<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ENERGIA - Spirito Artigiano</title>
	<atom:link href="https://spiritoartigiano.it/Argomenti/energia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://spiritoartigiano.it</link>
	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Feb 2025 09:23:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/06/logoSA-1-150x150.jpg</url>
	<title>ENERGIA - Spirito Artigiano</title>
	<link>https://spiritoartigiano.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un Venticinque in bilico, tra crisi globali e politiche economiche deboli</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/un-venticinque-in-bilico-tra-crisi-globali-e-politiche-economiche-deboli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-venticinque-in-bilico-tra-crisi-globali-e-politiche-economiche-deboli</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/un-venticinque-in-bilico-tra-crisi-globali-e-politiche-economiche-deboli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 08:40:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=107987</guid>

					<description><![CDATA[<p>La frenata di Francia e Germania pesa sull'export, mentre i dazi USA e l’instabilità geopolitica minacciano la crescita. Politiche economiche deboli e costo del credito elevato complicano il quadro</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/un-venticinque-in-bilico-tra-crisi-globali-e-politiche-economiche-deboli/">Un Venticinque in bilico, tra crisi globali e politiche economiche deboli</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 87%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-107982" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280.jpg" width="1280" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2025/01/amusement-park-237200_1280-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-1"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-shrink-0 flex flex-col relative items-end">
<div class="pt-0">
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>Le prospettive per il 2025 si stanno disegnando alla luce delle transizioni politico-elettorali e dei trend di crescita di <strong>tre paesi chiave</strong> come gli <strong>Stati Uniti</strong>, la <strong>Germania</strong> e la <strong>Francia</strong>. Le politiche annunciate dalla nuova amministrazione Trump si intrecciano con la difficile governabilità in Francia e le prossime elezioni in Germania, da due anni in recessione. Le <a href="https://www.imf.org/-/media/Images/IMF/Publications/WEO/2025/january/english/world-economic-outlook-update-january-2025-growth-projections-table-all.ashx?h=3268&amp;w=1800&amp;la=en">previsioni di gennaio 2025 del Fondo monetario internazionale</a> revisionano al ribasso la crescita di Francia (-0,3 punti rispetto la previsione di ottobre 2024) e Germania (-0,5 punti) mentre salgono quelle degli Stati Uniti (+0,5 punti).</p>
<p>Si tratta di tre mercati rilevanti per l’economia italiana, cumulando un terzo (32,8%) delle vendite all’estero del made in Italy. Le incertezze delle economie di Germania e Francia, i due maggiori mercati europei, si riverberano su una minore domanda di prodotti italiani. Nei primi undici mesi del 2024 l’export scende del 2,3% nel mercato transalpino e del 5,1% nel mercato tedesco: nel corso dello scorso anno le imprese italiane hanno perso su questi due mercati vendite per 15 milioni di euro al giorno.</p>
<p>Sul fronte degli Stati Uniti si delinea il <a href="https://bit.ly/4h0VkVY">rischio di un inasprimento dei dazi USA</a>: tariffe addizionali tra il 10% e il 20% determinerebbero un calo dell’export totale dell’Italia verso gli Stati Uniti, rispettivamente, del -4,3% e del -16,8%. Nel recente dibattito si è ipotizzato uno <strong>scambio tra minori dazi</strong> sull’export UE e <strong>maggiori acquisti di gas naturale liquefatto</strong> (GNL) dagli Stati Uniti. Gli USA sono il secondo fornitore di GNL per Italia, il primo per i 27 paesi dell’Unione.</p>
<p>L’anno da poco aperto rimane caratterizzato da ulteriori <strong>incertezze</strong> legate alle tensioni geopolitiche e al ritardo nella ripresa del commercio mondiale. Dazi e misure restrittive del commercio internazionale rappresentano un freno, alimentando i timori delle imprese di una escalation dei prezzi delle commodities. Le difficoltà su scala globale penalizzano principalmente la manifattura e le esportazioni, mentre i servizi mostrano una maggiore tenuta. Una analisi degli ultimi dati statistici disponibili ci aiutano a meglio delineare le prospettive per il 2025.</p>
<p>Secondo le previsioni della Commissione europea il <strong>PIL</strong> dell’Italia nel 2025 segnerà una crescita dell’1,0%, rafforzando il più debole +0,7% del 2024. Il Fondo monetario internazionale a gennaio ha revisionato al ribasso anche la crescita dell’Italia, mail ritocco è meno accentuato rispetto a quelli di Francia e Germania. La <strong>manovra di bilancio</strong> per 2025 determina un impulso espansivo sostenendo i consumi delle famiglie, maggiori beneficiarie degli interventi di natura fiscale. La domanda interna è sostenuta dal buon andamento del <strong>mercato del lavoro</strong> che anche nel 2025 rimane in crescita, con le <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/proiezioni-macroeconomiche/2024/Proiezioni-macroeconomiche-Italia-dicembre-2024.pdf">ore lavorate previste in crescita</a> del +0,5% dopo il più robusto +1,7% del 2024. Tiene la domanda di lavoro nel primo trimestre del 2025, grazie alle maggiori assunzioni delle micro e piccole imprese, ma rimane alta la <strong>carenza di manodopera</strong> specializzata, che a gennaio 2025 interessa il 49,4% delle entrate previste dalle imprese, quota che sale al 66,9% per gli operai specializzati.</p>
<p>L’elevata instabilità geopolitica indebolisce la ripresa del <strong>commercio internazionale</strong>, con effetti sull’attività manifatturiera che rallentano la crescita. Nei primi undici mesi dell’anno il volume delle vendite del made in Italy cala del 2,6%. Nei primi tre trimestri del 2024 il <strong>valore aggiunto nella manifattura</strong> scende dello 0,9% a fronte delle crescite dell’1,5% nelle costruzioni e dello 0,5% nei servizi. La manifattura è <a href="https://bit.ly/3BIY2zE">in crisi anche in Germania</a> (calo del 2,7% del valore aggiunto) mentre tiene in Francia (+0,1%) ed è in espansione in Spagna (+3,9%).</p>
<p>Appaiono incerti gli spazi di recupero per settori chiave del made in Italy, quali la <strong>moda</strong> e la <strong>meccanica</strong>, colpiti da una crisi pesante che nel corso del 2024 ha fatto <a href="https://bit.ly/3Z86258">perdere ricavi alle imprese dei due comparti per 2,9 miliardi di euro al mese</a>.</p>
<p>Sono diffuse tra le imprese della manifattura i timori che le tensioni geopolitiche possano impattare sui prezzi delle commodities. Un segnale positivo arriva dai dati dell’indagine mensile dell’Istat usciti questa settimana, che segnalano a gennaio 2025 una risalita dell’indice di <strong>fiducia delle imprese manifatturiere</strong>, mentre ristagnano le <strong>attese sugli ordini</strong> e le <strong>attese sulla produzione</strong> rimangono in territorio negativo. Ad inizio anno si consolidano i preoccupanti segnali rialzisti dei prezzi dell’energia manifestati nel corso del 2024. A gennaio 2025 l’indice del costo del gas elaborato dal GME risulta del 79,7% superiore ai minimi dello scorso marzo mentre il <strong>prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica</strong> a gennaio 2025 è salito del 64,8% dal minimo di febbraio 2024.</p>
<p>Giovedì scorso la <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.it.html">BCE ha tagliato i tassi di riferimento di altri venticinque punti base</a>, ma il ritmo dell’allentamento monetario potrebbe essere troppo prudente per sostenere la debole crescita nell’Eurozona. Le tensioni geopolitiche in corso e le tensioni sui prezzi delle commodities energetiche rappresentano fattori di incertezza per l’azione della politica monetaria. Per le imprese italiane il tasso pagato su prestiti rimane eccessivo. A novembre 2024 il<strong> costo del credito per le imprese </strong>è del 4,64%, in calo rispetto al 4,85% di ottobre 2024 ma ancora superiore di 301 punti base all’1,63% precedente alla stretta monetaria, un livello che riduce gli investimenti e frena i complessi processi della doppia transizione, digitale e ambientale. Nel terzo trimestre del 2024 gli <strong>investimenti delle imprese</strong> sono in calo del 3,0% su base annua. Inoltre, l’accesso al credito per gli investimenti rappresenta un fattore strategico per le imprese per affrontare la carenza di manodopera e le <a href="https://bit.ly/3SqxGYJ">sfide della glaciazione demografica</a>.</p>
<p>Dopo una discesa dell’1,2% nel 2024, gli<strong> investimenti in beni strumentali</strong> nel 2025, secondo le previsioni di Banca d’Italia di dicembre, tornano a salire del 2,7%, con un ritocco al ribasso di quasi un punto rispetto alle previsioni di ottobre (+3,6%). Dopo un 2024 ancora intonato alla <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/produzione-nelle-costruzioni-ottobre-2024/">crescita dell’<strong>attività edilizia</strong></a> – anche grazie al sostegno del PNRR &#8211; per il prossimo anno è attesa una pesante frenata, con gli <strong>investimenti in costruzioni</strong> che, sempre secondo le previsioni di dicembre di Banca d’Italia, calano del 3,3%, interrompendo un lungo ciclo espansi</p>
<p>La <strong>spesa delle famiglie</strong> nei primi tre trimestri del 2024 aumenta dello 0,3% su base annua, mentre il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> nei primi undici mesi dell&#8217;anno segna un calo dello 0,5% su base annua. A gennaio 2025 l’indice della <strong>fiducia dei consumatori</strong> migliora dopo tre mesi consecutivi di calo. Il turismo è sostenuto dalle presenze degli stranieri: l’analisi dei dati, ancora provvisori, dell’Istat indica che tra gennaio e novembre del 2024 le <strong>presenze turistiche</strong> ristagnano (+0,1% su base annua), con aumento (+3,7%) delle presenze straniere che compensa il calo (-3,9%) delle presenze dei turisti italiani. Nel 2025 vi potrebbero essere effetti positivi del <strong>Giubileo</strong>: nel 2000, anno del precedente evento giubilare, la <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2000/rel00_tot.pdf#page=157">spesa dei turisti stranieri</a> aumentò del 12,0% su base annua, il tasso più elevato registrato nei ventidue anni precedenti alla pandemia (1998-2019).</p>
<p>Sul fronte della <strong>finanza pubblica</strong>, l’orientamento è rivolto al rientro dei rapporti deficit/PIL e debito/PIL, confermando un approccio prudente nella politica fiscale. Nel 2024 è tornato in positivo (+0,1% del PIL) l’<strong>avanzo primario </strong>e, nelle previsioni di novembre della Commissione europea, sale progressivamente nel biennio successivo (+0,5% nel 2025 e +1,1% nel 2026). Il limite alla <strong>crescita della spesa pubblica</strong> definito nel Piano strutturale di bilancio – corrispondente ad un tasso massimo dell’1,5% all’anno per la spesa primaria netta &#8211; potrebbe richiedere il finanziamento di interventi di politica economica con nuove imposte. Ma un aumento del <strong>carico fiscale</strong> rischia di compromettere ulteriormente la competitività dell’economia italiana su cui, secondo la metrica della Commissione europea, grava un carico fiscale (<em>tax burden</em>) che nel 2024 è superiore di 1,7 punti di PIL alla media dell’Eurozona. Tale divario si traduce in una <a href="https://www.confartigianato.it/2024/11/assemblea-2024-danni-di-guerra-e-fisco-zavorra-sulle-imprese-italiane-cresce-carenza-di-manodopera/">maggiore tassazione</a> per cittadini ed imprese di 36,6 miliardi di euro, equivalente a 620 euro per abitante. Appare necessaria una accelerazione nell’<strong>attuazione del PNRR</strong>: secondo l’<a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=4599c2da-38b4-443b-aca5-73ccfecea712">ultima relazione della Corte dei conti</a>, al 30 settembre 2024 il livello della spesa è di 57,7 miliardi di euro, pari al 30% delle risorse del Piano e al 66% di quelle che erano programmate entro il 2024.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nostre elaborazioni su dati Banca d’Italia, Bce, Commissione europea, Corte dei conti, Cpb, Eurostat, Fondo monetario internazionale, Gme, Istat, Mef, Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Upb</em></p>
<p><em> </em></p>
</div>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2025</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/un-venticinque-in-bilico-tra-crisi-globali-e-politiche-economiche-deboli/">Un Venticinque in bilico, tra crisi globali e politiche economiche deboli</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/un-venticinque-in-bilico-tra-crisi-globali-e-politiche-economiche-deboli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le conseguenze economiche delle guerre</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/le-conseguenze-economiche-delle-guerre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-conseguenze-economiche-delle-guerre</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/le-conseguenze-economiche-delle-guerre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 09:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=107614</guid>

					<description><![CDATA[<p>I conflitti in atto hanno profondamente influenzato l’economia globale, aggravando la crisi energetica, frenando la crescita del commercio e imponendo costi aggiuntivi al sistema produttivo. L'Italia, pur dimostrando resilienza, subisce le conseguenze delle tensioni geopolitiche e dell'instabilità dei mercati.</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/le-conseguenze-economiche-delle-guerre/">Le conseguenze economiche delle guerre</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 78%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107605" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-scaled.jpg" width="2560" height="1344" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-scaled.jpg 2560w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-300x157.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-1024x537.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-768x403.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-1536x806.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-2048x1075.jpg 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-350x184.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-3"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-shrink-0 flex flex-col relative items-end">
<div class="pt-0">
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>Sono trascorsi più di due anni e mezzo dal 24 febbraio 2022, giorno in cui la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina. Da allora, sul fronte dell’economia si sono succedute una grave crisi energetica che nell’autunno del 2022 ha fatto impennare del 200% i prezzi dell’energia elettrica, la stretta monetaria più pesante della storia dell’euro, la caduta del commercio internazionale e le incertezze derivanti dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente. In questo articolo esaminiamo le conseguenze economiche delle guerre sull’economia mondiale e, in particolare, su quella italiana.</p>
<p>Prima di esplorare il conto dei danni economici dei conflitti in corso, va doverosamente premesso che le guerre presentano sempre un conto inaccettabile di vite umane civili<a href="#_edn1" name="_ednref1">[1]</a>, oltre che militari.</p>
<p>Se confrontiamo le previsioni del Fondo monetario internazionale di ottobre del 2021 con i dati del <em>World Economic Outlook</em> pubblicato la scorsa settimana, si calcola che nell’arco dei tre anni di guerra l’economia mondiale ha contabilizzato oltre mezzo punto (-0,6%) di <strong>minore</strong> <strong>crescita del PIL</strong> all’anno. La frenata è più marcata per l’Unione europea che, a fronte di un previsto tasso di crescita medio annuo del +2,6% registra un più ridotto +1,5%.</p>
<p>Sull’abbassamento del sentiero di crescita pesano numerosi fattori<strong>. </strong>All’incertezza determinata dall’instabilità del contesto internazionale e il calo della fiducia delle imprese, si sommano gli effetti delle diffuse strette monetarie attuate dalle banche centrali per arginare lo shock inflazionistico innescato dalla crisi energetica, il crescente ricorso a misure protezionistiche, il calo del commercio internazionale nel 2023 e la frenata delle economie di Cina e Germania, i giganti (addormentati) di Asia ed Europa.</p>
<p>Le conseguenze delle guerre determinano un impatto rilevante anche per l’Italia. Va peraltro ricordato che, nonostante i rilevanti impulsi recessivi conseguenti ai conflitti, tra il 2021 e il 2024 l’<strong>economia italiana ha mostrato una maggiore resilienza </strong>rispetto alle altre economie europee, registrando una migliore performance rispetto a Francia e Germania sia per crescita del PIL che per aumento dell’occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<h3><span class="font-435549"><em>* Esportazioni in calo</em></span></h3>
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l’inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia hanno determinato un pesante calo dell’export italiano verso i due paesi belligeranti. Tra il 2021 e 2024 (ultimi dodici mesi a luglio) l’Italia registra 6,5 miliardi di <strong>mancate esportazioni in Russia e Ucraina</strong>, perdita valutata rispetto ad uno scenario di pace in cui, invece, la domanda dei due paesi si sarebbe sviluppata allo stesso ritmo dei mercati extra Ue.</p>
<p>Una elevata dipendenza dalla Russia ha contribuito a far scivolare in recessione l’economia tedesca nel 2023 e nel 2024, con ricadute pesanti sulle vendite del made in Italy. Nel 2023 l’Italia ha perso 8 milioni di euro al giorno di <strong>esportazioni verso la Germania</strong>, una <a href="https://bit.ly/3BIY2zE">perdita che nel 2024 è salita a 12 milioni al giorno</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<h3><span class="font-435549"><em>* Maggiori costi per l&#8217;energia</em></span></h3>
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>L’elevata dipendenza energetica dell’Italia dalle importazioni e la spinta dei prezzi delle <em>commodities</em> hanno innescato un grave appesantimento della bolletta energetica. Se prendiamo a riferimento il livello normale di importazioni di energia del 3,5% del PIL rilevato nel 2021, l’Italia ha registrato un <strong>maggiore costo di acquisto di energia dall’estero</strong> per 83,6 miliardi di euro nel biennio 2022-2023. Nello stesso arco di tempo, in conseguenza di una escalation asimmetrica dei prezzi dell’elettricità in Europa, le micro e piccole imprese (MPI) italiane hanno pagato 11,8 miliardi di euro di <strong>maggiore</strong> <strong>costo sulle bollette dell’energia elettrica</strong> rispetto a quelle dei competitor europei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549"><em>* Prestiti in calo e più costosi</em></span></h3>
<p>La grave turbolenza dei prezzi dell’energia ha riportato ad una inflazione a doppia cifra, arrivando al +12,6% nell’autunno del 2022. Per riportare la crescita dei prezzi sotto controllo, la Banca centrale europea in dodici mesi ha rialzato di 400 punti base i tassi di riferimento, determinando 8,9 miliardi di <strong>maggiori oneri finanziari sui bilanci delle MPI</strong> e un <strong>calo dei prestiti</strong> alle micro e piccole imprese che a metà di quest’anno è arrivato al -8,0%. Il caro-tassi riduce la propensione ad investire, ostacolando il sistema delle imprese impegnate in una complessa doppia transizione, digitale e green. Dal primo trimestre del 2024 la <strong>dinamica degli investimenti delle imprese</strong> è entrata in territorio negativo e nel secondo trimestre di quest’anno segna un calo del 2,3% su base annua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549"><em>*Il prezzo dell&#8217;instabilità in Medio Oriente</em></span></h3>
<p>Nel corso del 2024 è risalita l’instabilità geopolitica a seguito dell’estensione degli scontri in Medio Oriente, aumentando la volatilità delle quotazioni del greggio. Il conflitto si estende all’Iran, un player con il 6,2% della produzione mondiale di gas e il 4,8% di quella del petrolio. In uno scenario caratterizzato da uno <strong>shock sui prezzi energetici</strong> di 10 dollari al barile sul petrolio e di 10 euro al MWh sul gas, si determinerebbe un<strong> impatto recessivo sul PIL</strong> dell’Italia di 18,8 miliardi di euro nel biennio 2025-2026.</p>
<p>L&#8217;allargamento del conflitto nel Medio Oriente interessa un’area che è strategica per l&#8217;Italia per la fornitura di commodities energetiche e costituisce un importante mercato di sbocco dei prodotti made in Italy. I <strong>paesi del Medio Oriente concentrano quasi un terzo (31,4%) delle forniture di energia</strong> all’Italia, mentre rappresentano un mercato che nel 2024, ultimi dodici mesi a luglio, vale 25,9 miliardi di euro di esportazioni, pari al 4,1% del totale dell’export italiano.</p>
<p>Il mercato mediorientale, nel suo complesso, si caratterizza per un significativo dinamismo in un contesto di rallentamento degli scambi internazionali, registrando nei primi sette mesi del 2024 un aumento del 7,0% delle vendite del made in Italy a fronte di un più contenuto +1,8% della media dei paesi extra Ue e di una stazionarietà del totale dell’export nel mondo.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<h6><a href="#_ednref1" name="_edn1">[1]</a> Per le vittime civili si vedano UN Human Rights Monitoring Mission in Ukraine, <a href="https://ukraine.un.org/sites/default/files/2024-10/Ukraine_protection_of_civilians_in_armed_conflict_September_2024.pdf">Ukraine: protection if civilians in armed conflict September 2024 update</a> e OCHA, United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, <a href="https://www.ochaopt.org/content/reported-impact-snapshot-gaza-strip-22-october-2024">Reported impact snapshot &#8211; Gaza Strip (22 October 2024)</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/le-conseguenze-economiche-delle-guerre/">Le conseguenze economiche delle guerre</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/le-conseguenze-economiche-delle-guerre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il dilemma dell&#8217;auto elettrica in Italia: tra scarse vendite e sfide di decarbonizzazione</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/il-dilemma-dellauto-elettrica-in-italia-tra-scarse-vendite-e-sfide-di-decarbonizzazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-dilemma-dellauto-elettrica-in-italia-tra-scarse-vendite-e-sfide-di-decarbonizzazione</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/il-dilemma-dellauto-elettrica-in-italia-tra-scarse-vendite-e-sfide-di-decarbonizzazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Sileo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 05:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=107201</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le vendite di auto elettriche fanno flop in Italia e arrancano nel resto d'Europa. Nel primo quadrimestre del 2024, le immatricolazioni di elettriche in Italia sono state del 2,8%, in calo rispetto al 2023. In Europa, la quota di mercato è del 12%, ma il numero totale di auto vendute è comunque inferiore al 2019. Gli incentivi non bastano: servono strategie per decarbonizzare il parco circolante esistente</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-dilemma-dellauto-elettrica-in-italia-tra-scarse-vendite-e-sfide-di-decarbonizzazione/">Il dilemma dell’auto elettrica in Italia: tra scarse vendite e sfide di decarbonizzazione</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 61%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107203" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-scaled.jpg" width="2560" height="2560" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-scaled.jpg 2560w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-1024x1024.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-768x768.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-1536x1536.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-2048x2048.jpg 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-350x350.jpg 350w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/pexels-genihoka-14559935-348x348.jpg 348w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-5"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-1 overflow-hidden">
<div class="react-scroll-to-bottom--css-uurux-79elbk h-full">
<div class="react-scroll-to-bottom--css-uurux-1n7m0yu">
<div class="flex flex-col pb-9 text-sm">
<div class="w-full text-token-text-primary" data-testid="conversation-turn-23">
<div class="px-4 py-2 justify-center text-base md:gap-6 m-auto">
<div class="flex flex-1 text-base mx-auto gap-3 md:px-5 lg:px-1 xl:px-5 md:max-w-3xl lg:max-w-&#091;40rem&#093; xl:max-w-&#091;48rem&#093; group final-completion">
<div class="relative flex w-full flex-col lg:w-&#091;calc(100%-115px)&#093; agent-turn">
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="9e5544f7-cce6-4801-beef-859495e3a151">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<div class="w-full text-token-text-primary" data-testid="conversation-turn-6">
<div class="px-4 py-2 justify-center text-base md:gap-6 m-auto">
<div class="flex flex-1 text-base mx-auto gap-3 md:px-5 lg:px-1 xl:px-5 md:max-w-3xl lg:max-w-&#091;40rem&#093; xl:max-w-&#091;48rem&#093; group">
<div class="relative flex w-full flex-col agent-turn">
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="fe28f7d6-3147-41e8-92b7-900ede52f15d">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>Di auto elettriche si parla molto, moltissimo. In verità, però, se ne acquistano ben poche, e in Italia ancora meno, molto meno della media dell’Unione Europea. Nel primo quadrimestre del 2024 le immatricolazioni di <strong>autovetture puramente elettriche</strong> si sono attestate al <strong>12 per cento del totale</strong>, un valore che non sarebbe poi così piccolo. Va tuttavia considerato che all’aumentare della fetta elettrica (anche se è invariata rispetto al 2023) corrisponde una torta sempre più piccola; da gennaio ad aprile, infatti, sulle strade dei Paesi dell’Unione sono arrivate in totale quasi 3,7 milioni di auto che però sono molte meno (ben il 31 per cento) degli oltre 5,3 milioni del 2019.</p>
<p>Nel nostro Paese, poi, la <strong>quota di vetture elettriche targate da inizio anno si attesta ad appena il 2,8 per cento del totale</strong>, in flessione di quasi il 19 per cento rispetto al primo quadrimestre 2023, a fronte di una crescita totale del mercato superiore al 6 per cento.</p>
<p>La vulgata è che il crollo dipenda dal mancato arrivo degli incentivi. Una spiegazione, a modesto avviso di chi scrive, quanto meno parziale. Innanzitutto gli incentivi già ci sono, i prossimi sono sì più generosi, ma in rari casi il vantaggio dato dal nuovo incentivo non potrebbe essere colmato con uno sconto accordato da case automobiliste e concessionari da aggiungersi all’incentivo attuale. I nuovi incentivi poi riguarderebbero non solo le vetture elettriche ma tutte le alimentazioni &#8211; purché le vetture abbiamo emissioni di anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) inferiori ai 135 grammi per km percorso e un prezzo inferiore ai 42,7 mila euro &#8211; ma queste ultime non registrano particolari cali, anzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Ai fini della decarbonizzazione tuttavia, molto più che le vendite (che ovviamente interessano innanzitutto alle case automobilistiche) contano le vetture effettivamente presenti sulle strade e anche il loro reale utilizzo. Il parco circolante italiano, ad esempio, è ben maggiore di quello francese e con minore presenza di vetture elettriche eppure i consumi di carburante (fossile) e dunque le emissioni di CO<sub>2</sub> sono più basse in Italia che in Francia</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In tutta l’Unione benché il numero di auto elettriche sulle strade europee sia aumentato – spinto dagli stessi regolamenti Ue e dalle norme nazionali, regionali e locali – non si sono avuti effetti sul parco circolante. La diffusione delle vetture elettriche è rimasta significativamente al di sotto dell’incremento delle autovetture endotermiche: più 3 milioni per le prime, più 27 milioni per le più 3 milioni per le prime, più 27 milioni per le seconde (dati ACEA 2022, ultimi disponibili).</p>
<p>Il ritmo di crescita del parco circolante dunque eccede abbondantemente gli ingressi di auto elettriche che tra l’altro parrebbero restare sulle strade (molto) meno delle endotermiche.</p>
<p>In Italia questa dinamica è evidente e consolidata: a fine 2023, appena il 5 per mille del parco era costituito da autovetture elettriche: 219.540 su quasi 41 milioni totali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Figura 1 &#8211; Scomposizione dell’incremento del Parco auto italiano dal 2016 al 2023: contributo delle auto <em>full-elettric </em>(Saldo <em>full-electric</em>) e delle altre alimentazioni (Saldo non <em>full-electric</em>). Fonte: elaborazioni su statistiche ACI. Tratto da ‘<a href="https://www.feem.it/publications/gli-italiani-non-sognano-auto-elettriche-la-difficile-decarbonizzazione-del-parco-circolante/">Gli Italiani non sognano auto elettriche: la difficile decarbonizzazione del parco circolante</a>’, FEEM Brief 02, aprile 2024.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-107208 aligncenter" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-2024-05-23-155740-300x167.jpg" alt="" width="500" height="235" /></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Troppo sottovalutato poi che il <strong>parco circolante italiano è secondo solo a quello della Germania</strong>, ben un sesto delle auto dell’Unione ha targa italiana. È evidente quindi che il successo delle vetture elettriche difficilmente possa prescindere da una diffusione anche nel nostro Paese. E ad oggi, numeri alla mano, obiettivi di diffusione milionari di vetture elettriche poi grandemente generosi. Anche la stima contenuta nell’aggiornamento Piano Nazionale Integrato Energia Clima 2023 di avere 4,3 milioni auto elettriche e 2,3 milioni di ibride plug-in para davvero fuori bersaglio. Pur confidando in un significativo incremento delle immatricolazioni elettriche nei prossimi anni, a fine 2024 la distanza dall’obiettivo sarà ancora siderale: mancheranno all’appello almeno 4 milioni vetture (95% dell’obiettivo) e resteranno solo 6 anni per immatricolarle. Significherebbe immatricolare annualmente oltre 666 mila vetture e non contare quelle che escono dal parco, demolite o rivendute in altri Paesi (dinamica che per le elettriche parrebbe pure tutt’altro che minoritaria).</p>
<p>È pertanto ormai urgente lavorare su strategie, da affiancare all’elettrificazione, che mirino a decarbonizzare le vetture in circolazione senza necessariamente sostituirle con auto nuove. Il riferimento è chiaramente a carburanti che siano climaticamente neutrali, e dunque in linea con l’obiettivo del 2050.</p>
<p><strong>Senza sottovalutare che un parco circolante così esteso, come quello italiano, rappresenta senz’altro un problema da gestire, ma è anche fonte di lavoro e di intrapresa</strong>. In crescita, ad esempio, la rimessa a nuovo di vetture attempate per uso turistico. A cominciare dalla gloriosa 500.</p>
<p><strong><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-dilemma-dellauto-elettrica-in-italia-tra-scarse-vendite-e-sfide-di-decarbonizzazione/">Il dilemma dell’auto elettrica in Italia: tra scarse vendite e sfide di decarbonizzazione</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/il-dilemma-dellauto-elettrica-in-italia-tra-scarse-vendite-e-sfide-di-decarbonizzazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La transizione energetica e il rischio dell’effetto boomerang: l’esempio della raffinazione del petrolio in Italia</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/la-transizione-energetica-e-il-rischio-delleffetto-boomerang-lesempio-della-raffinazione-del-petrolio-in-italia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-transizione-energetica-e-il-rischio-delleffetto-boomerang-lesempio-della-raffinazione-del-petrolio-in-italia</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/la-transizione-energetica-e-il-rischio-delleffetto-boomerang-lesempio-della-raffinazione-del-petrolio-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Carollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 05:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=107173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le normative europee, come la fine dei motori a combustione interna entro il 2035, alimentano scetticismo e reazioni contrarie. La complessità della transizione, ignorata dai decisori, comporta costi elevati e impatti negativi su industrie e consumatori. La mancanza di capacità di raffinazione sta spingendo i prezzi della benzina alle stelle, evidenziando l'urgenza di politiche energetiche più realistiche e sostenibili</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/la-transizione-energetica-e-il-rischio-delleffetto-boomerang-lesempio-della-raffinazione-del-petrolio-in-italia/">La transizione energetica e il rischio dell’effetto boomerang: l’esempio della raffinazione del petrolio in Italia</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-6"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 54%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107174" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Carollo.jpg" width="600" height="900" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Carollo.jpg 600w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Carollo-200x300.jpg 200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/05/Carollo-350x525.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-6" data-row="script-row-unique-6" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-6"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-7"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-1 overflow-hidden">
<div class="react-scroll-to-bottom--css-uurux-79elbk h-full">
<div class="react-scroll-to-bottom--css-uurux-1n7m0yu">
<div class="flex flex-col pb-9 text-sm">
<div class="w-full text-token-text-primary" data-testid="conversation-turn-23">
<div class="px-4 py-2 justify-center text-base md:gap-6 m-auto">
<div class="flex flex-1 text-base mx-auto gap-3 md:px-5 lg:px-1 xl:px-5 md:max-w-3xl lg:max-w-&#091;40rem&#093; xl:max-w-&#091;48rem&#093; group final-completion">
<div class="relative flex w-full flex-col lg:w-&#091;calc(100%-115px)&#093; agent-turn">
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="9e5544f7-cce6-4801-beef-859495e3a151">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<div class="w-full text-token-text-primary" data-testid="conversation-turn-6">
<div class="px-4 py-2 justify-center text-base md:gap-6 m-auto">
<div class="flex flex-1 text-base mx-auto gap-3 md:px-5 lg:px-1 xl:px-5 md:max-w-3xl lg:max-w-&#091;40rem&#093; xl:max-w-&#091;48rem&#093; group">
<div class="relative flex w-full flex-col agent-turn">
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="fe28f7d6-3147-41e8-92b7-900ede52f15d">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>Esiste un modo di concepire la transizione energetica che rischia di avere un effetto boomerang sul coinvolgimento della pubblica opinione nella difesa dell’ambiente.</p>
<p>Troppo di frequente segmenti della politica supportati da cosiddetti esperti dell’ambientalismo ideologico spingono sulla introduzione di leggi e norme senza tener conto della realtà, pensando di generare in tal modo processi irreversibili di cambiamento. Una parte significativa dei provvedimenti europei, soprattutto quando ha preteso di fissare scadenze fisse e non negoziabili, come è stato il voto del Parlamento di Strasburgo sulla fine dei motori a combustione interna fissata per il 2035, finisce con generare scetticismo e reazioni di segno contrario.</p>
<p>Si dimentica la realtà e crudeltà dei numeri, che, al contrario impongono costi e tempi della transizione molto più lenti e complessi e con ricadute dolorose</p>
<p>Trascurare questi aspetti finisce con il creare vuoti nei processi decisionali, disinvestimenti pesanti in settori chiave dell’industria energetica e ricadute pesanti sui consumatori.</p>
<p>È il caso delle politiche che riguardano il settore degli idrocarburi, dove è prevalsa una visione generalizzata che lo ritiene un mondo superato ed in via di estinzione; quindi, non meritevole di ulteriori attenzioni e soprattutto di investimenti per garantirne la funzionalità per i decenni in cui ne avremo ancora bisogno.</p>
<p>È evidente lo stupore e lo smarrimento fra gli analisti ed i consumatori, quando le periodiche impennate dei prezzi sembrano far crollare convinzioni e luoghi comuni radicati, mettendo in discussione la credibilità della stessa transizione.</p>
<p>Pensiamo all’impennata del prezzo del gas nel 2022 e 2023 causata dalla superficialità nell’analisi del sistema di generazione dei prezzi e la totale mancanza di governo del sistema che ha finito con dare carta bianca alla speculazione finanziaria.</p>
<p>Nelle ultime settimane è stato il turno dei prezzi della benzina, del gasolio e del jet fuel. Lo stiamo vivendo ogni giorno a quali livelli sono giunti benzina e gasolio per autotrazione ed i costi dei voli aerei.</p>
<p>Il problema non è solo italiano ma ha ormai una dimensione globale con caratteristiche diverse nei vari continenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><em><span class="font-435549">Stati Uniti ed Europa stanno provocando la distruzione dei propri sistemi di raffinazione e garantiscono i flussi di approvvigionamento dei propri mercati attraverso l’importazione a prezzi sempre più alti di prodotti e semilavorati da altri paesi che sono in grado di produrli. Ovviamente, il rifornimento di benzine di alta qualità diviene ogni giorno più difficile ed a prezzi proibitivi</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure i dati pubblicati dalle varie fonti ufficiali mostrano un quadro chiaro ed allarmante.</p>
<p>La domanda mondiale di petrolio (o meglio di prodotti finiti) si aggira leggermente al di sopra di 100 milioni di barili/giorno. Per soddisfare questa domanda occorre produrre petrolio greggio al ritmo di almeno 100 milioni di barili/giorno. E questo, in qualche modo sta succedendo. Infatti, non stiamo affrontando una crisi di offerta di petrolio (inteso come materia prima) a livello mondiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Il problema che abbiamo davanti è che nessuno di noi usa il petrolio per i propri consumi. Nelle macchine mettiamo benzina o gasolio e negli aerei mettiamo jet fuel</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra una affermazione banale, lapalissiana, ma, purtroppo, i grandi analisti del mercato petrolifero sembrano ignorare questa elementare verità e parlano dei grandi sistemi e delle dinamiche geopolitiche che influenzano o potrebbero influenzare la produzione della materia prima chiamata petrolio greggio. Discussioni assolutamente brillanti ed interessanti, ma che non spiegano perché la benzina sta andando alle stelle e sembra proiettata a toccare picchi mai visti nella storia moderna del petrolio. Ripeto, in una situazione in cui c’è ampia disponibilità di petrolio greggio e non si può derivare l’aumento del prezzo della benzina da uno shortage di petrolio. Se mai è il contrario. L’alto prezzo dei prodotti spinge in alto quello del petrolio greggio.</p>
<p>È come se avessimo una diga con un lago pieno d’acqua, ma senza una sufficiente capacità di trasporto dell’acqua per farla arrivare in città. Avremmo eccesso di acqua a monte e siccità a valle. Invocare la mancanza di pioggia a causa dei cambiamenti climatici sarebbe solo ridicolo.</p>
<p>Le scorte commerciali mondiali di benzina presso i sistemi di raffinazione sono a<em>i minimi livelli degli ultimi 10 anni </em>e non c’è nessuna prospettiva che possano essere ricostituite in tempi utili per la campagna estiva. Bisognerebbe disporre di una capacità di raffinazione che semplicemente non c’è (più).</p>
<p>I dati più recenti ci informano che la capacità di raffinazione mondiale disponibile si aggira fra 83 e 85 milioni di barili/giorno, evidenziando uno shortage rispetto alla domanda globale di prodotti fra 15 e 17 milioni di barili/giorno. In particolare, i paesi OECD hanno perso 2 milioni di barili/giorno di capacità nel corso degli ultimi cinque anni. Ciò vuol dire che il petrolio che viene trasformato in prodotti finiti è soltanto 83-85 milioni di barili/giorno. Il resto rimane allo stato di materia grezza nelle scorte sparse in giro per il mondo. Le scorte galleggianti o viaggianti su navi petroliere sono altissime.</p>
<p>Altro che disquisire sugli effetti della crisi in Medio Oriente o sui pensieri reconditi dei paesi OPEC.</p>
<p>La richiesta da parte di molti politici e governati rivolta all’OPEC ed all’Arabia Saudita di aumentare la produzione di greggio, è fuorviante, solo un modo di deviare l’attenzione della pubblica opinione dalle loro precise responsabilità.</p>
<p>Disporre di capacità di raffinazione in cui trasformare il petrolio greggio nei prodotti finiti che servono al proprio mercato nazionale non è e non può essere una responsabilità dei paesi produttori, ma è una scelta strategica ed economica di ogni singolo paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>L’Italia è stata per decenni il principale paese raffinatore d’Europa ed esportatore di benzina e gasolio verso i mercati redditizi del Nord Europa e del Nord America. Eravamo uno dei quattro HUB petroliferi del mondo, insieme a Rotterdam, Houston e Singapore. Eravamo decisivi nel determinare il prezzo dei prodotti petroliferi e potevamo garantirci i rifornimenti al più basso prezzo possibile. Ai fautori dell’Italia Hub del gas suggerisco di studiare questo periodo storico in cui l’Italia sapeva cosa e come fare per essere un hub di qualcosa</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto questo ormai è storia. <em>Il nostro sistema di raffinazione è in crisi profonda</em>. Non si registrano più investimenti significativi (a parte la manutenzione minima degli impianti esistenti) per garantire l’adeguamento alle nuove richieste di qualità dei mercati più redditizi. Ma di questo nessuno vuole parlare. Ci sia attacca alle statistiche in cui si mostra l’esistenza di un’ampia disponibilità di impianti senza informazioni sulla loro vetusta età e prospettiva di durata.</p>
<p>La situazione contingente che garantisce margini di raffinazione altissimi (a causa della mancanza di prodotti sui mercati mondiali) allontana nel tempo il momento della chiusura di molti degli impianti esistenti. Eppure, stiamo vedendo che si procede a ridurre la capacità esistente in modo surrettizio, chiamando la chiusura in modo diverso, ovvero come trasformazione in bio-raffineria. In realtà, si fermano tutti gli impianti di una raffineria, lasciando operativi solo uno o due impianti minori per processare delle biomasse.</p>
<p>Non si dice però che questa “trasformazione” ha finora comportato la scomparsa di 15 milioni di tonnellate di capacità a fronte degli 1,5 milioni di tonnellate di bio-raffineria rimasti, con una riduzione netta di 13,5 milioni di tonnellate, perse per sempre.</p>
<p>Impianti di altissima tecnologia, fermatisi a causa di incidenti, non sono stati più riattivati, come l’impianto EST di Sannazzaro che, fermatosi il 1° dicembre 2016, non è stato ancora riattivato. Non solo, ma nell’ultima presentazione del piano strategico, il 14 marzo scorso, il CEO Eni ha detto che sta pensando a “riconvertire la raffineria di Sannazzaro in bioraffineria”. Il che, tradotto in italiano, vuol dire la perdida di altri 10 milioni di tonnellate di capacità e la chiusura della più sofisticata raffineria italiana e cuore del sistema di approvvigionamento della pianura padana e dell’hinterland industriale di Milano e Torino. Un vero disastro nazionale.</p>
<p>Tutto questo non sembra interessare i politici, gli analisti e i giornalisti di questo paese. Piace sbizzarrirsi sulle filosofie riguardanti le strategie dell’OPEC o addirittura disquisire sulle connessioni fra crisi israelo-palestinese ed il prezzo del petrolio, derivando le variazioni del prezzo della benzina da questi scenari geopolitici. Dimenticando che la benzina si ottiene in raffineria e non dai paesi produttori di petrolio e che se non si dispone di sufficiente capacità di raffinazione, semplicemente la benzina non c’è. Ed allora bisogna importarla dai mercati internazionali pagandola ai prezzi alti a cui la spinge la competizione con tutti gli altri paesi che non ne hanno o non ne hanno a sufficienza.</p>
<p>Tuttavia, alcune cose sono cambiate nel panorama della raffinazione nazionale. In peggio, naturalmente,</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="font-435549"><em>Parliamo del silenzio assordante che copre la vendita dei due gioielli rimasti della raffinazione italiana, la ISAB di Priolo (Siracusa) e la Saras di Sarroch (Sardegna)  alle due maggiori società di trading internazionali Vitol e Trafigura</em></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due eventi singoli all’interno di un quadro complessivo drammaticamente preoccupante. Le due società di trading potrebbero pure lasciare parte dei prodotti nel mercato italiano, ma solo al prezzo dei mercati più redditizi del mondo. Se l’Italia avrà bisogno di benzina e gasolio prodotti da Saras o da Priolo, dovrà pagarli al prezzo più alto al mondo in quel momento. E sta già succedendo.</p>
<p>Occorre una riflessione più approfondita che ci faccia capire se siamo di fronte ad una de-responsabilizzazione collettiva o se è prevalsa una visione sul futuro dell’energia nazionale che si ritiene possa fare almeno del petrolio (come si è pensato di poter fare con il gas russo).</p>
<p>Non ci rimarrà che fare del populismo spicciolo contro i paesi OPEC e l’Arabia Saudita o cercare di convincere i consumatori dei legami inesistenti fra le crisi in Medio Oriente o in Ucraina ed il prezzo della benzina. Ma guai a dire che abbiamo adottato una politica energetica suicida e che stiamo continuando a distruggere il nostro sistema di raffinazione nazionale, nell’indifferenza generale.</p>
<p><strong><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/rosso-natura-morta-benzina-segnaletica-13074031/" target="_blank" rel="noopener">Boys in Bristol Photography</a> da Pexels</strong><br />
<strong><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">© </span><span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">2024</span> <span class="s2" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Spirito Artigiano</span><span class="s1" style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">. Tutti i diritti riservati.</span></strong></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/la-transizione-energetica-e-il-rischio-delleffetto-boomerang-lesempio-della-raffinazione-del-petrolio-in-italia/">La transizione energetica e il rischio dell’effetto boomerang: l’esempio della raffinazione del petrolio in Italia</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/la-transizione-energetica-e-il-rischio-delleffetto-boomerang-lesempio-della-raffinazione-del-petrolio-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Duemilaventiquattro, un percorso ad ostacoli per l’economia e le imprese</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/duemilaventiquattro-un-percorso-ad-ostacoli-per-leconomia-e-le-imprese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=duemilaventiquattro-un-percorso-ad-ostacoli-per-leconomia-e-le-imprese</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/duemilaventiquattro-un-percorso-ad-ostacoli-per-leconomia-e-le-imprese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 05:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<category><![CDATA[piccole imprese]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=106650</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'economia italiana affronta sfide complesse nel 2024, con una frenata del commercio internazionale e crescenti tassi di interesse. La domanda estera è minacciata dalle tensioni geopolitiche. Tuttavia, le imprese italiane mostrano resilienza e sostengono l'occupazione, anche in un contesto di congiuntura debole</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/duemilaventiquattro-un-percorso-ad-ostacoli-per-leconomia-e-le-imprese/">Duemilaventiquattro, un percorso ad ostacoli per l’economia e le imprese</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-8"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 83%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-106651" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/01/forest-3901357_1280.jpg" width="1200" height="800" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/01/forest-3901357_1280.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/01/forest-3901357_1280-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/01/forest-3901357_1280-1024x683.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/01/forest-3901357_1280-768x512.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/01/forest-3901357_1280-350x233.jpg 350w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-9"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ></p>
<div class="flex-1 overflow-hidden">
<div class="react-scroll-to-bottom--css-uurux-79elbk h-full">
<div class="react-scroll-to-bottom--css-uurux-1n7m0yu">
<div class="flex flex-col pb-9 text-sm">
<div class="w-full text-token-text-primary" data-testid="conversation-turn-23">
<div class="px-4 py-2 justify-center text-base md:gap-6 m-auto">
<div class="flex flex-1 text-base mx-auto gap-3 md:px-5 lg:px-1 xl:px-5 md:max-w-3xl lg:max-w-&#091;40rem&#093; xl:max-w-&#091;48rem&#093; group final-completion">
<div class="relative flex w-full flex-col lg:w-&#091;calc(100%-115px)&#093; agent-turn">
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="9e5544f7-cce6-4801-beef-859495e3a151">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno in vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Il recupero della domanda estera dell&#8217;Italia è ostacolato dalle tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente e dalla recessione dell’economia tedesca. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano: in dodici mesi gli occupati salgono di oltre mezzo milione di unità, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<h4>Difficoltà nel commercio internazionale: tensioni geopolitiche e rischi per la domanda estera</h4>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi undici mesi il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,1% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui <em>subprime</em>. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi undici mesi del 2023 scendono del 4,6%; nei primi dieci mesi del 2023 la flessione del volume esportato arriva all’8,5% in Germania, il gigante europeo in recessione.</p>
<p>Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell’Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024, ma la ripresa potrebbe fallire per le accresciute tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente. La <strong><a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-crisi-mar-rosso-a-rischio-1481-miliardi-e-di-import-export/">crisi del Mar Rosso</a></strong> espone a rischi ben 148,1 miliardi di euro di import-export annuale che transita per il Canale di Suez proveniente dai paesi del Medio Oriente, dall’Asia, dall&#8217;Oceania e dai paesi del Sud-Est dell’Africa, di cui 93,1 miliardi di euro di importazioni e 55,0 miliardi di esportazioni. Ammontano già a 8,8 miliardi i <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/crisi-mar-rosso-in-3-mesi-88-mld-i-danni-per-commercio-estero-italiano-alti-rischi-per-mpi/">danni per il commercio estero italiano accumulati tra novembre 2023 e gennaio 2024</a>.</p>
<h4>Calo nella produzione manifatturiera e cauta ripresa nelle costruzioni</h4>
<p>La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre settembre-novembre cala dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi undici mesi dell’anno scende del 2,6%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,4% nella media del trimestre settembre-novembre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi undici mesi del 2023 la produzione scende dell’1,2%.</p>
<h4>Pressione sui consumi e impatto sul commercio al dettaglio</h4>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). Il ridotto potere d’acquisto si riflette sul commercio dei prodotti: a novembre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,2% e nei primi undici mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,8%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>A fine 2023 provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2023 l’inflazione è stata del 5,7% e secondo le <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-economico/2024-1/boleco-1-2024.pdf">previsioni di Banca d’Italia contenute nell’ultimo Bollettino economico</a>, nel 2024 si ridurrà all’1,9% – <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240125~f738889bde.it.html">la BCE a gennaio ha mantenuto invariati i tassi</a>, peraltro ritenendo che “<em>si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>” forniranno un contributo sostanziale al conseguimento dell’obiettivo di riportare l’inflazione al 2%. Il <strong>caro tassi</strong> sui prestiti alle imprese (+403 punti base a novembre 2023 rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria) frena gli <strong>investimenti in macchinari</strong> (-1,9% nel terzo trimestre 2023). In controtendenza, si osserva una forte risalita (+18,2%) degli investimenti in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una dinamica che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<h4>Il nodo dei costi energetici</h4>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A dicembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,0% rispetto un anno prima, rimane del 54,0% superiore alla media del 2021 Le previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione sulle attese degli imprenditori per il 2024 dell&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<h4>Resilienza delle imprese e crescita dell&#8217;occupazione</h4>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, si consolida la crescita dell’<strong>occupazione</strong>: a novembre 2023 si registra un aumento di 520 mila occupati (+2,2%) rispetto ad un anno prima, dinamica trainata dall’aumento di 551 mila dipendenti permanenti (+3,6%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<h4>Prospettive per il 2024</h4>
<p>Sul 2024 grava l’ombra di un <strong>eccessivo prolungamento della stretta monetaria</strong>, sincronizzato con una <strong>politica fiscale</strong> che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. L’Italia e la Francia, che detengono il deficit più ampio tra le maggiori economie dell’Ue (4,4% del PIL nel 2024), sono più esposte ad una procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della pressione fiscale. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il rapporto debito/PIL. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="flex-col gap-1 md:gap-3">
<div class="flex flex-grow flex-col max-w-full">
<div class="min-h-&#091;20px&#093; text-message flex flex-col items-start gap-3 whitespace-pre-wrap break-words &#091;.text-message+&amp;&#093;:mt-5 overflow-x-auto" data-message-author-role="assistant" data-message-id="9e5544f7-cce6-4801-beef-859495e3a151">
<div class="markdown prose w-full break-words dark:prose-invert light">
<h6 class="p1"><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati. </span></h6>
<h6 class="p1"><b></b><strong><span class="s1">© </span>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/652234-652234/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3901357">652234</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3901357">Pixabay</a></strong></h6>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/duemilaventiquattro-un-percorso-ad-ostacoli-per-leconomia-e-le-imprese/">Duemilaventiquattro, un percorso ad ostacoli per l’economia e le imprese</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/duemilaventiquattro-un-percorso-ad-ostacoli-per-leconomia-e-le-imprese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inflazione, ciclo economico, mercati finanziari e materie prime. Analisi storica e possibili livelli di lettura</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/inflazione-ciclo-economico-mercati-finanziari-e-materie-prime-analisi-storica-e-possibili-livelli-di-lettura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inflazione-ciclo-economico-mercati-finanziari-e-materie-prime-analisi-storica-e-possibili-livelli-di-lettura</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/inflazione-ciclo-economico-mercati-finanziari-e-materie-prime-analisi-storica-e-possibili-livelli-di-lettura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 05:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=105628</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l’esplosione dei prezzi delle materie prime a partire dal periodo immediatamente successivo alla crisi pandemica da Covid 19 si è riproposto con forza il tema della relazione tra prezzi delle materie prime, mercati finanziari e andamento del ciclo economico. L’effetto più rilevante, dal punto di vista economico, dell’aumento dei prezzi delle materie prime è il manifestarsi dell’inflazione.<br />
L’analisi di Fabrizio Manzione e Gianni Di Noia per Spirito Artigiano</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/inflazione-ciclo-economico-mercati-finanziari-e-materie-prime-analisi-storica-e-possibili-livelli-di-lettura/">Inflazione, ciclo economico, mercati finanziari e materie prime. Analisi storica e possibili livelli di lettura</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-10"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 90%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105640" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/symbol-2088734_1920.jpg" width="960" height="679" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/symbol-2088734_1920.jpg 960w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/symbol-2088734_1920-300x212.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/symbol-2088734_1920-768x543.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-11"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>L’<strong>inflazione</strong> si definisce come “<em>l’aumento progressivo del livello medio generale dei prezzi (Treccani)” </em>che ha come conseguenza a sua volta la diminuzione progressiva del potere di acquisto della moneta. Infatti, l’andamento dei costi delle materie prime, che sono alla base del ciclo di produzione, viene normalmente trasferito in tutto o in parte sui prezzi finali dei beni prodotti, con la perdita di potere di acquisto da parte delle famiglie.</p>
<p><em>Il tasso di inflazione non è altro che la variazione percentuale dei prezzi al consumo di un anno rispetto all’anno preso a riferimento.</em></p>
<p>Per calcolarlo si sottrae dall’indice dei prezzi al consumo dell’anno in esame quello relativo all’anno di riferimento, e si divide il tutto per l’indice dei prezzi al consumo dell’anno base, moltiplicando poi il risultato per 100. L’inflazione è dunque rappresentata da un indice composito, quello della variazione dei prezzi, ricavato dalla somma di innumerevoli transazioni messe in atto nel sistema economico di riferimento.</p>
<p>L’inflazione è una cifra composita, un indice, che viene messa insieme da innumerevoli transazioni in tutta l’economia. È solo quando si inizia a disaggregare l’indice che si vede cosa sta realmente accadendo. L’aumento dell’inflazione di per sé non provoca una recessione.</p>
<p><em>Economisti, analisti, operatori economici e opinionisti discutono da oltre un anno e mezzo sulle cause della nuova ondata inflazionistica che sta investendo il mondo. La discussione non è puramente accademica o legata alla polemica politica, perché riguarda le cause, le misure e gli strumenti da utilizzare per cercare di domare l’inflazione.</em></p>
<p><em> </em>Anche i Governatori delle Banche centrali, che nell’ultimo anno hanno aumentato i tassi di interesse in maniera serrata, in un tentativo di rincorsa dell’inflazione, sanno che il problema che stiamo affrontando non è il surriscaldamento delle economie, ma è dovuto in maniera preponderante alle onde provocate dagli <em>shock</em> dell’aumento dei prezzi di energia, materie prime e cibo, e delle interruzioni delle <em>supply chains </em>dovute ai lock down della pandemia. Rendere più costosi i prestiti in maniera così rapida e rilevante, rischia però di danneggiare le economie, frenando i consumi e gli investimenti, e quindi la creazione di salari e posti di lavoro e causando il fallimento di alcune aziende (soprattutto quelle più indebitate e a bassa produttività).</p>
<p>Inoltre, tassi di interesse più alti obbligano i Governi a mettere in atto politiche di austerità, poiché il loro debito diventa più costoso da servire e da ripagare. L’aumento del tasso di interesse costituisce quindi uno strumento contundente che <a href="https://socialeurope.eu/inflation-raising-rates-is-not-the-answer">non prende di mira i fattori trainanti dell’inflazione attuale</a> ma mira a controllarla con l’effetto indiretto del raffreddamento della domanda aggregata.</p>
<p>Dunque, l’aumento dei prezzi delle materie prime è una delle cause determinanti dell’inflazione con forti ripercussioni su tutto il sistema economico.</p>
<p>Per avere un’idea dell’andamento dei prezzi delle materie prime negli ultimi anni possiamo ricorrere efficacemente ad una rappresentazione grafica. L’immagine seguente rappresenta il grafico dell’indice RJ/CRB (Reuters/Jeffries CRB Index), elaborato dall’Agenzia Reuters, che sintetizza l’andamento dei prezzi delle materie prime calcolato come media ponderata di un paniere di 27 materie prime.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-11" data-row="script-row-unique-11" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-11"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-12"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 60%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105629" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/Fig1.jpg" width="900" height="383" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/Fig1.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/Fig1-300x128.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/Fig1-768x327.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-12" data-row="script-row-unique-12" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-12"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-13"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>L’osservazione visiva ci dimostra come ci sia stata una fase con un andamento orizzontale tra il 2010 e il 2014, un forte ribasso tra il 2014 ed il 2015, una fase orizzontale tra il 2016 e il 2019. È quindi immediatamente evidente il crollo del 2020 dovuto al blocco dell’economia mondiale dovuto alla pandemia e la rapida ripresa interrotta a metà del 2022 ad un livello di prezzi inferiore ai massimi del 2011, anche se la percezione degli aumenti è più forte attualmente per via di un peggioramento generale delle condizioni economiche. Dato l’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia che abbiamo vissuto a partire dalla scorsa estate, è interessante andare a visualizzare i grafici delle principali materie prime che sono utilizzate per la produzione di energia elettrica: petrolio e gas naturale.</p>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-13" data-row="script-row-unique-13" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-13"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-14"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 60%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105630" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig2.jpg" width="900" height="375" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig2.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig2-300x125.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig2-768x320.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-14" data-row="script-row-unique-14" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-14"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-15"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 60%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105631" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig3.jpg" width="900" height="380" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig3.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig3-300x127.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig3-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-16"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Possiamo quindi notare come il grafico del petrolio sia molto simile al grafico dell’indice CRB (nel quale ha infatti un peso prevalente), mentre osservando il grafico del gas naturale possiamo notare come il prezzo sia oggi più basso rispetto all’inizio del conflitto dell’Ucraina, effetto che non si è ancora riflesso sulle nostre bollette.</p>
<p><em>Possiamo facilmente intuire come la disponibilità di materie prime in un’economia completamente ferma abbia provocato nel 2022 il crollo dei prezzi, e come la graduale ripresa dell’economia in un sistema logistico fortemente rallentato dai blocchi pandemici delle miniere e delle fabbriche e dai controlli alle frontiere, abbia avuto come conseguenza un forte rialzo dei prezzi.</em></p>
<p>Un altro fattore responsabile dei fenomeni inflattivi è l’aumento dell’offerta di moneta non commisurato all’aumento dei beni e servizi prodotti dal sistema economico. Quando la quantità di moneta in circolazione è superiore all’offerta di beni disponibili si genera un aumento dei prezzi dei beni stessi, per effetto del meccanismo domanda/offerta.</p>
<p>Dal punto di vista economico anche il denaro è un fattore di produzione come gli altri, e come tale ha un prezzo che viene denominato “costo del denaro”. Per definizione il costo del denaro è rappresentato dal tasso di interesse che la Banca Centrale, che governa la moneta, fissa per i prestiti interbancari.</p>
<p>Osserviamo in figura 4 l’andamento grafico del <em>Fed Funds Rate</em> della Banca centrale americana (tasso di interesse applicato sui prestiti a un giorno (overnight) che le banche USA applicano tra loro allo scopo di colmare eventuali carenze nei fondi di riserva) e quindi in figura 5 il grafico del tasso Euribor (Tasso d&#8217;interesse, applicato ai prestiti interbancari in euro non garantiti, calcolato giornalmente come media semplice delle quotazioni rilevate su un campione di banche con elevato merito di credito selezionato periodicamente dalla European Banking Federation).</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-16" data-row="script-row-unique-16" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-16"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-17"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 60%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105632" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig4.jpg" width="900" height="350" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig4.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig4-300x117.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig4-768x299.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-17" data-row="script-row-unique-17" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-17"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-18"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 60%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105633" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig5.jpg" width="900" height="380" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig5.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig5-300x127.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig5-768x324.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-18" data-row="script-row-unique-18" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-18"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-19"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Possiamo quindi osservare come tra il 2009 e il 2022 il costo del denaro sia stato eccezionalmente basso per un periodo eccezionalmente lungo, come risposta alla grave crisi finanziaria del 2007/2009 (crisi Lehman) e in Europa anche della crisi del 2011 (crisi dei debiti sovrani)</p>
<p>La grande disponibilità di denaro messa in campo dalle principali Banche Centrali occidentali e non solo, a partire dal 2008 sommata ad una carenza di prodotti dovuta alle difficoltà del sistema logistico di produzione e distribuzione di materie prime e prodotti, abbia provocato l’esplosione di prezzi a cui abbiamo assistito.</p>
<p>La teoria economica ci aiuta a spiegare perché ci troviamo in questa situazione.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-20"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 60%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105634" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig6.jpg" width="900" height="442" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig6.jpg 900w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig6-300x147.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2023/03/fig6-768x377.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-20" data-row="script-row-unique-20" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-20"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-21"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Un ciclo economico, come si vede, è caratterizzato da fasi di espansione, seguite da fasi di rallentamento, quindi di contrazione e infine di ripresa. L’indicatore utilizzato per misurare l’andamento dell’economia è il PIL, Prodotto Interno Lordo che misura il valore, ai prezzi di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti sul territorio di un Paese, in un dato periodo temporale. L’andamento del PIL è collegato ai mercati finanziari, e la funzione dei mercati è quella di anticipare le tendenze del ciclo economico, sia pur con errori e distorsioni.</p>
<p>L’analisi più efficiente è quella cosiddetta intermarket, cioè che mette in relazione mercati azionari, mercati obbligazionari, mercati delle materie prime e cambi valutari. Ad esempio, il dollaro USA, utilizzato per l’acquisto della maggior parte delle materie prime, in caso di suo deprezzamento porta i produttori di materie prime ad aumentare i prezzi per compensare la perdita del valore del dollaro e viceversa. Dollaro e materie prime tendono quindi a muoversi in direzioni opposte. Un aumento dei prezzi delle materie prime porta un aumento dell’inflazione, che la Banca Centrale cercherà di contenere alzando il costo del denaro e quindi alzando i rendimenti di obbligazioni e titoli di Stato, cosa che porterà tendenzialmente ad un aumento del dollaro, che avrà a sua volta come riflesso una tendenziale diminuzione del prezzo delle materie prime.</p>
<p>Quindi seguendo l’andamento dei mercati finanziari è possibile capire a che punto del ciclo economico ci si trovi e ipotizzare l’andamento tendenziale delle materie prime nel periodo immediatamente prossimo.</p>
<p><em>Poiché l’imprenditore per definizione ha bisogno di ridurre i fattori d’incertezza nella sua attività, in primis la variabilità dei prezzi delle materie prime, sin dalla prima metà dell’Ottocento sono nate le Borse delle materie prime, nate dalla necessità specifica degli imprenditori di regolamentare e dare garanzie sui contratti bilaterali “forward” di consegna merci ad una data scadenza ad un prezzo pattuito.  </em></p>
<p>Mentre nei mercati fisici le merci vengono negoziate per pronta consegna (mercati cash) e tali mercati sono accessibili solo dagli operatori del settore, nei mercati finanziari le merci sono contrattate, tramite strumenti finanziari, a scadenza più o meno prossima e in maniera standardizzata. A tali mercati accedono sia operatori del settore che investitori professionali e non. Il ruolo degli investitori è fondamentale per mantenere “liquido” il mercato, ossia facilmente vendibile o acquistabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non tutte le materie prime sono negoziabili sotto forma di strumenti finanziari:</strong></p>
<ul>
<li>Alcune materie prime sono negoziabili solo sui mercati fisici</li>
<li>Alcune materie prime sono scambiabili anche sui mercati finanziari ma l’operatività è riservata agli operatori del settore (es. metalli industriali)</li>
</ul>
<p>Le materie prime (in gergo finanziario commodities) vengono negoziate sui mercati finanziari tramite contratti standardizzati denominati “<strong>future</strong>” o “<strong>opzioni</strong>”. Si tratta di due tipi di contratti differenti.  Questi contratti oltre a fissare al momento della contrattazione il prezzo di una merce che verrà consegnata in una data futura, presentano una serie di caratteristiche standard che definiscono in qualità e quantità la merce oggetto del contratto.</p>
<p>Negli ultimi decenni i volumi delle materie prime scambiati sui mercati finanziari sono aumentati enormemente, tanto è vero che si calcola che, ad esempio per il petrolio, la materia più scambiata in assoluto, a fronte di 1 barile scambiato fisicamente ci siano 10 barili scambiati “sulla carta” con effetti sul prezzo che possono diventare pesanti. Un evento che abbiamo potuto constatare con la speculazione verificatasi sul mercato di Amsterdam del gas la scorsa estate, che ha portato in poche settimane a triplicare i prezzi del “gas finanziario”, con forti ripercussioni reali sulle nostre bollette.</p>
<p>Tornando al nostro discorso e senza entrare nei particolari, immaginiamo ad esempio che una il titolare di un’azienda cartaria decida di acquistare uno stock di carta oggi con consegna settembre 2023.</p>
<p>A copertura dell’operazione l’imprenditore potrà acquistare una opzione sulla carta con scadenza settembre 2023 ad un determinato prezzo.</p>
<p>Alla data di consegna il prezzo di mercato dello stock di carta reale può essere uguale, più basso o più alto di quello fissato nel contratto a termine.</p>
<p>Lo strumento finanziario può prevedere alla scadenza sia la consegna obbligatoria del bene fisico oppure solo il diritto alla consegna.</p>
<p>Qualora abbia optato per il diritto di ottenere alla scadenza il bene al prezzo prefissato l’imprenditore si troverà nelle seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>Il prezzo del bene è più basso di quello fissato nel contratto a termine: in questo caso l’imprenditore può rinunciare al premio pagato, “abbandonando” il contratto, ma compensando la perdita con il risparmio ottenuto con l’acquisto del bene reale a prezzo inferiore</li>
<li>Il prezzo del bene è più alto di quello fissato nel contratto a termine: in questo caso l’imprenditore potrà esercitare il diritto ad acquistare il bene al prezzo prefissato. Compensando il costo del contratto future con il risparmio ottenuto rispetto al reale prezzo di mercato.</li>
</ul>
<p>L’operatività sui mercati finanziari è complessa, anche perché ogni materia prima negoziata ha le sue peculiarità anche in fatto di stagionalità e dunque presenta molti rischi.</p>
<p>Rimane comunque il fatto che, in linea generale anche attraverso l’ausilio di ‘competenze’ esperte e fidate, la attenta osservazione del mercato dei <em>future</em> e delle opzioni sulle materie prime può offrire indicazioni utili per le scelte aziendali. Per questa via una attenta, leale, preparata e scrupolosa ricerca di ‘informazioni’ su questo settore potrebbe migliorare talune strategie aziendali. È del tutto evidente che ciò comporta un bisogno di elevare l’educazione finanziaria dei piccoli e medi imprenditori, che costituiscono il tessuto essenziale dell’economia del Paese.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-21" data-row="script-row-unique-21" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-21"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/inflazione-ciclo-economico-mercati-finanziari-e-materie-prime-analisi-storica-e-possibili-livelli-di-lettura/">Inflazione, ciclo economico, mercati finanziari e materie prime. Analisi storica e possibili livelli di lettura</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/inflazione-ciclo-economico-mercati-finanziari-e-materie-prime-analisi-storica-e-possibili-livelli-di-lettura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo spirito dell’associazionismo scende in campo contro il caro-energia</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/lo-spirito-dellassociazionismo-scende-in-campo-contro-il-caro-energia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lo-spirito-dellassociazionismo-scende-in-campo-contro-il-caro-energia</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/lo-spirito-dellassociazionismo-scende-in-campo-contro-il-caro-energia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 05:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=104764</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Sistema Confartigianato ha messo in atto una serie di iniziative per preservare il valore artigiano delle piccole imprese, difendendole dall’impatto del caro-bollette e accompagnandole nella transizione energetica e verso uno sviluppo sostenibile</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/lo-spirito-dellassociazionismo-scende-in-campo-contro-il-caro-energia/">Lo spirito dell’associazionismo scende in campo contro il caro-energia</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-22"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 83%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104765" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/electricity-gf4c9cf14b_1280.jpg" width="1000" height="440" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/electricity-gf4c9cf14b_1280.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/electricity-gf4c9cf14b_1280-300x132.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/electricity-gf4c9cf14b_1280-768x338.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-22" data-row="script-row-unique-22" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-22"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-23"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Mentre i prezzi dell’energia continuano la corsa al rialzo, imprese e famiglie corrono ai ripari per ottimizzare i consumi e abbattere i costi. Lo spirito dell’associazionismo, espresso da <strong>Confartigianato</strong>, entra in campo per preservare il valore artigiano delle piccole imprese, <strong>difendendole dall’impatto del caro-bollette e accompagnandole nella transizione energetica e verso uno sviluppo sostenibile</strong>.</p>
<p>Le strategie messe in atto dal Sistema Confederale sono articolate su più fronti. Alla ‘battaglia’ condotta nei confronti del Governo e del Parlamento per ottenere misure sia d’emergenza sia strutturali per abbattere il peso dei rincari energetici si affiancano le attività di supporto agli imprenditori.</p>
<p>Del resto, Confartigianato ha precorso i tempi per quanto riguarda l’attenzione al tema dell’energia. Basti pensare ai <strong>tre Consorzi</strong> – Caem, Cenpi, Multienergia – che da quasi 20 anni operano per facilitare l’approvvigionamento e il risparmio energetico delle piccole imprese.</p>
<p>E proprio le attività dei Consorzi sono al centro delle iniziative promosse dalle articolazioni territoriali di <strong>Confartigianato Lombardia</strong> e approfondite durante la 14° edizione della <strong>Settimana dell’Energia</strong> organizzata dal 24 al 28 ottobre. Sei giorni di eventi, seminari, e visite guidate che hanno fatto il punto sulle iniziative per promuovere la cultura del consumo responsabile, hanno approfondito gli aspetti tecnici e normativi della green economy, hanno creato occasioni di aggregazione e riqualificazione professionale attraverso l&#8217;offerta di nuovi servizi.</p>
<p>Servizi che sono protagonisti anche del ‘<strong>Mese dell’energia</strong>’ organizzato da <strong>Confartigianato Vicenza</strong> e che partirà l’8 novembre con una serie di incontri sul territorio provinciale per illustrare interventi, iniziative e lo sviluppo delle Comunità energetiche per l’autoproduzione.</p>
<h5></h5>
<h5>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/beauty_of_nature-8658480/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=7565024">jhenning</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=7565024">Pixabay</a></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-23" data-row="script-row-unique-23" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-23"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/lo-spirito-dellassociazionismo-scende-in-campo-contro-il-caro-energia/">Lo spirito dell’associazionismo scende in campo contro il caro-energia</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/lo-spirito-dellassociazionismo-scende-in-campo-contro-il-caro-energia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comunità energetiche, la rivoluzione possibile per le piccole imprese</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-la-rivoluzione-possibile-per-le-piccole-imprese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=comunita-energetiche-la-rivoluzione-possibile-per-le-piccole-imprese</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-la-rivoluzione-possibile-per-le-piccole-imprese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Di Bisceglie]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2022 16:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=104586</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continua il nostro viaggio per approfondire le potenzialità che possono rappresentare le comunità energetiche per le piccole imprese. Ne parliamo con Leonardo Becchetti, ordinario di Economia Politica all'ateneo romano di Tor Vergata</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-la-rivoluzione-possibile-per-le-piccole-imprese/">Comunità energetiche, la rivoluzione possibile per le piccole imprese</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-24"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 70%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104592" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kindel-media-9875676.jpg" width="1200" height="630" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kindel-media-9875676.jpg 1200w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kindel-media-9875676-300x158.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kindel-media-9875676-1024x538.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-kindel-media-9875676-768x403.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-24" data-row="script-row-unique-24" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-24"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-25"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Su queste colonne, poco tempo fa, abbiamo cercato di tracciare un quadro generale e capire a che punto siamo circa l’opportunità rappresentata dalle <strong>comunità energetiche</strong> (<a href="https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/">https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/</a>). E, visto che si tratta di un tema che ci sta particolarmente a cuore, abbiamo cercato di approfondirlo ulteriormente portando su Spirito Artigiano un contributo di qualità. <strong>Leonardo Becchetti</strong>, docente ordinario di Economia Politica nell’ateneo romano Tor Vergata, in questo ambito rappresenta una vera e propria <strong>eccellenza</strong>. Ed è lui che, oltre a raccontare le origini delle comunità energetiche, ci conduce per mano alla scoperta delle potenzialità che esse possono rappresentare per le piccole imprese. Lancia, tra le altre cose, anche un monito alla politica denunciando peraltro anche un ritardo notevole sul versante legislativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><em><span class="font-179988 font-555555 font-435549">Professore, partiamo da qui. Il Governo Italiano ha recepito la direttiva europea legata alle comunità energetiche. Ora, cosa manca?</span></em></h3>
<p>L’Esecutivo ha senz’altro il merito di aver assunto le indicazioni che arrivavano dall’Unione europea estendendo peraltro la possibilità di costruire ‘cabine’ da un megawatt. Tuttavia, siamo in <strong>estremo ritardo sul versante dei decreti attuativi</strong>. Stiamo parlando di un ritardo di circa un anno, per il quale tante sono state le voci che si sono levate sollecitando un intervento che, a oggi, ancora non c’è stato. Il passaggio legato ai decreti attuativi è fondamentale perché ridisegna il perimetro degli incentivi concessi dallo Stato, legati appunto alla costituzione delle comunità energetiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><em><span class="font-435549">L’agenda politica è stata in qualche modo monopolizzata dal tema energetico, durante la campagna elettorale. Ora ci si avvia verso la formazione di un nuovo Esecutivo. Senz’altro questo tema rappresenterà una priorità per i futuri governanti.</span></em></h3>
<p>Mi auguro proprio di sì. D’altra parte noi siamo spinti a pensare a questi argomenti quando ci troviamo in situazioni di emergenza. Ma ci sono realtà virtuose che hanno già fatto il salto verso le rinnovabili già diverso tempo fa. E oggi si trovano in una condizione molto diversa dalla nostra. L’esempio lampante è rappresentato dal <strong>Portogallo</strong>: attualmente produce il <strong>60% del fabbisogno energetico grazie alle rinnovabili</strong>. Questo non è un aspetto secondario. Occorre tenere in debita considerazione questi esempi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><em><span class="font-435549">Gli imprenditori, spesso, vedono nelle rinnovabili un costo e non un vantaggio. Sbaglio?</span></em></h3>
<p>La percezione delle opportunità che le rinnovabili costituiscono, anche tra gli imprenditori, è radicalmente cambiata. Oggi il vero costo per le imprese è rappresentato dalle forniture energetiche tradizionali. Dal gas, in modo particolare. Al contrario, avendo la possibilità di auto produrre energia, oggi, costituisce un <strong>elemento di forte competitività</strong>. Quello sulle rinnovabili, sulle comunità energetiche, rappresenta un investimento molto importante. Tanto più che i tempi di ‘recupero’ non vanno oltre i tre anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><span class="font-435549"><em>Alcuni temono l’effetto singhiozzo sulle forniture scaturite dalle ‘energie pulite’.</em></span></h3>
<p>E’ un falso mito da sfatare. Con le tecnologie di oggi gli approvvigionamenti energetici sono garantiti sempre e le batterie garantiscono lo stoccaggio necessario anche qualora ci dovessero essere condizioni meteorologiche avverse che non permettono di generare energia nell’immediato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;"><span class="font-435549"><em>E’ realistico immaginare che anche imprese energivore possano ‘allacciarsi’ alle comunità energetiche?</em></span></h3>
<p>Sono state proprio le aziende energivore – cartiere e ditte produttrici di piastrelle, ad esempio – a orientarsi per prime verso le comunità energetiche. E’ irrealistico pensare che, attualmente, si possa raggiungere il 100% del fabbisogno energetico per le imprese. Però, considerando le fluttuazioni del mercato attuale, anche se si raggiunge solo la metà dell’approvvigionamento necessario al ciclo produttivo, si produce un <strong>bel risparmio</strong>. Senza contare l’impatto positivo sul versante ambientale.</p>
<p>Su tutti i versanti, ormai, abbiamo capito che la convenienza delle rinnovabili e, segnatamente, delle comunità energetiche, è evidente. E dunque spesso viene da chiedersi perché questo sistema, nonostante l’incremento registrato negli ultimi anni, sia ancora minoritario rispetto all’approvvigionamento ‘tradizionale’. Ma c’è anche un altro aspetto che deve essere valutato. Se è vero che le prime esperienze di comunità energetiche sono state avviate nelle valli alpine, già agli inizi del Novecento, è altrettanto vero che esse potrebbero rappresentare un <strong>volano di crescita straordinario per il Mezzogiorno</strong>. Si è parlato, infatti, di individuare nella parte Meridionale dello Stivale, il luogo ideale per far sorgere un grande hub delle rinnovabili. E chissà che non sia davvero l’occasione per risollevare quella terra in cui tutti si sentono accolti ma che pare essere di nessuno.</p>
<h5>Foto di<a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/case-tetto-vista-dall-alto-energia-pulita-9875676/" target="_blank" rel="noopener"> Kindel Media</a></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-25" data-row="script-row-unique-25" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-25"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-la-rivoluzione-possibile-per-le-piccole-imprese/">Comunità energetiche, la rivoluzione possibile per le piccole imprese</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-la-rivoluzione-possibile-per-le-piccole-imprese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Comunità energetiche: a che punto siamo</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=comunita-energetiche-a-che-punto-siamo</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Di Bisceglie]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 18:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=104524</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si stima che, entro il 2030, in Italia si arrivi alla creazione di quasi 10.000 comunità energetiche. Un modello vincente e sostenibile che ben si attaglia alle caratteristiche delle piccole imprese manifatturiere</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/">Comunità energetiche: a che punto siamo</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-26"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 69%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104525" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/pexels-tom-fisk-1605270.jpg" width="1000" height="528" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/pexels-tom-fisk-1605270.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/pexels-tom-fisk-1605270-300x158.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/pexels-tom-fisk-1605270-768x406.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-26" data-row="script-row-unique-26" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-26"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-27"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Mai come in questo periodo storico famiglie e imprese si stanno interrogando sulla possibilità di una forma alternativa di approvvigionamento energetico rispetto a quelle tradizionali che in questi mesi stanno subendo rincari vertiginosi. Mentre si ragiona, a livello politico di individuare soluzioni nel breve termine che possano attutire gli impatti delle bollette sui bilanci di privati e imprenditori, <strong>dal mondo dell’artigianato arriva una prima risposta assolutamente percorribile e praticabile: le comunità energetiche</strong>. Alla base di questa soluzione c’è, prima di tutto, uno sforzo culturale che anche <strong>Confartigianato</strong> sta cercando di portare avanti, ossia <strong>«orientare le imprese all’autoproduzione dell’energia in una logica di generazione diffusa sul territorio»</strong>. Ad approfondire il tema è <strong>Bruno Panieri</strong>, direttore delle Politiche economiche di Confartigianato Imprese.</p>
<p>Panieri, perché alle imprese conviene orientarsi verso le comunità energetiche?</p>
<p><em>&#8220;Le direttive Ue consentono di creare le comunità energetiche, ossia luoghi nei quali soggetti a vario titolo possono concorrere per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Un luogo virtuale nel quale peraltro non tutti i soggetti devono produrre energia. Basta infatti che il sistema di approvvigionamento energetico sia ‘bilanciato’, ossia che produca tanta energia quanta ne viene consumata&#8221;.</em></p>
<p>Dove individua la convenienza?</p>
<p><em>&#8220;L’incentivo previsto dalla norma, ad esempio, è calcolato sul differenziale tra l’energia autoprodotta attraverso le rinnovabili e quella assunta tramite la fornitura tradizionale. Ovviamente la ratio di questo strumento è duplice. Da un lato incentivare le energie rinnovabili, dall’altro sgravare la rete di approvvigionamento da altre fonti da carichi eccessivi&#8221;.</em></p>
<p>Con la sola energia prodotta dalle rinnovabili è possibile garantire l’approvvigionamento di uno stabilimento produttivo?</p>
<p><em>&#8220;Se questa domanda fosse stata posta qualche anno fa, la risposta sarebbe stata del tutto negativa. Oggi, con le rinnovabili e le nuove tecnologie, l’energia prodotta dalle comunità energetiche è in grado di soddisfare la gran parte del fabbisogno anche di un’impresa che consuma molta energia&#8221;.</em></p>
<p>Ci sono prospettive di crescita e di diffusione delle comunità energetiche in Italia?</p>
<p><em>&#8220;La stima è che, entro il 2030, in Italia si arrivi alla creazione di quasi diecimila comunità energetiche lungo tutto lo Stivale. Anche per cercare di ottemperare alle indicazioni europee sulla de-carbonizzazione. Devo dire, comunque, che da parte degli imprenditori specie in questo periodo storico c’è una sensibilità sempre più diffusa su questo tema&#8221;.</em></p>
<p>Il sistema delle comunità energetiche si sposa bene con le esigenze delle imprese artigiane?</p>
<p><em>&#8220;Assolutamente si. E’ la formula che meglio si attaglia al comparto manifatturiero e della produzione perché è ‘distrettualizzato’ nel nostro Paese. Dunque, è un modello vincente sotto tutti i punti di vista&#8221;.</em></p>
<p>Rimane il problema dello stoccaggio dell’energia.</p>
<p><em>&#8220;In questo momento sì, ma non escludo che tra qualche anno anche su questo fronte ricerca, tecnologia e innovazione ci consegnino soluzioni per stoccare l’energia prodotta in quantità superiore al fabbisogno e accantonarla o re-immetterla sul mercato. Così come è possibile che un elemento determinante per l’approvvigionamento energetico futuro sia l’idrogeno&#8221;.</em></p>
<p>Come valuta la soluzione, prospettata da molti, del nucleare?</p>
<p><em>&#8220;In questo momento i costi di produzione del nucleare, in una realtà come la nostra, produrrebbero delle diseconomie. Dal momento, in particolare, che sarebbe una produzione centralizzata. Tuttavia non escludo che tra qualche anno ci possano essere centrali nucleari diffuse, magari anche che servano singoli condomini. Ma, al momento, sono molto più convenienti le rinnovabili&#8221;.</em></p>
<p>Insomma il tema energetico sta diventando sempre più centrale. Tanto che, anche gli <strong>enti locali</strong>, si stanno muovendo nella direzione di creare comunità energetiche. In questo senso, un esempio significativo è rappresentato dalle azioni intraprese dal <strong>Comune di Modena</strong> in quale <em>“sottoscriverà una convenzione con l’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile (Aess), il Consorzio attività produttive e Acer sulla base della quale effettuare una ricognizione della situazione attuale e realizzare alcuni studi di fattibilità tecnica per verificare il potenziale di applicazione di nuovi impianti fotovoltaici”</em>. L’obiettivo finale è <em>“verificare la possibilità di costituire Comunità energetiche di cittadini e Comunità di energia rinnovabile, cioè associazioni tra cittadini, pubbliche amministrazioni e anche attività economiche che uniscono le proprie forze per dotarsi di impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili riducendo i costi”</em>. Sempre rimanendo in tema di comuni, dal fermano arrivano novità interessanti. Un articolo de il Resto del Carlino riporta il caso della giunta che guida <strong>Servigliano</strong>. <em>“L’amministrazione di Servigliano – </em>si legge nel testo<em> &#8211;  ha raccolto 81 manifestazioni di interesse per costituire la Comunità energetica da fonti rinnovabili, nelle prossime settimane sarà avviato il progetto per soddisfare le esigenze dei cittadini aderenti”. La curiosità è che, tra le adesioni, ventidue sono state avanzate da parte di aziende, mentre le restanti sono di privati cittadini. A conferma della ‘trasversalità’ della soluzione comunità energetica. Nel frattempo, anche la ricerca sulle rinnovabili e sulla riduzione dell’impatto ambientale va avanti spedita. Il mondo accademico, in questo caso, ci consegna un interessante primato. E’ di qualche giorno fa, infatti, la notizia che l’<strong>Università di Pisa</strong> sarà la prima in Europa e nel mondo ad attivare la <strong>cattedra dell’Unesco in ‘Sustainable Energy Communities’</strong> che contribuirà alla missione dell’Agenzia delle Nazioni Unite di diffusione di programmi di sviluppo sostenibile attraverso la promozione dell’uso e della produzione di energia sostenibile. L’obiettivo finale dell’insegnamento accademico sarà quello di “definire principi e strumenti tecnici di progettazione per la simulazione e la definizione di comunità energetiche completamente autonome attraverso metodi innovativi per l’integrazione di sistemi elettrici e termici, alimentati solo da fonti rinnovabili prodotte localmente”</em>. Il docente della cattedra Unesco sarà <strong>Marco Raugi.</strong></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h5>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-di-alto-angolo-della-turbina-eolica-sul-campo-1605270/">Tom Fisk</a> da Pexels</h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-27" data-row="script-row-unique-27" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-27"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/">Comunità energetiche: a che punto siamo</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/comunita-energetiche-a-che-punto-siamo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nell’era dei prezzi di guerra è bassa l’inflazione dei servizi a vocazione artigiana</title>
		<link>https://spiritoartigiano.it/nellera-dei-prezzi-di-guerra-e-bassa-linflazione-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nellera-dei-prezzi-di-guerra-e-bassa-linflazione-dei-servizi-a-vocazione-artigiana</link>
					<comments>https://spiritoartigiano.it/nellera-dei-prezzi-di-guerra-e-bassa-linflazione-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 21:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://spiritoartigiano.it/?p=104232</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il prezzo dell’elettricità all'ingrosso sale del 305,5%, quello del servizio di un elettricista del 2,6%</p>
<p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/nellera-dei-prezzi-di-guerra-e-bassa-linflazione-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/">Nell’era dei prezzi di guerra è bassa l’inflazione dei servizi a vocazione artigiana</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-28"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 36%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104234" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-daria-shevtsova-1201721.jpg" width="1512" height="1573" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-daria-shevtsova-1201721.jpg 1512w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-daria-shevtsova-1201721-288x300.jpg 288w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-daria-shevtsova-1201721-984x1024.jpg 984w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-daria-shevtsova-1201721-768x799.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-daria-shevtsova-1201721-1476x1536.jpg 1476w" sizes="auto, (max-width: 1512px) 100vw, 1512px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-28" data-row="script-row-unique-28" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-28"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-29"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Con la guerra l’inflazione sale sempre in doppia cifra. Nel 1914, prima dell’ingresso dell&#8217;Italia nella Prima guerra mondiale l&#8217;inflazione era azzerata, salì al 7% nel 1915, al 25,1% nel 1916, fino al massimo del 41,4% nel 1917. Nel 1939 l&#8217;inflazione si fermava al 4,4%, salì al 16,7% nel 1940, anno in cui l&#8217;Italia entrò nella Seconda guerra mondiale, per arrivare al 344,4% nel picco del 1944. A giugno 2022, a quattro mesi dallo scoppio della guerra in Ucraina, l’inflazione accelera di nuovo salendo all&#8217;8,5% (in linea con il +8,6% dell&#8217;Eurozona), un livello che non toccava da 36 anni. Per circa metà (9 su 19) dei paesi dell&#8217;Eurozona il <strong>tasso di crescita dei prezzi al consumo</strong> è già in doppia cifra: Estonia (+22,0% a fronte del +3,7 di un anno prima), Lituania (+20,5%, era 3,5%), Lettonia (+19,0%, era 2,7%), Slovacchia (+12,5%, era 2,5%), Grecia (+12,0%, era 0,6%), Slovenia (+10,8%, era 1,7%), Belgio (+10,5%, era 2,6%), Lussemburgo (+10,3%, era 3,4%) e Spagna (+10,0%, era 2,5%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>In Italia la crescita dei prezzi mostra significative <strong>differenze territoriali</strong>, con un range superiore ai tre punti percentuali tra i massimi di Bolzano (+9,1% a maggio), Trento (9,0%) e Catania (8,8%) e i valori minimi di Lodi (+5,7%), Ancona e Cuneo (entrambi con 5,6%).</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;inflazione al consumo rappresenta l’‘ultimo miglio’ di un complesso meccanismo di <strong>trasmissione lungo le filiere produttive</strong>, lungo le quali si osservano forti turbolenze.  A giugno 2022 le <strong>commodities energetiche</strong> segnano un raddoppio dei prezzi in euro (+107,9% rispetto al +114,1% di maggio) mentre quelli delle <strong>materie prime non energetiche</strong> salgono del 27,6% (era +31,9% a maggio). La quotazione del<strong> Brent</strong> sale dell’87,4% mentre il prezzo del <strong>gas </strong>di riferimento per il mercato europeo prosegue la crescita a ritmi parossistici, segnando un aumento del 280,2%, in ulteriore peggioramento a luglio, con ripercussioni sul mercato elettrico: nella media dei primi venti giorni di luglio il prezzo all’ingrosso dell’<strong>energia elettrica </strong>(PUN) sale ai massimi storici, con un aumento del 305,5% rispetto a luglio 2021. Queste tensioni di prezzo si associano alla maggiore domanda: per l’Italia luglio è il mese di maggiore richiesta di elettricità, a differenza della media Ue, per cui il picco di richiesta si registra nella stagione invernale (dicembre e gennaio).</p>
<p>Strozzature delle filiere globali associate alle crisi energetica e alimentare, con effetti amplificati dal conflitto in Ucraina, si ripercuotono sui <strong>prezzi alla produzione</strong> <strong>dei beni manufatti</strong>, che a maggio 2022 aumentano del 14,1%, in accelerazione rispetto al +13,8% di aprile. L’aumento dei costi energetici influenza l’evoluzione dei prezzi praticati dalle imprese: nei <strong>comparti a maggiore utilizzo di energia</strong> –   vetro, ceramica, cemento,  carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma, plastica e alimentare – i prezzi alla produzione a maggio salgono del 22,4%, mentre nei restanti comparti l’aumento dei prezzi si ferma all’8,4%.</p>
<p>La pressione sui mercati all’ingrosso si ripercuote sull’<strong>inflazione dei beni energetici </strong>che in Italia sale al +49,1%, superiore al 41,9% dell&#8217;Eurozona, e su cui influisce una maggiore crescita dei prezzi dell&#8217;elettricità, che a giugno segnano un aumento dell’81% in Italia, del 22% in Germania e del 8% in Francia.</p>
<p>Si profilano ripercussioni sulla logistica delle merci e sui servizi di trasporto, maggiormente richiesti nella stagione turistica, con il <strong>prezzo del gasolio</strong> che a luglio segna  un aumento del 32% su base annua.</p>
<p>Infine, uno sguardo al mercato immobiliare, nel quale i <strong>prezzi delle abitazioni</strong> nel primo trimestre 2022 salgono del 9,8% in Eurozona, un ritmo che si dimezza (+4,6%) in Italia, a fronte di aumenti del 12% in Germania, dell&#8217;8,5% in Spagna e del 7,1% in Francia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>Una <strong>zona di quiete nella tempesta dei prezzi </strong>è rappresentata dai <strong>servizi a vocazione artigiana</strong>, dove la dinamica dei prezzi è lenta, asincrona rispetto ai roboanti tassi di crescita di commodities e beni che abbiamo sopra descritto.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>In particolare l’analisi si concentra su un <strong>paniere di diciassette servizi </strong>composto, in ordine decrescente di peso, da manutenzione e riparazione mezzi di trasporto privati, parrucchiere e trattamenti di bellezza, lavanderia abiti, servizi di trasloco, manutenzione dei sistemi di riscaldamento, pittori, idraulici e carpentieri, servizi di trasloco, trasporto passeggeri su taxi, riparazione abiti, elettricisti, riparazione calzature, servizi per la fotografia, riparazione di mobili, arredi e rivestimenti per pavimenti e riparazione di apparecchi per la casa.</p>
<p>Nell’estate del 2022, caratterizzata da tassi di inflazione record sia in Italia che in Eurozona, nei <strong>servizi a maggiore vocazione artigiana</strong> a giugno i prezzi segnano un modesto aumento del 3,4%, ben 1,8 punti in meno del +5,2% dell’Eurozona. Nel confronto con gli altri maggiori paesi europei, si osserva che nonostante in Francia, grazie al nucleare, vi sia una minore pressione dei costi energetici, i prezzi dei servizi artigiani salgono del 5,2%; in Germania addirittura crescono del 6,8%, un ritmo doppio rispetto a quello registrato in Italia. Il prezzo del paniere dei diciassette servizi artigiani nel nostro Paese sale meno della media dei servizi (0,3 punti in meno rispetto a +3,7%), mentre nell’Eurozona segna una dinamica superiore di 1,8 punti al trend medio dei prezzi dei servizi (3,4%).</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-29" data-row="script-row-unique-29" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-29"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-30"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 56%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104237" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/Quintavalle_prezzi_di_guerra_e_valore_artigiano_v05_22072022_2ID-3.jpg" width="917" height="726" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/Quintavalle_prezzi_di_guerra_e_valore_artigiano_v05_22072022_2ID-3.jpg 917w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/Quintavalle_prezzi_di_guerra_e_valore_artigiano_v05_22072022_2ID-3-300x238.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/Quintavalle_prezzi_di_guerra_e_valore_artigiano_v05_22072022_2ID-3-768x608.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-30" data-row="script-row-unique-30" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-30"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-31"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>In <strong>questi settori <em>labour intensive</em> sotto esame, le prestazioni degli artigiani coniugano i valori della economicità, della personalizzazione, del riciclo e del riuso, intersecando la creazione di valore per il consumatore con le direttici della transizione green. L’offerta dei servizi, quasi miracolosamente, sterilizza i meccanismi di trasmissione sul mercato interno della tempesta in atto sui mercati internazionali delle commodities e dell’energia.</strong> Pensiamo ad un servizio di un trasloco: a giugno 2022 le imprese artigiane specializzate fanno pagare ai clienti un prezzo del 4,6% superiore a quello di un anno prima mentre acquistano il gasolio per il camion ad un prezzo superiore del 33,9% rispetto all’anno precedente. Il minore dinamismo dei prezzi rispetto al trend medio dell’Eurozona ha un risvolto concreto, generando per le famiglie italiane un risparmio annuo di 418 milioni di euro per l’acquisto di questi diciassette servizi a vocazione artigiana.</p>
<h5></h5>
<h5>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/prezzo-da-pagare-bianco-sul-palmo-umano-1201721/">Daria Shevtsova</a> da Pexels</h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-31" data-row="script-row-unique-31" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-31"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/nellera-dei-prezzi-di-guerra-e-bassa-linflazione-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/">Nell’era dei prezzi di guerra è bassa l’inflazione dei servizi a vocazione artigiana</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://spiritoartigiano.it/nellera-dei-prezzi-di-guerra-e-bassa-linflazione-dei-servizi-a-vocazione-artigiana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
