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	<title>Giovanni Boccia - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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	<title>Giovanni Boccia - Spirito Artigiano</title>
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		<title>I nuovi miliardari? Secondo Jensen Huang (Ceo di Nvidia) saranno gli idraulici, i falegnami e gli elettricisti.  Ecco perché.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:10:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore dell’industria dell’intelligenza artificiale, emerge un dato inatteso: senza lavoro artigiano, l’innovazione resta incompiuta.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 100%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-109217" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform.jpg" width="1200" height="677" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-1024x578.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-768x433.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/01/nvidia-ceo-jensen-huang-unveils-rubin-platform-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
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<p>Intervistato da <em>Channel 4 News</em> nel Regno Unito, Huang ha indicato come figure decisive per il futuro non solo ingegneri e data scientist, ma <strong>idraulici, elettricisti, falegnami, carpentieri</strong>. Professioni che, apparentemente, sembrano non avere nulla a che fare con l’IA. E che invece ne rappresentano una condizione essenziale di possibilità.</p>
<p><strong>Il punto è semplice e potente: l’intelligenza artificiale non vive nel cloud in modo astratto. Vive in infrastrutture fisiche enormi, complesse, energivore. Vive in data center che devono essere progettati, costruiti, cablati, raffreddati, mantenuti. Senza competenze manuali evolute, senza sapere artigiano, l’IA resta un’idea brillante ma incompiuta.</strong></p>
<p>È qui che prende forma il concetto di lavoro a Valore Artigiano. Un lavoro che non è in contrapposizione con la tecnologia, ma che la rende concreta, affidabile, sostenibile. Un lavoro che unisce manualità, conoscenza dei materiali, esperienza, capacità di adattamento e, sempre più spesso, dialogo con sistemi digitali avanzati.</p>
<p>Quando Huang parla della necessità di “centinaia di migliaia” di professionisti per costruire le “fabbriche dell’intelligenza artificiale”, sta implicitamente riconoscendo che l’innovazione più avanzata del nostro tempo poggia su competenze profondamente umane. È una forma di techno-diversità: non un unico sapere dominante, ma un ecosistema in cui competenze diverse – digitali, tecniche, manuali – si integrano e si rafforzano a vicenda.</p>
<p>L’artigianato contemporaneo abita esattamente questo spazio. Non è un residuo del passato, ma un fattore strutturale del futuro. È il luogo in cui il lavoro mantiene senso, identità, qualità, anche dentro le trasformazioni più radicali. È qui che il Valore Artigiano diventa leva di sviluppo, non solo economico ma culturale e sociale.</p>
<p>Che a dirlo sia il CEO di Nvidia non è un dettaglio. È un segnale.<br />
Significa che persino nel cuore pulsante dell’IA globale si riconosce che non esiste innovazione senza lavoro, e che non tutto il lavoro che conta passa da una tastiera.</p>
<p>Forse i nuovi miliardari non saranno davvero tutti idraulici, falegnami o elettricisti.<br />
Ma una cosa è certa: senza il lavoro a Valore Artigiano, il futuro dell’intelligenza artificiale semplicemente non si costruisce.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>I mille mestieri a valore artigiano nel mondo del cinema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 05:30:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore di ogni set vive una bottega: dietro la magia del grande schermo c’è un universo di artigiani che scolpiscono la luce, costruiscono mondi e trasformano la materia in immaginario collettivo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 58%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108870" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia.jpg" width="840" height="840" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia.jpg 840w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/11/Boccia-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 840px) 100vw, 840px" /></div>
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<h2><span class="font-435549">C’è un paradosso luminoso nel mondo del cinema: un’industria globale fatta di budget miliardari, tecnologie avveniristiche, piattaforme digitali e intelligenza artificiale, che però si regge – in modo determinante – sulla cura delle mani umane. Mani artigiane. Mani che costruiscono, modellano, inventano, riparano, trasformano. Mani che danno forma al sogno. </span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è retorica: è l’essenza profonda della settima arte, quella che i grandi registi non smettono mai di ricordare. Matteo Garrone, uno dei migliori registi italiani, lo ha detto in modo chiarissimo: <em>«Il cinema è un’arte, una forma di espressione artistica legata molto all’artigianato»</em>. Perché prima di essere un’industria, il cinema è un laboratorio. E prima di essere un linguaggio, è un mestiere.</p>
<p>Questa natura artigianale del cinema non è marginale né poetica: è strutturale. Non riguarda solo i film “di genere”, dove effetti speciali, creature fantastiche, modellini, animatronic e protesi sono il cuore dell’esperienza visiva.</p>
<p><em>Certo, in quel territorio la manualità raggiunge vertici quasi scultorei: basta pensare allo studio Artisan Entertainment, nato a Los Angeles e diventato un marchio cult proprio per la sua capacità di coniugare creatività e savoir-faire tecnico. Film come </em><em>Essi vivono</em><em> di John Carpenter, </em><em>The Blair Witch Project</em><em>, </em><em>Rambo</em><em>, </em><em>Terminator</em><em> portano la firma di un cinema che vive di lavorazioni di precisione: make-up prostetico, modellistica, pittura scenica, animazione meccanica.</em></p>
<p>Ma la verità è che ogni film, dal kolossal al cinema d’autore più intimo, è un mosaico costruito pezzo per pezzo da specialisti che rispondono esattamente alla definizione più bella di ‘valore Artigiano’: persone che coniugano tecnica, cultura, sensibilità, identità del fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">In nessuna industria creativa – neppure nella moda, nella musica, nel design – la componente manuale è così potente, così diffusa, così decisiva.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pensiamo ai mestieri invisibili dietro una scena di pochi secondi. Il falegname del cinema, per esempio: un professionista capace di costruire in poche ore un ambiente completo, credibile fino all’ultimo dettaglio, destinato magari a esistere soltanto per un’inquadratura. Oppure il macchinista che, con ingranaggi, carrucole e strutture metalliche, permette alla macchina da presa di compiere un movimento fluido che durerà due secondi sullo schermo, ma che incide sul respiro emotivo dell’intera sequenza. E poi c’è chi lavora il ferro, il gesso, le gomme speciali, i tessuti, il cuoio; chi disegna, scolpisce, fonde, intarsia, cuce, assembla. Mestieri antichi portati dentro un’industria nuovissima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">Il cinema è questo: una bottega allargata al mondo.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni artigiani di questa bottega globale sono diventati leggende. Carlo Rambaldi, tre volte Premio Oscar, è l’esempio perfetto: creatore di E.T., del mostro di <em>Alien</em>, delle creature di <em>King Kong</em>. Era un artigiano nel senso più alto del termine: un uomo delle mani, prima ancora che un genio della meccanica. Vittorio Storaro, altro gigante con tre Oscar, ha trasformato la luce in materia fisica, modellandola come farebbe uno scultore con il marmo. Ogni sua inquadratura è una lavorazione di precisione, un gesto di bottega. E potremmo continuare con scenografi, costumisti, montatori, tecnici del suono, modellisti, scultori, mosaicisti, pittori digitali, creatori di gioielli, di armi di scena, di calzature speciali.</p>
<p>Ci sono dettagli che raccontano tutto. Nel videoclip <em>Thriller</em> di Michael Jackson – <em>un’opera pop che ha rivoluzionato la cultura visiva</em> – il chiodo di pelle che indossa il cantante è frutto della maestria italiana: realizzato a Solofra, con lavorazioni artigianali di una qualità tale da diventare parte integrante dell’immaginario mondiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">È la prova che l’artigianato non è un mestiere del passato: è un codice estetico che continua a riscrivere la storia.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi c’è un oggetto che più di ogni altro incarna il legame indissolubile tra cinema e artigianato: la statuetta degli Oscar. Alta circa 34 centimetri, tre chili e mezzo di peso, un uomo stilizzato in bronzo poi rivestito d’oro 24 carati. Ogni statuetta è il prodotto di un processo artigianale complesso, fatto di fusioni, rifiniture, lucidature. Il suo creatore, Cedric Gibbons, non era soltanto un artista: era un maestro artigiano prestato alla scenografia, direttore artistico della MGM, uomo capace di immaginare mondi e costruirli fisicamente, centimetro dopo centimetro. La più celebre icona del cinema è dunque un oggetto di bottega, forgiato con la cura che si riserva a un pezzo unico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">La verità è che il cinema non potrebbe esistere senza artigiani.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>E non si tratta soltanto dei mestieri tradizionali: ogni evoluzione tecnologica porta con sé nuove figure, nuovi linguaggi, nuove manualità. Il digitale (<em>ed anche la pervasiva ormai intelligenza artificiale</em>), per esempio, non ha sostituito l’artigianato: lo ha trasformato. L’artigiano del cinema oggi può essere anche un colorist che modella digitalmente le luci come se stesse pitturando una tavola; un sound designer che scolpisce i rumori come fossero materia; un creatore di effetti digitali che plasma pixel con la stessa cura con cui Rambaldi modellava silicone e lattice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549">Anche il lavoro al computer richiede una mano educata dal mestiere, un occhio allenato alla precisione, una sensibilità artigianale. </span><span class="font-435549">È il paradosso più bello del cinema contemporaneo: più la tecnologia avanza, più il valore umano diventa irrinunciabile<strong><em>.</em></strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni set cinematografico è un piccolo mondo in cui l’artigianalità non è una nicchia, ma una condizione naturale. Perché per trasformare le idee in immagini serve una comunità di specialisti, ognuno dei quali porta una competenza che non si improvvisa: si apprende, si custodisce, si affina. Esattamente come in ogni bottega artigiana.</p>
<h3></h3>
<h3><span class="font-435549">E così, dietro un film, non ci sono solo attori, registi e produttori: ci sono cappellai, calzolai, modellisti, armaioli, parrucchieri, truccatori specializzati, costruttori di oggetti meccanici, restauratori, fabbri, vetrai, orafi, pittori, sarti, falegnami, elettrotecnici, carpentieri, decoratori, stuccatori, liutai, ingegneri del suono, operatori macchina, tecnici luci, mosaicisti digitali, creatori di creature fantastiche, artigiani del legno, della pietra, del metallo e dell’immaginazione. Una costellazione di mestieri che nessuna enciclopedia riuscirebbe a contenere del tutto. </span><span class="font-435549">Il cinema è forse la più grande celebrazione vivente del lavoro artigiano.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo è per natura, per struttura, per cultura. Ma lo è soprattutto perché l’artigianato, nel cinema, non è relegato al passato: è continuamente reinventato. Ogni film è un atto di creazione collettiva in cui la mano dell’uomo si misura con sogni più grandi di lui. E ogni generazione scopre, proprio attraverso il cinema, che il talento manuale non è un ripiego: è un motore di bellezza, un generatore di innovazione, un linguaggio universale.</p>
<p>Ecco perché parlare dei “mille mestieri a valore Artigiano nel mondo del cinema” non è un esercizio poetico: è un modo per nominare la verità. Il cinema non sarebbe cinema senza artigiani. Senza chi costruisce ciò che appare sullo schermo, senza chi lavora dietro le quinte, senza chi tiene insieme l’illusione e la rende reale. Il cinema è una promessa di mondi. L’artigianato è la mano che mantiene quella promessa.</p>
<p>In fondo il cinema, come l’artigianato, nasce sempre nello stesso luogo: in un laboratorio dove qualcuno decide che la realtà può essere trasformata. E questa trasformazione, quasi sempre, comincia con un gesto semplice: una mano che tocca la materia e le dà una forma. Una forma che, un giorno, qualcuno chiamerà emozione.</p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2025. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>L’impresa che forma. Il ruolo educativo dell’impresa a Valore artigiano nel XXI secolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 04:50:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Agli albori del secondo millennio, mentre il mondo corre sempre più veloce grazie alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, l’impresa a Valore artigiano emerge come un’isola preziosa e vitale, un luogo in cui si intrecciano passato e futuro, tecnologia e umanità. In questa epoca di accelerazioni continue, dove spesso la velocità sembra divorare ogni cosa, l’impresa artigiana si propone come un contesto educativo unico, capace di far convivere il sapere antico del “fare” con le innovazioni più moderne.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 43%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108371" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633.jpg" width="1365" height="2048" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633.jpg 1365w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633-200x300.jpg 200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633-683x1024.jpg 683w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633-768x1152.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633-1024x1536.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-vanmalidate-784633-350x525.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1365px) 100vw, 1365px" /></div>
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<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Ecco allora che l’artigianato non è una semplice attività pratica, ma una forma di intelligenza incarnata, capace di generare valore non solo materiale ma culturale e personale.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo scenario, l’impresa artigiana si trasforma in una vera scuola di vita. È un luogo dove si apprende “facendo”, mettendo in gioco non solo le competenze tecniche, ma anche qualità fondamentali come la capacità di lavorare in gruppo, la flessibilità, la passione per la qualità e la sostenibilità. È uno spazio in cui si costruisce l’identità del lavoratore e del cittadino, un luogo dove la formazione non si limita a trasmettere nozioni, ma favorisce la crescita umana e culturale.</p>
<p>Il nostro sistema formativo, soprattutto quello tecnico e professionale, è chiamato a dialogare in modo sempre più stretto con queste realtà. Non si può più pensare a una scuola che insegni solo teoria o solo pratica, ma <strong>serve una formazione integrata</strong>, che metta in relazione saperi diversi e prepari i giovani a un mondo complesso e in continua trasformazione. Qui l’impresa artigiana gioca un ruolo fondamentale: diventa partner della scuola, laboratorio vivo dove l’apprendimento prende forma attraverso l’esperienza concreta. I maestri artigiani, con la loro esperienza e passione, diventano guide preziose per le nuove generazioni, capaci di trasmettere non solo tecniche ma anche valori e visioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>In un’epoca dominata dai social media e dal virtuale, questa riscoperta del valore del lavoro manuale acquista una nuova dimensione culturale. I video che mostrano mani che modellano, riparano, creano oggetti unici riscuotono un successo enorme perché rispondono a un bisogno profondo di autenticità, di contatto con la realtà tangibile. La manualità diventa così un antidoto alla superficialità e alla frenesia digitale, un percorso che insegna pazienza, responsabilità e attenzione alla qualità. Non è solo un modo di fare, ma un modo di essere che plasma il carattere e favorisce la creatività.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa esperienza concreta è anche un esempio prezioso per superare una vecchia dicotomia che ha caratterizzato la nostra cultura: quella tra sapere umanistico e scientifico, tra digitale e manualità. Oggi sappiamo che la formazione del futuro non può più prescindere da un approccio integrato, capace di unire competenze diverse, valorizzare i talenti di ognuno e costruire una visione complessiva del mondo. L’impresa artigiana dimostra come teoria e pratica, tradizione e innovazione, lavoro e persona possano convivere e alimentarsi reciprocamente.</p>
<p>In buona sostanza, pensare all’impresa a Valore artigiano come luogo formativo significa riconoscere il suo ruolo strategico nel tessuto sociale, culturale ed economico. Significa promuovere politiche e iniziative che sostengano questa vocazione educativa, che valorizzino la manualità intelligente e rafforzino il legame tra scuola e impresa. È così che l’impresa che forma diventa un pilastro per costruire una società più giusta, creativa e sostenibile, dove tecnologia e umanità camminano insieme, senza mai perdere di vista ciò che rende il lavoro, e la vita, davvero significativi.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
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		<title>Intelligenza Artigiana: una via per intrecciare Tecnologia e Umanità, partendo dalle scuole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 09:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le scuole come incubatrici di Intelligenza Artigiana: un nuovo equilibrio tra tecnologia e umanità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 70%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107698" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Boccia.jpg" width="902" height="602" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Boccia.jpg 902w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Boccia-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Boccia-768x513.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Boccia-350x234.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 902px) 100vw, 902px" /></div>
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<div class="pt-0">
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<p>Recentemente, Susanna Tamaro ha affermato in un&#8217;intervista: “Boom di studenti con DSA? Può essere causato da troppo cellulare e PC. Ormai i bambini di oggi non sanno fare nemmeno più capriole.”[1] È chiaramente una provocazione. I disturbi specifici dell&#8217;apprendimento (DSA) hanno origini complesse, e ridurli all&#8217;uso della tecnologia è una semplificazione eccessiva. Tuttavia, questa affermazione offre uno spunto per riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia avanzata, in particolare con l&#8217;Intelligenza Artificiale (IA).</p>
<p>Il rapporto tra uomo e tecnologia, infatti, può diventare conflittuale. Senza un equilibrio, rischiamo che l&#8217;elemento umano venga “inghiottito” dal progresso tecnologico, portando a un progressivo affievolimento delle nostre abilità. L&#8217;IA elabora e produce contenuti a una velocità inimmaginabile per noi. Ma come possiamo trasformare questo rapporto, da potenzialmente conflittuale a fecondo?</p>
<p>La risposta (a nostro avviso) risiede nel recupero della manualità, in un ritorno al “saper fare”. In Italia, tendiamo a separare nettamente il lavoro manuale da quello intellettuale, quasi come se il primo non avesse un valore cognitivo. Questa distinzione riduce il valore della manualità, relegandola a un livello inferiore. Eppure, già negli anni &#8217;30, lo psicologo Lev Vygotskij ci insegnava che la manualità non è solo abilità fisica, ma anche azione orientata dall&#8217;intelletto. Lavorare con le mani significa progettare, risolvere problemi e creare: insomma, non esiste un lavoro “solo manuale” o “solo intellettuale”, ma un lavoro sempre pensato e intelligente. Esiste il lavoro: punto.</p>
<p>Considerare l&#8217;abilità manuale come azione dettata dal raziocinio significa restituirle la dignità intellettuale che merita. Come ha recentemente evidenziato Alessandro D&#8217;Avenia[2], il nostro “salto evolutivo” risiede nel pollice opponibile, simbolo di manualità e invenzione. Con le mani abbiamo acceso fuochi, costruito rifugi, curato ferite. Pensare e fare sono intrecciati in modo indissolubile.</p>
<p>Nel suo lavoro <em>L&#8217;Uomo Artigiano</em>, Richard Sennett[3] sottolinea potentemente come l&#8217;abilità manuale e l&#8217;attenzione al dettaglio rafforzino il legame tra il fare e il pensare, mostrando come questo processo creativo sia essenziale per lo sviluppo personale e per una società più appagante.</p>
<p>In questa visione, la manualità diventa il fattore umano per eccellenza, un&#8217;arma potente per rendere il rapporto con la tecnologia, e in particolare con l&#8217;IA, un alleato anziché una minaccia. Senza questa forza intelligente, l&#8217;essere umano rischia di perdere la propria umanità, diventando schiavo della tecnologia. È proprio nel recupero di una “manualità intelligente”, quella che possiamo chiamare “Intelligenza Artigiana”, che troviamo la chiave per trasformare un potenziale conflitto in una sinergia feconda.</p>
<p>Anche (e soprattutto) come esercizio pedagogico, la manualità riveste un ruolo essenziale per le nuove generazioni e andrebbe socializzata nelle scuole di ogni ordine e grado. Scrivere a mano, ad esempio, è un&#8217;attività che bilancia l&#8217;eccesso digitale. Ho un esempio personale: mio nipote di 16 mesi è già attratto dallo smartphone, e questo mi fa riflettere su quanto sia importante insegnare ai bambini il valore del fare manuale. Non per indirizzarli necessariamente verso un ambito tecnico-professionale, ma per dare loro un antidoto che li renda liberi di usare la tecnologia senza diventarne dipendenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549"><em>La manualità, nelle scuole, dovrebbe essere valorizzata come forza educativa e come mezzo per acquisire consapevolezza della nostra umanità. Immaginiamo più maestri artigiani nelle scuole (di ogni ordine e grado): non per formare tutti come futuri artigiani, ovviamente, ma per coltivare (lo ripetiamo con forza) quella sensibilità manuale che rappresenta un antidoto all&#8217;eventuale scontro con la tecnologia. Socializzare l&#8217;Intelligenza Artigiana significa educare alla consapevolezza del “fare” come strumento di crescita e libertà, integrando il pensiero manuale in ogni fase del percorso educativo.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ha suggerito D&#8217;Avenia, nelle scuole accanto all&#8217;Intelligenza Artificiale servirebbe un&#8217;altrettanta “Intelligenza Artigianale”: esercitare la manualità per contrastare la facilità ingannevole degli schermi, simili all&#8217;isola di Calipso, dove tutto è immediato e senza sforzo.</p>
<p>Persino i social media, mezzi di comunicazione odierni per eccellenza per le nuove generazioni, celebrano la potenza creativa e attrattiva della manualità. Su TikTok e Facebook, video virali mostrano mani che creano, riparano, modellano. È come se, nel profondo, stessimo riscoprendo il valore del fare artigiano, un messaggio che arriva forte alle nuove generazioni: ciò che conta non è solo il prodotto finito, ma il percorso, l&#8217;ingegno e la cura.</p>
<p>Questo percorso rappresenta l&#8217;essenza della nostra visione: la manualità intelligente, quella “Intelligenza Artigiana” che ci restituisce l&#8217;umanità nell&#8217;era digitale. Oggi, i valori dell&#8217;artigianato – sostenibilità, cura e “saper fare” – risuonano con una forza rinnovata, dimostrando che, anche nell&#8217;era digitale, rimane una profonda sete di autenticità, di quel contatto vero che solo l&#8217;uomo, con la sua mano e la sua passione, può offrire.</p>
<p>È in questo incontro tra passato e futuro, tra uomo e tecnologia, che ritroviamo la nostra anima, quella stessa anima che ci spinge a creare e a restituire bellezza al mondo.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<h6>[1] Intervista a Susanna Tamaro, <em>Corriere della Sera</em>, 2023.</h6>
<h6>[2] Alessandro D&#8217;Avenia, riflessioni tratte dal suo intervento a <em>Il Fatto Quotidiano</em>, 2023.</h6>
<h6>[3] Richard Sennett, <em>L&#8217;Uomo Artigiano</em>, trad. it., Feltrinelli, Milano, 2008.</h6>
</div>
<h5></h5>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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		<item>
		<title>L&#8217;Alchimia del Gusto al Cinema. Spirito Artigiano consiglia: IL GUSTO DELLE COSE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 06:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un amore cucinato a fuoco lento, tra piatti prelibati e tecniche artigianali, nel cuore della cucina francese del XIX secolo. Un film gustoso, da vedere</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/lalchimia-del-gusto-al-cinema-spirito-artigiano-consiglia-il-gusto-delle-cose/">L’Alchimia del Gusto al Cinema. Spirito Artigiano consiglia: IL GUSTO DELLE COSE</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 58%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107306" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Il-gusto-delle-cose_POSTER.jpg" width="800" height="1131" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Il-gusto-delle-cose_POSTER.jpg 800w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Il-gusto-delle-cose_POSTER-212x300.jpg 212w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Il-gusto-delle-cose_POSTER-724x1024.jpg 724w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Il-gusto-delle-cose_POSTER-768x1086.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/07/Il-gusto-delle-cose_POSTER-350x495.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div>
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<p>Nel tardo XIX secolo, la cucina francese vive un momento d&#8217;oro. Il film, liberamente tratto dal libro &#8220;La passion de Daniel Buffant&#8221;, esprime magistralmente un intreccio tra alta cucina, sentimenti, creatività, abilità e conoscenza tecnica attraverso la vicenda di Eugenie, cuoca artigiana sopraffina, e Dodin-Bouffant, il principe dei gastronomi francesi dell’epoca. Da vent&#8217;anni i due lavorano fianco a fianco, creando una sinergia perfetta che sfocia in una relazione sentimentale. Mentre Dodin desidera consolidare questo legame con il matrimonio, Eugenie, spirito libero e autonoma, esita. Per conquistare il suo cuore definitivamente, Dodin sceglie il terreno che meglio conoscono entrambi: la cucina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>La loro storia, splendidamente raccontata nel film diretto da Tran Anh Hung, offre una prospettiva unica sul rapporto tra cibo, artigianato e cinema. Il film, ispirato al romanzo di Marcel Rouff &#8220;The Life and the Passion of Dodin-Bouffant, Gourmet&#8221; e alle teorie gastronomiche di Jean Anthelme Brillat-Savarin, si distacca dalle competizioni culinarie televisive odierne, ponendo invece l&#8217;accento sulla condivisione del sapere e sull&#8217;artigianato del cibo</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Brillat-Savarin, nel suo celebre &#8220;La fisiologia del gusto&#8221; del 1825, codificò l&#8217;arte gastronomica in modo dettagliato: dalla scelta dei piatti e bicchieri agli abbinamenti di sapori, ogni elemento veniva attentamente studiato. Questo approccio metodico e rispettoso del cibo trova eco nel film di Tran Anh Hung, che ha collaborato con lo chef tristellato Pierre Gagnaire durante la pre-produzione. Il risultato è un&#8217;opera che celebra l&#8217;arte culinaria non come gara, ma come atto d&#8217;amore e di condivisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">Il film cattura l&#8217;attenzione dello spettatore con inquadrature che esaltano i cibi, vegetali, carni e altri ingredienti, trasformando ogni piatto in una sinfonia visiva. La cura con cui vengono preparati e presentati i piatti riflette l&#8217;amore e il rispetto per l&#8217;arte culinaria, che è artigianato allo stato puro. Non sorprende sapere che sul set, gli attori continuassero a mangiare anche dopo lo stop delle riprese, coinvolgendo così profondamente anche il pubblico</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il rapporto tra cibo e artigianato è un tema centrale che emerge con forza nel film. La preparazione del cibo è presentata non solo come una serie di tecniche, ma principalmente come un processo artistico che richiede dedizione, passione e una profonda conoscenza dei materiali e degli ingredienti. Come un artigiano che lavora il legno o la ceramica, il cuoco manipola gli elementi naturali per creare qualcosa di nuovo e straordinario.</p>
<p>L&#8217;artigianato del cibo implica una connessione intima tra il creatore e la materia prima. Nel film, ogni piatto è il risultato di una meticolosa attenzione ai dettagli: la scelta degli ingredienti, la loro preparazione e la presentazione finale. Questo processo riflette l&#8217;importanza della manualità e del sapere tradizionale, tramandato di generazione in generazione. Dodin e Eugenie rappresentano questa tradizione artigianale, dove la cucina diventa un linguaggio attraverso cui comunicano emozioni e sentimenti.</p>
<p>La loro relazione si sviluppa attraverso la cucina, con ogni piatto preparato non in competizione, ma con il desiderio di procurare piacere all&#8217;altro e ai commensali. Questa dinamica sottolinea l&#8217;importanza del cibo come mezzo di comunicazione e di espressione dei sentimenti.</p>
<p>Nel film, la cucina è un luogo di incontro e di scambio, dove le tecniche artigianali si mescolano con l&#8217;innovazione e la creatività. Dodin e Eugenie non sono solo cuochi, ma artisti del gusto, capaci di trasformare ingredienti semplici in opere d&#8217;arte culinarie. Questo processo di trasformazione è il vero cuore dell&#8217;artigianato del cibo: un impegno costante per elevare il quotidiano a qualcosa di straordinario.</p>
<p>Un elemento aggiuntivo che arricchisce il film è la presenza della giovane Pauline, motivata dalla voglia di apprendere i segreti della cucina. La sua aspirazione è diventare come Eugenie, ma per farlo ha bisogno di una guida che le mostri non solo la tecnica, ma anche la passione per l&#8217;artigianato culinario.</p>
<p>Dodin potrebbe essere quel maestro, in grado di trasmetterle la propria conoscenza e di farle scoprire la sua grandezza interiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em> Il rapporto tra il maestro e l’allievo, l’apprendistato, è fortemente sottolineato dal film</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il passaggio del sapere da una generazione all&#8217;altra è un tema ricorrente nell&#8217;artigianato. In cucina, questo significa non solo insegnare le tecniche, ma anche instillare un amore profondo per la materia prima e per il processo creativo. Pauline rappresenta il futuro dell&#8217;artigianato culinario, pronta a raccogliere l&#8217;eredità di Dodin e Eugenie e a portarla avanti con la stessa dedizione e passione.</p>
<p>Il film di Tran Anh Hung non è solo una celebrazione della gastronomia, ma un omaggio all&#8217;artigianato del cibo e alle relazioni umane che ne derivano. Attraverso le vite di Dodin, Eugenie e Pauline, il film ci ricorda che il cibo non è solo nutrimento per il corpo, ma anche per l&#8217;anima, e che l&#8217;arte culinaria è una forma sublime di artigianato che merita di essere celebrata e tramandata. L&#8217;armonia degli ingredienti, la cura nella preparazione e la condivisione del risultato finale sono l&#8217;essenza di un&#8217;arte che, come tutte le forme di artigianato, richiede passione, dedizione, abilità e conoscenza.</p>
<p>Film da vedere!</p>
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<p><strong><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></p>
<hr />
<p><strong>IL GUSTO DELLE COSE</strong></p>
<p><strong>Regia di Tran Anh Hung. Con Juliette Binoche, Benoît Magimel, Emmanuel Salinger, Patrick d&#8217;Assumçao, Galatéa Bellugi. Francia, 2023, durata 145 minuti.</strong></p>
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		<title>Posizionamento e modernità del ‘Valore Artigiano’: come le tendenze al consumo della Generazione Z stanno rivoluzionando il mercato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 06:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A chi potrebbe rivolgersi l'attuale economia globale, sottoposta a una crescente pressione multifattoriale?<br />
Secondo quanto sostenuto dalla BBC in una ricerca apparsa nell’ambito dei suoi special dedicati alla Generazione Z , la fascia demografica nata tra il 1997 e il 2012 detiene un potere d'acquisto stimato intorno ai 450 miliardi di dollari a livello mondiale</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/posizionamento-e-modernita-del-valore-artigiano-come-le-tendenze-al-consumo-della-generazione-z-stanno-rivoluzionando-il-mercato/">Posizionamento e modernità del ‘Valore Artigiano’: come le tendenze al consumo della Generazione Z stanno rivoluzionando il mercato</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 79%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106787" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/02/rock-music-2845150_1280.jpg" width="1280" height="853" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/02/rock-music-2845150_1280.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/02/rock-music-2845150_1280-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/02/rock-music-2845150_1280-1024x682.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/02/rock-music-2845150_1280-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/02/rock-music-2845150_1280-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
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<p>Con il passare degli anni il potere d’acquisto della Generazione Z diventa significativo nell&#8217;economia globale. Questa generazione, che comprende i nati tra il 1997 e il 2012, rappresenta circa 450 miliardi di dollari di potere d&#8217;acquisto in tutto il mondo. Con un numero sempre maggiore di individui che raggiunge l&#8217;età adulta aumenta anche l’influenza economica. A ricordarcelo sono numerosi approfondimenti svolti da innumerevoli centri di ricerca nazionali e internazionali. Tra i tanti, riportiamo un approfondimento operato dalla BBC che potrebbe anticipare temi e tendenze validi anche nel nostro Paese. Bene o male, è dai tempi della ‘<em>Swinging London’ </em>che in Inghilterra avviene prima ciò che accadrà in seguito nel resto del mondo. Con la globalizzazione (o post-globalizzazione che sia) ed in epoca di infosfera, per altro, ogni fenomeno è enormemente accellerato.</p>
<p>Secondo la BBC, dunque, questi giovani non solo dispongono di risorse finanziarie considerevoli, ma gli esperti affermano che sono anche disposti a spenderle, nonostante un periodo di forte ansia finanziaria.</p>
<p>Ma cosa vi è di diverso rispetto all’orientamento al consumo delle generazioni precedenti?</p>
<p>I ragazzi della Generazione Z <strong>non si limitano a spendere in base ai desideri del momento. Sono, al contrario, estremamente riflessivi e ponderati su come, quando e perchè fare un acquisto piuttosto che un altro.</strong></p>
<p>La scelta oculata di come spendere è in parte influenzata dalla quantità di tempo e sforzi che dedicano per guadagnare un reddito ‘aggiuntivo’ rispetto a quello necessario per il sostentamento.</p>
<p>Attualmente, infatti, la maggior parte della Generazione Z si trova ancora a percepire uno stipendio <em>entry-level</em>, e questo avviene in un contesto economico instabile ed alto costo della vita. Nonostante le sfide finanziarie, molti di loro cercano attivamente opportunità per guadagnare denaro extra, attraverso lavori freelance, attività parallele o impieghi aggiuntivi.</p>
<p>Secondo un sondaggio IBM<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, su 20.000 consumatori americani il 53% della Generazione Z svolge attività freelance, superando qualsiasi altra fascia d&#8217;età intervistata. Questa dedizione al guadagno <em>extra </em>potrebbe essere il motore principale della loro estrema prudenza nelle spese, suggerisce Joe Dittmar<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, leader del settore retail, vicepresidente e partner di IBM Consulting, nonché membro del consiglio di amministrazione della National Retail Foundation (NRF).</p>
<p>La Generazione Z può essere considerata esigente, ma è anche pragmatica. Tamara Charm <a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>, partner di McKinsey &amp; Company, sottolinea che, essendo nativi digitali, questi giovani consumatori adottano nuovi approcci nella ricerca e selezione di prodotti, rendendoli acquirenti più informati.</p>
<p>Charm afferma che la Generazione Z dedica tempo e riflessione ai propri acquisti per garantire che un prodotto soddisfi tutte le loro esigenze. &#8220;<em>Sono veramente abili a navigare tra il telefono, le app, il sito web, il negozio e viceversa, ripetutamente, per capire: &#8216;Cosa voglio? Di cosa ho bisogno? Quando lo otterrò?&#8217; e sono davvero intenzionali riguardo agli acquisti<a href="#_ftn4" name="_ftnref4"><strong>[4]</strong></a></em>&#8220;, spiega.</p>
<p>A differenza degli acquisti impulsivi, questo tipo di comportamento richiede pazienza. Charm sostiene che la Generazione Z è disposta a posticipare gli acquisti finché non ne hanno effettivamente bisogno e sono disposti anche a resistere fino a quando non trovano le migliori offerte.</p>
<p>I ragazzi della Generazione Z hanno anche standard elevati per i prodotti stessi. Sebbene cerchino ancora le migliori offerte possibili, non sono disposti a compromettere la qualità, come evidenziato dalla ricerca della McKinsey &amp; Company sullo shopping natalizio<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>. I ragazzi della Generazione Z  sono stati gli unici a classificare la qualità come più importante del prezzo. Sono anche più propensi a leggere e lasciare recensioni per i prodotti, oltre a essere rapidi nel trovare alternative in caso di recensioni negative.</p>
<p>Joe Dittmar di IBM, nella ricerca già citata, sottolinea che ‘<em>la qualità è fondamentale. Se il tuo prodotto non è all&#8217;altezza della qualità, non ti daranno una seconda possibilità</em>’. Di conseguenza, i giovani acquirenti non si fideranno di un marchio solo per la sua fama se non rispetta i loro standard. Dittmar descrive la Generazione Z come entusiasta ed esplorativa, pronta a rompere le abitudini e a correre rischi. &#8220;<em>Non si fermano in un solo luogo</em>&#8220;, afferma. &#8220;<em>Stanno sperimentando</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Con la Generazione Z che inizia a esercitare un maggiore potere economico, il commercio al dettaglio comincerà ad essere influenzato da nuovi orientamenti d’acquisto</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se le Imprese (comprese quelle ‘a Valore Artigiano’) vogliono intercettare il potere di acquisto di questa generazione esigente, dovranno evolversi di conseguenza. Questo è particolarmente vero in un mondo in cui la GenZ sta attribuendo sempre più importanza ad un altro valore: <strong>quello della sostenibilità ambientale</strong>.</p>
<p>Sempre Tamara Charm afferma: &#8220;<em>Vediamo che il sentiment dei consumatori aumenta di importanza quando acquistano da aziende autentiche, trasparenti e responsabili</em>&#8220;. La Generazione Z si preoccupa che i prodotti acquistati siano realizzati e gestiti in modo sostenibile, e che le aziende adottino azioni positive per il clima.</p>
<p>Charlie Reed<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>, responsabile della sostenibilità globale di Intuit<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a> sottolinea che (…) ‘<em>questa generazione sta adottando misure personali per ridurre il proprio impatto ambientale. Se non vedono i loro acquisti in linea con questo, spingeranno per opzioni migliori’</em>.</p>
<p>Tuttavia, è importante notare che, nonostante le tendenze emergenti nel comportamento e nelle preferenze della Generazione Z, non si può parlare di un gruppo omogeneo né di una tendenza stabile. Bisogna sempre considerare che, per quanto la Generazione Z abbia una lunga lista di criteri prima di considerare un prodotto degno di acquisto, il fatto che le informazioni siano immediatamente e globalmente accessibili attraverso i social media, comporta che le tendenze possano cambiare e differenziarsi rapidamente. Queste tendenze, ormai reali nella <em>Swinging London </em>e nei paesi anglosassoni, diventeranno presto (se non già lo sono) tendenze mondiali, quindi anche italiane. E noi a che punto stiamo?</p>
<p>Sembrerebbe che il sentiment descritto dalla BBC sia arrivato anche nel nostro Paese.</p>
<p>TA-DAAN,<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a> il primo <em>content e-commerce</em> di artigianato contemporaneo, rivela che la Generazione Z e i Millennial rappresentano il 78% della sua community di oltre 200 mila persone. I dati evidenziano che il 46% ha meno di 30 anni e che l’80% è composto da giovani donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Le creazioni a ‘Valore Artigiano’, guidate dai valori della creatività, unicità, consapevolezza e sostenibilità, stanno vivendo un grande successo tra le nuove generazioni. Si prevede che il mercato dove è centrale l’intervento umano, anche se lo stesso utilizza tutte le moderne tecniche di produzione digitale, supererà 1,2 miliardi di dollari entro il 2027</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo <em>mood</em> è reso virale dai social media che svolgono un ruolo chiave: consentono a tutto l’universo a ‘Valore Artigiano’ di farsi conoscere e alle generazioni digitali di scoprire e acquistare creazioni uniche.</p>
<p>La GenZ, cresciuta in ambiente digitale, apprezza trasparenza, genuinità e l’’ umanizzazione’ del processo, sia nella comunicazione <em>online </em>che nella creazione e offerta del prodotto. Senza perdere di vista la razionalità che governa le scelte.</p>
<p>Anche durante eventi di sconti come il <em>Black Friday</em>, la razionalità prevale sui consumi impulsivi. I giovani utilizzano sconti per acquistare in modo ponderato, preferendo prodotti di qualità e duraturi. Come è riportato anche dallo studio della BBC già citato.</p>
<p>E’ vero che abbiamo a che fare con ‘gruppi sociali’ non completamente omogenei e soggetti ‘viralità digitale, pertanto quella descritta è una realtà estremamente ‘<em>fluida</em>’ e che richiede una grande capacità di rispondere in modo flessibile ai cambiamenti.</p>
<p>Tuttavia, l’attualità del <em>mood</em> a ‘Valore Artigiano’, con le dimensioni dell’autenticità, sostenibilità, umanizzazione, unicità e qualità, è indiscutibilmente reale.</p>
<p>Il ‘Valore Artigiano’ rispecchia i criteri di scelta della GenZ e di questo le nostre Imprese devono essere orgogliose e consapevoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.ibm.com/thought-leadership/institute-business-value/en-us/report/genzbrand">https://www.ibm.com/thought-leadership/institute-business-value/en-us/report/genzbrand</a></p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/joedittmar/">https://www.linkedin.com/in/joedittmar/</a></p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/tamara-charm/">https://www.linkedin.com/in/tamara-charm/</a></p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="https://www.mckinsey.com/featured-insights/themes/what-makes-gen-z-tick">https://www.mckinsey.com/featured-insights/themes/what-makes-gen-z-tick</a></p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> <a href="https://www.mckinsey.com/industries/retail/our-insights/holiday-shopping-in-2023-it-started-early-and-will-end-late">https://www.mckinsey.com/industries/retail/our-insights/holiday-shopping-in-2023-it-started-early-and-will-end-late</a></p>
<p><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/reedcharlie/">https://www.linkedin.com/in/reedcharlie/</a></p>
<p><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> <a href="https://www.intuit.com/blog/social-responsibility/an-update-on-our-commitment-to-sustainability/">https://www.intuit.com/blog/social-responsibility/an-update-on-our-commitment-to-sustainability/</a></p>
<p><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> <a href="https://ta-daan.com/">https://ta-daan.com/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h6 class="p1"><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h6>
<p><strong>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/thedigitalartist-202249/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2845150">Pete Linforth</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2845150">Pixabay</a></strong></p>
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</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/posizionamento-e-modernita-del-valore-artigiano-come-le-tendenze-al-consumo-della-generazione-z-stanno-rivoluzionando-il-mercato/">Posizionamento e modernità del ‘Valore Artigiano’: come le tendenze al consumo della Generazione Z stanno rivoluzionando il mercato</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La scuola come bottega dell&#8217;apprendimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 18:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli obiettivi del PNRR sono presenti la riforma degli istituti tecnici e professionali, l'aggiornamento delle metodologie didattiche e la riduzione dell'abbandono scolastico. In generale, l'alfabetizzazione degli studenti italiani è ancora molto bassa e questo rappresenta un problema fondamentale per l'acquisizione di qualsiasi altra conoscenza o competenza in più gli interventi non sono concentrati sulla formazione del ragazzo-cittadino che si affaccia nel mondo del lavoro con un bagaglio di saperi articolato che comprenda competenze pratiche, intellettuali e sociali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 79%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105851" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920.jpg" width="1920" height="1280" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920.jpg 1920w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920-1536x1024.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/05/seminar-g6addb99a8_1920-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></div>
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<p>Anche in merito alle iniziative previste nel programma ‘Futura’, il quadro che unisce le azioni dedicate alla scuola, l’Italia manifesta la sua natura di Paese ‘divisivo’. Del resto, quando si parla di educazione, istruzione e formazione, da un lato c’è chi sostiene pervicacemente la prevalenza della cultura umanistica in qualsiasi proposta; dall’altro c’è chi rivendica la prevalenza degli orientamenti tecnici e ovunque si pone grande attenzione alle competenze digitali e STEM.</p>
<p>Da una parte troviamo chi privilegia un orientamento sbilanciato verso le conoscenze e dall’altra una visione prevalentemente applicativa. Sono tutte posizioni di per sé giuste ma che perdono efficacia se non vengono inserite in un quadro più ampio.</p>
<p>In tutti i casi, comunque, si tralascia una criticità sostanziale e cioè il generale basso livello di alfabetizzazione degli studenti italiani: la drammatica mancanza, cioè, del prerequisito necessario per l’acquisizione di qualsiasi altra conoscenza e competenza appena superiore al livello basilare.</p>
<p>I problemi legati alla comprensione del testo sono alla base della capacità di apprendere (<em>che siano competenze, conoscenze o abilità</em> ), elaborare un valido pensiero critico funzionale nell’ambiente di lavoro e nella società, applicare un efficace <em>problem solving</em> e formulare un pensiero creativo in un contesto ad alta complessità.</p>
<p>Leggiamo, a proposito, nel Rapporto Invalsi 2022: <em>‘ (…) a livello nazionale già nel 2019 solo il 64% degli allievi che terminava il secondo ciclo di istruzione raggiungeva risultati almeno adeguati nella comprensione del testo. Purtroppo, in seguito alla pandemia tale quota si è ulteriormente ridotta, passando al 52% e al momento non si osserva ancora l’inversione di tendenza auspicata.  Mediamente, tra il 2019 e il 2022 si perdono 12 punti percentuali nella quota di allievi che raggiungono un esito almeno adeguato nella comprensione del testo scritto. L’andamento dei risultati nei diversi indirizzi di studio conferma, senza eccezioni, ciò che si osserva a livello generale, ma soprattutto nell’istruzione tecnico-professionale la quota di allievi che raggiungono risultati almeno accettabili si ferma su valori molto bassi.(…)’</em></p>
<p><strong>E’ quanto mai necessario uscire da questa contrapposta palude ideologica: conoscenze versus competenze e cultura umanistica versus cultura scientifica e tecnologica.</strong>  <strong>E se la realtà fosse più complessa? E se, nei fatti, la formazione del ragazzo-cittadino che si affaccia nel  mondo del lavoro dovesse essere composta da un bagaglio di saperi più articolato?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Partiamo da un concetto: il mondo delle imprese a Valore Artigiano richiede un sistema di competenze complesse. La divisione tra materie e competenze STEM, digitali,  umanistiche  e sociali non ha alcuna rispondenza con la realtà. Così come è sbagliato pensare  che la scuola si debba risolvere in un travaso di conoscenze o, al contrario, nell’apprendimento pedissequo di modelli di azione</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partiamo da un concetto: il mondo delle imprese a Valore Artigiano richiede un sistema di competenze complesse. La divisione tra materie e competenze STEM, digitali,  umanistiche  e sociali non ha alcuna rispondenza con la realtà. Così come è sbagliato pensare  che la scuola si debba risolvere in un travaso di conoscenze o, al contrario, nell’apprendimento pedissequo di modelli di azione.</p>
<p><strong>Certo, ci deve essere una differenza nell’offerta formativa ed una prevalenza dell’una o dell’altra competenza  a seconda degli indirizzi scelti ma è  necessario comunque perseguire la strada della  ‘<em>contaminazione dei saperi</em>’, pratici, intellettuali e sociali, così come esiste una interdipendenza indissolubile tra pensiero, atteggiamento e comportamento in ogni realtà imprenditoriale del nostro mondo.</strong></p>
<p>Le capacità-prerequisito che sono alla base della garanzia di futuro di ogni singolo individuo, nel ruolo di cittadino e collaboratore, in ogni  Paese e in ogni Organizzazione,  sono quelle di saper leggere ed interpretare correttamente i testi e i contesti, in continua veloce evoluzione, di apprendere i nuovi paradigmi e modulare le proprie risposte in funzione delle diverse situazioni.</p>
<p>Centrando l’attenzione sulle realtà imprenditoriali, piccole o grandi che siano, è indiscutibile la necessità di saper rispondere alla crescente fluidità con una organizzazione solida ma flessibile, basata sull’apprendimento continuo nuovi modelli di azione, tecnologie e conoscenze, per evitare la veloce obsolescenza di quanto acquisito.</p>
<p>La scuola ha il grande fascino di contribuire grandemente a formare quello che sarà l’adulto di domani e, quindi, la società del futuro.</p>
<p>Impossibile concepire degli interventi a carattere settoriale salvo rischiare, nel migliore dei casi, risultati limitati o controproducenti.</p>
<p>Ed è così che, di fianco alle conoscenze ed alle competenze applicative, sono sempre più considerate le competenze sociali ed emotive, come affermano anche autorevoli fonti.</p>
<p>Dal  Rapporto New Vision Education  2015 del World Economic Forum, ai documenti pubblicati sul sito ufficiale INVALSI (Invalsiopen.it, ‘Oltre le competenze cognitive. Le character skills’, 2 maggio 2023), si legge: <em>‘(…) Quando si parla di scuola è impossibile non considerare come l’apprendimento che prende forma in questo ambiente si realizzi per il concorso di competenze diverse, non solo cognitive. (…).In tal senso le  </em><strong>competenze sociali</strong><em> ed </em><strong>emotive</strong><em> e il loro apprendimento riguardano (…) la formazione della persona e della sua capacità di relazione con il mondo, da sempre il centro dell’educazione.</em></p>
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<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>’In sintesi, usando una terminologia a noi cara, la scuola è la ‘bottega’ dell’apprendimento  dove si impara il  ’saper essere ed il saper fare’ adeguati ai giorni nostri ed a quelli che verranno</em></span></h2>
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<p>In sintesi, usando una terminologia a noi cara, la scuola è la ‘bottega’ dell’apprendimento  dove si impara il  ’saper essere ed il saper fare’ adeguati ai giorni nostri ed a quelli che verranno.</p>
<p>E’ un’ottica complessa (come complessa è la persona) indirizzata a coinvolgere i ragazzi ad ogni livello e tipologia di percorso scolastico per offrire una istruzione completa ed approfondita, percepita come interessante e di livello superiore. Capace di trasmettere la percezione di valore aggiunto ed il piacere di imparare.</p>
<p>Solo così può essere affrontata alla radice la dispersione scolastica, in generale, e risolta la crisi dei percorsi professionali, in particolare, oltre ad aumentare complessivamente la qualità della popolazione giovanile occupabile.</p>
<p>L’innalzamento della qualità dell’offerta formativa deve prevedere una iniziale ma solida piattaforma unitaria, come già avviene in Francia in buona parte del resto d’Europa, pur mantenendo, ovviamente, le differenze contenutistiche tra percorso e percorso. A patto che si rispetti un quadro che tenga sempre in grande considerazione la commistione dei saperi<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>In tal modo genitori e ragazzi avrebbero la possibilità di scegliere un’offerta formativa differente ma in un quadro unitario che non stigmatizzerebbe alcun percorso. E’ una impostazione valida per ogni indirizzo scolastico ma, diciamolo con tutta franchezza, oggi è soprattutto la scelta tecnica e professionale ad essere vissuta negativamente: vi è un percepito sfavorevole da combattere con soluzioni fattive.</p>
<p>Non solo la composizione dei programmi didattici ma anche, e soprattutto, la revisione dei piani formativi con l’individuazione delle competenze a cui tendere, (con la stretta e necessaria collaborazione del mondo del lavoro), la conseguente organizzazione del processo didattico e delle metodologie di apprendimento ed il potenziamento delle competenze dei docenti. Aula e laboratori, lezioni frontali e gruppi di lavoro, esperienze fuori dal contesto scolastico e percorsi esperienziali ben progettati.</p>
<p>A tale proposito, osserviamo spesso un’odiosa divisione tra scuola e lavoro e tra ambito delle conoscenze e aspetto applicativo,  mentre essi rappresentano realtà  che devono completarsi reciprocamente, tramite un potenziamento della componente laboratoriale e l’organizzazione di esperienze formative in contesti di lavoro con percorsi selezionati, ben progettati e congruenti con il piano formativo complessivo<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>.</p>
<p>La qualità dell’offerta scolastica è un aspetto imprescindibile per affrontare la complessità attuale, ancora di più nella fase di ricostruzione post pandemia, ed assume un ruolo centrale per la formazione delle professionalità di cui gli imprenditori artigiani hanno bisogno. Ma la costruzione della ‘nuova scuola’ deve seguire una visione per andare incontro al futuro, con il coraggio di superare steccati ideologici e vecchi retaggi, così come già hanno fatto molti nostri partner europei.</p>
<hr />
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/01/QFG_Vol1.pdf">https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/01/QFG_Vol1.pdf</a> I quaderni della fondazione Germozzi – l’Emergenze educativa in Italia, 2021 – Giulio Sapelli. Pagina 61</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> <a href="https://spiritoartigiano.it/il-complicato-rapporto-scuola-lavoro-un-caso-tutto-italiano-le-ragioni-storiche-di-questa-particolarita-e-come-uscirne/">https://spiritoartigiano.it/il-complicato-rapporto-scuola-lavoro-un-caso-tutto-italiano-le-ragioni-storiche-di-questa-particolarita-e-come-uscirne/</a></p>
<hr />
<h5></h5>
<h5>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/startupstockphotos-690514/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=594125">StartupStockPhotos</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=594125">Pixabay</a></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div>
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		<title>Oscar 2023 : il ‘Valore Artigiano’ dietro le inconfondibili statuette della Accademy Award</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 04:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Placcate in oro a 24 carati, le statuette sono il simbolo della maestria degli artigiani che rendono possibile la grande macchina dei sogni: il cinema</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 67%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105595" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodnae-productions-7005682.jpg" width="1417" height="1432" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodnae-productions-7005682.jpg 1417w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodnae-productions-7005682-297x300.jpg 297w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodnae-productions-7005682-1013x1024.jpg 1013w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/pexels-rodnae-productions-7005682-768x776.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1417px) 100vw, 1417px" /></div>
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<p>Pensiamo solo alla realizzazione dei costumi, delle scenografie e degli oggetti di scena: ogni dettaglio deve essere curato con precisione per creare l&#8217;atmosfera adatta per il film. In questo lavoro di ricerca gli artigiani del cinema utilizzano spesso tecniche tradizionali e materiali naturali, come tessuti pregiati o legni antichi, per rendere le scenografie e i costumi ancora più realistici. Ma come avviene anche nelle realtà produttive rivolte al mercato, anche il mondo dell&#8217;artigianato del cinema ha fatto propria l’evoluzione della tecnologia: oggi, molte delle attrezzature utilizzate in produzione sono progettate e costruite da artigiani specializzati (<em>makers</em>), che utilizzano le ultime tecnologie disponibili per creare effetti speciali sempre più spettacolari.</p>
<p>Questi professionisti svolgono un lavoro di precisione, creatività e passione che spesso rimane nascosto al grande pubblico salvo emergere quando viene riconosciuto da qualche premio internazionale. Si parla di costumisti, truccatori, scenografi, autori, acconciatori ed altre figure che spesso hanno reso grande l’Italia nella settima arte.</p>
<p>I tecnici del suono, che si occupano della registrazione e del mixaggio degli effetti sonori e delle musiche, i direttori della fotografia, che gestiscono l&#8217;illuminazione e la ripresa delle scene, e i montatori, che selezionano e assemblano le immagini per creare la giusta sequenza narrativa.</p>
<p>Ognuno di questi professionisti, con il proprio contributo, è in grado di partecipare alla creazione di un capolavoro cinematografico. La loro collaborazione è essenziale per garantire una ‘opera’ finale di alta qualità e per rendere la magia del cinema ancora più reale e coinvolgente per il pubblico.</p>
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<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">Gli Oscar non celebrano solo il ‘risultato finale’ ma anche il Valore Artigiano che rende quel film un gioiello particolare</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco perché gli Oscar non celebrano solo il ‘risultato finale’ ma anche il Valore Artigiano che rende quel film un gioiello particolare<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p><strong>Forse non ci siamo mai soffermati su questo aspetto: ma si tratta di Maestri Artigiani che costruiscono a rendere vivo il mito della settima arte. </strong>Magari può essere un ‘mondo’ attraente per le nuove generazioni allorchè devono essere ‘orientate’ alla scelta di percorsi scolastici aderenti alle proprie passioni.</p>
<p>Senza il genio e la professionalità dei maestri artigiani il cinema non riuscirebbe a costruire prodotti con la stessa carica emozionale e la medesima capacità di coinvolgimento e non ci sarebbero capolavori che hanno reso il cinema una indiscussa arte capace di dialogare con il grande pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em><span class="font-435549">E sono un prodotto di purissimo Artigianato anche (e soprattutto) le inconfondibili statuette conosciute anche come &#8220;Academy Awards”, prodotte in bronzo e rivestite di oro 24 carati</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>E sono un prodotto di purissimo Artigianato anche (e soprattutto) le inconfondibili statuette conosciute anche come &#8220;Academy Awards”, prodotte in bronzo e rivestite di oro 24 carati.</p>
<p>La statuetta degli Oscar, che è alta circa 34 cm e pesa circa 3,5 kg, rappresenta un uomo stilizzato che imbraccia in piedi su un rullo di pellicola cinematografica.</p>
<p>Il design originale fu creato Cedric Gibbons. Maestro artigiano e scenografo di altissimo livello, diventato direttore artistico della MGM Studios. La forma dell&#8217;uomo stilizzato è stata modellata sull&#8217;attore Emilio &#8220;El Indio&#8221; Fernández.</p>
<p>E chi produce, chi crea queste inconfondibili statuette? Una azienda ‘a Valore Artigiano’. Si chiama R.S. Owens &amp; Company.  È di Chicago, Illinois, negli Stati Uniti.</p>
<p>Nel suo sito (<a href="http://rsocustomawards.com/#about" target="_blank" rel="noopener">qui</a>) si descrive perfettamente la specificità del processo produttivo artigianale. Che parte dall’idea, si fonde con la capacità manuale e utilizza la tecnica per creare il prezioso manufatto.</p>
<p>Lo possiamo dire: nella magia del cinema vi è l’essenza del mondo che vogliamo rappresentare in questo <em>Magazine</em>.  La mente, il cuore e la manualità che si incontrano dando quel tocco incantato ad un mondo che, senza la maestria del ‘sapere artigiano’, sarebbe diverso da quello che conosciamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Infatti esistono le categorie del premio per figure propriamente ‘a Valore Artigiano’ quali : truccatori, costumisti, scenografi, fotografi, tecnici del suono ecc…</h6>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-16"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h5>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-persona-abito-baciando-7005682/" target="_blank" rel="noopener">RODNAE Productions</a></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div>
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			</item>
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		<title>Libri da leggere o rileggere: «La lezione del legno»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 05:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo sempre più numerosi, nel corso delle nostre vite moderne, a cambiare radicalmente traiettoria. Molto spesso è per lanciarsi in un'attività artigianale. Dopo aver studiato Filosofia e Diritto, Arthur Lochmann, autore di questo libro, sceglie di diventare carpentiere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-17"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-6 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Raccontare il mondo che esprime la ricchezza del ‘Valore Artigiano’ è una operazione complessa ma affascinante.</p>
<p>Esiste un universo di scritti, libri, filmati, interviste che raccontano la nostra realtà.  Ed è particolarmente attrattivo come nel mondo artigiano vi sia quella continua contaminazione tra lavoro applicativo, ‘saper essere’, cultura umanistica, scientifica e tecnologia. Tutti elementi che producono lo storico ‘saper fare’ e che si alimentano vicendevolmente in un continuum tra dimensione concettuale e pratica.</p>
<p>Il manifesto che esprime il fascino della Impresa a ‘Valore Artigiano’ è indiscutibilmente il libro di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Sennett" target="_blank" rel="noopener">Richard Sennet</a>, il sociologo statunitense  che meglio di tutti ha saputo delineare nel suo ‘<a href="https://www.ibs.it/uomo-artigiano-libro-richard-sennett/e/9788807104398" target="_blank" rel="noopener">L’Uomo Artigiano</a>’ la fusione e la bellezza della ‘competenza complessa’ che produce un lavoro artigianale. E’ ormai un best seller che molti di noi hanno letto e che rappresenta il faro per ogni intelaiatura concettuale sul tema.</p>
<p>Intorno al mondo dell’Artigianato esiste però una vasta produzione letteraria che articola in vario modo i valori universali propri del ‘Valore Artigiano’.</p>
<p>Gli inglesi chiamerebbero l’opera letteraria che presentiamo oggi una ‘hidden gem’, cioè un ‘gioiello nascosto’.</p>
<p>Si tratta del libro  <strong>’La lezione del legno’ (<em>Il lavoro manuale e l&#8217;etica del fare</em>)</strong>, pubblicato nel <strong>2020</strong> dalla casa editrice Ponte delle Grazie, che  ha ricevuto il premio Maurice Genevoix dell’Académie française.</p>
<p>L’autore di questo libro, il francese Arthur <strong>Lochmann,</strong> racconta il significato complesso del lavoro manuale e artigianale che si sostanzia nella realtà del ‘saper fare’ e nell’unione tra tradizione e innovazione. La concretezza di una idea che si esprime attraverso le mani, in un continuum tra pensiero e azione che aiuta a riscoprire il senso della vita.  La prima cosa che colpisce è la biografia dell’Autore. Laureato all&#8217;Università di Parigi 1 Panthéon-Sorbonne, Arthur Lochmann ha conseguito una laurea in filosofia (2006-2007), una laurea in giurisprudenza (2007-2009), un master 1 in diritto pubblico generale (2017-2018). Dal 2012 al 2017 è stato traduttore letterario di narrativa e saggistica dal tedesco e dall&#8217;inglese al francese per varie case editrici. <strong>Arthur Lochmann è anche un falegname diplomato</strong> presso quelli che in Italia sono gli Istituti Professionali ma in Franca sono denominati Licei Professionali (Su questo tema si rimanda alla lettura delle pag. 59 &#8211; 63 del <a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2022/01/QFG_Vol1.pdf" target="_blank" rel="noopener">quaderno della Fondazione Germozzi sulla  ‘Emergenza Educativa</a>’)</p>
<p>Riportiamo integralmente la bella <a href="https://www.lefigaro.fr/livres/arthur-lochmann-le-vertige-est-un-theme-rimbaldien-20211117" target="_blank" rel="noopener">recensione</a> tratta dal quotidiano francese Le Figaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>«Un manifesto generazionale».</h4>
<p>«Siamo sempre più numerosi, nel corso delle nostre vite moderne, a cambiare radicalmente traiettoria. Molto spesso è per lanciarsi in un’attività artigianale». Dopo aver studiato Filosofia e Diritto, l’autore di questo libro sceglie di diventare carpentiere. Un mestiere che «procura quella sensazione unica, essenziale, dei volumi che vanno prendendo forma sotto il cielo», restituendo a chi lo pratica «una vita solida alla quale ci si aggrappa». Quella che ci racconta è una storia di formazione dove il maestro è il legno e si impara a «pensare con le mani», e protagonisti sono i profumi delle essenze, l’inclinazione del braccio nell’atto di un taglio, il prolungamento di sé negli strumenti del mestiere, la condivisione silenziosa di spazi e gesti con gli altri artigiani&#8230; ma anche l’errore, la fatica, le vertigini, la paura. Se i margini della realtà si allentano diventando inafferrabili, se il tempo accelera al punto da non offrirci più un appiglio, la vita può ritrovare un senso riagganciandosi alla concretezza del saper fare, al gusto del risultato a regola d’arte, alla condivisione di una conoscenza tramandata ma costantemente in evoluzione perché passa dai gesti, dal corpo, dai ritmi di ciascuno. Arricchito da questa esperienza, dopo dieci anni a costruire e riparare tetti, Arthur Lochmann è tornato all’università, e ora alterna la professione di carpentiere a quella di traduttore. Immergendoci in queste pagine, da cui traspaiono con la stessa limpidezza passione per il mestiere e talento di scrittore, ci pare di essere anche noi lassù, sui tetti di un castello, dentro un campanile o sulle coperture di un edificio degli anni Cinquanta, tra i membri di un’antica e stimata confraternita di artigiani.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
</div></div></div></div></div></div><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-3 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-left"><div class="single-wrapper" style="max-width: 100%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105368" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/LaLezione-del-legno.jpg" width="1000" height="1504" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/LaLezione-del-legno.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/LaLezione-del-legno-199x300.jpg 199w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/LaLezione-del-legno-681x1024.jpg 681w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/LaLezione-del-legno-768x1155.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
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		<title>Scuola e lavoro: le scelte degli studenti italiani per l’anno scolastico 2023/2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Boccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2023 06:25:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 60% degli studenti ha scelto indirizzi liceali, in molti casi senza un percorso successivo qualificante. L'Italia, secondo Paese manifatturiero europeo, può permettersi questa tendenza che produce conseguenze evidenti sul mismatch delle competenze?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 100%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105260" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/college-student-g67d9befa4_1920.jpg" width="1152" height="655" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/college-student-g67d9befa4_1920.jpg 1152w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/college-student-g67d9befa4_1920-300x171.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/college-student-g67d9befa4_1920-1024x582.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/college-student-g67d9befa4_1920-768x437.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></div>
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				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-18" data-row="script-row-unique-18" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-18"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-19"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Prima di formulare qualsiasi considerazione è bene partire dall’analisi dei dati che delineano gli orientamenti relativi alle scelte scolastiche di famiglie e ragazzi per il prossimo anno.</p>
<p>I Licei continuano a essere preferiti da oltre la metà delle studentesse e degli studenti che devono effettuare la scelta della secondaria di II grado, con il 57,1% delle iscrizioni rispetto al 56,6% di un anno fa.</p>
<p>Nello specifico, il Liceo classico viene scelto dal 5,8% degli studenti (un anno fa era al 6,2%). Il 26,1% sceglie i Licei Scientifici (dato sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno). Lo Scientifico tradizionale raccoglie il 14,1% delle preferenze (rispetto al 14% del 2022/2023). Il Liceo Linguistico, invece, sale dal 7,4% al 7,7%.</p>
<p>Se il Classico registra una lieve flessione, cresce sensibilmente il Liceo delle Scienze Umane, dal 10,3% all’11,2%. L’Artistico cala dal 5,5% al 4,9%. I Licei ad indirizzo Europeo ed Internazionale vengono scelti dallo 0,4% (0,5% un anno fa), i Licei Musicali e Coreutici passano dallo 0,7% allo 0,9%.</p>
<p><strong>In conclusione, al netto di un lieve riequilibrio interno, il Liceo rimane l’opzione più gettonata da famiglie e studenti.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-20"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h5 style="text-align: center;">Scuola Secondaria di II grado &#8211; Confronto dati a.s. 2023/2024 &#8211; a.s. 2022/2023</h5>
<p style="text-align: center;"><em>(Fonte: Ministero dell&#8217;Istruzione e del merito- Direzione generale per i sistemi informatici e la statistica)</em></p>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-20" data-row="script-row-unique-20" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-20"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-21"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 40%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105246" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Scuola-secondaria-II-grado.jpg" width="800" height="654" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Scuola-secondaria-II-grado.jpg 800w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Scuola-secondaria-II-grado-300x245.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Scuola-secondaria-II-grado-768x628.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-21" data-row="script-row-unique-21" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-21"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-22"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Qui si apre la prima riflessione: in Italia il comparto manifatturiero rappresenta un settore vitale per valore aggiunto ed occupa storicamente un posto rilevante in Europa. Il nostro Paese può permettersi che il 60% delle future generazioni scelga indirizzi liceali, in molti casi senza un percorso successivo qualificante? In una Nazione a forte vocazione manifatturiera come la nostra questa tendenza sta producendo conseguenze evidenti sul <em>mismacth</em> delle competenze. Il rapporto tra i profili  richiesti dal mondo del lavoro e quelli formati dal sistema scolastico è un tema che spesso ci vede intervenire con l’invito ad una urgente riorganizzazione dell’intero assetto della scuola secondaria superiore e la formulazione di  proposte. I dati sulle iscrizioni 2023/2024 sono un ulteriore campanello d’allarme che non può essere ignorato. Proviamo a riflettere a partire dai numeri. Nel Lazio, ad esempio, ben il 70% degli studenti sceglie percorsi liceali, indirizzi che offrono una preparazione propedeutica ad uno sbocco universitario o di specializzazione successiva. Cosa che non sempre avviene.</p>
<p>Di conseguenza moltissimi ragazzi si affacciano al mondo del lavoro con una preparazione generalista e insufficiente per una affermazione professionale.<a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-22" data-row="script-row-unique-22" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-22"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-23"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h5 style="text-align: center;">Scuola Secondaria di II grado &#8211; Percorsi per regione a.s. 2023/2024</h5>
<p style="text-align: center;"><em>(Fonte: Ministero dell&#8217;Istruzione e del merito- Direzione generale per i sistemi informatici e la statistica)</em></p>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-23" data-row="script-row-unique-23" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-23"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-24"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 40%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105252" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Percorsi-scuola-secondaria-II-grado-per-regione.jpg" width="800" height="651" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Percorsi-scuola-secondaria-II-grado-per-regione.jpg 800w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Percorsi-scuola-secondaria-II-grado-per-regione-300x244.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/02/Percorsi-scuola-secondaria-II-grado-per-regione-768x625.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div>
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</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-25" data-row="script-row-unique-25" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-25"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-26"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<h5 style="text-align: center;">Scuola Secondaria di II grado &#8211; Iscrizioni online per indirizzi di studi a.s. 2023/2024</h5>
<p style="text-align: center;"><em>(Fonte: Ministero dell&#8217;Istruzione e del merito- Direzione generale per i sistemi informatici e la statistica)</em></p>
<p>
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<p>Però se un versante della istruzione più legata al mondo delle professioni manifesta una tenuta e sembra avere un certo <em>appeal</em>, non si può affermare lo stesso per la istruzione professionale. L’iscrizione agli Istituti Professionali registra un calo preoccupante:  dal 12,7% di un anno fa al 12,1%. Tra i ‘Professionali’, gli indirizzi maggiormente scelti sono “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera” (4%), “Manutenzione e Assistenza Tecnica” e “Servizi per la Sanità e l’assistenza Sociale” (entrambi all’1,6%) e “Servizi Commerciali” (1,3%).</p>
<p>Come abbiamo più volte segnalato appare urgente ridefinire l’intero comparto che riguarda la filiera della istruzione professionale poiché  tale mancanza di ‘<em>appeal</em>’ si ritorce anche sulle scelte successive che riguardano il rapporto sperequato (sempre al livello delle iscrizioni) tra ITS ed Università. In più occasioni, come Fondazione Germozzi, abbiamo segnalato la gravità di questa situazione che va ad appesantire l’Emergenza Educativa in cui versa l’Italia. E’ necessario accompagnare le scelte degli studenti e delle famiglie, rivedere programmi, percorsi di studio e metodologie didattiche  per ritornare ad essere una scuola di qualità, in grado di collegare armoniosamente scuola e mondo del lavoro.</p>
<p>I percorsi liceali e soprattutto umanistici dovrebbero rappresentare, in un Paese come il nostro con forte tradizione imprenditoriale, una scelta importante ed essenziale ma non pesantemente maggioritaria. Una scelta consapevole e che prelude ad uno sbocco universitario o comunque superiore, come avviene nei sistemi scolastici di altri Stati. Il rischio che le opzioni professionali diventino scelte marginali e che la preparazione offerta dalla scuola rispetto al mondo del lavoro risulti sistematicamente insufficiente sta diventando un mantra ripetuto da tutti gli istituti di ricerca. Tale situazione, sommata ad altri fattori quali ad esempio la crisi demografica, può contribuire sensibilmente ad un arretramento della nostra  capacità produttiva.</p>
<p>E’ evidente l’urgenza di saldare le necessità del mondo del lavoro con l’offerta scolastica ed implementare un efficace sistema di orientamento che accompagni le famiglie ed i ragazzi ad una scelta consapevole.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-28" data-row="script-row-unique-28" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-28"));</script></div></div></div>
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