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	<title>Claudia Segre - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>Claudia Segre - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Indipendenza economica veicolo di sostenibilità d’impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Segre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 06:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’alfabetizzazione finanziaria rappresenta per le donne uno strumento di emancipazione utile a migliorare l’inclusione sociale e lavorativa. "Dobbiamo ritrovare un senso di conciliazione nazionale su una cultura di rispetto per le Donne e le Ragazze e delle loro libertà di autodeterminarsi per vedere quelle stesse Donne, che son quelle che si laureano con i voti migliori ed in tempi più brevi, raccogliere il frutto della loro dedizione nel mondo del lavoro, come nella società"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 83%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-106569" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-vlada-karpovich-7433882.jpg" width="1300" height="867" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-vlada-karpovich-7433882.jpg 1300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-vlada-karpovich-7433882-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-vlada-karpovich-7433882-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-vlada-karpovich-7433882-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-vlada-karpovich-7433882-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></div>
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<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>Le borse europee festeggiano il rientro del picco di inflazione e scommettono su una svolta definitiva rispetto al ciclo di rialzo dei tassi da parte della BCE e della FED, mentre i titoli di Stato italiani chiudono lo spread con la Spagna, e le banche guidano il riscatto dei mercati finanziari. Ma alle famiglie ed alle imprese questo diffuso ottimismo ancora non trova pieno riscontro anzi.</p>
<p>Guardando in particolare alle famiglie ed alle piccole e medie imprese la correlazione tra scarse conoscenze finanziarie , che caratterizza il nostro Paese, ed un quadro economico ad alta inflazione che lascia in eredità un contesto di elevati rialzi dei tassi di interesse, almeno ancora per un semestre in Europa, evidenzia una fragilità finanziaria che peggiora le situazioni di povertà assoluta e che vede scendere mensilmente dalla scorsa estate la fiducia di imprenditori e risparmiatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">&#8220;Il 68,8% delle donne si dichiara economicamente indipendente, a fronte di un 31,2% che dipende da partner o altro familiare&#8221;</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="9e5544f7-cce6-4801-beef-859495e3a151">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>Abbiamo voluto quindi fare un’analisi sull’indipendenza economica delle donne in Italia che nasce dalla collaborazione tra Global Thinking Foundation e la testata giornalistica Roba da Donne su 1396 donne italiane nel periodo settembre-novembre. Tra i dati più significativi rileviamo il fatto che il 68,8% delle donne intervistate si dichiara economicamente indipendente, a fronte di un 31,2% che dipende da partner o altro familiare. Tutto ciò è incoraggiante, tuttavia è proprio sul quel 30% di donne che rischia l’esclusione sociale e finanziaria che occorre ragionare ricordando che in Italia solo il 55% delle donne lavora (rispetto a una media europea che supera il 70%).</p>
<p>Resta sempre il nodo della gestione dei redditi da lavoro su un conto corrente personale che connota particolarmente le nostre lavoratrici e imprenditrici. Infatti dalla ricerca solo il 58% ha un conto corrente intestato personale. Il 12,9% ne ha solo uno co-intestato con il partner o altro familiare, e il 4,8 non ne ha uno, neppure cointestato. <u>Quindi il 17,7% non ha un conto corrente personale che, rispetto al dato Episteme del 2017 ripreso dal CNEL nel 2019 del 37%, fa capire come dopo il Covid le cose siano migliorate e mediamente ci si possa attestare su un dato inferiore al 25%. </u></p>
<p>Ma non basta l’aspetto dell’autonomia gestionale finanziaria perché il 56,5% non ha un piano di accumulo o investimenti attivo e il 49,6% non ha un’assicurazione intestata (sanitaria, infortuni, etc), anche se sa cosa sono.Il 54,4 % non ha un consulente finanziario di riferimento. Quest’ultimo dato evidenzia la sfiducia negli istituti e nei consulenti. Di questa percentuale, oltre la metà ritiene di non averne bisogno, e circa il 10% del totale non ha conti o risparmi da investire.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>&#8220;Offrire alle donne un maggiore accesso e libertà d&#8217;azione sulle loro risorse finanziarie, aiuterà a costruire le basi per un&#8217;economia più resiliente ed equa&#8221;</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="9e5544f7-cce6-4801-beef-859495e3a151">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>La vecchia concezione che le donne non parlano di soldi o che sono avverse al rischio nasconde solo una mancanza di attenzione e servizio dedicato alla parte più lungimirante della famiglia, che ben si integra in una gestione complessiva familiare tesa alla sostenibilità economica della stessa. Offrire alle donne un maggiore accesso e libertà d&#8217;azione sulle loro risorse finanziarie, aiuterà a costruire le basi per un&#8217;economia più resiliente ed equa. La scarsa partecipazione lavorativa e sociale che incentiva le situazioni di isolamento delle donne e la loro esposizione a forme di violenza insidiose come quella economica e psicologica contro le Donne, si combatte anche con l’indipendenza economica ed una piena autodeterminazione.</p>
<p>Per togliere poi ogni dubbio sull’affrontare gli altri gender gap presenti nel mondo lavorativo italiano da quello salariale, a quello di opportunità di carriera sino a quello pensionistico il 92,12% delle rilevazioni vede le Donne chiarire che NON è compito dell&#8217;uomo mantenere la famiglia ed il 91,11% ritiene sbagliato che sia la donna a rinunciare al lavoro per i figli in caso di necessità. Il 94,4% è poi  convinta che il percorso lavorativo sia più facile per gli uomini e il 91,18% ritiene che, a parità di ruolo, gli uomini guadagnino di più delle donne.</p>
<p>Non si tratta solo di constatare quindi maggiore consapevolezza delle donne rispetto al tema del gender gap, e  verso le istanze di parità di genere. Ma si va oltre perché il  91,11% delle persone non trovano normale che sia la donna a rinunciare al lavoro o ridurlo, per dedicarsi a ruoli di cura. Questo dato dimostra quindi l’esistenza di una  violenza economica diffusa subita dalle donne già durante la pandemia, a conti fatti dei posti di lavoro femminili persi,  e quanto la scelta di abbandonare il lavoro (od optare per contratti part-time) non sia autonoma ne’ libera, né presa con serenità!</p>
</div>
<p><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Per questo credo fermamente che l’alfabetizzazione finanziaria sia uno strumento di emancipazione utile a migliorare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone, donne in primis. Dobbiamo ritrovare un senso di </span><strong style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">conciliazione nazionale</strong><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> su una cultura di rispetto per le Donne e le Ragazze e delle loro libertà di autodeterminarsi per vedere quelle stesse Donne, che son quelle che si laureano con i voti migliori ed in tempi più brevi, raccogliere il frutto della loro dedizione nel mondo del lavoro, come nella società.</span></p>
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>Prendersi cura dei lavoratori e lavoratrici con sistemi di welfare innovativi, vuol dire agire  un sistema di welfare aziendale che sappia leggere la realtà sociale mettendosi all’ascolto dei bisogni anche nel coltivare talenti senza discriminazioni. In questi tempi di innovazione digitale abbiamo la possibilità poi di far  star insieme impatto sociale e profitto attraverso una sostenibilità trasformativa agita con convinzione evitando qualsiasi tipo di washing, green o pink, che ci fa perdere tempo e spinta nello sviluppo nonché il focus su una gestione d’impresa sostenibile e di talenti d’impresa, che nonostante il permanere dei gap di competenze son la nostra risorsa di crescita economica migliore e quindi meritano investimenti mirati in percorsi professionali, che non ne tralascino la piena autodeterminazione economica.</p>
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<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<h4>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/marketing-donna-ufficio-lavorando-7433882/" target="_blank" rel="noopener">Vlada Karpovich</a></h4>
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		<title>La violenza economica, una violenza anche di &#8216;genere&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Segre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 09:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Global Thinking Foundation si batte per la diffusione delle competenze finanziarie e digitali come strumento per arginare la violenza economica che colpisce le fasce più fragili della popolazione, quindi anche le donne</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 64%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103960" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/woman-3719879_1920.jpg" width="1152" height="686" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/woman-3719879_1920.jpg 1152w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/woman-3719879_1920-300x179.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/woman-3719879_1920-1024x610.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/woman-3719879_1920-768x457.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></div>
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<p>L’attività della Fondazione che ha come scopo la prevenzione della <strong>violenza economica</strong> ed il riconoscimento di questa forma di violenza come sancito dalla Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2013, utilizza lo strumento formativo e informativo dell’educazione finanziaria e della formazione digitale professionale come grimaldello per arginare l’abuso economico finanziario ed i danni sociali che ne derivano. Danni che avvengono a scapito delle aree più fragili della popolazione, e quindi anche delle donne, sulle quali il livello di inoccupazione e’ uno dei più elevati a livello europeo, riducendo così drasticamente le possibilità di costruirsi una propria indipendenza economica. Perché la violenza non e’ un raptus ma un’escalation di atti sempre più gravi , e’ sistemica , e nel 90 % dei femminicidi l’innesco e’ dato proprio dalla violenza economica.</p>
<p>E volendo fare  un bilancio dei passi avanti fatti dal nostro Governo proprio in questi ultimi mesi, dopo aver con successo varato <strong>il Family Act e le misure legate all’assegno universale,</strong> proprio il 26 Maggio c’e’ stata <strong>l’approvazione al Senato all’unanimità dell’esito della Commissione di inchiesta sui femminicidi dalla quale è scaturita la Risoluzione sui percorsi trattamentali per gli uomini autori di violenza</strong>,  grazie al lavoro instancabile della senatrice Conzatti. Misure importanti sull’esempio della legge francese che ha visto esiti incoraggianti, e soprattutto una recidiva di reiterazione ridotta del 50%.</p>
<p>Inoltre e’ stata pubblicata sulla <strong>Gazzetta Ufficiale del 25 maggio n. 120 la L. 53/2022 sulle &#8220;Disposizioni in materia di statistiche in tema di #violenzadigenere&#8221; in vigore dall&#8217;8 giugno. Finalmente come si legge nell’ </strong><strong>Art. 2 il comma 1</strong> si “prevede la realizzazione a cura dell&#8217;ISTAT e del SISTAN di un&#8217;indagine campionaria con cadenza triennale interamente dedicata alla violenza contro le donne, <strong>che produca stime relative ai</strong><strong> diversi tipi di violenza, che la medesima disposizione enuclea come violenza fisica, sessuale, psicologica, economica,</strong> nonché agli atti persecutori in riferimento a comportamenti che costituiscono o contribuiscono a costituire reato, fino al livello regionale&#8230;”.</p>
<p>Il sostrato internazionale di queste misure, che finalmente iniziano a riconsiderare tutte le forme di violenza, e non solo quella fisica, deriva come detto dalla Convenzione di Istanbul, che ne  e’ la guida:</p>
<p>La violenza economica viene elencata tra le forme di violenza nei confronti delle donne all&#8217;art. 3 che definisce la violenza nei confronti delle donne come &#8220;una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di <strong>natura fisica, sessuale, psicologica o economica,</strong> comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata&#8221; e la violenza domestica come &#8220;tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all&#8217;interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l&#8217;autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima&#8221;.</p>
<p>Quanto alla normativa di diritto civile e penale in Italia, nel nostro sistema di diritto la violenza economica non è considerata un reato, ma è certamente inquadrabile nel sistema di diritto civile e di diritto penale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h5>E’ evidente che la violenza economica resta invisibile e subdola e la lacuna normativa è ingiustificabile, perché non è riconosciuta come una forma di violenza autonoma sul piano giuridico, ma perlomeno vi sarebbero i presupposti per aggravanti di pena e sanzioni mirate. Come se non bastasse anche la Convenzione ILO n.190, ratificata dal nostro Governo l’anno scorso, ci riporta all’esigenza di dare corpo ad un intervento relativo all’ambito lavorativo su una forma di violenza che porta danni sociali ed economici enormi, per non parlare dei costi umani legati alla spirale di violenze che vi si legano.</h5>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tante son le sentenze della Corte Cassazione nelle quali si richiama chiaramente l’autodeterminazione,  l&#8217;autoresponsabilità, l&#8217;indipendenza economica, con riferimento alla quantificazione dell&#8217;assegno divorzile.</p>
<p>Ma anche qui si ravvisa un vuoto sulle proposte di legge sempre accantonate <strong>su<u>i </u>patti prematrimoniali</strong> che potrebbero essere una forma di tutela per il coniuge debole, così come per le <strong>giovani coppie</strong> che intraprendono impegni di lungo termine come il mutuo senza cautelarsi sugli esiti di una possibile rottura del rapporto con il permanere di obblighi finanziari che continueranno a legarli nel tempo</p>
<p>È lapalissiano però che nel nostro ordinamento non esista un vero e proprio obbligo di trasparenza economica tra i coniugi, e bisognerebbe agire con interventi normativi ed introdurre perlomeno <strong>un obbligo di trasparenza economica per evitare i frequenti spossessamenti e nascondimenti di patrimoni mobiliari e immobiliari. </strong></p>
<p>Conclusioni &#8211; Ancora oggi come 6 anni  fa l’OCSE , esattamente come Consob ed il Comitato Edufin, sottolineano come 4 lavoratori su 10 in Italia hanno scarse competenze di base , cioè fanno fatica a leggere e a far di conto e che sulle competenze economiche finanziarie restiamo fanalino di coda. Inoltre emerge un differenziale di genere, lo stesso che si evince dai dati EIGE e DESi dell’Unione europea sull’uguaglianza di genere e sulle competenze digitali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h5><strong>L’impegno delle organizzazioni come Confartigianato che ha intrapreso percorsi di aggiornamento sull’educazione finanziaria legata alle professioni e sulle competenze digitali è un chiaro esempio di una presa d’atto di una responsabilità collettiva che può essere agita per il bene delle imprenditrici e degli imprenditori.</strong></h5>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi e’ ovvio che l’Educazione finanziaria dovrebbe essere obbligatoria nelle scuole e gli obblighi di trasparenza economica sono quanto mai urgenti:  per le nuove generazioni e per le Donne e gli Uomini di questo Paese,  perché la crisi economica che stiamo affrontando non trova eguali, e va ben oltre anche quella degli anni ’70 . Abbiamo quindi il dovere di impegnarci insieme e coordinare le risposte non affidandoci più solamente a sentenze della Corte di Cassazione, certamente illuminate ma che non giustificano il permanere di una un’unica forma di reato da ascriversi alla violenza di genere che e’ quella fisica considerata dal nostro Codice Penale, un impegno sulle buone pratiche e sulla prevenzione  risulta così imprescindibile per distinguerci come Paese inclusivo democratico e lungimirante , anche per il bene delle nuove generazioni.</p>
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<h5>Foto di Gerd Altmann da Pixabay</h5>
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