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	<title>Senza categoria - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>Senza categoria - Spirito Artigiano</title>
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		<title>Olimpiadi e artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:20:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La trama invisibile dei grandi eventi: quando il saper fare costruisce i Giochi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-xsdn-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row-background background-element" style="opacity: 1;">
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<p>Con Milano Cortina 2026 questa consapevolezza diventa evidente. I Giochi non sono solo un evento sportivo globale, ma un esercizio di responsabilità pubblica e di governo della complessità. Infrastrutture che attraversano territori montani fragili, collegamenti attesi da decenni, impianti distribuiti su un’area vasta e articolata: tutto parla di una sfida che non è soltanto tecnica, ma culturale. <strong>Trasformare l’urgenza dell’evento in eredità duratura.</strong> Accelerare investimenti senza sacrificare qualità e sostenibilità. Rendere la trasparenza concreta, accessibile, verificabile. E dentro questo processo si muove una costellazione di piccole e medie imprese, in larga parte artigiane, capaci di integrare innovazione digitale e intelligenza operativa, precisione ingegneristica e problem solving quotidiano. È qui che l’artigianato si rivela infrastruttura invisibile: non cornice, ma sostanza dell’opera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Questa monografia attraversa lo spazio dei cantieri per approdare a quello degli oggetti, dei materiali, dei corpi in movimento. Indaga il design dello sport là dove si manifesta come dialogo continuo tra progetto e gesto atletico, tra cultura materiale e diritti»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biciclette, sci, protesi, reti di sicurezza, interfacce intelligenti: ogni oggetto custodisce un processo, un laboratorio, una conoscenza che nasce spesso da mani esperte prima ancora che da algoritmi. Non c’è contrapposizione tra artigianato e innovazione, ma un intreccio fertile. La materia viene studiata, testata, modellata; l’ergonomia diventa cura del dettaglio; la performance è il risultato di una ricerca che unisce manualità e tecnologia avanzata. In questo spazio lo sport non è solo competizione, ma linguaggio sociale, inclusione, trasformazione. E l’artigiano è colui che traduce l’idea in esperienza concreta.</p>
<p>Allargando lo sguardo, emerge la filiera estesa dello sport italiano. I Giochi sono globali per definizione, eppure la loro solidità si costruisce localmente. Dietro i grandi marchi, dietro le telecronache e le sponsorizzazioni internazionali, c’è una rete di terzisti, di micro-imprese specializzate in lavorazioni di altissima precisione, di eccellenze sartoriali che fanno del su misura un valore distintivo. Componenti invisibili, semilavorati, protezioni modellate sul corpo dell’atleta, telai calibrati al millimetro: è un’economia della qualità che non cerca la quantità, ma la perfezione funzionale. Accanto a questa manifattura c’è lo sport di base, fatto di palestre, piscine, campi, istruttori, gestori di impianti. Un tessuto capillare che non appare nei riflettori olimpici ma genera salute, coesione, talento. È lì che si forma l’atleta di domani, ma soprattutto il cittadino. Anche questo è artigianato: relazione personale, continuità, presidio del territorio.</p>
<p>I Giochi diventano così una piattaforma di proiezione internazionale, una leva di diplomazia economica, un’occasione per raccontare il Sistema Italia come intreccio di filiere, distretti, competenze diffuse. La legacy non è soltanto nelle opere fisiche, ma nella reputazione, nelle relazioni costruite, nella consapevolezza del proprio valore produttivo. Ogni infrastruttura, ogni allestimento, ogni soluzione tecnologica porta con sé un pezzo di questa identità: tradizione manifatturiera e innovazione, radicamento territoriale e apertura ai mercati globali.</p>
<p>E dentro il racconto olimpico c’è anche la forza del movimento paralimpico, che forse più di ogni altro restituisce il senso profondo dello sport come progetto di vita. Qui il lessico cambia: si fa più intimo, più essenziale. Dopo il “perché” arriva sempre la domanda decisiva: “cosa facciamo adesso?”. Lo sport diventa disciplina, obiettivo, occasione di rinascita. Non retorica dell’eroe, ma costruzione quotidiana di un percorso che coinvolge atleti e famiglie, comunità e territori. Le academy inclusive, gli allenamenti condivisi, gli eventi che uniscono ragazzi con e senza disabilità mostrano che l’eccellenza umana non è solo nel risultato, ma nella capacità di generare fiducia. È una lezione che parla anche al mondo produttivo: trasformare la fragilità in competenza, la difficoltà in innovazione, la solitudine in rete.</p>
<p>C’è infine una dimensione quasi sonora che attraversa queste pagine: il ritmo dei laboratori, il colpo del martello, il fruscio del legno lavorato, il metallo che prende forma. Un invito ad ascoltare l’artigianato come linguaggio universale. Perché prima ancora di essere prodotto, è gesto. Prima ancora di essere brand, è processo. Prima ancora di essere economia, è cultura del fare.</p>
<p>Le Olimpiadi durano poche settimane. L’artigianato lavora per anni prima e continua a lavorare dopo che le luci si sono spente. È questa continuità che rende possibile l’eccezionalità dell’evento. È questa infrastruttura silenziosa che sostiene il grande racconto collettivo. E forse è proprio lì, nel dettaglio che non appare ma tiene insieme tutto, che si riconosce la misura autentica del valore artigiano.</p>
<p>Buona lettura</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>Spirito Artigiano: giovani radici di passione per il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fondazione Germozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 12:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Edizione speciale in occasione dell'Assemblea 2024 di Confartigianato Imprese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 57%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107822" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-SA-29112024.png" width="720" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-SA-29112024.png 720w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-SA-29112024-300x300.png 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-SA-29112024-150x150.png 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-SA-29112024-350x350.png 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Copertina-SA-29112024-348x348.png 348w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
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<div class="pt-0">
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p class="p1">In un’epoca che accelera verso la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, Spirito Artigiano Magazine celebra la forza immutabile della passione e della manualità. <b>Questa edizione speciale per l’Assemblea 2024 esplora il cuore dell’artigianato, un mondo che non solo resiste al tempo, ma si rinnova, affrontando le sfide della tecnologia con audacia e creatività. </b>Ogni gesto artigiano è una sintesi di tradizione e innovazione, un atto che trasforma il materiale in arte e l’arte in umanità.</p>
<p class="p1">L’artigianato è passione, un valore che non solo costruisce oggetti, ma modella l’anima di chi lo pratica e di chi ne vive la bellezza. In tempi di crisi economica e geopolitica, lo spirito artigiano si riscopre più forte che mai: un luogo dove la generosità creativa e la resilienza si fondono, dando vita a una visione di futuro basata sull’autenticità e sulla passione.</p>
<p class="p1">Di fronte a un cambiamento di paradigma che ridefinisce il nostro modo di pensare e agire, l’artigianato è una risposta concreta, una risorsa che attinge dal passato per costruire il futuro. In questo scenario, le piccole imprese artigiane rappresentano un vero motore di cambiamento, mentre l’economia globale fatica a rispondere alle sfide del nostro tempo. La generosità creativa è il valore che ci guida: un’azione che costruisce, rinnova e protegge, radicata in un legame profondo con la comunità.</p>
<p class="p1">Passione e artigianato sono strettamente legati al tema dei giovani, che in questo settore possono trovare lavori di grande soddisfazione personale. La passione è un elemento essenziale in questi percorsi, trasformando ogni gesto manuale in un’espressione di creatività e identità. I giovani che si avvicinano a questo mondo scoprono una professione che non è solo un mestiere, ma una vera e propria vocazione, capace di unire tradizione e innovazione in un equilibrio unico. L’artigianato diventa così una risposta concreta alle sfide occupazionali, offrendo un futuro sostenibile e appagante, radicato nella forza della passione e nella valorizzazione del talento individuale.</p>
<p class="p1">Oggi, più che mai, è il momento di riscoprire il nostro spirito generativo. Un paradigma che mette in luce la forza delle piccole imprese artigiane, promotrici di uno sviluppo sostenibile e contributivo. L’artigianato è il cuore pulsante di un futuro che non distrugge le proprie radici, ma le reinventa; un futuro che cresce con consapevolezza, dove ogni atto di creazione contribuisce a costruire una società più giusta e più umana.</p>
<p class="p1">Questa edizione speciale di Spirito Artigiano Magazine per l’Assemblea di Confartigianato Imprese 2024 è un <b>omaggio alla nostra tradizione, ma anche un invito a guardare al futuro con fiducia, a costruire insieme un mondo che valorizzi la passione, la creatività e il contributo individuale al bene comune. Questo è il nostro spirito, il nostro cammino, il nostro futuro</b>.</p>
<p class="p1">Buona lettura!</p>
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</div>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>Nelle mani degli uomini passano la storia e la vita di una comunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Quaranta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 18:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I saperi artigiani tramandati da generazioni caratterizzano le multiformi identità dei territori italiani. Federico Quaranta, conduttore di Linea Verde Start, il programma di Rai 1 realizzato in collaborazione con Confartigianato, racconta il viaggio nell’infinita bellezza di ciò che realizzano le mani degli imprenditori artigiani.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/nelle-mani-degli-uomini-passano-la-storia-e-la-vita-di-una-comunita/">Nelle mani degli uomini passano la storia e la vita di una comunità</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 98%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103680" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/307084.jpg" width="2000" height="900" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/307084.jpg 2000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/307084-300x135.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/307084-1024x461.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/307084-768x346.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/307084-1536x691.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></div>
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<p>È quello che propriamente definiamo il “Genius loci&#8221; di un luogo.</p>
<p>Nel viaggio che ho compiuto insieme a Confartigianato è proprio questo quello che volevo scoprire: gli uomini, le storie, i mestieri che connotano e caratterizzano un paese, un borgo, o un’intera regione.</p>
<p>Bisogna riflettere sulla parola “artigiani”. Giorgio Vasari, nelle sue “Vite” dei migliori pittori e scultori di epoca rinascimentale, parlava di Giotto, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, come di “artefici”. L’idea di arte non era separata da quella di artigianato. Per creare un’opera, bisognava avere un bagaglio di conoscenze, di sapienze che venivano tramandate e che si imparavano dai maestri in bottega. Un artista era prima di tutto qualcuno capace di utilizzare le mani, che possedeva una tecnica, che insomma aveva un mestiere. Ecco, c’è ancora oggi chi al lavoro che si impara in bottega dà un valore assoluto, e trasforma le risorse in prodotti unici.</p>
<p>“Spesso nel vedere una fabbrica, una chiesa, un oggetto d’arte qualunque”, scriveva Leopardi nel suo “Zibaldone”, “siamo colpiti da una mancanza, da un disordine o irregolarità di simmetria. E appena abbiamo saputo o capito la ragione di questo disordine, e com’esso è fatto a bella posta, o non a caso, nè per negligenza, ma per utilità, per comodo, per necessità, non solo non giudichiamo, ma non sentiamo più in quell’oggetto nessuna sproporzione”.</p>
<p>Questo scritto di Leopardi mi fa pensare agli artigiani che ho incontrato nel mio viaggio, all’arte che producono, e mi suggerisce quanto l’idea di perfezione sia legata sempre alla creatività degli uomini.</p>
<p>Ognuno ha una sua immagine di perfezione da perseguire. Ed è in questa ricerca, in questo sforzo di migliorarsi che sentiamo quanto infinita sia la bellezza di ciò che le loro mani realizzano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>Gli artigiani che ho conosciuto mi hanno fatto comprendere che sentirsi radicati alla propria terra, a quel luogo che ti ha visto nascere e crescere e lavorare e tessere una rete di rapporti sociali, significa aver costruito un carattere che definisce non soltanto se stessi ma pure l’anima di un luogo.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono anche e soprattutto gli uomini a determinare la specificità di un territorio, a conservarne e tramandarne le tradizioni e le conoscenze. E’ nella loro fedeltà alle proprie radici che si comprende quanto fermento, quanta vitalità sia nascosta nel silenzio dei vicoli di un borgo arroccato su una collina, e quanto sacrificio, passione e dedizione si conservi dentro un bicchiere di vino o di birra, dentro un dolce o in una ceramica o in una scarpa cucita a mano.</p>
<p>Ho imparato che nelle mani degli uomini passa tutta intera la storia e la vita di una comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Il laboratorio fiorentino della &#8216;Scarpelli mosaici&#8217; fondato dal maestro artigiano Renzo Scarpelli &#8211; Foto di Guido Gozzi</h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Lavoro umano e creazione di valore. Una relazione da ricostruire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Magatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli anni difficili che stiamo vivendo, si intravvede la possibilità di realizzare un passaggio importante: il superamento della crescita puramente consumeristica e trainata dalla globalizzazione espansiva nella direzione di una rinnovata centralità del lavoro che crea valore in un contesto di differenze territoriali porose e interdipendenti. Nella logica della sostenibilità e compatibilmente con i processi di digitalizzazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 41%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103750" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-3-1.jpg" width="1500" height="1500" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-3-1.jpg 1500w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-3-1-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-3-1-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-3-1-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-3-1-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></div>
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<p>Si tratta di trasformazioni profonde che hanno a che fare il cambiamento intervenuto nell’idea stessa di valore:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4><em>ciò che spinge avanti il mondo non sono più tanto l’iniziativa o la creatività dell’azione umana quanto piuttosto la tecnologia e i grandi sistemi organizzati che si manifestano poi attraverso l’espansione dei nuovi mercati, la stimolazione comunicativa, lo sfruttamento delle risorse naturali e, non ultima, la speculazione finanziaria.</em></h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un tale modello ha degli indubbi meriti considerato il salto che il mondo nel suo insieme ha fatto registrare a cavallo tra XX e XXI secolo, quando il Pil globale è raddoppiato in vent’anni. Ma ora, in modo sempre più pressante, essa ci presenta i suoi lati oscuri in termini di aumento dell’entropia e dell’antropia.</p>
<p>Quello che vediamo ormai da diversi anni è un mondo sconquassato da shock sempre più pesanti (la crisi finanziaria, la pandemia, e ora il rischio di una devastante guerra globale). Mentre se vogliamo essere realistici dobbiamo riconoscere che davanti a noi abbiamo delle vere e proprie montagne da scalare. A partire dalla questione del riscaldamento globale, del governo dei flussi migratori, del rapporto tra le diverse civiltà, fino al tema delle disuguaglianze diffuse e radicali che creano un forte e diffuso risentimento un po’ ovunque. Per quanto riguarda le nostre società ciò si traduce nel disagio di larga parte del ceto medio &#8211; dipendente e autonomo &#8211; sempre più in difficoltà di fronte a costi economici e a complessità tecnica crescenti. Oltre che a un diffuso disagio giovanile che si manifesta in una sorta di incertezza generazionale che sembra bloccare molti dei nostri giovani, quasi impauriti dal futuro che li aspetta. Un disagio che dal punto di vista politico si traduce poi nelle forti spinte populiste che attraversano le democrazie occidentali.</p>
<p>Per superare queste difficoltà non c’è altro modo che ritornare all’idea originaria di sviluppo economico: di fronte ai problemi che dobbiamo affrontare viene il momento per riflettere sul fatto che lo sviluppo è prima di tutto espressione della capacità umana di creare valore attraverso la propria azione, dentro contesti tecnici e organizzati che accrescono la capacità di azione individuale e collettiva.</p>
<p>Al di là dei mille fattori di preoccupazione, cio che c’è di buono nei mesi difficili che stiamo vivendo è la forte sollecitazione a un cambiamento che va sostenuto e alimentato.</p>
<p>Tale trasformazione ruota attorno a un punto centrale: tornare a convincerci che la prosperità economica, sociale e istituzionale di un paese (e del mondo intero) ha fondamentalmente a che fare con la capacità di creare valore per addizione e non per sottrazione. Un processo che dipende in maniera decisiva dalla qualità del lavoro e con esso dalle ragioni e dalle motivazione in grado di mobilitare le energie psichiche e spirituali delle persone. È così esaltare la creatività e lo spirito di iniziativa diffuse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4><em>Il nocciolo della questione è semplice: la prosperità ha a che fare col tipo di beni che si producono e con le modalità della loro produzione. Non solo standardizzazione e quantità ma anche differenziazione e qualità. Non solo tecnologia e organizzazione sistemica, ma anche creatività e personalizzazione. Non solo interesse individuale, ma anche valore condiviso.</em></h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto ciò va nella direzione di un recupero di filiere corte basate sull’economia circolare che combattono lo spreco e sono capaci di rimettere in circolo le materie già utilizzate in una prospettiva di valorizzazione che mette a regime l’intelligenza diffusa. Cioè, di nuovo, del lavoro come matrice di ricchezza materiale e benessere psichico.</p>
<p>Negli anni difficili che stiamo vivendo, si intravvede la possibilità di realizzare un passaggio importante: il superamento della crescita puramente consumeristica e trainata dalla globalizzazione espansiva nella direzione di una <strong>rinnovata centralità del lavoro che crea valore in un contesto di differenze territoriali porose e interdipendenti</strong>. Nella logica della sostenibilità e compatibilmente con i processi di digitalizzazione</p>
<p>Ciò richiede un cambiamento di rotta che fa perno su tre principi generali.</p>
<p>Il primo è la <strong>centralità della formazione</strong> non solo astratta e formale ma concreta e legata al nuovo e alla creatività. Di formazione si parla spesso a sproposito, eppure non si può nemmeno pensare al futuro che ci aspetta senza renderla un cardine del nostro modo di fare, di vivere, di essere. Una formazione che ovviamente non è solo scolastica, ma che diventa capace di intrecciarsi con il lavoro, visto come luogo dell’esperienza concreta. E che proprio per questo diventa un processo che dura tutta la vita, ricreando quel legame tra le generazioni che sembra essersi spezzato irrimediabilmente.</p>
<p>Il secondo principio è un’<strong>azione decisa sulla tassazione</strong> che oggi sposta enormi risorse, spesso nella direzione sbagliata. Sappiamo che, soprattutto in Italia, il lavoro è ampiamente penalizzato a vantaggio di altre forme di generazione di reddito. Tale distorsione va decisamente corretta ripensando il modo in cui vengono raccolte e distribuite le risorse pubbliche, valorizzando chi crea lavoro &#8211; e così valore &#8211; e semmai penalizzando chi invece distrugge risorse ed estrae ricchezza dalla comunità. Il tema della tassazione costituisce una delle leve più potenti per genare il cambiamento di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>Infine, il terzo principio riguarda la <strong>rigenerazione dei territori</strong>, visti come luoghi di apprendimento e contribuzione collettiva. Il tema dei luoghi è fondamentale in quest’epoca in cui ci stiamo incamminando verso un nuovo modello di sviluppo. Come mostra la crisi del covid prima e dell’Ucraina poi, è finito il tempo della globalizzazione selvaggia. <strong>L’interdipendenza globale è un dato di fatto e non è certamente reversibile</strong>. Ma è al tempo stesso sempre più evidente che si vanno ricreando condizioni nelle quali a essere decisivo è lo sviluppo congiunto dell’economia e delle comunità. In un disegno in cui il sapere umano risulta essere una risorse essenziale, che si qualifica come esperienza concreta di che è capace di generare valore per sé e per gli altri.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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