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	<title>Antonio Palmieri - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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		<title>Intelligenza Artificiale, e noi? Possiamo e dobbiamo fare la nostra parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Palmieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 05:30:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'IA è un'innovazione che sta cambiando il nostro mondo e richiede responsabilità da parte di tutti: imprese, sviluppatori e cittadini. È fondamentale comprendere le implicazioni di questa tecnologia, essere informati e usare la libertà con responsabilità. A differenza delle precedenti rivoluzioni tecnologiche il mondo occidentale non è convinto che l'IA sia sinonimo di progresso positivo per tutti. E' indispensabile un impegno comune affinché questa intelligenza sia veramente 'generativa'</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/intelligenza-artificiale-e-noi-possiamo-e-dobbiamo-fare-la-nostra-parte/">Intelligenza Artificiale, e noi? Possiamo e dobbiamo fare la nostra parte</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-prif-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 81%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-106183" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/09/pexels-armin-rimoldi-5553069.jpg" width="1500" height="1000" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/09/pexels-armin-rimoldi-5553069.jpg 1500w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/09/pexels-armin-rimoldi-5553069-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/09/pexels-armin-rimoldi-5553069-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/09/pexels-armin-rimoldi-5553069-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/09/pexels-armin-rimoldi-5553069-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></div>
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<p>Tra i protagonisti indicati da Hellman ne mancano però due. Siamo tu e io. Di fronte alla sfida che l&#8217;intelligenza artificiale generativa e conversazionale porta alla nostra umanità è assolutamente vero che la prima responsabilità compete alle imprese, agli sviluppatori e ai politici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Capire la posta in gioco</h4>
<p>È però anche vero che ciascuno di noi può (deve?) fare la sua parte. Abbiamo a nostra volta il compito di diventare più intelligenti, cioè più consapevoli di quanto sta accadendo.</p>
<p>Il primo modo è cercare di capire sempre di più quale sia la posta in gioco. Perché dobbiamo farlo? Perché è in gioco il nostro presente e il nostro futuro di libertà. Nostro e dei nostri cari. Nelle democrazie, una popolazione attenta e informata è la più efficace modalità di pressione e insieme il miglior aiuto che possiamo dare a chi è impegnato sul campo, a chi ha il compito di prendere le grandi decisioni.</p>
<p>Come possiamo farlo, noi che ci sentiamo (e siamo) così piccoli davanti a queste grandi trasformazioni? Iniziamo con il trovare le persone e le istituzioni culturali giuste da seguire per attingere informazioni, esperienze e punti di vista che ci aiutino a saper leggere dentro la realtà. Internet e i social media (luoghi della rete in cui l&#8217;intelligenza artificiale viene usata da anni) ci possono essere in questo di grande aiuto, così come seguire gli interventi intelligenti sui media tradizionali.</p>
<p>In secondo luogo, dobbiamo comprendere che non siamo condannati a un destino di pura passività. Per funzionare ogni strumento tecnologico ha bisogno di ciascuno di noi, di me, di te. Per esempio, nessun algoritmo può obbligarci a usare questi strumenti in modo non rispettoso di noi stessi e degli altri. Non vi è struttura esterna che possa impedire il buon uso della propria libertà a chi ha una coscienza preparata e saldamente ancorata ai principi che valorizzano l&#8217;umano. Questa è una impostazione culturale ricca di conseguenze, perché abilita la nostra capacità di giudizio, a partire dal comprendere che non tutto ciò che è tecnicamente fattibile è eticamente e umanamente accettabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Le preoccupazioni di Papa Francesco</h4>
<p>In questa prospettiva, Papa Francesco ha annunciato che la prossima Giornata mondiale per la Pace, il primo gennaio 2024, sarà dedicata al tema “Intelligenze artificiali e pace”. Come tutti noi, il Papa sa bene che questa tecnologia ha potenzialità dirompenti e possibili effetti ambivalenti. Da qui “l’urgenza di orientare la concezione e l’utilizzo delle intelligenze artificiali in modo responsabile, perché siano al servizio dell’umanità&#8221; e il richiamo alla necessità di vigilare e di operare affinché “non attecchisca una logica di violenza e di discriminazione nel produrre e nell’usare tali dispositivi, a spese dei più fragili e degli esclusi”.</p>
<p>Responsabilità per l&#8217;umanità. Non è uno slogan, è il compito al quale siamo chiamati. Naturalmente, la quota più grande di responsabilità è dei programmatori e prima ancora di coloro i quali li finanziano. Chi sta investendo miliardi saprà praticare quella che definisco &#8220;responsabilità sociale aumentata&#8221;, come la realtà aumentata che si ottiene aggiungendo informazioni digitali agli oggetti del mondo fisico?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Gli impegni dei big player dell&#8217;IA per garantire lo sviluppo responsabile e sicuro dei &#8216;software intelligenti&#8217;</h4>
<p>Nei mesi scorsi, due notizie hanno aperto uno spiraglio in questa direzione. Il 20 luglio i leader di Amazon, Anthropic, Google, Inflection, Meta, Microsoft e OpenAI – le maggiori società impegnate a creare software di intelligenza artificiale generativa e conversazionale – hanno preso con il presidente Usa Joe Biden, sei impegni. Queste aziende si sono impegnate a: testare la sicurezza dei prodotti, anche a opera di esperti indipendenti; condividere le informazioni col governo; garantire ai consumatori la possibilità di identificare facilmente i contenuti prodotti dalI’AI; rendere pubbliche capacità e limitazioni dei loro sistemi; mettere a disposizione della società strumenti per affrontare le sfide globali più gravi; condurre ricerche sui rischi per la privacy e le discriminazioni.</p>
<p>Naturalmente non possiamo escludere che l’accordo sia una tattica per prendere tempo e magari scongiurare un forte intervento legislativo. Tuttavia, il 26 luglio quattro di queste aziende &#8211; Anthropic, Google, Microsoft e OpenAI &#8211; hanno annunciato la creazione del Frontier Model Forum per garantire lo sviluppo sicuro e responsabile dei modelli di intelligenza artificiale, confermando gli impegni assunti con il presidente Biden e aggiungendo la volontà di aiutare il pubblico a comprendere natura, capacità, limiti e impatto della tecnologia.</p>
<p>Come ha scritto Marco Bardazzi (Il Foglio 21 agosto 2023), a differenza di quanto accaduto in questi ultimi decenni di grandi innovazioni tecnologiche, questa volta l’America e l&#8217;intero mondo occidentale non sono convinti che il salto tecnologico provocato dall&#8217;intelligenza artificiale sia necessariamente sinonimo di progresso positivo per tutti.</p>
<p>Per questo l&#8217;intelligenza artificiale è stato uno dei temi principali affrontati al recente G7 in Giappone e lo sarà anche a quello a guida italiana in programma il prossimo anno in Puglia. Perché, come scrive Bardazzi &#8220;l&#8217;intelligenza artificiale generativa non cambia qualcosa di specifico, ma il “modo” stesso in cui facciamo tutte le cose (un po’ come l’elettricità o il digitale)&#8221;. Ne sono consapevoli politici, intellettuali, ingegneri e sembra lo siano anche le grandi imprese che stanno investendo in questa nuova tecnologia. Non lasciamoli soli! È la strada migliore e conviene a tutti, per il vero bene di tutti. Facciamo la nostra parte, per fare in modo che questa nuova forma di intelligenza artificiale sia veramente generativa. Diamoci da fare, tutti insieme.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h5>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/uomini-irriconoscibili-che-lavorano-al-computer-portatile-sul-prato-erboso-5553069/" target="_blank" rel="noopener">Armin Rimoldi </a>da Pexels</h5>
<p>
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</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/intelligenza-artificiale-e-noi-possiamo-e-dobbiamo-fare-la-nostra-parte/">Intelligenza Artificiale, e noi? Possiamo e dobbiamo fare la nostra parte</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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