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	<title>Daniele Gizzi - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>Daniele Gizzi - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Sostenibilità: non solo una parola di moda, ma un modello di sviluppo per il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Gizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 04:50:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità non è solo un concetto astratto, ma un modello di sviluppo necessario per garantire un futuro alle prossime generazioni. Sviluppo duraturo, questa è la parola chiave che spiega al meglio il concetto di sostenibilità</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/sostenibilita-non-solo-una-parola-di-moda-ma-un-modello-di-sviluppo-per-il-futuro/">Sostenibilità: non solo una parola di moda, ma un modello di sviluppo per il futuro</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 89%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-107184" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-markusspiske-2990612.jpg" width="1000" height="667" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-markusspiske-2990612.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-markusspiske-2990612-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-markusspiske-2990612-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-markusspiske-2990612-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
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<p>“<em>Sostenibilità</em>” è una parola che sentiamo pronunciare sempre più spesso, di fatto tutti i giorni in più occasioni, entrata ormai nel quotidiano del mondo imprenditoriale ma anche della nostra vita da cittadini. Ma cosa sottintende?</p>
<p>In realtà la definizione di Sostenibilità risale al 1987 ed è contenuta nel <strong>Rapporto Brundtland</strong> del <strong>1987</strong> della Commissione mondiale sull&#8217;ambiente e lo sviluppo (che prende il nome dall&#8217;allora premier norvegese Gro Harlem Brundtland, che presiedeva tale commissione)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>&#8220;Lo sviluppo sostenibile, lungi dall&#8217;essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l&#8217;orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali”</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spesso infatti sostenibile viene “tradotto” come “sopportabile” con una accezione non così positiva. La nostra traduzione del termine che deriva dall&#8217;inglese sostenibilità forse non rende giustizia. I <strong>francesi </strong>ad esempio traducono sviluppo sostenibile in <strong><em>développement durable</em></strong> ovvero sviluppo durevole, duraturo nel tempo.</p>
<p>Il <strong>pedale utilizzato dai pianisti</strong> di tutto il mondo per far durare più a lungo la nota o l’accordo che stanno suonando si chiama “<strong><em>Sustain</em></strong>” ovvero sostenuto affinché sia in grado di resistere nel tempo, più a lungo delle altre note suonare prima di premere quel pedale.</p>
<p>Una delle parole chiave contenuta nella definizione di sostenibilità del 1987 è la parola cambiamento: in assenza di un <strong>profondo e radicale cambiamento di mentalità</strong> non può esserci uno sviluppo sostenibile. la transizione di mentalità non solo deve essere globale e a tutti i livelli, ma deve portare a <strong>cambiare radicalmente il modo di consumare risorse naturali e di produrre beni e servizi. </strong>È anche il modo di fare impresa che sta cambiando radicalmente.</p>
<p>Avendo in mente questo concetto di sostenibilità ora capiamo perché tutte <strong>le imprese stanno mettendo la sostenibilità al centro delle loro strategie</strong>: perché devono durare nel tempo, migliorando se possibile le proprie performance e non solo economiche. Quale investitore punterebbe su un&#8217;azienda che non dura; quale banca concederebbe crediti agevolati a imprese senza prospettive durature nel tempo ?</p>
<p>Fino a poco tempo fa: il concetto di sostenibilità si traduceva unicamente nella sfera economica: ovvero aumentare il fatturato e i ricavi nel tempo.</p>
<p>Oggi essere un’impresa sostenibile significa durare nel tempo, certamente generando reddito per l’impresa stessa (condizione imprescindibile di qualsiasi attività imprenditoriale), ma allo stesso tempo agendo in maniera tale da non peggiorare le condizioni naturali e ambientali e, se possibile, generando benessere e welfare anche per i propri dipendenti e per le comunità locali e i territori. Ovvero agire in una maniera tale da evitare che tra 15 anni la prossima generazione debba fare i conti con problemi più grandi di quelli di oggi.</p>
<p><strong>La sostenibilità deve essere contemporaneamente</strong> <strong>economica, ambientale e sociale</strong>: se manca una di queste “tre gambe”, un qualsiasi progetto o attività può essere <em>equo </em>(sostenibile economicamente e socialmente), <em>vivibile</em> (sostenibile ambientalmente e socialmente), <em>realizzabile</em> (sostenibile economicamente e ambientalmente), ma non si potrà definire “<em>sostenibile</em>” (vedi fig.1)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong><em>Fig.1 – Sostenibilità sociale economica e ambientale</em></strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-107181 aligncenter" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Sostenibilita-286x300.jpg" alt="" width="386" height="429" />Per comprendere questa “<em>trivalenza</em>” simultanea riporto il seguente paradosso. Sono il titolare di un’impresa di trasporti: acquisto dei veicoli alimentati ad idrogeno verde (prodotto da fonti rinnovabili) a conduzione automatica (senza conducente). Ammesso che l’investimento sia sostenibile economicamente, licenzio i miei dipendenti (autisti) cercando di recupere sui costi:  sono sostenibile ambientalmente ed economicamente e il mio progetto imprenditoriale è realizzabile,  ma manca la componente sociale ( licenziamento dipendenti),  quindi non sono sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>E’ necessario entrare in una logica di pensiero circolare, non più lineare ed è una sfida enorme perché bisogna cambiare la mentalità, la maniera di pensare.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli attuali modelli di produzione e consumo fino ad oggi sono sempre stati abituati a funzionare in maniera lineare: prelevo risorse naturali, produco beni, li uso, li consumo e alla fine li seppellisco sottoterra (discariche) o li brucio (i moderni termovalorizzatori). In questo modello lineare esiste un inizio, un processo e una fine, ma ci stiamo rendendo conto che, forse, “<em>avere una fine</em>” è un concetto relativo che può valere per noi ma non per le future generazioni e per il pianeta.</p>
<p>La <a href="https://www.ellenmacarthurfoundation.org/"><em>Ellen MacArrthur Foundation</em></a>, tra le prime 10 fondazioni private statunitensi, la più autorevole sui temi della sostenibilità , stima che <strong>il 60% delle emissioni globali di gas ad effetto serra</strong>, responsabili del surriscaldamento del pianeta,  <strong>derivano dall’estrazione delle materie prime naturali</strong> (petrolio , calcare, argilla, terre rare, metalli preziosi , etc..); il restante 40% dalla produzione consumo e smaltimento dei beni prodotti. Ora, se voleste agire contro il cambiamento climatico su quale delle due componenti interverreste? sulla prima. E come? riducendo l’estrazione delle materie prime naturali. Come ? Allungando la vita media dei prodotti, combattendo la loro obsolescenza programmata, con il riuso, la riparazione e infine trasformando i rifiuti in risorse. Ho appena descritto il concetto di <strong>Economia circolare</strong> che poi è nel <strong>DNA </strong>ed è il “vestito” <strong>delle imprese artigiane</strong> che da sempre, inconsapevolmente la mettono in pratica tutti i giorni.</p>
<p>La transizione ecologica deve essere una transizione “<em>giusta</em>” che non lasci indietro nessuno, ma è di fatto una <strong>transizione di mentalità</strong>, cominciata da qualche tempo, ma è un cambiamento non immediato che durerà forse qualche decennio: oggi siamo nel bel mezzo di questa transizione che dobbiamo favorire e non ostacolare. Consapevoli che è un trend tracciato che non passerà di moda.</p>
<p>Come possiamo accompagnare e accelerare, se possibile, questa transizione di mentalità? che possiamo fare ? quali strumenti, normativi, finanziari, sociali , ambientali possiamo mettere in campo ?</p>
<p>Dovremo agire su più fronti essendo la materia per definizione intersettoriale e non possiamo pensare che ci sia un&#8217;unica soluzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">Certamente come Confartigianato dovremo contribuire a creare un “ecosistema” abilitante per le imprese, favorendo la loro transizione verso modelli circolari, equi, con l’introduzione di normative giuste ma facilmente interpretabili, stimolando il sistema finanziario ad investire nella sostenibilità, semplificando la burocrazia   investendo nelle politiche sociali e del lavoro, etc </span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma a mio avviso, più di tutte, dovremo puntare su una soluzione generatrice di soluzioni: <strong>la conoscenza</strong>: per sviluppare il pensiero sostenibile e circolare bisogna puntare sulla cultura: dove<strong> non c’ è cultura c’è emergenza ambientale, sociale ed economica.</strong></p>
<p>La transizione di mentalità verso la sostenibilità è estremamente complessa e và spiegata bene per farla comprendere fino in fondo: una volta capita si diventa <strong>consapevoli.</strong></p>
<p>La <strong>consapevolezza</strong> è la condizione fondamentale e necessaria per agire, fare scelte, e prendere decisioni.</p>
<p>E su questo le nostre <strong>imprese artigiane</strong> possono giocare un ruolo da protagoniste: il loro essere casa e bottega, essere parte del tessuto sociale, può renderli attori principali e <strong>animatori dei temi della sostenibilità nelle comunità locali: </strong>una sorta di “<em>Sustainability Angels</em><strong>” </strong>di quartiere.</p>
<p>Come sistema confederale punterei tantissimo sulla formazione a 360 gradi anche e soprattutto sulla scuola e sui ragazzi, estremamente sensibili a questi temi: perché è dalle loro menti che verranno fuori le aziende del futuro.  Le nuove generazioni di imprenditori devono formarsi da subito con un modello di pensiero circolare, consumare il meno possibile e gettare il meno possibile, e sostenibile, chiedendosi che conseguenze hanno le loro scelte nel prossimo futuro sul pianeta e sulle generazioni future.</p>
<p><strong>Sviluppo duraturo</strong> questa è la parola chiave che spiega al meglio il concetto di sostenibilità.</p>
<p><strong><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/clima-poster-combattimento-esterno-2990612/" target="_blank" rel="noopener">Markus Spiske</a> da Pexels</strong><br />
<strong><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span><span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">2024</span> <span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Spirito Artigiano</span><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></p>
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		<title>L’Italia e l’Europa alla sfida della sostenibilità per la micro e piccola impresa </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Gizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 22:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce il nuovo spin off di Confartigianato per accompagnare le piccole imprese nella sfida della sostenibilità</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/litalia-e-leuropa-alla-sfida-della-sostenibilita-per-la-micro-e-piccola-impresa/">L’Italia e l’Europa alla sfida della sostenibilità per la micro e piccola impresa </a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 49%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104018" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/pexels-ready-made-3850587.jpg" width="900" height="600" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/pexels-ready-made-3850587.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/pexels-ready-made-3850587-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/pexels-ready-made-3850587-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
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<p><span data-contrast="auto">Una scelta economica e non un obbligo, quindi. Per questo motivo, la convinzione è che il conflitto attualmente in corso in Ucraina non possa rallentare questo processo ma che, anzi, potrà soltanto dare l’impulso decisivo all’attuazione di questo ambizioso piano di politica industriale comunitaria. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="padding-left: 40px;"><span data-contrast="auto">Per la prima volta dal 1948, l’8 febbraio scorso l’Italia ha cambiato i principi fondamentali della propria Costituzione: con la modifica degli articoli 9 e 41, ora la tutela dell’ambiente è principio imprescindibile per lo sviluppo di ogni attività economica e sociale. Di fatto, l’Italia ha inserito la sostenibilità nella propria Costituzione.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong><span data-contrast="auto"><strong>Le pmi che Confartigianato rappresenta devono essere protagoniste di questa scelta:</strong> sta a noi fornire tutti gli strumenti economici, normativi e culturali per far in modo che accettino la sfida del cambiamento e della sostenibilità. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il primo passo di questo percorso verso la sostenibilità del tessuto imprenditoriale italiano è stato la creazione di uno spin off confederale, <strong>Confartigianato Imprese sostenibili</strong>, dedicato proprio ai temi del green e della sostenibilità economica e ambientale. In questo laboratorio verranno sviluppati progetti e strategie, strumenti e servizi per le imprese associate. L’obiettivo è quello di accompagnare artigiani e piccoli imprenditori a cogliere quanto prima le opportunità offerte dai tanti sviluppi pratici della sostenibilità e dei temi green.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span><span data-contrast="auto">Siamo convinti che <strong>la micro, piccola e media impresa artigiana del nostro Paese sia sostenibile per definizione</strong>: lo è il radicamento sul territorio, l’essere casa e bottega, la cultura del riuso e della riparazione. Ad oggi, però, i nostri imprenditori hanno pochi strumenti per trasformare la sostenibilità ambientale in un valore aggiunto per la propria attività e i prodotti realizzati e commercializzati. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La vera sfida è proprio qui, lavorare con le istituzioni nazionali e comunitarie per creare nuovi strumenti a supporto delle imprese, opportunità, fondi e certificazioni specifiche per le mpmi.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:240}"> </span></p>
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</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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