione verso mete meno frequentate, facendo leva sulla logistica e sul messaggio distintivo di ogni località.</p>
<p>Dobbiamo quindi essere bravi a mettere in gioco tutte le “spinte gentili” capaci di indirizzare i turisti verso “itinerari gentili”, stimolando il visitatore a ricercare l’autenticità del territorio.</p>
<p>Perché, in sostanza, dovremmo percorrere la via del nudge? Perché è una questione anche di credibilità della nostra alternativa.</p>
<p>L’obiettivo di un nudge, ribadisco il concetto, non è quello di stravolgere opinioni o atteggiamenti del turista, ma di stimolarne una ritrovata consapevolezza. Il nudge, con il suo seguire una scelta di civiltà pacata, educata, che migliora il benessere collettivo, può aiutare un cambiamento che sia duraturo. Una reale rivoluzione “positiva” non può mai, infatti, essere violenta o restrittiva, e sotto questo aspetto il nudge è la nostra più grande arma. Un’arma “gentile”, che non vieta e non punisce.</p>
<p>Il nudge tocca allora le corde della nostra componente umana, le nostre sensibilità, e accende la parte etica che si trova all’interno dell’architettura delle scelte, a beneficio della società.</p>
<p>Se cambiamento deve essere, che sia percepito con dolcezza.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Insomma: c’è ancora spazio per ritrovare una connessione profonda, guardare più vicino, immergerci nei luoghi che custodiscono storie autentiche, e lasciarci trasformare dalle esperienze che vanno oltre il semplice consumo. In fondo, non è tanto la destinazione che conta, quanto la qualità di ciò che siamo pronti a scoprire e a vivere. Ogni angolo, ogni strada, ogni incontro può diventare una porta che ci apre a un’umanità condivisa, a una bellezza che non ha bisogno di essere &#8220;venduta&#8221;, ma solo vissuta.</em></span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Tornare a guardare con occhi nuovi il mondo che ci circonda è un viaggio che ci può salvare, e che spesso non è mai troppo tardi per intraprendere.</em></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<title>Il futuro del turismo montano: innovazione, sostenibilità e nuove esperienze. Intervista Valentina Colleselli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore delle Dolomiti, il futuro del turismo montano si svela tra trasformazione, sostenibilità e nuove esperienze. Valentina Colleselli, Direttrice della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle tendenze che stanno rivoluzionando il modo di vivere la montagna. "Oggi possiamo davvero definire la montagna come una palestra all'aria aperta, dove tradizione e innovazione si incontrano per offrire esperienze uniche e sostenibili."</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-16"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 63%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107460" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20230717-WA0004.webp" width="1536" height="1520" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20230717-WA0004.webp 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20230717-WA0004-300x297.webp 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20230717-WA0004-1024x1013.webp 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20230717-WA0004-768x760.webp 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20230717-WA0004-350x346.webp 350w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-17"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><span class="font-435549"><em>Il turismo montano è in piena trasformazione, con nuove esigenze e tendenze che ne stanno ridisegnando il volto. Per approfondire questo tema, abbiamo intervistato Valentina Colleselli<a href="#_edn1" name="_ednref1">[1]</a>, Direttrice della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, l&#8217;ente che guida la gestione e la promozione turistica di uno dei più affascinanti territori montani del Veneto. </em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi è una DMO molto proiettata nel futuro e il turismo montano è in rapida evoluzione. Come si anticipa il futuro del turismo?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Il tema del futuro del turismo è un tema che stiamo trattando sia come DMO che all&#8217;interno del tavolo strategico regionale del turismo. Stiamo analizzando la dinamica del cambiamento della motivazione del turista che è in rapida evoluzione per le zone montane. Infatti, anche se si mantiene una tradizione consolidata di turismo invernale e di turismo di villeggiatura,  sta aumentando i il turismo legato alle esperienze, alla ricerca di nuove narrazioni, nuovi luoghi da scoprire e di percorsi inesplorati da vivere.<br />
I dati statistici di quest&#8217;anno ci dimostrano come oramai la stagione estiva abbia superato in termini di arrivi e presenze la stagione invernale.<br />
Quindi iniziamo a ragionare come una destinazione che allarga la stagionalità e che offre una vasta gamma di prodotti ed offerte.<br />
Come accennato, la prima sfida è il cambiamento della motivazione, la seconda è la pervasività degli altri settori economici. Per questa ragione il turismo ha bisogno di avere una visione predittiva, aperta, capire quali sono i trend economici del mercato, inserire nella propria filiera professionalità e settori economici anche innovativi,</p>
<p style="padding-left: 40px;">L’artigianato, in particolare, rappresenta un settore interessante per il turismo in quanto contiene anche tutte quelle categorie economiche che fanno parte della filiera della comunicazione, della digitalizzazione e quindi dell&#8217;innovazione di prodotto che sempre più serviranno a rendere fruibile i prodotti e quindi creeranno nuove professionalità».</p>
<p><strong>Le Olimpiadi sono un grande evento ma sono anche l’occasione per riflettere sul futuro degli sport di montagna. Quali sport sono più connessi al futuro del turismo montano? </strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Attualmente sia nell’immaginario collettivo che nell&#8217;offerta abbiamo una forte caratterizzazione legata agli sport invernali, in particolare allo sci.<br />
Abbiamo una destinazione sciistica molto importante, però per quanto riguarda gli sport di montagna, abbiamo anche qui un&#8217;offerta molto ampia che va dal trekking estivo all&#8217;arrampicata, al cicloturismo (che ha un indotto collegato molto ampio), il settore del gravel (una tipologia di bici), che sta crescendo moltissimo  e anche discipline nuove come il Nordic Walking, che è stato introdotto recentemente.<br />
Stanno nascendo nuovi prodotti esperienziali come il rafting e altri sport adrenalinici, che erano meno sviluppati come prodotto turistico. <strong>Oggi possiamo davvero definire la montagna come una palestra all&#8217;aria aperta</strong>. In particolare, proprio quest’anno, in cui il Veneto è la regione europea dello sport è molto valorizzata la già ampia offerta sportiva.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Per quanto riguarda gli sport più connessi al futuro del turismo montano, anche qui riteniamo che come domanda, avremo sempre, richiesta e quindi anche un&#8217;offerta legata allo sci e quindi al turismo invernale. In questo ambito si stanno generando nuove tipologie sportive molto connotate dal punto di vista della sostenibilità ambientale e della volontà di vivere la montagna in modo consapevole e attivo, ma anche appunto, sostenibile».</p>
<p><strong>Quali sono le altre tendenze legate al turismo montano?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">«Un trend importante è quello della ricerca di vacanze di relax. Esiste un&#8217;ampia fetta di turisti che vorrebbero vivere la <strong>montagna come ambiente anche di lentezza e di riposo</strong>, perché la vita delle città, che ormai è caratterizzata da un alto livello di stress, porta a concepire invece l<strong>a montagna come un&#8217;area in cui le persone possono disintossicarsi</strong>. Molti operatori stanno sviluppando proposte in questo ambito perché c&#8217;è molta richiesta proprio di tempo libero e di spazi anche non attivi. In questo settore stiamo cercando di lavorare su prodotti turistici legati alla mindfulness.<br />
Al contrario, le vacanze di tipo attivo sono di forte interesse ed in crescita per le nuove generazioni. Molti gruppi di giovani cercano esperienze per gli addii al nubilato e al celibato e per questo stanno crescendo molto anche brevi esperienze di gruppo di giovani che cercano però prodotti un po’ nuovi di tipo esperienziale».</p>
<p><strong> </strong><strong>Quali sono le figure professionali chiave del futuro del turismo montano?</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>«</strong>Dal nostro punto di vista a stanno acquisendo, e acquisiranno, un ruolo chiave alcuni tipi di professionalità nel settore turistico come le guide e in particolare le guide alpine di media montagna, che sono quelle figure che possono accompagnarti a vivere il territorio. <strong>Sta cambiando  la modalità di fare turismo e il nostro territorio ha una varietà di offerte molto ampia, ma va raccontata, accompagnata e anche tutelata dal punto di vista della sicurezza</strong>.<br />
Il cambiamento climatico comporta dei rischi dal punto di vista della fragilità del territorio e quindi credo che potrebbe esserci una buona marginalità di sviluppo di queste figure sul territorio su cui stiamo cercando di fare un ragionamento, perché c&#8217;è anche un problema di riconoscimento e di codificazione della categoria dal punto di vista professionale da parte della regione, per questo è necessario che queste figure professionali siano riconosciute secondo categorie che devono essere regolamentate.<br />
Questo argomento è oggetto di discussione anche in alcuni tavoli di lavoro regionali sull&#8217;ampliamento della filiera turistica, dove si parla di nuove professionalità, puntando ai giovani che vogliono rimanere sul territorio e investendo nella filiera turistica, magari occupandosi dell’analisi dei dati turistici. Quindi giovani si occuperanno di gestione dei dati, digitalizzazione dei servizi e dell&#8217;intelligenza artificiale, tema che sarà fondamentale per favorire una sempre più rapida risposta a chi cerca informazioni e tutto.<br />
Quindi <strong>il tema delle nuove tecnologie applicate al turismo è fondamentale e auspichiamo che anche grazie alla presenza dei poli universitari attualmente presenti in provincia di Belluno e degli ITS, sia possibile aprire un dialogo per capire quali professionalità potranno attrarre i giovani e farli rimanere a vivere nelle aree montane»</strong>.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano. Tutti i diritti riservati.</strong><br />
<strong>© Immagine Ivan Demenego</strong></p>
<hr />
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1">[1]</a> Laureata in Giurisprudenza all’Università di Bologna, specializzata in politiche europee per il settore turistico e culturale, project design e project management. Ha collaborato con vari enti pubblici e privati, tra cui Fondazione Ca’ Foscari, Regione del Veneto, Confartigianato Veneto e Camera di Commercio di Venezia-Rovigo. Co-fondatrice di MERAKI S.r.l., esperta nella gestione di servizi per il settore turistico e culturale. Manager di Reti di Impresa con esperienza nel coordinamento di progetti complessi.</p>
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		<title>Anticipare i cambiamenti nella montagna per scegliere la strada migliore </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 09:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le montagne affrontano sfide complesse legate al cambiamento climatico, spopolamento e gestione delle risorse. Confartigianato, attraverso il progetto "Montagna Futura," promuove lo sviluppo sostenibile e il rafforzamento dell'economia montana, con al centro le piccole imprese, creando una rete di collaborazione tra pubblico e privato per affrontare queste trasformazioni epocali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 63%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107448" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo.webp" width="2288" height="2288" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo.webp 2288w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-300x300.webp 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-1024x1024.webp 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-150x150.webp 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-768x768.webp 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-1536x1536.webp 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-2048x2048.webp 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-350x350.webp 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MonteCristallo-348x348.webp 348w" sizes="auto, (max-width: 2288px) 100vw, 2288px" /></div>
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<p>Quello delle “terre alte” è un ecosistema delicato quanto prezioso, perché genera tutte le risorse fondamentali che sono alla base dei Servizi Ecosistemici, come l’acqua, l’ossigeno, il legname e lo stoccaggio della CO2 tramite i boschi. Ma è anche un ambiente che ha bisogno di una presenza umana “positiva” che attraverso una gestione sostenibile e intelligente delle risorse, prevenga quei processi di abbandono i cui danni, tra valanghe, incendi e alluvioni sono sotto gli occhi di tutti. Per questo una montagna abitata è anche una montagna gestita.</p>
<p><strong>Vivere in montagna attivando filiere sostenibili e circoli virtuosi tra gestione e utilizzo delle risorse diventa quindi un argomento chiave che richiede lo sviluppo di una visione strutturata e a lungo termine</strong>, lontana sia da velleità romantiche che da visioni meramente utilitaristiche.</p>
<p>I macrotrend di cambiamento climatico, demografico, sociale e tecnologico stanno sviluppando impatti tali da modificare fortemente l’assetto abitativo e produttivo della montagna italiana. Nuovi approcci stanno nascendo negli ultimi anni, a partire dalla pandemia, che ha creato un forte ripensamento degli equilibri tra città e zone metromontane, ma è importante oggi lavorare a un modello più aderente al contesto futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em><strong>Fare impresa in un nuovo contesto è sicuramente una sfida, ma si aprono enormi possibilità di sviluppo per imprese piccole e flessibili, come le imprese artigiane</strong>, che sono già sostenibili per natura, sanno innovare e sviluppare filiere corte. Occorre però che le istituzioni e le organizzazioni di rappresentanza, a tutti i livelli, sposino una visione anticipante per essere pronte ad operare negli scenari che ci attendono nei prossimi cinquant’anni</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici approvato lo scorso dicembre ha tracciato una rotta che apre la porta a nuove possibilità di residenzialità e di imprenditoria per uno sviluppo montano sostenibile.</p>
<p>In questo futuro anche le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriali possono giocare un ruolo fondamentale di mediazione per sviluppare reti di collaborazione tra pubblico e privato, contribuendo alla costruzione di politiche pubbliche favorevoli ad un ecosistema imprenditoriale davvero radicato sui territori e che sia parte integrante di una strategia di area per la montagna.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-107473 alignleft" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/08/MONTAGNA-FUTURA_LOCANDINA-0Fbhb4-300x133.jpeg" alt="" width="485" height="239" />Confartigianato ha mobilitato tutte le sue forze per svolgere un ruolo da protagonista del futuro sviluppo montano, attivando il Percorso Montagna Futura, un progetto partecipato dall’intero sistema associativo</strong>, che vede coinvolti tutti i livelli confederali (provinciale, regionale e nazionale) con lo scopo di approfondire le trasformazioni che coinvolgeranno le zone montane nei prossimi anni. Questi cambiamenti impatteranno su molte tematiche diverse tra loro e territori con differenti vocazioni. Per “mettere a sistema” il tema montagna in tutte le sue angolazioni è nato <strong>un percorso nazionale formato da tappe territoriali tematiche culminate in un <a href="https://www.confartigianato.it/2024/05/eventi-il-29-maggio-montagna-futura-alla-tappa-nazionale-novita-normative-e-prospettive-per-le-piccole-imprese-nelle-aree-montane/" target="_blank" rel="noopener">seminario nazionale che si è tenuto a Roma</a></strong> il <strong>29 maggio 2024</strong>.</p>
<p>Gli incontri tematici hanno riunito rappresentanti delle istituzioni ed esperti di settore mettendo in luce le risposte innovative di adattamento ai nuovi scenari e le nuove strategie.</p>
<p>La prima tappa di <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/eventi-montagna-futura-1-seminario-belluno-progettazione-e-azione-turistica-di-fronte-ai-cambiamenti-climatici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Belluno</strong> </a>ha esplorato il tema del nuovo turismo di montagna alla luce del riscaldamento globale. L’incontro di <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/eventi-a-rieti-la-2-tappa-del-percorso-montagna-futura-nuovi-modelli-di-sviluppo-per-uneconomia-a-misura-duomo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Rieti</strong> </a>ha approfondito l’interconnessione tra Strategia Nazionale per le Aree Interne e la Strategia per la Montagna, con particolare riferimento alla distanza dai servizi essenziali e al problema dello spopolamento.</p>
<p>La tappa di <a href="https://www.confartigianato.it/2024/05/eventi-a-bologna-la-3-tappa-di-montagna-futura-protagonisti-gli-appennini-e-i-cambiamenti-climatici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bologna</strong> </a>è stata dedicata all’Appennino Tosco-Emiliano e alle nuove opportunità di fare impresa nel contesto futuro legato al cambiamento climatico.</p>
<p>Per riunire i maggiori esperti nazionali e discutere della nuova legge sulla montagna (attualmente in fase di elaborazione) è stato poi organizzato un grande momento di riflessione a <a href="https://www.confartigianato.it/2024/05/eventi-il-29-maggio-montagna-futura-alla-tappa-nazionale-novita-normative-e-prospettive-per-le-piccole-imprese-nelle-aree-montane/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roma</strong></a>, in cui si è fatto sintesi dei lavori territoriali e si è delineata la strada da percorrere.  Tanti sono, infatti, i temi connessi al futuro della montagna e per questo nasceranno nuovi momenti di approfondimento.</p>
<p>Il primo risultato di questo percorso condiviso è stato quello di creare una coscienza comune su questi temi e attivare tutti i settori coinvolti. Avere cura di questi luoghi significa non aspettare che le trasformazioni ci travolgano. Vogliamo contribuire a rafforzare un tessuto imprenditoriale sostenibile – con al centro l’impresa artigiana &#8211; che tenga vive le comunità locali.</p>
<p>Siamo proiettati verso il futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano. Tutti i diritti riservati.</strong><br />
<strong>© Foto Ivan Demenego</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/anticipare-i-cambiamenti-nella-montagna-per-scegliere-la-strada-migliore/">Anticipare i cambiamenti nella montagna per scegliere la strada migliore </a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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