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	<title>Stories - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
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		<title>Gli artigiani del ghiaccio: storia di una piccola filiera che ha firmato le Olimpiadi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:15:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una rete di imprese artigiane associate a Confartigianato firma l’impianto frigorifero dell’Unipol Forum. Tra refrigeranti innovativi e sicurezza, la filiera a chilometro zero si è messa al servizio della grande committenza mondiale. Dimostrando di saperla lunga.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 93%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-109975" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx104837-1200px-1600-1000-80.jpg" width="1200" height="800" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx104837-1200px-1600-1000-80.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx104837-1200px-1600-1000-80-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx104837-1200px-1600-1000-80-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx104837-1200px-1600-1000-80-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/03/coni-cnx104837-1200px-1600-1000-80-350x233.jpg 350w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
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<p>Non ha visto, però, ciò che rende possibile quella perfezione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Tre imprese artigiane, un&#8217;unica infrastruttura al servizio di un evento globale»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sotto la superficie, invisibile agli occhi ma decisiva per ogni atleta, ha infatti lavorato un sistema di piccole imprese capace di garantire stabilità millimetrica, controllo costante della temperatura e sostenibilità ambientale. Un equilibrio complesso, costruito anche attraverso la sinergia di <strong>tre imprese artigiane </strong>che hanno messo in comune competenze diverse – progettazione impiantistica, fornitura di refrigeranti innovativi e gestione della sicurezza – trasformandole in un’unica infrastruttura al servizio di un evento globale. Perché quando il ghiaccio regge l’atterraggio di un quadruplo salto senza esitazioni, significa che dietro c’è qualcosa che funziona alla perfezione. E quella perfezione, alle Olimpiadi, ha parlato anche il linguaggio degli artigiani.</p>
<p><strong>Quella filiera ha nomi e cognomi</strong>. A firmare l’impianto frigorifero a servizio della pista del ghiaccio sono state le imprese <strong>Novafrigor </strong>di Binasco (MI), <strong>Progetto Freddo</strong> di Bernareggio (MB) e la società di consulenza <strong>CSIM</strong>, unite dalla scelta di fare rete all’interno di Confartigianato e di presentarsi come un unico interlocutore tecnico davanti a una committenza mondiale. «Abbiamo costituito una sorta di piccola filiera al servizio della grande committenza, che è nulla senza poi il contributo delle piccole imprese», spiega <strong>Gianluca De Giovanni</strong>, amministratore delegato di Novafrigor, società attiva nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti di refrigerazione commerciale e industriale. «È lo spirito che ci appartiene: la capacità di creare impresa tra specificità diverse, coniugando le competenze di ognuno all’interno di un progetto unificato».</p>
<p>Nel caso dell’Unipol Forum, questa integrazione si è tradotta in un impianto frigorifero ad alto contenuto tecnologico e ambientale. Determinante è stata la scelta del refrigerante. «Sono stato interpellato per la fornitura di CO₂ R74», racconta <strong>Ernesto Vozzella</strong>, titolare di Progetto Freddo, riferendosi all’utilizzo dell’anidride carbonica come alternativa ecologica ai gas tradizionali. Una soluzione che ha consentito di coniugare performance e sostenibilità, in linea con gli standard ambientali richiesti dal contesto olimpico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549">«Soluzioni innovative nel massimo rispetto degli standard di sicurezza»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impiego di refrigeranti innovativi, tuttavia, comporta complessità tecniche significative. È qui che è intervenuta CSIM, azienda italiana leader nella formazione, consulenza e supporto tecnico per il settore della refrigerazione e climatizzazione (HVACR). «Abbiamo contribuito alla progettazione dell’impianto di Assago, occupandoci in particolare della sicurezza delle apparecchiature in pressione», sottolinea <strong>Marco Masini</strong>, CEO e presidente della società. Il cantiere olimpico ha imposto requisiti stringenti. «Milano Cortina doveva rispettare standard di sicurezza molto elevati e su questo abbiamo dato un contributo importante, prestando particolare attenzione alle specificità dell’impianto, realizzato con un refrigerante innovativo che richiede particolari accorgimenti. La gestione di questi aspetti è stata affrontata con estremo rigore, parallelamente a una scelta orientata alla massima sostenibilità».</p>
<p>Un aspetto critico del servizio, evidenzia De Giovanni, è proprio «garantire l’integrità e la sicurezza delle apparecchiature in pressione», ambito che ha richiesto elevati standard di controllo sin dalla fase progettuale. Accanto alla realizzazione, fondamentale è stata la gestione operativa durante i Giochi. «Per un evento di portata mondiale, continuità del servizio e tempestività non sono opzioni, ma condizioni imprescindibili. Servire seriamente un’iniziativa così importante significa garantire consegna, puntualità e manutenzione costante», sottolineano gli imprenditori. «L’impianto doveva funzionare senza interruzioni, sostenendo carichi elevati e assicurando stabilità millimetrica della temperatura in ogni fase delle competizioni. L’approccio alla sostenibilità è stato a 360 gradi: non solo nella scelta del refrigerante, ma nella gestione complessiva del ciclo di vita dell’impianto, compresa l’immissione del fluido a totale impatto zero e il mantenimento degli standard ambientali definiti in fase realizzativa. In questo lavoro di squadra, una nota di riconoscimento va anche a Intercom, general contractor e specialista del ghiaccio, e a Novafrigo, costruttore delle due centrali frigorifere dell’impianto. La collaborazione con questi partner ha reso possibile l’inserimento della filiera artigiana all’interno di un progetto di scala internazionale».</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><strong>«Un’eredità che va oltre il ghiaccio»</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre all’infrastruttura fisica, resta il valore di aver partecipato a un evento globale. «Ci si sente piccoli dentro qualcosa di enorme come le Olimpiadi», racconta Vozzella. «Grazie alla rete sono riuscito a portare il mio contributo all’interno di qualcosa che riguarda il mondo intero». La sfida più grande è stata superare i limiti dimensionali per offrire soluzioni altamente specialistiche. «L’ulteriore motivo di orgoglio», conclude Masini, «è essere riusciti a soddisfare una richiesta così importante, mettendo a disposizione competenze maturate nel corso della nostra storia lavorativa. È stata la capacità di risolvere un problema grande. Insieme.».</p>
<p><strong>(Di Agnese Zappalà &#8211; Responsabile Ufficio Stampa, Comunicazione e Marketing Associativo APA Confartigianato Imprese)</strong></p>
<p><a class="ig-tags-link" href="https://milanocortina2026.coni.it/it/media-item/gallery.html?view=tags&amp;igtags=Foto%20Claudio%20Scaccini/CONI"><strong>©Foto Claudio Scaccini/CONI</strong></a></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>La stessa bottega, un nuovo suono. Artigiani Veneti, 40 anni dopo: il racconto continua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:14:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Fratelli Ruffatti filmata da Ermanno Olmi in Artigiani Veneti al progetto olimpico The Sound of Artisans: quarant’anni di artigianato veneto tra memoria e contemporaneità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109784" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-La-stessa-bottega-un-nuovo-suono.-Artigiani-Veneti-40-anni-dopo.jpg" width="1536" height="1152" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-La-stessa-bottega-un-nuovo-suono.-Artigiani-Veneti-40-anni-dopo.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-La-stessa-bottega-un-nuovo-suono.-Artigiani-Veneti-40-anni-dopo-300x225.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-La-stessa-bottega-un-nuovo-suono.-Artigiani-Veneti-40-anni-dopo-1024x768.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-La-stessa-bottega-un-nuovo-suono.-Artigiani-Veneti-40-anni-dopo-768x576.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-La-stessa-bottega-un-nuovo-suono.-Artigiani-Veneti-40-anni-dopo-350x263.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></div>
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<p>Nel 1986 <strong>Ermanno Olmi</strong> entrava nelle botteghe venete con la sua cinepresa per raccontare il lavoro artigiano in <strong><em>Artigiani Veneti</em></strong>, un progetto voluto e commissionato da Confartigianato Imprese Veneto e Regione Veneto. Non cercava l’epica industriale, ma la verità dei gesti.</p>
<p>Olmi aveva già mostrato nei suoi documentari industriali per Edison che il lavoro è racconto, rito, dignità. In <em>Artigiani Veneti</em> compie un gesto ulteriore: entra nelle botteghe come si entra in una casa, con rispetto. Il suo è uno sguardo che non spettacolarizza, ma ascolta. E in quell’ascolto restituisce all’artigianato la sua dimensione più autentica: comunità, competenza, responsabilità (<em><strong>Guarda il documentario</strong>, disponibile su YouTube in una rara versione integrale suddivisa in due parti: <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=1vxC8-UFkCA" target="_blank" rel="noopener">Parte 1 </a></strong>e <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=h3kMMPcJrpQ" target="_blank" rel="noopener">Parte 2</a></strong>)</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">«Oggi, a quarant’anni di distanza, Confartigianato Imprese Veneto torna in quei luoghi con un nuovo progetto, The Sound of Artisans – il Suono degli Artigiani»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra quelle botteghe c’era anche la <strong>Fratelli Ruffatti </strong>(nella foto, i fratelli Piero e Francesco Ruffatti), storica azienda padovana costruttrice di organi a canne. Oggi, a <strong>quarant’anni di distanza</strong>, Confartigianato Imprese Veneto torna in quei luoghi con un nuovo progetto, <strong><em>The Sound of Artisans – il Suono degli Artigiani (</em></strong><em><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLho3KfuGr8IUQ-wFt_j8jAdfmuZ1w3_tP" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guarda il video</strong></a> su YouTube)</em>. E il titolo non è un caso. Se Olmi aveva suggerito che il lavoro potesse essere ascoltato, nelle parole e nei gesti, oggi quella suggestione diventa linguaggio esplicito e il suono diventa una chiave narrativa. Non c’è mediazione tra l’artigiano e il suo pubblico, non c’è giudizio, solo un atto di verità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">«Il docu-film non costruisce una vetrina di prodotti finiti ma un’esperienza immersiva»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Realizzato in occasione delle <strong>Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026</strong>, il docu-film diretto da <strong>Alessandro Carlozzo</strong> non costruisce una vetrina di prodotti finiti ma un’esperienza immersiva. Un viaggio attraverso le sette province venete per raccontare in presa diretta il ritmo dei martelli, il fruscio delle seghe, l’acqua che modella, il metallo che risuona, le canne d’organo che prendono voce: dalla lavorazione artistica della ceramica all’oro, l’arte di lavorare il marmo e quella di creare dal legno la cantieristica navale più evoluta; il ruolo dell’acqua come elemento identitario per gli allevatori di ostriche rosa e i panificatori del polesine, la culla dell’occhialeria nel cuore del Cadore, l’universo della calzatura artigianale nel distretto dello Sport system.</p>
<p>Il dialogo tra i due film è evidente e profondo. Il contributo di Olmi agli artigiani  “senza i quali una città non può essere concepita, né abitata, né frequentata” e quello di <em>The Sound of Artisans – il Suono degli Artigiani </em>dove l’artigianato è testimonianza del Genius Loci che oggi abbiamo scelto di chiamare Intelligenza Artigiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">«C’è anche una continuità simbolica forte: la stessa Fratelli Ruffatti che Olmi filmò negli anni Ottanta ritorna come luogo emblematico di un sapere che non si è interrotto»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è anche una continuità simbolica forte: la stessa Fratelli Ruffatti che Olmi filmò negli anni Ottanta ritorna come luogo emblematico di un sapere che non si è interrotto. Non una nostalgia, ma una traiettoria. Non una celebrazione del passato, ma una dimostrazione di resilienza evolutiva: in un tempo in cui il Made in Italy rischia di essere ridotto a etichetta, e in cui l’intelligenza artificiale rischia di prendere il sopravvento, l’artigianato è l’antidoto. Confartigianato Imprese Veneto sceglie un messaggio semplice quanto potente: l’artigianato restituisce misura al mondo perché riporta il lavoro alla sua dimensione umana.</p>
<p>Sul magazine <em>Spirito Artigiano</em> mettiamo idealmente in dialogo queste due opere. Da una parte <em>Artigiani Veneti</em>, documento prezioso di una stagione culturale che ha saputo leggere l’anima produttiva del territorio, dall’altra <em>The Sound of Artisans</em>, che proietta quella stessa anima nel contesto globale delle Olimpiadi, trasformando l’intelligenza artigiana in linguaggio universale.</p>
<p><strong>(Di Anna de Roberto &#8211; Ufficio stampa Confartigianato Veneto)</strong></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
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		<title>Art4Sport, la forza delle famiglie: “Dopo il perché, bisogna chiedersi: adesso cosa facciamo?”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teresa Grandis e Ruggero Vio, genitori di Bebe Vio, campionessa paralimpica, mondiale ed europea di fioretto, parlano dalla piccola cittadina di Mogliano Veneto, Treviso. Da  16 anni, dalla nascita della loro associazione Art4Sport Onlus la loro casa è l’Italia intera, e la loro famiglia si allarga ogni giorno, con le storie di tutti i bambini amputati che entrano nella loro vita.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109910" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo.jpg" width="1600" height="1067" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo.jpg 1600w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo-1536x1024.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2026/02/Conf.-Veneto-Art4Sport-la-forza-delle-famiglie-Dopo-il-perche-bisogna-chiedersi-adesso-cosa-facciamo-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></div>
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Nelle parole di <strong>Teresa Grandis</strong> e <strong>Ruggero Vio</strong>, presidente e vicepresidente di <strong>Art4Sport Onlus</strong>, c’è l’attesa per le <strong>Paralimpiadi Milano Cortina 2026</strong>, ma soprattutto c’è un’idea precisa di comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">«Sedici anni fa quasi nessuno parlava di sport paralimpico»</span></h2>
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<p>La loro storia nasce con la figlia Bebe Vio, ma oggi – raccontano – “è supportata da Bebe ed è importante per tutti noi”. Sedici anni fa quasi nessuno parlava di sport paralimpico. L’intuizione fu semplice e rivoluzionaria: non bastava fornire protesi o carrozzine, bisognava costruire un percorso. Dare strumenti, sì, ma anche prospettiva.</p>
<p>“Nel mondo paralimpico ci si mette ancora più cuore”, spiegano. “La differenza è che l’atleta paralimpico, per arrivare lì, ha fatto un percorso enorme: ha scelto di guardare avanti, di non piangersi addosso”.</p>
<p>È una scelta che non riguarda solo i ragazzi. Riguarda le famiglie. “L’ospedale ti salva la vita. Ma poi? La rete è indispensabile”. In questi anni Art4Sport ha cambiato perfino lo statuto: oggi i ragazzi seguiti sono 51, “ma per noi sono tutti figli nostri”. Quando incontrano un nuovo ragazzo – spesso arrabbiato, spaesato – Teresa e Ruggero rivivono quello che hanno attraversato loro. “Anche noi per settimane ci siamo chiesti: perché è successo? A un certo punto devi smettere di chiedertelo. La domanda diventa: adesso cosa facciamo?”.</p>
<p>Nel gruppo si distinguono – con un termine che usano loro – i “solari”, quelli che hanno superato la fase del rancore e aiutano gli altri a costruire una vita piena. “La forza sono le famiglie che si contagiano tra loro. Il gruppo ti insegna a non vergognarti. Quando siamo insieme, tutti fanno tutto. Non c’è imbarazzo nel togliere una protesi. A volte basta l’esempio”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">«Lo sport paralimpico deve cambiare la percezione della disabilità: possiamo fare tutto. E possiamo farlo bene»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scoperta della portata culturale del movimento paralimpico per Ruggero e Teresa arriva a Londra 2012. Uno stadio olimpico da 90mila persone pieno per le gare : “lì abbiamo toccato con mano la straordinaria capacità di questo mondo di portare messaggi fortissimi. Lo sport paralimpico deve cambiare la percezione della disabilità: possiamo fare tutto. E possiamo farlo bene”.</p>
<p>Lo sport diventa obiettivo, disciplina, contatto con la società. “Nella vita di chiunque è importante avere un obiettivo”. Ma Teresa Grandis è netta anche su un punto: “Io rompo le scatole a tutti: studiate, andate avanti. Non pensate solo di poter essere atleti”. Perché se è vero che l’Olimpiade è “la cosa più bella del mondo”, è altrettanto vero che, finita la carriera, il rischio è il buio. Nel paralimpico, spiegano, tutto si moltiplica per dieci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span class="font-435549">«Dal progetto nasce anche la Bebe Vio Academy: persone con e senza disabilità si allenano insieme»</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da qui nasce anche la Bebe Vio Academy, attiva tra Milano, Roma e il territorio veneziano: una palestra dove persone con e senza disabilità si allenano insieme “nella maniera più naturale possibile”. Inclusione quotidiana, non slogan. Le competizioni agonistiche restano distinte – “le categorie sono diverse” – ma l’allenamento condiviso diventa scuola di normalità reciproca.</p>
<p>Il prossimo appuntamento per Ruggero e Teresa sarà a Roma l’8 Giugno con <em><strong>WEmbrace Games</strong>, </em>una sorta di  giochi senza frontiere, dove ragazzi con e senza disabilità gareggiano insieme. “Il mondo paralimpico crea dipendenza: affascina”, sorridono, perché mostra “la bellezza di tutte le forme possibili”.</p>
<p>In fondo, la loro missione è semplice e radicale: “Noi abbracciamo”. Vanno negli ospedali a incontrare le famiglie appena travolte da un evento che sembra incomprensibile. “Quello di cui hanno bisogno i genitori è vedere che c’è un domani. La vita non si ferma lì.</p>
<p>Un messaggio che, in vista delle <strong>Paralimpiadi Milano Cortina 2026</strong>, parla anche al tessuto produttivo e sociale dei territori: costruire reti, generare fiducia, trasformare una fragilità in progetto. Proprio come fanno le famiglie di Art4Sport.</p>
<p>Teresa e Ruggero ricordano che dopo il “perché” c’è sempre un’altra domanda. E la risposta, spesso, è un verbo concreto: fare.</p>
<p><strong>(Di Anna de Roberto &#8211; Ufficio stampa Confartigianato Veneto)</strong></p>
<p><strong>© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.</strong></p>
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		<title>Il lavoro artigiano come scelta di passione: quattro storie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Manfredi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 09:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Storie di riscatto e passione: quando l’artigianato diventa una risposta alle sfide del presente e un’opportunità per il futuro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 70%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107740" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi.jpg" width="1300" height="1300" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi.jpg 1300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/11/Manfredi-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></div>
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<div class="pt-0">
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<p>E se provassimo a ribaltare la narrazione corrente da decenni, per cui il lavoro buono, desiderabile e rivolto al futuro è quello che si allontana il più possibile dalla manifattura? E se fosse vero anche il contrario: ossia che il lavoro manifatturiero, nella sua dimensione artigiana, partecipa pienamente di un’idea futura di lavoro libero, soddisfacente, pieno di senso, proprio nel momento in cui il vecchio concetto di lavoro tramonta?</p>
<p>Noi ci crediamo, non solo per passione personale verso il mondo artigiano, il senso del lavoro che incarna, i valori che custodisce e la forma di società che sostiene e promuove, ma per alcune ragioni oggettive.</p>
<p>La prima riguarda l’innovazione tecnologica, in particolare nella forma dell’intelligenza artificiale, strumento straordinariamente potente di organizzazione della conoscenza, che rappresenta, oltre a grandi opportunità, un’evidente minaccia verso l’assetto economico e occupazionale del sistema occupazionale dei servizi avanzati: se la rivoluzione dell’intelligenza artificiale avrà fra i suoi risultati una perdita dei livelli occupazionali “umani”, questa sarà prima e soprattutto rivolta a questo mondo.</p>
<p>La seconda ragione riguarda l’importanza della relazione tra lavoro manifatturiero e assetto sociale, in particolare nella relazione tra lavoro “buono” e prosperità della classe media. In un contesto di rapido invecchiamento della popolazione, di declino di molti territori della provincia, di perdita di potere d’acquisto della classe media e di progressivo restringimento della base produttiva del made in Italy, fino ad adombrare il rischio di deindustrializzazione, emerge chiaramente come il lavoro manifatturiero e il ripensamento di un’economia più di prossimità siano tutt’altro che un’utopia, quanto piuttosto un’opportunità concreta. Forse la nostra ultima speranza.</p>
<p>La terza ragione riguarda la riorganizzazione del lavoro in una società longeva, in cui l’aspettativa di vita cresce esponenzialmente, imponendo radicali ripensamenti del ciclo di vita normalmente tripartito di una persona (infanzia e formazione, lavoro, pensione): vivremo tutti più a lungo e in salute, dunque dovremmo lavorare per più tempo, non necessariamente svolgendo sempre la stessa professione, soprattutto se questa è nel terziario che si digitalizza sempre di più. Dovremmo guardarci attorno, magari per trasformare una passione nella nostra seconda o terza vita professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Mentre il gioco del lavoro della conoscenza si fa duro, per certi versi anche selvaggio, ripensare al lavoro artigiano non come la semplice continuazione di, benedette, tradizioni familiari, né tantomeno come il rifugio di chi non riesce a svolgere un lavoro di concetto, non è un’utopia pensata da un’organizzazione di rappresentanza: è una realtà concreta.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo è sicuramente per Cesare, Pietro, Gabriela e Sara, quattro persone che, con percorsi assai diversi e modalità ancora più diverse, hanno deciso di dedicare la loro prima, seconda, anche terza vita professionale al lavoro artigiano, trasformando in lavoro le loro passioni.</p>
<p>Cesare Bonelli ha studiato management in Inghilterra e diretto una start-up tedesca, portandola in Italia. Giovanissimo, aveva raggiunto l’apice della sua carriera, ma era entrato in crisi di motivazione per la ripetitività del lavoro e il peso di un costante giudizio da parte dei superiori. Dopo un anno sabbatico, Cesare decide di cambiare vita: vuole lavorare con le mani e ama la cucina. Prima va a imparare in un grande ristorante milanese, ma la vita dei cuochi non fa per lui. Leggendo uno speciale del Gambero Rosso sui grandi panificatori ha l’illuminazione: farà il pane, anche se nella sua famiglia se n’è sempre consumato poco. Allora impara a fare il pane da uno dei migliori, Adriano del Mastro, artigiano eccelso di Monza, con la passione per trasmettere il mestiere, che ha imparato a sua volta da altri grandi. Qui apprende la tecnica, finché non decide di fare il grande salto. Il Forno di Lambrate a Milano, nel quartiere Città Studi, è diventato subito un punto di riferimento per la qualità artigiana delle sue produzioni e l’ossessione per le migliori materie prime. Il manager in crisi di motivazione oggi è un fornaio moderno e indaffarato, felice di aver ritrovato il senso del lavoro nello sporcarsi le mani.</p>
<p>Quello stesso senso del lavoro lo sta trovando nell’artigianato anche Pietro Castellini, da sempre appassionato di sport, in particolare di bicicletta, che nel 2019 si laurea in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. Da lì un salto tanto logico quanto prestigioso: Leonardo Elicotteri, il vertice della nostra industria aerospaziale. Ancora una volta, però, quella apparente tranquillità e sicurezza di un impiego così prestigioso fatica a soddisfare un animo inquieto, che mal sopporta gli orari stabiliti e i ritmi del lavoro di ufficio. Dopo soli tre anni, Pietro si licenzia da Leonardo Elicotteri e parte per un cammino a piedi, da Lourdes a Santiago de Compostela, un pellegrinaggio laico, per ritrovare le proprie motivazioni e capire cosa fare da grande. La bicicletta è però ancora lì, questa volta nella forma del corso di ciclo meccanica che APA Confartigianato Milano Monza Brianza e l’Accademia della Bicicletta tengono al velodromo Vigorelli di Milano, all’interno di quella straordinaria iniziativa per favorire la crescita del settore delle biciclette a Milano, che è la Bike Factory della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Qui Pietro ha imparato a riparare biciclette; l’ingegnere in lui ha trovato un lavoro artigiano in cui mettere le mani e una nuova vita professionale ,all’insegna della fatica del lavoro, ma anche della libertà.</p>
<p>Sara Bosatelli invece, studi di ragioneria e , come tutti i protagonisti di queste storie, genitori non artigiani, sapeva benissimo da subito che cosa fare da grande: il gelato. Una passione che, dopo esperienze da dipendente in altre gelaterie, l’ha portata, nel marzo del 2020, ad aprire la sua piccola gelateria a Bergamo, di fronte allo stadio dell’Atalanta, dove la passione artigiana e la qualità sono evidenti. Mandorlacchio è stata la prima gelateria gluten free certificata di Bergamo: tutti i gelati sono ancora senza glutine, e c’è sempre almeno un gelato a basso indice glicemico, a riprova di un’attenzione non comune per prodotti buoni e sani, e molto creativi nelle materie prime e negli accostamenti.</p>
<p>L’artigianato come centro della propria nuova vita professionale si può però anche scegliere non facendolo direttamente, ma raccontandolo. Gabriela Giovanardi, imolese che vive tra l’Italia e gli Stati Uniti, è stata una modella e un’attrice prima di concludere gli studi in giurisprudenza e trovarsi di fronte al dilemma su cosa fare dopo. L’ha risolto brillantemente prestando volto, voce e curiosità a un’opera sistematica, molto innovativa ed efficace, di racconto della qualità del made in Italy da una prospettiva originale: la difesa del vero made in Italy artigiano come soluzione di qualità e sostenibile di fronte all’insostenibilità produttiva, ecologica ed economica dei grandi brand. I suoi video su TikTok e Instagram, dove ha più di 160.000 follower, raccontano soprattutto al pubblico americano come riconoscere e distinguere un made in Italy di qualità, legato a piccoli brand artigiani. Se l’affermazione delle ragioni dell’artigianato, e il racconto dei valori e della passione che continuano ad essere dietro il lavoro artigiano, sono cruciali per conquistare nuovi mercati e nuovi artigiani, il suo lavoro di racconto è straordinariamente prezioso e ne fa a tutti gli effetti un’artigiana ad honorem.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Quattro storie molto diverse, accomunate dalla scelta del lavoro artigiano (e del suo racconto) non come necessità né come tradizione, ma come passione per giovani che chiedono al lavoro un senso e una prospettiva ben superiori a quelli che oggi è in grado di assicurare il lavoro dipendente in un ufficio, per quanto considerato prestigioso e ben remunerato. Ovviamente non sono gli unici; molti altri hanno fatto scelte simili e, soprattutto, moltissimi potrebbero farle se incontrassero al momento giusto la possibilità di diventare artigiani sulla loro strada.</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo, due cose sono fondamentali.</p>
<p>Innanzitutto, la comunicazione, che non può essere però quella tradizionale, né per i canali né per i contenuti. Bisogna comunicare il senso del lavoro artigiano non solo nei luoghi dove normalmente si fa, né al target (i giovani che vengono da una famiglia artigiana o che scelgono la manifattura spesso perché considerati meno “dotati” per studi più prolungati) a cui normalmente ci si rivolge. Bisogna andare molto oltre, dalle famiglie borghesi della classe media ai lavoratori alle prese con un allungamento sempre più marcato della loro vita professionale, e magari marginalizzati da una digitalizzazione ben poco rispettosa dell’esperienza. Fondamentale è anche il coinvolgimento di modelli positivi ma raggiungibili, che permettano di dare forma all’inquietudine fino a farla diventare un progetto di vita.</p>
<p>Ugualmente importante è il tema della formazione, di nuovo non solo nei luoghi deputati, ma nelle scuole di base e nei licei, perché nulla ormai è più scontato, nemmeno che chi frequenta il liceo classico non diventi, felicemente, un calzolaio. Quello che dobbiamo comunicare è l’artigianato come attività d’impresa, che ovviamente comporta fatica e rischi, ma anche come reale opportunità di essere liberi, di disporre del proprio destino, di dare libero sfogo alla creatività, di non dover dipendere da organizzazioni gerarchiche ultimamente sempre meno comprensibili.</p>
<p>Gli elementi ci sono tutti, già, e questa storia lo testimonia. Serve continuare con sempre maggiore convinzione ed efficacia, con il racconto e la condivisione di valori ed esperienza, colti nella loro massima attualità. I nuovi artigiani lo fanno quotidianamente, anche grazie ai social, come parte del loro lavoro e a maggior ragione lo deve fare la più grande organizzazione che li rappresenta, rivendicando con orgoglio non solo il protagonismo del passato e del presente del made in Italy, ma soprattutto il suo futuro.</p>
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		<title>L’Artigianato che ci piace: i giovani che rinnovano l&#8217;artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 09:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giovani artigiani raccontano come tradizione, innovazione e passione possano convivere e aprire nuove strade per il futuro dell'artigianato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 89%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107569" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/09/Artigianatochecipiace-tre-storie.jpg" width="1500" height="768" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/09/Artigianatochecipiace-tre-storie.jpg 1500w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/09/Artigianatochecipiace-tre-storie-300x154.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/09/Artigianatochecipiace-tre-storie-1024x524.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/09/Artigianatochecipiace-tre-storie-768x393.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/09/Artigianatochecipiace-tre-storie-350x179.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></div>
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<div class="pt-0">
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Le tre storie che seguono fanno parte del progetto &#8220;L&#8217;artigianato che ci piace&#8221;, lanciato da Confartigianato in collaborazione con il professor Vincenzo Schettini, noto influencer nel mondo dell’educazione scientifica. L’obiettivo è avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato, incoraggiandoli a mettere in pratica le loro abilità con il famoso motto di Schettini: “fate cose”. In queste testimonianze, che pubblichiamo in anteprima su Spirito Artigiano, emergono differenze nei percorsi personali e professionali, ma anche valori comuni che mettono in luce il potenziale dell’artigianato per le nuove generazioni</em></span></h2>
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<p><em>“La mia sfida è realizzare capi d’abbigliamento intimo che siano morbidi, soffici, delicati al contatto con la pelle. Duci, appunto, come si dice nel dialetto della mia terra, la Sicilia”</em>. È questa la <em>mission</em> della <strong>LuciDuci </strong>di <strong>Lucia La Duca</strong>, sfruttare le nuove tecnologie per sprigionare tutte le potenzialità delle fibre naturali, a cominciare da canapa e bambù.</p>
<p>Dietro questo, però, c’è la voglia di Lucia di tornare in Italia dopo una lunga esperienza nel settore automotive in Gran Bretagna, una consolidata tradizione di famiglia nell’artigianato e nell’abbigliamento da lavoro e la ferma volontà di valorizzare i territori italiani, la cultura e le produzioni locali.</p>
<p>Nata nel 2021, oggi la LuciDuci è una piccola impresa dinamica e innovativa protagonista della moda sostenibile made in Italy, che fa rete con i piccoli produttori per realizzare abbigliamento intimo per uomo, donna e bambini. Prodotti sostenibili e naturali, venduti in Italia come nel resto del mondo grazie all’e-commerce e a una qualità delle lavorazioni e delle materie prime che soltanto il miglior artigianato italiano può garantire.</p>
<p>Lucia La Duca con la sua LuciDuci ci mostra come la sostenibilità e la tradizione possano convivere con l’innovazione tecnologica. Dalla moda passiamo alla ceramica con Matteo Galbusera, che ha trovato in una prestigiosa azienda di Faenza un ambiente unico per imparare e tramandare un mestiere antico.</p>
<div class="pt-0">
<p>La storia di <strong>Matteo Galbusera</strong> parte da lontano, molto lontano. Precisamente dal Sud America, “quasi dalla fine del mondo”, come ha detto Papa Francesco presentandosi dal balcone di San Pietro nel giorno della sua elezione a Pontefice.</p>
<p>Figlio di missionari laici dell’Associazione “Operazione Mato Grosso”, Matteo nasce in Perù ventidue anni fa. Qui frequenta le scuole e inizia a muovere i primi passi nel mondo del lavoro tra le vigne della zona. L’ingresso nel mondo dell’artigianato avviene proprio all’ombra della Cupola di San Pietro, dove partecipa al primo corso di muratore, stuccatore e decoratore della Fabbrica di San Pietro, la secolare scuola vaticana dei mestieri ritornata in attività nel 2023.</p>
<p>Al termine del corso Matteo Galbusera entra in una delle più apprezzate botteghe d’arte d’Italia, la storica <strong>Ceramica Gatti</strong>. “Per un giovane, la vera fortuna è avere un Maestro artigiano da cui imparare ogni giorno esperienza e segreti del mestiere. A Faenza ho trovato un ambiente famigliare unico, capace di sostenere e supportare il mio sviluppo professionale. Il mio sogno è quello di tornare un giorno in Perù e insegnare questo mestiere a chi non ha avuto una possibilità personale. Per adesso, però, ho ancora molto da imparare”.</p>
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<p>Se per Matteo l’apprendimento dai maestri artigiani è il fulcro del suo percorso, Cristian Cernera ci porta in un mondo in cui tecnologia e innovazione sono strumenti fondamentali per proiettare il giardinaggio verso il futuro, rendendo il lavoro artigiano sempre più attraente per i giovani.</p>
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<p>“A breve non cercheremo più periti agrari ma ingegneri ed esperti di informatica”. Una battuta, quella di <strong>Cristian Cernera</strong> che, insieme a Ivan Garavini, guida la <strong>Agriflor</strong> di Medicina (Bo), attiva nel settore della cura del verde, dell’impiantisca outdoor e della realizzazione di piscine e pergolati.</p>
<p>La partecipazione all’Expo 2015 di Milano è stata un’occasione unica di confronto “con le realtà internazionali del nostro settore. Un’esperienza che ha completamente cambiato i nostri obiettivi, la nostra visione e, soprattutto, le nostre lavorazioni. Dopo Milano abbiamo iniziato veramente ad esplorare il futuro del settore con le tecnologie disponibili”, ha spiegato Cernera.</p>
<p>Venti dipendenti, supportati da alcuni collaboratori stagionali nei periodi di lavoro più intenso, la manutenzione delle aree verdi di sei comuni e uno sguardo, appassionato, sul futuro del settore tra collaborazioni e sperimentazioni delle ultime tecnologie applicate al giardinaggio. “Oltre ai lavori tradizionali, oggi siamo specializzati nella realizzazione e manutenzione delle pareti verdi verticali e nella progettazione di giardini semplici e lineari che siano adattati alla manutenzione ordinaria del prato. Sperimentiamo e testiamo le ultime tecnologie proprio per diventare giardinieri 5.0 ed essere anche più attraenti per i giovani”.</p>
<p>“Il supporto che la scuola offre al mondo dell’impresa è ancora troppo teorico e distante dalla quotidianità del lavoro artigiano. Oggi, è l’imprenditore che deve avvicinarsi alle aule, andare a parlare ai giovani e provare a colmare quel gap di competenze che la teoria insegnata tra i banchi di scuola non riesce totalmente a soddisfare”, ha concluso Cristian Cernera.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
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		<title>Playcar, la mobilità sostenibile “made in Sardegna”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 04:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un'azienda storica di trasporto a una realtà all'avanguardia nella mobilità urbana: Fabio Mereu sta trasformando il settore con visione e innovazione tecnologica, spingendo la città di Cagliari verso un futuro di smart city e zero emissioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 58%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107223" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-scaled.jpg" width="2560" height="2560" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-scaled.jpg 2560w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-1536x1536.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-2048x2048.jpg 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Fabio_Mereu-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
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<p><strong>Cagliari</strong>, <strong>Sardegna</strong>. La rivoluzione della mobilità sostenibile parte da qui, dal lavoro e dalle intuizioni di <strong>Fabio Mereu</strong>, un giovane imprenditore sardo che sta guidando l’azienda di famiglia verso un futuro fatto di sostenibilità e <em>smart city</em> funzionali, dove i mezzi di trasporto urbano sono a emissione zero, condivisi e integrati in una piattaforma intermodale.<br />
Un futuro visionario che <strong>Fabio Mereu</strong> ha ben chiaro in mente, al punto da riuscire quasi a toccarlo con le mani. “<em>Il nostro lavoro è innovare la mobilità nelle città, sia con l’offerta di servizi alle persone, sia con la creazione di piattaforme digitali per la gestione del trasporto urbano</em>”, inizia a spiegare un imprenditore che ha concluso un passaggio generazionale importante, raccogliendo il timone di <strong>un’azienda che nasce nell’immediato dopoguerra per accompagnare i minatori a lavoro e che oggi è una delle più innovative realtà italiane nella mobilità urbana, una vera e propria galassia di imprese per il trasporto persone</strong>. Da <a href="http://www.playcar.net/" target="_blank" rel="noopener">Playcar</a>, il car-sharing elettrico cagliaritano, al servizio di autonoleggio con o senza conducente, da <a href="http://cabubi.it/" target="_blank" rel="noopener">Cabubi</a>, il bike-sharing a flusso libero, al trasporto di linea, fino a <a href="http://www.playmoove.com/">Playmoove</a>, la piattaforma digitale per la mobilità urbana, che permette di sintetizzare in una sola <em>app</em> l’intera rete di trasporti di una città. “<em>Mio padre fu il primo in Italia a offrire il servizio di noleggio senza conducente, noi siamo stati il primo car-sharing privato d’Italia. Ancora oggi, siamo l’unico esempio di piccola impresa italiana del settore</em> – continua a raccontare Mereu – <em>Abbiamo portato a Cagliari il bike-sharing tradizionale e quello a flusso libero, che ora diventa elettrico per un futuro ancora più sostenibile e a impatto zero. Playmoove, la nostra piattaforma per la gestione della mobilità, è la sintesi di tutto il lavoro fatto negli anni, tra esperienza imprenditoriale sul campo e anni di collaborazione e di ricerca con il mondo accademico, a Cagliari e negli Stati Uniti</em>”.<br />
<strong>Ricerca, innovazione, sviluppo e sostenibilità, sono questi gli assi portanti del progetto <em>Playmoove</em>, una delle più innovative, visionarie e tecnologiche realtà imprenditoriali del settore. Una piattaforma digitale per la mobilità sostenibile, una delle poche certificate dal Ministero dell’Ambiente, che propone una gamma di soluzioni tecnologiche</strong>. “<em>Esattamente come sta succedendo da anni nel resto del mondo, anche l’Italia deve ripensare le città. È necessario svuotare i centri urbani dalle automobili private, disegnare un sistema di trasporto intermodale, che sfrutti la tecnologia per offrire un servizio sempre più sostenibile ed efficiente</em>”. A Cagliari tutto questo è già realtà, grazie al lavoro di Playcar e di un sindaco, Massimo Zedda, che da anni sta ridisegnando gli spazi urbani del capoluogo sardo. Settantacinque automobili per il <strong>car-sharing</strong>, centocinquanta bici per il <strong>bike-sharing</strong> cittadino. È questa la flotta che ogni giorno Playcar mette in strada per migliorare la mobilità urbana e il benessere dei cagliaritani e dei turisti che sbarcano in Sardegna. “<em>Stiamo per lanciare altre due sfide: vogliamo presentare al mercato il nostro prototipo di mezzo a pedali per la città e vogliamo portare in tutta Italia la nostra piattaforma digitale per la gestione della mobilità</em>”. Il prototipo di cui parla Mereu è la rivisitazione del <strong>Sinclair C5</strong>, un velocipede inglese degli anni ‘80, che <em>Playcar</em> ha studiato con lo <strong>IED Cagliari</strong> per trasformarlo in un moderno mezzo a pedalata assistita, comodo e pratico, da utilizzare sul lungomare di Cagliari, nei parchi o nei centri storici di tutta Italia. <em>Playmoove</em>, invece, è la sfida più ambiziosa. Una sfida che ha un’anima artigiana e tutta la tecnologia in grado di rivoluzionare le città italiane, per trasportarle in un futuro più digitale e sostenibile.</p>
<p><strong><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span><span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">2024</span> <span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Spirito Artigiano</span><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></p>
<h5><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span>Foto di Ivan Demenego</h5>
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		<title>Sparacio, maestria artigiana al servizio delle arti a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 18:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
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		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Costantino Sparacio, ebanista e restauratore, ha rinverdito i fasti di Palermo restaurando il Teatro Massimo. Dopo anni di abbandono, ha rinnovato gli interni lignei del più grande teatro d'Europa, contribuendo alla rinascita culturale e artistica della città e promuovendo l'importanza dell'artigianato nella conservazione del patrimonio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-12"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 82%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107070" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/04/HX4A6737.jpg" width="1000" height="648" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/04/HX4A6737.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/04/HX4A6737-300x194.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/04/HX4A6737-768x498.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/04/HX4A6737-350x227.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
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<p><strong>Costantino Sparacio</strong> è un maestro ebanista, restauratore e grande appassionato “<em>di quella fantastica materia viva che è il legno. Ho imparato il mestiere da mio padre, Salvatore, e nel corso della mia vita ho vinto concorsi che ho rifiutato pur di continuare a fare l’artigiano nel mio laboratorio</em>”, continua questo siciliano simpatico e sorridente, che tutti tra le mura del <strong>Teatro Massimo</strong> di <strong>Palermo</strong> chiamano <em>“Maestro”</em>. “<em>Qui mi conoscono tutti, sono di casa. Ho curato il restauro del loggione e degli ultimi tre ordini di palchi. Nel 1997/98 ho passato più di quattro mesi qui dentro, lavorando giorno e notte per riportare ogni pezzo di legno di questo teatro alla bellezza originaria. È stato un lavoro difficile, per la qualità delle opere e per il cattivo stato di conservazione dopo quasi trent’anni di abbandono</em>”, aggiunge Sparacio. <strong>Il risultato è ancora oggi strabiliante, veri e propri capolavori di maestria artigiana, in un teatro che racconta tutta la grandezza artistico-culturale di Palermo</strong>.<br />
<a href="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2018/10/sparacio-dettaglio-b.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64129" src="https://www.confartigianato.it/wp-content/uploads/2018/10/sparacio-dettaglio-b-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“<em>Il Teatro Massimo è il più grande teatro lirico italiano e il terzo d’Europa, dopo Parigi e Vienna</em> – racconta con orgoglio Sparacio – <em>Questo è uno dei simboli di Palermo e della sua gloriosa storia. Dopo anni di abbandono, oggi il Massimo porta le proprie produzioni nei teatri di tutto il mondo. Sono queste le risorse su cui deve puntare la nostra Regione</em> – aggiunge Sparacio – <em>Anni fa, Palermo era in completo stato di abbandono, oggi è una città attiva e dinamica, che ha riscoperto le arti, i mestieri artigiani e la qualità della tradizione siciliana”, continua Sparacio. “Questa è la strada su cui continuare, stiamo rischiando di far scomparire decine di mestieri artigiani, di competenze e conoscenze che si tramandano da secoli in questa città</em>”.  <strong>Costantino Sparacio è un artigiano appassionato, legato alla sua Palermo e ai valori che la piccola impresa italiana porta con sé</strong>. “<em>L’artigianato è passione e divertimento, tecniche di lavorazione e valori imprenditoriali. Ogni pezzo di vero artigianato è unico e duraturo nel tempo, un prodotto dell’ingegno umano che doniamo alla nostra cultura e alla nostra terra</em> – spiega Sparacio – <em>Secondo me, l’artigianato è la migliore risposta possibile alla crisi economica e di valori degli ultimi anni. È importante salvaguardare la piccola impresa, però, valorizzando il tessuto imprenditoriale artigiano e tutelando il patrimonio artistico-culturale di tante città italiane. Il Teatro Massimo è un esempio emblematico dell’impegno degli artigiani e dei restauratori per la valorizzazione di questo patrimonio</em>”. <strong>Una rinascita che deve passare necessariamente per un sostegno totale alla piccola impresa di qualità</strong>, “<em>dalla formazione giovanile alla qualificazione degli operatori, passando per controlli seri e meticolosi sugli interventi eseguiti. Formazione e qualificazione professionale sono fondamentali nel mondo del restauro</em> – spiega ancora Sparacio – <em>Troppo spesso vengono affidati lavori a operai improvvisati, che devastano il mercato del lavoro e che, soprattutto, rischiano di danneggiare per sempre un’opera di duecento anni. Questo è un rischio che l’Italia e l’artigianato italiano non possono correre</em>”.<br />
Il Teatro Massimo è un capolavoro architettonico che lascia a bocca aperta, protagonista di numerosi film e capace di diventare ambasciatore di Palermo in tutto il mondo. <strong>Decine di turisti si alternano nelle visite guidate per ammirare le opere di artigiani come Costantino Sparacio, che di questo teatro conosce segreti, storie e passaggi di servizio</strong>, stretti, nascosti, con scalette ripide che si arrampicano fino al loggione, “<em>dove si nasconde il segreto dell’acustica di ogni teatro. Lo fanno tutti gli artisti</em> – conclude il Maestro Costantino Sparacio – <em>è qui che si capisce la qualità di una struttura</em>”. E il Teatro Massimo, anche in questo, è un vero e proprio capolavoro dell’ingegno architettonico e artigianale.</p>
<p><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span><span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">2024</span> <span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Spirito Artigiano</span><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">. Tutti i diritti riservati.</span></p>
<h5>Foto di Ivan Demenego</h5>
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		<title>L’impegno di Elena Sodano contro le malattie neurodegenerative in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 06:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia di Elena Sodano e dell’Associazione RaGi di Catanzaro è un concentrato di passione e di impegno sociale al fianco di chi lotta ogni giorno contro le malattie neurodegenerative: Alzheimer, Parkinson e quella galassia di demenze senili sempre più diffuse nella società</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-14"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 92%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106579" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-matthias-zomer-339620.jpg" width="900" height="506" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-matthias-zomer-339620.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-matthias-zomer-339620-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-matthias-zomer-339620-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/12/pexels-matthias-zomer-339620-350x197.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
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<p><i><span data-contrast="auto">“L’innovazione del nostro approccio sta nel lavoro d’analisi delle singole stratificazioni dell’assistenza alle malattie neurodegenerative. Finora, c’è stata una visione unitaria degli strati, che invece noi sciogliamo e affrontiamo in maniera specifica”</span></i><span data-contrast="auto">, ha spiegato </span><b><span data-contrast="auto">Elena Sodano, anima, cuore e mente insieme ad Alessandra Paonessa e Amanda Gigliotti dell’Associazione RaGi.</span></b> <i><span data-contrast="auto">“La devastazione cerebrale di queste malattie lascia che il corpo sia l’unico strumento a disposizione delle persone per esprimere emozioni e sensazioni, l’essenza dell’individuo stesso</span></i><span data-contrast="auto">”, ha aggiunto. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Trentatré i collaboratori a tempo indeterminato, supportati da un esercito di volontari e di educatori, specialisti e tecnici dell’assistenza sociosanitaria che lavorano tra il centro diurno e la residenza </span><b><span data-contrast="auto">Casa Paese di Cicala</span></b><span data-contrast="auto">, parte integrante del progetto </span><b><span data-contrast="auto">Borgo amico delle Demenze</span></b><span data-contrast="auto"> sviluppato sul territorio calabrese, oltre alla fitta rete di assistenza domiciliare strutturata dall’Associazione. </span><i><span data-contrast="auto">“Il Covid è stato un punto di rottura fondamentale per la nostra attività. In quel momento, abbiamo capito che in un territorio difficile e sfibrato come il nostro, quello della PreSila catanzarese, avremmo aumentato l’impatto e l’efficacia del nostro lavoro andando a trovare i nostri utenti direttamente nelle loro case</span></i><span data-contrast="auto"> &#8211; ha spiegato la Sodano &#8211; </span><i><span data-contrast="auto">Oggi lavoriamo in 18 comuni della provincia di Catanzaro soltanto con l’assistenza all’Alzheimer. I nostri servizi raggiungono in totale decine e decine di comuni di un territorio difficile, dove molte persone vivono in solitudine e in territori isolati”. </span></i><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>&#8220;Bandi, progetti e terapie sperimentali sono il pane quotidiano di un’associazione che deve affrontare tutti i limiti dello Stato&#8221;</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">Bandi, progetti e terapie sperimentali sono il pane quotidiano di un’associazione che deve affrontare tutti i limiti di uno Stato troppe volte incapace di assistere i bisogni e le necessità delle fasce più deboli della popolazione. In un territorio particolare come questo, il lavoro dell’Associazione RaGi assume ancora più valore per l’impegno nel mantenere vive le connessioni vitali della provincia italiana. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Innovazione e sperimentazione, assistenza a 360° e un lavoro impagabile sul tessuto sociale del territorio sono le peculiarità dell’attività che Elena Sodano e l’associazione mettono in campo dal 2001 sul fronte dell’educazione emozionale e della terapia espressiva nell’assistenza alle malattie neurodegenerative, cercando nuove soluzioni sempre più efficaci per garantire la massima qualità di vita alle persone colpite da questa tipologia di malattie.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-in-possesso-di-una-palla-antistress-339620/" target="_blank" rel="noopener">Matthias Zomer</a></strong></p>
</div><div class="vc_row row-internal row-container"><div class="row row-child"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-middle pos-left align_center column_child col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light" ><div class="uncoltable"><div class="uncell  vc_custom_1647587385037 border-color-gyho-color single-block-padding" style="border-style: solid;border-top-width: 1px ;border-bottom-width: 1px ;" ><div class="uncont" ><div class="icon-box icon-box-bottom" ><div class="icon-box-content"><div class="icon-box-heading icon-box-fa-2x"><h4 class="h4">Guarda il sito web dell'Associazione RaGi di Catanzaro</h4></div></div><div class="icon-box-icon fa-container"><a role="button" href="https://www.associazioneragi.org/" target="_blank" class="text-default-color custom-link"><i class="fa fa-chevron-circle-down fa-2x fa-fw"></i></a></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div>
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		<title>Turismo sostenibile nelle Cinque Terre: La visione di Roberto Cozzani per un&#8217;esperienza unica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 05:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Cozzani è un dinamico imprenditore nel turismo spezzino, Presidente del Consorzio degli affittacamere “Welcome to La Spezia” associato a Confartigianato. La sua struttura ricettiva "Casa Danè" è un unicum aperto dentro una stazione ferroviaria, offrendo un'eccellente qualità e vicinanza ai punti turistici. Le Cinque Terre sono mete ambite, ma la gentrificazione preoccupa gli abitanti di questo delicato territorio sospeso tra le rocce e il mare</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/turismo-sostenibile-nelle-cinque-terre-la-visione-di-roberto-cozzani-per-unesperienza-unica/">Turismo sostenibile nelle Cinque Terre: La visione di Roberto Cozzani per un’esperienza unica</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-16"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 92%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106137" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/07/sea-3786654_1280.jpg" width="896" height="597" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/07/sea-3786654_1280.jpg 896w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/07/sea-3786654_1280-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/07/sea-3786654_1280-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/07/sea-3786654_1280-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></div>
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<p>Roberto ha fondato e gestisce tuttora un’attività di affittacamere &#8220;Casa Danè&#8221; che unisce varie strutture (3 per l&#8217;esattezza) a pochi passi dalla stazione centrale della città e che occupa stabilmente 11 dipendenti. È inoltre Presidente del Consorzio degli affittacamere “<strong>Welcome to La Spezia</strong>” associato a <strong>Confartigianato</strong>, che mette insieme il know-how di una sessantina di strutture, per studiare flussi turistici, intercettare tendenze ed offrire servizi innovativi.</p>
<p>Casa Danè è un unicum nel suo genere poiché è stata la prima struttura ricettiva in Italia ad essere aperta dentro una stazione ferroviaria, alcune finestre delle camere si affacciano proprio sui binari della stazione ma il silenzio assoluto è garantito dalla messa in opera di un sistema di tripli vetri.</p>
<p>Roberto Cozzani e il suo team offrono un’alta professionalità e garantiscono un eccellente qualità delle strutture che, unite all&#8217;estrema vicinanza con i punti nevralgici del turismo cittadino, ne fanno una delle realtà ricettive extra alberghiere più ambite del territorio spezzino.</p>
<p>Roberto lavora tutto l’anno con turisti che, facendo base alla <strong>Spezia</strong>, visitano le <strong>Cinque Terre</strong>, utilizzando il Cinque Terre Express, il treno regionale che collega la città capoluogo ai nostri stupendi paesini arroccati sul mare. Non solo, Casa Danè, grazie alla vicinanza alla stazione ferroviaria, rappresenta una delle migliori scelte per i visitatori di Portovenere e Lerici, oltre che della città stessa. Roberto ha sempre puntato sull&#8217;alta qualità del servizio e su un target di turisti in cerca di confort, desiderosi di sentirsi davvero coccolati in vacanza.</p>
<p>Le Cinque Terre, insieme al <strong>Golfo dei Poeti</strong>, ormai sono tra le mete più gettonate al mondo, annoverate nei primi posti delle guide turistiche nazionali ed internazionali. Gli antichi borghi marinari, che si estendono su un tratto di costa frastagliato, sono immersi nella natura in un territorio collinare caratterizzato da terrazzamenti di muri a secco con vigneti e oliveti. Nel 1999, per conservare la ricchezza naturalistica di questo lembo di terra è stato istituito il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Dai primi anni Duemila, i borghi hanno incominciato a creare le fondamenta per quello che vediamo oggi: un tesoro dal punto di vista turistico, pieno di hotel, alberghi, affittacamere, rent boat e ristoranti, dove al centro viene sempre posto il territorio, questa immensa e preziosa risorsa da preservare.</p>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-17" data-row="script-row-unique-17" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-17"));</script></div></div></div>
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		<title>TEIP srl: Innovazione, tutela ambientale e infrastrutture solide per il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 18:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[stories]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esplora il mondo della TEIP srl, un'eccellenza viterbese impegnata nella manutenzione di infrastrutture e nel ripristino strutturale. Attraverso l'organizzazione, l'innovazione e la collaborazione tra piccole imprese, la TEIP srl sta dimostrando che è possibile realizzare interventi di qualità per l'ambiente e il territorio, contribuendo al progresso del settore delle infrastrutture</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 86%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106055" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/06/pub_HX4A7098.jpg" width="1400" height="998" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/06/pub_HX4A7098.jpg 1400w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/06/pub_HX4A7098-300x214.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/06/pub_HX4A7098-1024x730.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/06/pub_HX4A7098-768x547.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/06/pub_HX4A7098-350x250.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></div>
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<p><span data-contrast="auto">A parlare è </span><b><span data-contrast="auto">Giuseppe Ippolito, mente e cuore di questa piccola impresa di Viterbo</span></b><span data-contrast="auto">, che può contare sul lavoro di 12 collaboratori altamente specializzati. </span><i><span data-contrast="auto">“Ho sempre puntato tutto sull’organizzazione del lavoro, che permette di limitare gli imprevisti del lavoro quotidiano. Nel nostro campo, sbagliare una fornitura di materiali, i tempi di un intervento o una ‘leggerezza’ nella gestione della sicurezza dell’intervento portano al fermo del cantiere, al ritardo nella consegna e a un’ingente perdita di denaro per l’azienda. Per questo monitoriamo in maniera quasi maniacale ogni momento della nostra attività”</span></i><span data-contrast="auto">, chiude con un sorriso questo imprenditore preparato e appassionato, simpatico e dalla battuta pronta, capace di affermarsi in un settore, quello delle infrastrutture, che negli ultimi tempi ha letteralmente dominato il dibattito pubblico.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="auto">“Il problema è la mancanza di una e vera propria cultura della manutenzione</span></i><span data-contrast="auto"> &#8211; ci spiega un imprenditore che conosce bene il settore, forte di oltre 35 anni di esperienza come ispettore della qualità sulle piattaforme petrolifere della multinazionale norvegese STATOIL &#8211;</span><i><span data-contrast="auto"> L’Italia non ha mai investito nella manutenzione di queste opere e il risultato è una serie di strutture indebolite dall’usura e dagli attacchi esterni. Il calcestruzzo è un materiale che ha ottime proprietà, ma subisce gli attacchi degli agenti atmosferici e ha bisogno di manutenzione e di interventi capaci di rafforzarne la solidità strutturale. Il sale che buttiamo sull’asfalto, ad esempio, accelera in maniera esponenziale le reazioni elettrochimiche e la conseguente corrosione delle armature metalliche”.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Siamo alle porte di Salerno, dove la TEIP sta lavorando al rinforzo strutturale di uno svincolo autostradale e all’impostazione del ripristino strutturale di un enorme viadotto ad arco. Si vede che nulla è lasciato al caso, dalla scelta delle opere provvisionali alla dotazione dei DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale di ogni operaio, fino alle aree organizzate per raccogliere e gestire i rifiuti raccolti con la bonifica della zona. Le basi dei pilastri del viadotto sono danneggiate, le armature arrugginite hanno fatto esplodere il calcestruzzo. I giunti del ponte, in giornate di pioggia come questa, si trasformano in cascate di acqua che goccia dopo goccia entra nella struttura e ne compromette la stabilità. </span><i><span data-contrast="auto">“In situazioni come questa, generalmente si rimuove il calcestruzzo carbonatato, si verifica lo stato delle armature metalliche, per poi applicare speciali malte che riescono a ripristinare forza e stabilità strutturale. L’utilizzo di materiali di qualità è un altro degli aspetti su cui puntiamo molto perché, con la preparazione delle superfici, sono la garanzia di un lavoro di qualità”.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><i><span data-contrast="auto">“Finalmente iniziamo a raccogliere i frutti dei nostri investimenti in organizzazione, innovazione e sicurezza sul lavoro. Oggi siamo letteralmente sommersi di lavoro, al punto che stiamo rifiutando alcune commesse. Questo grazie ai nostri sforzi e al fatto che finalmente gli appalti pubblici premiano il merito delle aziende, con le Direzioni Lavori che, libere dalle interferenze che spesso arrivavano dall’alto, posso escludere dal mercato quelle imprese arruffone legate alla politica che hanno contaminato il mercato per anni. Oggi gli affidamenti sono più precisi, c’è responsabilità e serietà. Questo &#8211;</span></i><span data-contrast="auto"> aggiunge con soddisfazione Ippolito </span><i><span data-contrast="auto">&#8211; è il momento giusto per il definitivo salto di qualità del settore. Abbiamo eccellenze e competenze, ma serve una vera cultura imprenditoriale, che guardi con convinzione all’innovazione, alla qualificazione e all’organizzazione, e che trovi nella rete tra piccole imprese una chiave di fondamentale di crescita. Crediamo nella condivisione tra imprese</span></i><span data-contrast="auto"> – continua Giuseppe Ippolito &#8211; </span><i><span data-contrast="auto">attualmente stiamo trasferendo il nostro know-how a due aziende, che hanno ottime competenze tecniche ma che hanno bisogno di crescere dal punto di vista organizzativo. Vogliamo creare un’efficace rete tra piccole imprese, siamo pronti a collaborare per condividere esperienze e opportunità con altri imprenditori, per raggiungere insieme obiettivi più grandi e ambiziosi, impossibili per una singola piccola impresa, anche se competente e ben organizzata”.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">La TEIP guarda al futuro con ottimismo e convinzione. Come ogni piccolo imprenditore italiano sa bene, servono coraggio, passione e talento imprenditoriale per muoversi nella giungla burocratica italiana.</span></b><span data-contrast="auto"> Il duro lavoro, però, alla lunga paga sempre. “</span><i><span data-contrast="auto">Avrei potuto continuare a fare il manager o il consulente, ma ho scelto di fare impresa per me, per la mia famiglia e per quelle dei miei collaboratori. A volte penso che ogni serio imprenditore italiano, con la marea di ostacoli prodotti dall’attuale sistema Italia, meriterebbe di essere svegliato tutte le mattine da una banda musicale e da qualcuno che gli dia una medaglia per la perseveranza che mette nel lavoro</span></i><span data-contrast="auto">”, chiude Ippolito con una risata ironica e appassionata.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/teip-srl-innovazione-tutela-ambientale-e-infrastrutture-solide-per-il-futuro/">TEIP srl: Innovazione, tutela ambientale e infrastrutture solide per il futuro</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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