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	<title>Angelo Mellone - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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		<title>Se la bottega non chiude, spesso è grazie a lei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angelo Mellone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:40:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dai laboratori ai negozi di prossimità, l’impresa femminile diventa uno degli argini più concreti alla crisi della trasmissione generazionale nell’artigianato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 57%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-110390" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna.jpg" width="1383" height="1920" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna.jpg 1383w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna-216x300.jpg 216w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna-738x1024.jpg 738w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna-768x1066.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna-1106x1536.jpg 1106w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/06/Lara-Gallegati_Confartigianato-Ravenna-350x486.jpg 350w" sizes="(max-width: 1383px) 100vw, 1383px" /></div>
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<p class="isSelectedEnd">Partiamo dai numeri, perché qui i numeri raccontano una storia precisa. L’artigianato italiano vive un paradosso. Il motore del “fare italiano” espande i fatturati e contrae i talenti: nell’ultimo decennio quasi un quarto delle imprese artigiane ha cessato l’attività. Parliamo di 400mila imprese. E il dato più insidioso non è quello che è già accaduto, ma quello che sta per accadere. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, oltre 303mila imprese artigiane — quasi un terzo di quelle attive — sono a rischio per mancanza di ricambio generazionale, un tema che anche di recente ho personalmente affrontato in un confronto con la vostra associazione. Sullo sfondo, resta quella “glaciazione demografica” che tra il 2025 e il 2050 toglierà all’Italia quasi sette milioni di persone in età da lavoro: parliamo di un quinto del totale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ho cominciato questo articolo con numeri e cifre perché da qui bisogna partire. Calo demografico. Virtualizzazione delle competenze. Tiktokizzazione dei Millennials e della Gen Z. È la crisi della trasmissione generazionale: il sapere che non passa di mano, l’italianità che si arresta. Il mese scorso nel mio quartiere ha chiuso una famosa panetteria perché il proprietario se n’è andato e i figli non hanno voluto continuare un’attività redditizia che aveva reso quel piccolo negozio un punto di riferimento per migliaia e migliaia di persone a Roma, ragazzi compresi, influencer compresi. I dati sui centri storici sono allarmanti, e se non si hanno i dati è sufficiente confrontare una fotografia delle strade principali delle città di trent’anni fa e di oggi: le grandi catene hanno ingoiato i negozi a gestione familiare, l’impersonale ha sostituito il personale, per non parlare della proliferazione di una gastronomia globalizzata che poco alla volta sostituisce il made in Italy del gusto proprio nel periodo in cui la cucina italiana diventa patrimonio immateriale dell’umanità.</p>
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<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Una bottega che chiude non lascia soltanto una saracinesca abbassata: porta via un mestiere, una competenza, un presidio di prossimità»</span></h2>
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<p class="isSelectedEnd">Una bottega che chiude non lascia soltanto una saracinesca abbassata; porta via un mestiere, una competenza, un presidio di prossimità. Nei piccoli comuni significa restare senza un idraulico, un falegname, un elettricista, un ferramenta, un droghiere. Nelle città significa quartieri che perdono identità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dentro questo quadro, però, c’è un dato che va in controtendenza. E ha un volto femminile.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le imprese artigiane guidate da donne in Italia sono 218.262, il 17,7% del comparto, in crescita costante negli ultimi cinque anni. Più in generale, le imprese a conduzione femminile sono 1.302.974, il 22,3% del totale, e l’Italia è il primo Paese europeo per numero di imprenditrici. Soprattutto: tra il 2021 e il 2025 l’occupazione indipendente femminile è cresciuta del 9,8%, contro una media europea del 6,6%. Mentre il tessuto artigiano arretra, la sua componente femminile tiene e avanza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non è una coincidenza, ed è qui il punto. Dove l’artigianato rischia di spegnersi per assenza di eredi, sono spesso le donne a raccoglierne il testimone — o a fondare qualcosa di nuovo sulle stesse competenze. Le incidenze più alte si registrano nei territori dove il mestiere è cultura: in Abruzzo il 22,7% delle imprese artigiane è guidato da donne, a Prato si arriva al 26%, oltre un quarto. I numeri dicono una cosa semplice. La trasmissione che la via familiare classica non garantisce più passa, sempre più spesso, attraverso lo spirito imprenditoriale femminile, per una ragione economica e organizzativa. L’impresa artigiana femminile innova perché deve: innesta il digitale sul manuale, l’e-commerce sulla bottega, nuovi servizi sul mestiere tradizionale. Tiene insieme produzione e relazione, capitale umano e territorio. E, statistiche alla mano, mostra una resilienza occupazionale superiore alla media proprio nelle fasi in cui la componente maschile arretra.</p>
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<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Sostenere l’imprenditoria femminile non è una concessione simbolica: è una strategia industriale per non perdere un pezzo di economia reale»</span></h2>
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<p class="isSelectedEnd">Questo cambia la natura del discorso. Sostenere l’imprenditoria femminile non è un capitolo di welfare né una concessione simbolica da 8 marzo: è una strategia industriale per non perdere un pezzo di economia reale. Se quasi un terzo dell’artigianato è a rischio per ricambio mancato, e se la sola area in crescita strutturale è quella femminile, la conclusione si scrive da sola. Salvare l’artigianato italiano significa, in buona parte, mettere le donne nelle condizioni di farlo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quali condizioni? Quelle che i dati segnalano come freni: un accesso al credito ancora più difficile per le imprenditrici, una conciliazione tra impresa e cura che grava quasi sempre su un solo paio di spalle, una rete di servizi insufficiente proprio dove la determinazione è più alta. Non servono medaglie. Servono strumenti e politiche che trattino l’impresa femminile per ciò che è diventata: una componente strutturale del sistema produttivo.</p>
<p>Resta, alla fine, l’immagine di una nazione che si salva senza fare rumore. Mentre si discute di grandi piani e di giganti digitali, una parte del futuro dell’Italia si decide nei laboratori dove una donna sceglie di restare, di assumere, di tramandare un mestiere o di reinventarlo. È un’energia silenziosa. Ma è una delle poche, oggi, che stia davvero tenendo in piedi un pezzo di Paese.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
<p data-start="31" data-end="119"><strong data-start="31" data-end="119">Nella foto, Lara Gallegati di Biciclette SOMEC, impresa associata a Confartigianato </strong><strong>(©Ivan Demenego)</strong></p>
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</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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