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	<title>guerre - Spirito Artigiano</title>
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	<description>Idee e testimonianze per un artigianato che trasforma l&#039;Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Nov 2024 11:07:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le conseguenze economiche delle guerre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 09:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[ENERGIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I conflitti in atto hanno profondamente influenzato l’economia globale, aggravando la crisi energetica, frenando la crescita del commercio e imponendo costi aggiuntivi al sistema produttivo. L'Italia, pur dimostrando resilienza, subisce le conseguenze delle tensioni geopolitiche e dell'instabilità dei mercati.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row style-color-jevc-bg row-container" id="row-unique-0"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 78%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-107605" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-scaled.jpg" width="2560" height="1344" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-scaled.jpg 2560w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-300x157.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-1024x537.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-768x403.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-1536x806.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-2048x1075.jpg 2048w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-73909-350x184.jpg 350w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
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<div class="pt-0">
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<p>Sono trascorsi più di due anni e mezzo dal 24 febbraio 2022, giorno in cui la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina. Da allora, sul fronte dell’economia si sono succedute una grave crisi energetica che nell’autunno del 2022 ha fatto impennare del 200% i prezzi dell’energia elettrica, la stretta monetaria più pesante della storia dell’euro, la caduta del commercio internazionale e le incertezze derivanti dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente. In questo articolo esaminiamo le conseguenze economiche delle guerre sull’economia mondiale e, in particolare, su quella italiana.</p>
<p>Prima di esplorare il conto dei danni economici dei conflitti in corso, va doverosamente premesso che le guerre presentano sempre un conto inaccettabile di vite umane civili<a href="#_edn1" name="_ednref1">[1]</a>, oltre che militari.</p>
<p>Se confrontiamo le previsioni del Fondo monetario internazionale di ottobre del 2021 con i dati del <em>World Economic Outlook</em> pubblicato la scorsa settimana, si calcola che nell’arco dei tre anni di guerra l’economia mondiale ha contabilizzato oltre mezzo punto (-0,6%) di <strong>minore</strong> <strong>crescita del PIL</strong> all’anno. La frenata è più marcata per l’Unione europea che, a fronte di un previsto tasso di crescita medio annuo del +2,6% registra un più ridotto +1,5%.</p>
<p>Sull’abbassamento del sentiero di crescita pesano numerosi fattori<strong>. </strong>All’incertezza determinata dall’instabilità del contesto internazionale e il calo della fiducia delle imprese, si sommano gli effetti delle diffuse strette monetarie attuate dalle banche centrali per arginare lo shock inflazionistico innescato dalla crisi energetica, il crescente ricorso a misure protezionistiche, il calo del commercio internazionale nel 2023 e la frenata delle economie di Cina e Germania, i giganti (addormentati) di Asia ed Europa.</p>
<p>Le conseguenze delle guerre determinano un impatto rilevante anche per l’Italia. Va peraltro ricordato che, nonostante i rilevanti impulsi recessivi conseguenti ai conflitti, tra il 2021 e il 2024 l’<strong>economia italiana ha mostrato una maggiore resilienza </strong>rispetto alle altre economie europee, registrando una migliore performance rispetto a Francia e Germania sia per crescita del PIL che per aumento dell’occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<h3><span class="font-435549"><em>* Esportazioni in calo</em></span></h3>
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l’inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia hanno determinato un pesante calo dell’export italiano verso i due paesi belligeranti. Tra il 2021 e 2024 (ultimi dodici mesi a luglio) l’Italia registra 6,5 miliardi di <strong>mancate esportazioni in Russia e Ucraina</strong>, perdita valutata rispetto ad uno scenario di pace in cui, invece, la domanda dei due paesi si sarebbe sviluppata allo stesso ritmo dei mercati extra Ue.</p>
<p>Una elevata dipendenza dalla Russia ha contribuito a far scivolare in recessione l’economia tedesca nel 2023 e nel 2024, con ricadute pesanti sulle vendite del made in Italy. Nel 2023 l’Italia ha perso 8 milioni di euro al giorno di <strong>esportazioni verso la Germania</strong>, una <a href="https://bit.ly/3BIY2zE">perdita che nel 2024 è salita a 12 milioni al giorno</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<h3><span class="font-435549"><em>* Maggiori costi per l&#8217;energia</em></span></h3>
<div class="gizmo-bot-avatar flex h-8 w-8 items-center justify-center overflow-hidden rounded-full">
<p>L’elevata dipendenza energetica dell’Italia dalle importazioni e la spinta dei prezzi delle <em>commodities</em> hanno innescato un grave appesantimento della bolletta energetica. Se prendiamo a riferimento il livello normale di importazioni di energia del 3,5% del PIL rilevato nel 2021, l’Italia ha registrato un <strong>maggiore costo di acquisto di energia dall’estero</strong> per 83,6 miliardi di euro nel biennio 2022-2023. Nello stesso arco di tempo, in conseguenza di una escalation asimmetrica dei prezzi dell’elettricità in Europa, le micro e piccole imprese (MPI) italiane hanno pagato 11,8 miliardi di euro di <strong>maggiore</strong> <strong>costo sulle bollette dell’energia elettrica</strong> rispetto a quelle dei competitor europei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549"><em>* Prestiti in calo e più costosi</em></span></h3>
<p>La grave turbolenza dei prezzi dell’energia ha riportato ad una inflazione a doppia cifra, arrivando al +12,6% nell’autunno del 2022. Per riportare la crescita dei prezzi sotto controllo, la Banca centrale europea in dodici mesi ha rialzato di 400 punti base i tassi di riferimento, determinando 8,9 miliardi di <strong>maggiori oneri finanziari sui bilanci delle MPI</strong> e un <strong>calo dei prestiti</strong> alle micro e piccole imprese che a metà di quest’anno è arrivato al -8,0%. Il caro-tassi riduce la propensione ad investire, ostacolando il sistema delle imprese impegnate in una complessa doppia transizione, digitale e green. Dal primo trimestre del 2024 la <strong>dinamica degli investimenti delle imprese</strong> è entrata in territorio negativo e nel secondo trimestre di quest’anno segna un calo del 2,3% su base annua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span class="font-435549"><em>*Il prezzo dell&#8217;instabilità in Medio Oriente</em></span></h3>
<p>Nel corso del 2024 è risalita l’instabilità geopolitica a seguito dell’estensione degli scontri in Medio Oriente, aumentando la volatilità delle quotazioni del greggio. Il conflitto si estende all’Iran, un player con il 6,2% della produzione mondiale di gas e il 4,8% di quella del petrolio. In uno scenario caratterizzato da uno <strong>shock sui prezzi energetici</strong> di 10 dollari al barile sul petrolio e di 10 euro al MWh sul gas, si determinerebbe un<strong> impatto recessivo sul PIL</strong> dell’Italia di 18,8 miliardi di euro nel biennio 2025-2026.</p>
<p>L&#8217;allargamento del conflitto nel Medio Oriente interessa un’area che è strategica per l&#8217;Italia per la fornitura di commodities energetiche e costituisce un importante mercato di sbocco dei prodotti made in Italy. I <strong>paesi del Medio Oriente concentrano quasi un terzo (31,4%) delle forniture di energia</strong> all’Italia, mentre rappresentano un mercato che nel 2024, ultimi dodici mesi a luglio, vale 25,9 miliardi di euro di esportazioni, pari al 4,1% del totale dell’export italiano.</p>
<p>Il mercato mediorientale, nel suo complesso, si caratterizza per un significativo dinamismo in un contesto di rallentamento degli scambi internazionali, registrando nei primi sette mesi del 2024 un aumento del 7,0% delle vendite del made in Italy a fronte di un più contenuto +1,8% della media dei paesi extra Ue e di una stazionarietà del totale dell’export nel mondo.</p>
<h5><span class="s1">© </span><span class="s2">2024</span> <span class="s2">Spirito Artigiano</span><span class="s1">. Tutti i diritti riservati.</span></h5>
<h6><a href="#_ednref1" name="_edn1">[1]</a> Per le vittime civili si vedano UN Human Rights Monitoring Mission in Ukraine, <a href="https://ukraine.un.org/sites/default/files/2024-10/Ukraine_protection_of_civilians_in_armed_conflict_September_2024.pdf">Ukraine: protection if civilians in armed conflict September 2024 update</a> e OCHA, United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, <a href="https://www.ochaopt.org/content/reported-impact-snapshot-gaza-strip-22-october-2024">Reported impact snapshot &#8211; Gaza Strip (22 October 2024)</a></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div>
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		<title>Il fronte degli artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 05:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa pagina raccogliamo testimonianze tratte dal web di artigiani che rimangono fedeli alla passione per il mestiere anche sul campo di battaglia e nelle situazioni più difficili della vita. Persone che lavorano pazientemente per trasformare le proprie vite in opere d'arte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 100%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103589" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-scaled.jpg" width="2560" height="1440" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-scaled.jpg 2560w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-300x169.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-1024x576.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-768x432.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-1536x864.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-artem-podrez-6278751-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></div>
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<h3><span class="TextRun SCXW27927391 BCX0" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="auto"><span class="NormalTextRun SCXW27927391 BCX0">Burkina Faso, a Ouagadougou la Fiera internazionale dell’artigianato</span></span><span class="EOP SCXW27927391 BCX0" data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></h3>
<div>
<p><span data-contrast="auto">Al via la 16° edizione del </span><b><span data-contrast="auto">Salone Internazionale dell’Artigianato di Ouagadougou</span></b><span data-contrast="auto"> in Burkina Faso, dal titolo “L’artigianato africano, leva di sviluppo e fattore di resilienza delle popolazioni”. Più di 350 gli artigiani presenti all’evento provenienti da più di 20 Paesi del mondo.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il Burkina Faso investe sull’artigianato come risposta al terrorismo e alle violenze che stanno minando l’unità nazionale. All’inaugurazione della 16° biennale dell’artigianato del Burkina Faso, infatti, il Presidente del Parlamento provvisorio dello Stato africano e sponsor dell’evento, Ousmane Bougouma, ha spiegato che “</span><i><span data-contrast="auto">l’artigianato è un mezzo di resilienza di fronte alle difficoltà attuali e al terrorismo nazionale. Gli artigiani sono al fianco dello Stato come fornitori di occupazione, un settore artigianale ben organizzato contribuirà a dare impulso allo sviluppo socio-economico del Burkina Faso, in quanto è un settore che sostiene le economie in tempi di crisi”.</span></i><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Secondo il Ministro dell’Artigianato burkinabè, Serge Gnaniodem Poda, “il settore vale tra il 5 e il 30% del Pil continentale” e sarà determinante nel futuro dei Paesi africani. “È quindi necessario includerlo nei programmi di sviluppo e rendere questo settore attraente, soprattutto per i giovani”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo completo <b><span data-contrast="auto"><a href="https://www.africarivista.it/burkina-faso-a-ouagadougou-la-fiera-internazionale-dellartigianato/212528/">Burkina Faso, a Ouagadougou la Fiera internazionale dell’artigianato</a></span></b></p>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-4"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light" style="max-width:56%; margin-left:auto; margin-right:auto;"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="divider-wrapper "  >
    <hr class="separator-no-padding"  />
</div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-5"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p><span class="font-555555">22/07/2022  |  Dal web</span></p>
<h3><strong>La pastry chef ucraina che racconta la guerra su Instagram</strong></h3>
<div>
<p><strong>Dinara Kasko</strong> è famosa in tutto il mondo per le sue doti creative ed artistiche applicate alla <strong>pasticceria</strong> (vedi il suo <a href="https://dinarakasko.com/">sito</a>). La definizione di pasticciera le va terribilmente stretta poiché nei suoi dolci sposa l&#8217;arte culinaria con la sofisticata <strong>tecnica del 3D </strong>attraverso stampi disegnati e prodotti da lei in prima persona con linee personalissime e riconoscibili. Nelle sue opere emerge con forza il rigore della formazione tecnica con la laurea in architettura presso l&#8217;<strong>Università di Charkov in Ucraina</strong>. I suoi dolci fino all&#8217;invasione delle truppe di Mosca nel suo Paese si potevano assaggiare in diverse parti del mondo e le fotografie delle sue creazioni rimbalzavano da un social all&#8217;altro alimentando la sua visibilità. A seguito della guerra, Dinara ha sospeso l&#8217;attività di pastry chef ed ha utilizzato il suo profilo Instagram con più di <strong>700 mila followers</strong> per documentare le devastazioni della guerra con immagini, video, post, segnalando come è possibile donare per aiutare la popolazione.</p>
</div>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-5" data-row="script-row-unique-5" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-5"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-6"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light" style="max-width:56%; margin-left:auto; margin-right:auto;"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="divider-wrapper "  >
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<h3><strong>Biennale di Venezia, perché la presenza della Palestina è un evento importante</strong></h3>
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<p><span data-contrast="auto">Faisal Saleh, racconta Fabio Marcelli su Il <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/27/biennale-di-venezia-perche-la-presenza-della-palestina-e-un-evento-importante/6518129/" target="_blank" rel="noopener">Fatto Quotidiano</a>, è un carismatico uomo d’affari palestinese, nato a Ramallah e da anni residente negli Stati Uniti d’America. Il suo impegno ha portato alla realizzazione del <strong>Museo palestinese di Woodbridge</strong>, nel <strong>Connecticut</strong>, con </span><i><span data-contrast="auto">performances</span></i><span data-contrast="auto"> di artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo. Tutti palestinesi, come gli<strong> oggetti di artigianato tradizionale esposti nel museo. Vasellame in rame per la cottura del cibo, oggetti di uso comune e quotidiano realizzati secondo le tecniche tradizionali mediorientali</strong>. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Oltre a questo, il Museo di Woodbridge espone i disegni realizzati dai bambini di Gaza che hanno vissuto il dramma dei bombardamenti del 2009, una denuncia del prezzo della guerra che ricade sui più deboli.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quest’anno, inoltre, Faisal Saleh ha guidato la delegazione palestinese alla Biennale di Venezia, dove ha riaffermato <strong>l’idea della cultura e dell’artigianato tradizionale come ambasciatori di una risposta pacifica e non violenta alla guerra e al riconoscimento delle identità nazionali</strong>.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="1"><span data-contrast="none">“Per evitare che il declino morale dell’Occidente venga a coincidere con la fine dell’umanità nel suo complesso, è oggi necessario rifuggire e criticare ogni logica bellica. Per dirla con Tolstoj, non esistono guerre buone e paci cattive”.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
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</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-8"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light" style="max-width:56%; margin-left:auto; margin-right:auto;"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="divider-wrapper "  >
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<h3><strong>A Pitti Uomo, la moda contro la guerra</strong></h3>
<p class="sommario"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-104092 alignleft" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-06-23-170340-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-06-23-170340-300x198.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-06-23-170340-1024x676.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-06-23-170340-768x507.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine-2022-06-23-170340.jpg 1131w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>Undici fashion designer ucraini</strong>, ospiti della rassegna Pitti Uomo, appena conclusasi alla Fortezza da Basso di Firenze,  hanno raccontato con le loro collezioni l&#8217;attaccamento al lavoro, alla cultura e alle tradizioni del loro territorio, un attacamento più forte e saldo che mai in questo momento così drammatico per il loro Paese. &#8220;La Fondazione Pitti Discovery &#8211; spiegano i promotori della rassegna &#8211; è da sempre un osservatorio sui nuovi protagonisti della scena della moda internazionale, ma è anche un sismografo che registra mutamenti, tendenze, necessità. E mai come adesso inclusività, dialogo, accoglienza, solidarietà sono valori necessari. Per questo, uno dei progetti speciali di questo Pitti Uomo – realizzato con il contributo speciale di Fondazione CR Firenze – è dedicato ad una selezione di fashion designer e brand ucraini invitati a Firenze per presentare le loro collezioni&#8221;.<br />
Le storie dei brand protagonisti di questa diaspora umana e professionale sono disponibili sul sito di Pitti Uomo, cliccando <a href="https://uomo.pittimmagine.com/it/news/ukraina-fashion-now">qui.</a><br />
Nonostante la guerra, a Kiev la voglia di misurarsi con il mondo a colpi di colore, gusto e creatività non è scomparsa, tutt&#8217;altro. Lo testimonia <strong><a href="https://www.mffashion.com/news/livestage/focus-su-undici-talenti-dall-ucraina-in-guerra-202206151903068891">Tommaso Palazzi in un breve articolo su MMF</a></strong>.  «Da un mese abbiamo riaperto la produzione a Kiev e ora siamo in campagna vendite», racconta a <em>MFF</em> <strong>Kristina Bobkova</strong>, all’opening dell’exhibition «Ukrainian fashion now!».  «Ora a Kiev si può lavorare. Abbiamo bisogno di far girare l’economia. Siamo distribuiti in Francia ma non in Italia per ora».</p>
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<h3><strong>Made in Lebanon, com&#8217;è frizzante Beirut</strong></h3>
<p>Pensi a Beirut e la prima cosa che ti viene in mente sono le devastazioni prodotte dalla guerra civile. Ma a Beirut, un tempo chiamata la Parigi del Medio Oriente, sotto la cenere cova una creatività con forti componenti artistiche ed artigiane, che non ti aspetti e che sta per esplodere. Il 24 aprile è stata inaugurata al Grand Hornu, uno dei centri culturali più importanti del Belgio, la mostra &#8220;<strong>Beirut. Les Temps du design&#8221;</strong>. &#8216;Una mostra necessaria, per capire perché c&#8217;è una scena così creativa e dinamica in Libano, perché in questa città del Medio Oriente, e, soprattutto, come si è creata questa effervescenza in così poco tempo&#8217;, racconta il curatore della mostra, Marco Costantini, vicedirettore del Mudac di Losanna, intervistato da <a href="https://www.repubblica.it/design/2022/04/20/news/made_in_lebanon_come_frizzante_beirut-346187125/">Simona Bolognesi per l&#8217;inserto Design di La Repubblica</a>. Più di 200 oggetti in mostra e oltre 25 designer coinvolti. &#8216;In Libano non esiste il design &#8211; prosegue Costantini &#8211; perché non c&#8217;è un&#8217;industria paragonabile alla nostra, ma i designer contribuiscono a mantenere in vita le botteghe degli artigiani, salvando un bene preziosi e innestandovi nuove tecniche e tecnologie.</p>
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<h3><strong>Il violino dei poveri è una barca sfondata e un ‘miracolo’ d’artigianato</strong></h3>
<p>Dieci barconi di legno spiaggiati a Lampedusa, simbolo del dramma epocale dell’immigrazione irregolare, diventeranno strumenti musicali e suoneranno in tutto il mondo nell’<strong>‘Orchestra del mare’</strong>. I barconi sono stati donati per finalità sociali dal Viminale alla Fondazione Casa dello Spirito e delle arti che opera all’interno del carcere milanese di Opera. Nelle mani delle persone detenute i fasciami delle imbarcazioni si trasformeranno in violini, viole e violoncelli. Ovviamente in questa storia di integrazione, accoglienza, lavoro, rilanciata sul <a href="https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-violino-dei-poveri-una-barca-sfondata-e-un-miracolo-d-artigianato-e-ar">quotidiano Avvenire da una lettera inviata al direttore Marco Tarquini</a>, c’è un artigiano, <strong>il maestro liutaio Enrico Allorto</strong>, già protagonista del progetto<strong> ‘Violino del mare’</strong>, di cui questa iniziativa rappresenta un’evoluzione. Scrive Tarquini: ‘E’ un piccolo miracolo di grande artigianato, e di vera buona fede, questo trasformare l’umile e tragico legno migrante dei barconi approdati a Lampedusa in strumento d’arte e bellezza’.</p>
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<h3><span class="font-555555"><strong>Dal laboratorio di gioielli alla morte in guerra: la storia di Iryna, artigiana di Kiev. “Amava il mestiere, ma ha lasciato tutto per l’Ucraina”</strong><br />
</span></h3>
<p>La guerra in Ucraina ha mille volti. Il <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/03/dal-laboratorio-di-gioielli-alla-morte-in-guerra-la-storia-di-iryna-artigiana-di-kiev-amava-il-mestiere-ma-ha-lasciato-tutto-per-lucraina/6513563/">Fatto Quotidiano racconta quello di Iryna Tsvila</a>, 52 anni e madre di cinque figli, un’<strong>artigiana che ha lasciato la produzione di gioielli</strong> e ha imbracciato un Ak-47 per opporsi all’avanzata dei tank di Putin. In circostanze non ancora chiare la donna è stata uccisa e con lei ha perso la vita anche suo marito, Dmytro Syniuka. Alcune immagini del recente passato la immortalano in tuta mimetica, in mano un cellulare e di fianco a lei un Ak-47, il fucile da combattimento per eccellenza. In altre immagini, diametralmente opposte, veste i panni della modella indossando i gioielli – orecchini in particolare – da lei stessa disegnati e realizzati. Da alcuni anni aveva avviato la sua attività nel campo <strong>artigianale</strong> diventando la titolare di <strong>Verba Workshop a</strong> Kiev.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-15" data-row="script-row-unique-15" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-15"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-16"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light" style="max-width:56%; margin-left:auto; margin-right:auto;"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="divider-wrapper "  >
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<h3><strong>Ucraina, creatività sotto le bombe: l&#8217;artigiano che realizza opere d&#8217;arte con i frammenti di artiglieria</strong></h3>
<p>Dal martoriato distretto ucraino del Donetsk, arriva la storia di <strong>Viktor Mikhalev,</strong> un <strong>fabbro</strong> che dal 2014 realizza<strong> opere d&#8217;arte partendo da frammenti di mine</strong>, bombe a mano, proiettili, parti di fucili, mitragliatrici, elmetti lasciati sul campo dai soldati russi. Sotto la fiamma del suo cannello e sotto lo sguardo ieratico delle icone che campeggiano sulle pareti della sua officina, quasi una chiesa laica, questi strumenti di morte cambiano aspetto e destino trasformandosi in composizioni di fiori, soprattutto di rose, simbolo della sua città, Donestsk. Le immagini di queste opere di drammatica bellezza sono visibili sul sito di <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/foto/ucraina-creativita-sotto-le-bombe-l-artigiano-che-realizza-opere-d-arte-con-i-frammenti-di-artiglieria_47337066-202202k.shtml">Tgcom 24</a>.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-17" data-row="script-row-unique-17" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-17"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/il-fronte-degli-artigiani/">Il fronte degli artigiani</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le dinamiche globali e l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enzo Risso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 06:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo cresce il pessimismo ma si riscoprono i valori della comunità, del territorio, della parsimonia, del significato intrinseco degli oggetti e del tempo. Lo rileva l'IPSOS che monitora le dinamiche presenti in 29 paesi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-18"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 47%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104746" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-SA-05102022-2.jpg" width="720" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-SA-05102022-2.jpg 720w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-SA-05102022-2-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-SA-05102022-2-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
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<p><span data-contrast="auto">Per molti cittadini il <strong>quadro sociale ed economico</strong> della propria nazione </span><span data-contrast="auto">è sulla strada sbagliata</span><span data-contrast="auto">. Il quadro globale evidenza che solo in pochi paesi i cittadini sono soddisfatti dell’andamento e della direzione economica intrapresa dal proprio paese. Si tratta di Arabia Saudita (95%), Indonesia (81%), India (73%), Australia (61%) e Colombia. <strong>Il 79% degli italiani ritiene l’Italia si avviata su una strada economica sbagliata</strong>. Alti livelli di preoccupazione per l’indirizzo intrapreso dal proprio paese si ritrovano anche tra inglesi e olandesi (77%), francesi (74%), belgi (71%), giapponesi e americani (70%). Anche in Germania la maggioranza dei tedeschi ritiene che il proprio paese sia sulla strada sbagliata (59%).</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="auto">L’agenda delle preoccupazioni: in Italia svetta il lavoro  </span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></h3>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span><span data-contrast="auto">Per comprendere i motivi di tali giudizi severi è necessario zumare sull’agenda delle preoccupazioni che attanagliano le opinioni pubbliche nei diversi paesi. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A guidare le <strong>preoccupazioni dei cittadini</strong>, a livello globale, sono lo scatto inflattivo (40%), la crescita della povertà e delle diseguaglianze (31%), la presenza della corruzione finanziaria e politica (26%), la disoccupazione e la paura di perdere il lavoro (26%), la criminalità e l’insicurezza (26%). </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span><span data-contrast="auto">L’agenda delle tensioni non è uguale tra i diversi Paesi. <strong>In Italia al primo posto c’è la paura di perdere il lavoro</strong>. Un tema che coinvolge il 46% degli italiani e colloca il nostro paese al secondo posto a livello globale, dopo il Sud Africa. In questa classifica il dato nostrano è tallonato solo dalla Spagna (41%), ma è radicalmente e in modo preoccupante distante dal resto dei paesi europei. La paura della disoccupazione è al 7% in Germania, al 12% in Gran Bretagna e Francia, al 15% negli Usa.  Un baratro che mostra la fragilità del nostro sistema occupazionale ed evidenzia uno dei nostri talloni di Achille. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="auto">Dall’inflazione alle diseguaglianze </span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></h3>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span><span data-contrast="auto">Se osserviamo gli altri fattori di apprensione, possiamo notare che l’<strong>inflazione</strong> oggi sta colpendo in modo particolare paesi come la Polonia e l’Argentina (67% e 65%), la Turchia e la Gran Bretagna (56%). In Francia il tema allarma il 39% dell’opinione pubblica, mentre negli Usa il 46%. <strong>Il dato italiano è un po’ sotto quello francese (35%) ed è uno dei risultati più bassi a livello europeo</strong>. Altro tema di allarme riguarda l’aspetto dell’aumento delle povertà e delle diseguaglianze sociali. Qui possiamo osservare un dato significativo. I due paesi europei in cui i cittadini hanno la minor paura per la disoccupazione, sono anche i paesi in cui maggiore è la percezione del rischio e del peso dell’aumento delle diseguaglianze sociali. Si tratta di Olanda (46%) e Germania (38%). Un elemento che mostra quanto siano acute nella contemporaneità le contraddizioni e quanto, anche in paesi apparentemente solidi, le contraddizioni sociali sia lì a covare sotto la cenere. In testa alla <strong>classifica della diseguaglianza</strong>, insieme all’Olanda, c’è l’Ungheria (46%), seguite dal Brasile (42%), dall’Indonesia (40%). In Italia il dato si ferma al 28%, collocando il <strong>nostro Paese nella parte bassa di questa classifica</strong>. Simile a noi troviamo la Spagna (28%), la Francia (31%) e la gran Bretagna (33%). In fondo alla classifica l’Arabia Saudita (17%) e gli Usa (19%). </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="auto">Corruzione e sicurezza</span></b><span data-contrast="auto">, </span><b><span data-contrast="auto">macigni dei paesi emergenti</span></b><span data-contrast="auto"> </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></h3>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span><span data-contrast="auto">Il peso della <strong>corruzione</strong> è un macigno sul futuro di paesi come Perù e Malesia (58%), Indonesia (52%), Sud Africa (48%). Primo pause europeo in questa classifica è l’Ungheria (47%). La Francia è la nazione che appare più virtuosa, con solo l’8% dei francesi che avverte questo tema come un problema. Lo stesso dicasi per Germania e Olanda (10% e 9%). <strong>Anche in Italia il tema è calato nell’agenda setting dell’opinione pubblica e si piazza al 13%</strong>. Sul fronte della <strong>sicurezza</strong> gli ultimi anni hanno mostrato un  <strong>calo di interesse nel nostro Paese (13%)</strong>. Un dato simile </span><span data-contrast="auto">è</span><span data-contrast="auto"> presente in Germania e Spagna (16%). Permane all’attenzione di parte dei cittadini in Gran Bretagna (21%) e Francia (22%). Il tema della sicurezza è al centro delle preoccupazioni, invece, per cileni (61%), peruviani (53%), messicani (51%) e svedesi (50%). Molto alto </span><span data-contrast="auto">è </span><span data-contrast="auto">anche negli Usa (31%) e in Israele (41%).</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="auto">La costante ansia per il clima, il calo del Covid e le tensioni sulla guerra</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></h3>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span><span data-contrast="auto">Fra i principali temi di attenzione dell’opinione pubblica europea troviamo quello relativo ai <strong>cambiamenti climatici</strong>. Guidano la classifica Francia (34%), Germania e Olanda (33%), Australia (32%), <strong>Italia e Belgio (27%)</strong>. Il tema non rientra nell’agenda setting dell’opinione pubblica Argentina (4%) peruviana, israeliana, brasiliana, malese, sud africana, cilena, che sono avvolte da ben più cogenti tematiche come abbiamo visto. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Infine la <strong>guerra e il Covid</strong>. Il tema del virus</span><span data-contrast="auto"> è al centro dell’agenda delle paure solo dei Giapponesi (40%), mentre oscilla tra il 20 e il 25% in Sud Corea, Thailandia, Malesia, Arabia Saudita e Australia. In <strong>Italia è un </strong></span><span data-contrast="auto"><strong>argomento che coinvolge l’11% dei cittadini</strong>, come in Spagna (10%), Francia e Gran Bretagna (7%).</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La tensione per la <strong>guerra russo ucraina</strong> è al calor bianco, ovviamente, in Polonia (27%), seguita dalla Germania (25%). <strong>In Italia il tema è calato in classifica (11%)</strong>, anche se nelle ultime settimane si stanno rinfocolando le apprensioni. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<h3><b><span data-contrast="auto">Alcune tendenze globali </span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></h3>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span><span data-contrast="auto">Il quadro globale è decisamente complesso e le prospettive mondiali mostrano un tratto di crescente pessimismo. Quello che è chiaro alle persone è che stiamo vivendo in tempi turbolenti e <strong>l&#8217;83% dei cittadini dei 29 paesi monitorati concorda sul fatto che il mondo di oggi sta cambiando troppo velocemente</strong>. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In questo affresco ci sono alcuni trend emergenti. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In primo luogo cresce la tendenza alla <strong>de-globalizzazione</strong>. Alla ricerca di prodotti locali e produzioni dei propri territori. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Secondariamente aumentano le spinte verso un nuovo <strong>spirito comunitario</strong> e di legami, compresa una tensione positiva all’inclusione e al rispetto della diversità. Il 69% dei consumatori globali apprezza i leader aziendali che si assumono la responsabilità di parlare delle questioni sociali e politiche che riguardano il proprio Paese. Quasi il 70% dei consumatori globali è pronto a premiare le loro aziende impegnate sui temi dell’ambiente e, soprattutto, della riduzione delle diseguaglianze sociali. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In terza battuta troviamo il tema dell’<strong>età e della denatalità</strong>. Due aspetti che stanno diventando, per molti paesi europei, sempre più importanti per le strategie di sviluppo e crescita future.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quarto ambito è quello relativo al <strong>costo dei prodotti e alla parsimonia</strong>. Il gap della convenienza, l’attenzione al risparmio, la spinta alla parsimonia, non sono più solo forme di difesa dal caro prezzi, ma parti di una strategia che libera il tempo e lo spazio per dedicarsi alle cose che contano. Le persone, infatti, cercano e pagano sempre più spesso per prodotti e soluzioni che semplificano la loro vita, premiano i marchi che gli offrono non solo cose convenienti ma nuove opportunità e libertà di vita.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Una quinta tendenza è quella che possiamo rubricare sotto il titolo di paradigma della <strong>partecipazione</strong>.  I social media hanno modificato le aspettative delle persone nei confronti dei marchi. Le persone vogliono sempre più sentirsi in contatto con esperienze interattive e coinvolgenti. L’omnicanalità e il live shopping, nonché le altre tecnologie digitali innovative stanno contribuendo ad aggiungere utilità e leggerezza alle relazioni delle persone con i marchi e le imprese.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="padding-left: 40px;"><em><span class="font-435549" data-contrast="auto">Se le dinamiche globali e il tasso emozionale delle opinioni pubbliche dei diversi paesi mostra l’affastellarsi delle nubi, le tendenze in atto evidenziano anche le possibilità e le opportunità che si riaprono</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">In questa ottica valgono le parole di un poeta, certamente non un ottimista, come Leopardi, il quale affermava: “</span><i><span data-contrast="auto">Sono convinto che anche nell’ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino</span></i><span data-contrast="auto">”.  </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-19" data-row="script-row-unique-19" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-19"));</script></div></div></div>
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		<title>La sostenibilità in tempo di guerra: quali priorità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Pezzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 19:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Definire chiaramente le priorità da seguire oppure arrendersi al caos"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-20"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 37%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104519" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022.jpg" width="720" height="720" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022.jpg 720w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-SA-23092022-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-20" data-row="script-row-unique-20" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-20"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-21"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p><span data-contrast="none">La parola sostenibilità, come l’aggettivo sostenibile, hanno una comune etimologia derivante dal latino</span><i><span data-contrast="none"> sustinere</span></i><span data-contrast="none">, composta da </span><i><span data-contrast="none">sub</span></i><span data-contrast="none"> cioè sotto e </span><i><span data-contrast="none">tenere</span></i><span data-contrast="none">, così da significare un controllo che afferma la possibilità che un oggetto, una persona, un pensiero possono essere attuati in un equilibrio tra causa ed effetto in un orizzonte di lungo tempo. Il termine è spesso stato usato nell’ambito della natura e del suo sfruttamento ma, oggi il tema della sostenibilità va declinato in <strong>sostenibilità naturale, sociale ed economica</strong> ed è nei programmi di tutti i governi. Le tre visioni sono collegate fra di loro e vanno chiarite per evitare una confusione nell’uso delle parole. </span></p>
<p><b><span data-contrast="none">Sostenibilità economica</span></b><span data-contrast="none"> sta per l’idea di un percorso di crescita legato al concetto di equità con il perseguimento del bene comune</span><span data-contrast="none">. Il tema del bene comune è un’aspirazione, oggi diremmo utopica, che è stato posto con forza da quando l’uomo ha coscienza della vita comunitario ; se gli interessi personali non trovano composizione nel bene comune una società</span><span data-contrast="none"> è destinat</span><span data-contrast="none">a a sciogliersi diventa cioè non sostenibile. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="none">La sostenibilità ambientale</span></b><span data-contrast="none"> è espressa dal rapporto tra beni naturali prodotti ed esistenti ed il loro consumo nei processi economici di produzione e consumo; tale rapporto dovrebbe consentire una stabilità tra risorse naturali, consumi e produzioni in modo che il contesto naturale non venga pericolosamente sottomesso ad obiettivi di guadagno </span><span data-contrast="none">oggi preminenti. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="none">La sostenibilità sociale</span></b><span data-contrast="none"> si declina con i termini di equità e di democrazia, riportando nei sistemi sociali il senso di solidarietà e di relazionalità che sono alla base di una società sostenibile. Tutte le dichiarazioni sui diritti dell’uomo a partire dalla <em>Magna Charta Libertatum </em>del 1215  sono incentrate sul diritto all’uguaglianza, ad un benessere che possa dare dignità alla persona,  diritto all’assistenza sanitaria ed alla scuola, ed  ad un lavoro che consenta la dignità.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Ma oggi la sostenibilità come è stata definita nelle sue parti in tempo di guerra come può essere declinata nelle sue priorità e come tale in quale misura ed in quale modo è perseguibile ?</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="padding-left: 40px;"><em><span class="font-435549">Tutte e tre le combinazioni di sostenibilità in questo scontro non solo bellico ma anche finanziario e geopolitico sono messe a rischio di realizzabilità e la ricerca di un equilibrio sostenibile dai vari governi sembra sempre più una chimera per la mancanza di idee creative ed innovative che possano rompere l’accerchiamento in cui ci troviamo</span></em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="none">Il perseguimento della <strong>sostenibilità economica</strong> sulla base del bene comune era già saltato prima della guerra per l’insostenibile <strong>disuguaglianza sociale</strong> ed a maggiore ragione oggi anche nell’ambito della cosiddetta alleanza atlantica che favorisce alcuni paesi – Olanda , GB, Usa , Germania&#8230; – a scapito degli altri come il nostro che ha il tasso di inflazione più alto d’Europa , in questo modo viene meno il concetto di <strong>bene comune europeo</strong> eppure nessuno lo denuncia. L’incapacità di proporre strade percorribili per le mortali bollette energetiche diventa un suicidio, forse si potrebbe negoziare con l’Europa, vista la differenza fra stati, che eventuali deviazioni di bilancio per ridurre la pressione sulle aziende e sulla gente non siano considerate temporaneamente come scostamento di bilancio, questo può essere negoziato</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}">.</span></p>
<p><span data-contrast="none">La <strong>sostenibilità ambientale</strong> è un dramma per le <strong>politiche poco lungimiranti</strong> che per troppo tempo hanno guidato i nostri politici, come si può perseguire questa sostenibilità oggi a scapito delle altre?  La coperta è troppo stretta e non copre più nemmeno le chiacchiere di una classe politica che in campagna elettorale sembra avere smarrito le priorità decisionali.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">La <strong>sostenibilità sociale</strong> in un sistema di ristrettezze diventa di difficile realizzazione in una confusione unica tra reddito di cittadinanza e posti di lavoro; parlare di democrazia oggi sembra sempre più solo un’utopia offensiva per le classi deboli.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">In tempo di guerra tutto si ribalta e richiede la <strong>definizione di priorità</strong> da seguire mettendo in secondo piano quelle meno vitali,</span><span data-contrast="none"> è evidente il dramma che abbiamo di fronte ed il percorso decisionale da fare, ma è altrettanto evidente la pochezza inadeguata di una politica eterea; bisogna decidere per evitare il caos! </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:360}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-21" data-row="script-row-unique-21" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-21"));</script></div></div></div>
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		<title>Guerra in ucraina: la solidarietà degli artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Menicacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 20:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molteplici le iniziative organizzate dalle sedi territoriali ANAP Confartigianato Persone a sostegno delle popolazioni colpite dal conflitto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-22"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 85%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104268" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-mathias-reding-11421084.jpg" width="1920" height="1176" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-mathias-reding-11421084.jpg 1920w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-mathias-reding-11421084-300x184.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-mathias-reding-11421084-1024x627.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-mathias-reding-11421084-768x470.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-mathias-reding-11421084-1536x941.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-22" data-row="script-row-unique-22" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-22"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-23"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p><i><span data-contrast="auto">&#8220;La guerra deve finire al più presto e ci auguriamo che il cessate il fuoco in Ucraina sia dichiarato quanto prima. Molti dei nostri associati hanno conosciuto la guerra da vicino e sappiamo bene che in nessun modo può essere una soluzione alle controversie”.</span></i><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A pochi giorni dallo scoppio del conflitto, attraverso le parole del Presidente <strong>Guido Celaschi</strong>, è arrivato il pensiero dell’<strong>ANAP</strong>, l’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato, rivolto alle popolazioni coinvolte.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Un dramma umanitario che non può lasciare indifferenti e che ha visto anche in quest’occasione ANAP e Confartigianato Imprese mobilitarsi sul territorio nazionale  per far sentire la propria vicinanza al popolo ucraino. Gli imprenditori artigiani sono ben consapevoli che le prime vittime della guerra sono proprio i civili, che nella migliore delle ipotesi saranno costretti a lasciare le proprie case e a fuggire, abbandonando la propria vita. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4><span data-contrast="auto">Diverse sono state le iniziative delle Associazioni territoriali che hanno offerto il loro sostegno organizzando raccolte fondi e di beni di prima necessità, da donare direttamente alla popolazione attaccata dalla Russia.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span><span data-contrast="auto">A marzo, durante la Festa di San Giuseppe Artigiano, mentre si svolgeva il Convegno &#8220;Enoturismo come leva di valorizzazione territoriale&#8221;, </span><b><span data-contrast="auto">ANAP Confartigianato Ancona &#8211; Pesaro e Urbino</span></b><span data-contrast="auto"> ha prontamente organizzato una raccolta fondi a favore del popolo ucraino.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">ANAP Confartigianato di Forlì </span></b><span data-contrast="auto">ha invece scelto di promuovere una raccolta di beni di prima necessità fra gli associati e i dipendenti per portare aiuto alle persone in fuga dal conflitto. Sono stati raccolti diversi scatoloni di cibo, per adulti e neonati, medicinali e prodotti per l’igiene, nonché prodotti destinati agli animali da compagnia. La consegna è stata effettuata direttamente alla missione </span><i><span data-contrast="auto">“Romagna per gli Ucraini”</span></i><span data-contrast="auto"> &#8211; di cui fanno parte il Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, la Caritas diocesana, l’Agesci, l’associazione di volontariato della protezione civile di Forlimpopoli, quella della protezione civile di Bertinoro, la Croce Verde Bidente e il Gruppo di preghiera di Montepaolo &#8211;  missione che provvede direttamente alla consegna nei campi di accoglienza ai confini con l’Ucraina. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto"> </span></b><span data-contrast="auto">Un’altra iniziativa è stata organizzata da </span><b><span data-contrast="auto">ANAP Confartigianato Cuneo</span></b><span data-contrast="auto"> che, insieme a Confartigianato Cuneo Onlus e alla Fondazione Specchio dei tempi, ha raccolto beni di prima necessità quali farmaci da banco, cibi a lunga conservazione, farmaci per curare ferite, pannolini, carta igienica, sapone, shampoo e prodotti per l&#8217;igiene personale.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">ANAP Cuneo ha allestito un proprio magazzino a Fossano, come primo centro di raccolta, per poi inviare il tutto prima al confine con la Polonia e in seguito in Ucraina.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto"> </span></b><span data-contrast="auto">Ancora una volta quindi il mondo dell’artigianato ha risposto con generosità e in modo efficace e concreto, trovando ispirazione nel forte valore della solidarietà che da sempre contraddistingue l’Associazione.  </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto"> </span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><b><span data-contrast="auto">Anche ANCoS APS in campo per l’Ucraina </span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Una raccolta solidale di beni di prima necessità in favore del poplo ucraino è stata organizzata dal Comitato </span><b><span data-contrast="auto">ANCoS Milano</span></b><span data-contrast="auto"> con </span><b><span data-contrast="auto">Confartigianato Imprese Altomilanese</span></b><span data-contrast="auto">. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Anche </span><b><span data-contrast="auto">Confartigianato Imprese Macerata &#8211; Ascoli Piceno e Fermo</span></b><span data-contrast="auto"> e il suo comitato provinciale ANCoS  grazie alla preziosa collaborazione con la Comunità Ucraina Marche (C.U.M.) ha effettuato  una raccolta di alimenti, farmaci e altri beni di prima necessità da inviare in Ucraina, destinazione Leopoli.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-23" data-row="script-row-unique-23" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-23"));</script></div></div></div>
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		<title>L’alta moda intreccia arte e artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 21:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[valore artigiano]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il connubio tra arte e artigianato ispira le collezioni di Dior. La scelta di Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa della maison francese</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-24"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 74%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104208" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-phil-nguyen-1368614-1.jpg" width="1280" height="852" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-phil-nguyen-1368614-1.jpg 1280w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-phil-nguyen-1368614-1-300x200.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-phil-nguyen-1368614-1-1024x682.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/pexels-phil-nguyen-1368614-1-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></div>
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				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
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<p>Una scelta ribadita in un’<a href="https://www.milanofinanza.it/news/maria-grazia-chiuri-la-couture-e-sempre-piu-un-campo-di-ricerca-202207041950513286" target="_blank" rel="noopener">intervista pubblicata il 5 luglio su ‘MilanoFinanza’</a> nella quale la stilista sottolinea l’impegno che da anni accompagna il suo contributo creativo all’alta moda per realizzare “abiti che hanno un senso della memoria e che ribadiscono il profondo legame con l&#8217;artigianato”.</p>
<p>“In questa collezione – spiega Maria Grazia Chiuri &#8211; sono coinvolti tanti savoir faire, a partire dai nostri atelier di Parigi passando per altri <strong>piccoli</strong> <strong>laboratori di giovani</strong> che realizzano<strong> tessuti a mano</strong> con i telai. Da tempo li stiamo sostenendo e vorremmo farlo sempre di più. C’è davvero molta ricerca e la couture è il territorio dove tutto questo è possibile, sia per le tempistiche sia per le dinamiche legate alla produzione”.</p>
<p>E quest’anno c’è un valore in più: protagonista del dialogo tra arte e artigianato è l’albero della vita firmato dall’artista ucraina <strong>Olesia Trofymenko</strong>, scoperta da Chiuri durante una mostra al Maxxi di Roma. «Tutti i vestiti di tradizione folkloristica riportano, nelle varie culture, riferimenti a questo albero” spiega Chiuri. “Avevo visto al Maxxi una mostra sulle artiste ucraine e mi ha colpito il lavoro che mescola la pittura al ricamo. Il progetto è partito dall’idea di albero della vita, un simbolo forte in tutte le culture che ho trovato particolarmente significativo in questo momento storico dove è importante sottolineare la voglia di rinascere, un’esigenza forte di questi ultimi anni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">La passione per l’artigianato, in particolare per quello italiano, Chiuri l’ha testimoniata a più riprese, coinvolgendo anche gli artigiani di Confartigianato che nel 2020 a Lecce sono stati protagonisti della Collection Cruise di Dior organizzata a luglio a Lecce.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un tributo della casa di moda francese all’eccellenza manifatturiera dell’artigianato del Salento, un prestigioso riconoscimento al saper fare delle imprese di Confartigianato al centro di uno degli eventi clou del fashion a livello internazionale. Vero e proprio <strong>omaggio alle arti e all’artigianato pugliese</strong>, la collezione Cruise 2021 è stata pensata per celebrare l’eccellenza e l’inestimabile valore degli antichi mestieri ed è anche frutto del lavoro dei piccoli produttori pugliesi, in omaggio alla regione che ha dato i natali al padre della stilista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="padding-left: 40px;">“Sono gli artigiani italiani della moda a possedere le competenze per realizzare l’eccellenza dei brand internazionali del lusso come Dior”</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>aveva affermato in un’intervista la stilista, annunciando la sfilata nel capoluogo salentino e sollecitando un riconoscimento istituzionale per la moda italiana, settore economico la cui rilevanza è seconda soltanto al turismo e che si fonda sulle abilità dell’artigianato e delle piccole imprese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-in-piedi-davanti-a-dior-store-front-1368614/" target="_blank" rel="noopener">Phil Nguyen </a> Pexels</h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-25" data-row="script-row-unique-25" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-25"));</script></div></div></div>
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		<title>Dove stava andando l&#8217;artigianato ucraino prima dell&#8217;invasione russa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2022 11:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell'ultimo decennio l'artigianato ucraino ha lavorato attentamente per definire la propria identità. L'invasione russa mette in discussione questo lungo percorso, al tempo stesso economico e identitario, che rappresenta un ponte verso l'Europa e il resto del mondo. Ne parla Elizabeth Miroshnichenko, Segretaria generale della Camera di Commercio Ucraina</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-26"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 86%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104171" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/bridge-2453374_1920.jpg" width="1920" height="824" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/bridge-2453374_1920.jpg 1920w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/bridge-2453374_1920-300x129.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/bridge-2453374_1920-1024x439.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/bridge-2453374_1920-768x330.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/07/bridge-2453374_1920-1536x659.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></div>
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				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
</div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-26" data-row="script-row-unique-26" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-26"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-27"><div class="row single-top-padding single-bottom-padding exa-h-padding limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell" ><div class="uncont no-block-padding col-custom-width" style=" max-width:804px;" ><div class="uncode_text_column" ><p>Il sito web <strong>‘Mad’in Europe&#8217;</strong> &#8211; EUROPEAN CRAFTSMEN AND RESTORERS OF CULTURAL HERITAGE ospita una dettagliata fotografia dell’artigianato ucraino (clicca <a href="https://madineurope.eu/it/ucraina-terra-di-artigianato-tra-tradizione-e-innovazione/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>) scattata da<strong> Elizabeth Miroshnichenko</strong>, Segretaria generale della Camera di Commercio Ucraina.</p>
<p>La fotografia ritrae il comparto prima dell’invasione del Paese da parte della Russia, quindi va letta come un contributo informativo per conoscere la direzione in cui si stava indirizzando l&#8217;artigianato, una componente economica in rapido sviluppo e di grande vitalità, che aiuterà il popolo ucraino a risollevarsi dalle conseguenze devastanti del conflitto. Di seguito riportiamo una sintesi del documento.</p>
<p>L’Ucraina, al pari delle altre nazioni europee, vanta un passato illustre di arti e professioni. Ogni regione possedeva caratteristiche e centri artigianali unici. Le risorse naturali di ogni territorio hanno contribuito a uno sviluppo organico di lavorazioni ben distinte che hanno favorito la nascita di aziende il cui funzionamento era garantito dalle competenze di maestri artigiani. Accanto alle aziende più strutturate è fiorito un tessuto diffuso di piccole imprese con ‘statuto familiare’ che hanno mantenuto vive le tradizioni nei settori della ceramica, tessitura, cucito, lavorazione del legno e della pietra.</p>
<p>Un significativo sviluppo tecnico e tecnologico ha raggiunto la metallurgia, la lavorazione dei tessuti e del vetro, la produzione di mattoni e la gioielleria. Mentre i vasai, i falegnami, i tagliatori di ossa e pellettieri erano molto richiesti, insieme al progressivo aumento della manodopera nel settore dei minerali di ferro, legno e pietre.</p>
<p>All’inizio del XX secolo, insieme all’artigianato tradizionale, iniziò a svilupparsi la forma di produzione “<strong>artel</strong>”- un termine tataro che indica una <strong>piccola associazione volontaria di individui</strong> che si riuniscono per un periodo limitato o indefinito allo scopo di svolgere qualche attività economica – che fu poi sostituita dalla produzione in fabbrica.</p>
<p><strong>I periodi tra le due guerre e il dopoguerra furono deleteri per l’artigianato tradizionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>A causa della rapida industrializzazione e del suo ruolo dominante nell’economia, i resti dell’artigianato tradizionale, così come i prodotti artigianali, scomparvero quasi del tutto dalla vita quotidiana, sostituiti dai prodotti industriali. Alla fine del XX secolo, un sistema di mestieri e di artigianato un tempo diversificato è stato quasi cancellato.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>In epoca sovietica, il Partito Comunista al potere cercò di estinguere la nozione stessa di proprietà, di individualità e di desiderio umano di auto-espressione. Il concetto di “artigianato” divenne in qualche modo dispregiativo; ideologicamente era associato a una forma di produzione superata e primitiva.</p>
<p><strong>Ancora oggi, una volta distrutta, la produzione artigianale tradizionale ucraina e gli artigiani come fenomeno sociale non riescono a riprendersi completamente dai danni inflitti dall’Unione Sovietica.</strong></p>
<p>Tutto questo accade mentre nel mondo all’artigianato viene assegnato un posto di massima rilevanza e i prodotti dei maestri artigiani vengono presentati con orgoglio nelle vie centrali delle città come simbolo di unicità, prestigio ed eleganza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>In Ucraina, l’artigianato e le sue tipologie non sono ancora state identificate o classificate. In campo giuridico esiste solo il concetto di arte popolare.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel campo dell’informazione, l’artigianato è convenzionalmente suddiviso dalla Camera dell’Artigianato dell’Ucraina nelle categorie – <strong>tecnica e artistica, tradizionale e contemporanea</strong>.</p>
<p>L’artigianato tradizionale in Ucraina è strettamente associato all’arte popolare piuttosto che al patrimonio culturale. La ricerca economica manca di definizioni scientificamente fondate o di un quadro concettuale legale.</p>
<p>Nel 2018, la definizione di “<strong>industrie creative</strong>” ha ottenuto uno statuto giuridico e il governo ucraino ha invitato un esperto del Regno Unito per contribuire alla definizione di un modello di industrie creative. Ma questo si è rivelato insufficiente e l’artigianato è rimasto non riconosciuto, mentre nel modello di industria creativa l’artigianato è stato ridotto a un concetto ristretto di arte popolare.</p>
<p><strong>Tuttavia, anche se in modo spontaneo, fortunatamente l’artigianato sta avanzando costantemente nelle nuove condizioni socio-economiche</strong>, così come la sua importanza nelle industrie creative, nel design dei prodotti, nella moda, nell’arredamento, nella produzione di libri. Le PMI artigianali locali e il turismo creativo stimolano la crescita economica delle regioni ucraine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>L’artigianato moderno spesso si basa sull’artigianato tradizionale, aggiungendo il design. I materiali utilizzati nell’artigianato moderno sono sempre gli stessi: metallo, argilla, legno, vetro e fibre tessili.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sartoria e le calzature, la produzione di mobili, i cosmetici, la gastronomia, la gioielleria, gli articoli per interni e i giocattoli sono tra i mestieri che hanno registrato lo sviluppo più rapido.</p>
<p>Allo stesso tempo, l’approccio contemporaneo consente di introdurre processi più ergonomici e meglio gestibili, nonché di applicare nuovi strumenti innovativi che possono migliorare alcuni processi produttivi e la qualità del prodotto.</p>
<p>Molti prodotti artigianali sono stati creati a partire di una fusione di diversi mestieri. La virtuosità dei creatori ha contribuito all’emergenza di nuove forme, combinazioni uniche, uso e talvolta crescita di biomateriali.</p>
<p>Gli artigiani si aprono sempre più a collaborazioni creative, spazi di innovazione e laboratori sperimentali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4>La <strong>Camera dell’Artigianato dell’Ucraina (HCU)</strong> è al centro del processo per promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità attraverso attività legate all’artigianato, esercitando pressioni per ottenere condizioni vantaggiose per l’accesso al mercato dell’UE per gli artigiani ucraini.</h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2020, la Camera dell’Artigianato dell’Ucraina, in collaborazione con la MIM Business School e nell’ambito del progetto Crafting Europe (programma “Europa Creativa”), ha istituito la prima <strong>Crafting Business School</strong> dell’Ucraina per artigiani e produttori. Il programma di formazione è stato impostato secondo la metodologia britannica Hothouse. Un criterio obbligatorio era che i partecipanti dovessero progettare o avviare una propria attività o rappresentare un’impresa operativa esistente da non più di quattro anni.</p>
<p>Il CBS offre un programma di formazione che consente di concentrarsi sulla valutazione delle proprie risorse, capacità e rischi, consigliando strumenti di marketing e di promozione delle pubbliche relazioni, definendo una visione e fornendo raccomandazioni su come formare un team efficace. Altri obiettivi didattici riguardano gli approcci all’identificazione delle nicchie di mercato e delle soluzioni, le specificità dello sviluppo e della trasformazione del business, l’organizzazione delle vendite via Internet e l’esportazione digitale, il perfezionamento dei progetti di start-up, ecc.</p>
<p>La scuola si svolge online e copre quindi tutte le regioni ucraine. Il team della scuola comprende facilitatori, insegnanti di programmi MBA, coach e giovani imprenditori attivi che intervengono come relatori ospiti.</p>
<p>Nel 2021, l’HCU ha lanciato in Ucraina il programma<strong> “iAtelier”</strong> nell’ambito dello stesso progetto. “iAtelier” è un programma educativo innovativo basato su progetti e pratiche che offre nuovi strumenti per la creazione di nuovi prodotti e prototipi di design, nonché tecnologie digitali per l’innovazione aziendale e per migliorare l’efficienza e le prestazioni delle PMI, sia nell’artigianato che nelle industrie creative.</p>
<p>Il programma educativo orientato alla pratica promuove l’adozione e l’uso delle più recenti tecnologie e strumenti digitali, integrando il moderno design digitale e degli strumenti digitali più recenti, integrando tecnologie moderne di design digitale per gli artigiani che possiedono ancora competenze artigianali chiave, incoraggiandoli ad aggiungere forme innovative di creatività alle loro attività artigianali e nella pratica produttiva.</p>
<p>L’accesso al mercato europeo nel campo dell’artigianato nel contesto socio-economico apre all’Ucraina numerose opportunità su larga scala e nuovi strumenti internazionali, come l’integrazione di programmi educativi, nuove abilità e competenze, scambi, finanziamenti, opportunità per gli artigiani ucraini di unirsi al movimento moderno artigianale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/sofilayla-5331809/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2453374">SofieLayla Thal</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2453374">Pixabay</a></h5>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-27" data-row="script-row-unique-27" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-27"));</script></div></div></div>
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		<title>La guerra del gas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Tabarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 08:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina sta mettendo a nudo le debolezze dell'Italia in tema di energia e il raffronto con le scelte energetiche della Germania è impietoso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-28"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 41%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103788" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-n.4.jpg" width="1000" height="1000" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-n.4.jpg 1000w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-n.4-300x300.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-n.4-150x150.jpg 150w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-n.4-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></div>
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<p><span data-contrast="auto">Oggi, la Germania, la quarta economia del mondo, il cuore d’Europa, si scopre ancora vulnerabile sotto il profilo energetico e, nonostante tutte le pressioni interne politiche, non può fare sanzioni dure contro la Russia, perché non può fare a meno del suo gas. </span>Noi italiani, come in un’asse, ci mettiamo dietro e lasciamo andare avanti i tedeschi a dire che è troppo costoso fare un embargo immediato sulle importazioni di gas dalla Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4><em>La Germania nel 2021 ha importato 57 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia e ne ha consumati 70, con un peso dell’80%, mentre l’Italia ne ha importati 29 su un consumo totale di 76 miliardi, con un peso del 38%. </em><em>Sul bilancio complessivo della Germania, però, il gas conta per il 25%, mentre da noi arriva al 40%.</em></h4>
</blockquote>
<p><span data-contrast="auto">L’aspetto che rende maggiore la nostra debolezza è che metà della produzione elettrica da noi si fa con il gas, mentre in Germania conta per il 10%, grazie al fatto che il loro sistema elettrico è ancora pesantemente dipendente dal carbone, che conta per il 30%, quasi tutto prodotto all’interno. Fra l’altro spesso si tratta di lignite, qualità che inquina ancora di più del carbone normale. Nel 2020, complice anche il rallentamento dei consumi e della produzione, il calo dei consumi di carbone ad una quota del 20% nella produzione elettrica era stato salutato con entusiasmo quale conferma del successo delle politiche energetiche della Germania tutte orientate verso la decarbonizzazione.  </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Poi è arrivata la crisi gas e la guerra e la cosa più veloce da fare è stata ricorrere alla sua fonte domestica, il carbone, quella che da tre secoli segna la storia economica del paese e che, in base ai programmi, rafforzati dall’ultimo governo con forte trazione verde insediatosi nel dicembre 2021, dovrebbe abbandonare nel 2038. Grazie alla sua produzione interna, per questo la Germania ha dato via libera alla decisione, di inizio marzo 2022, di fare embargo sulle importazioni di carbone dalla Russia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4><span data-contrast="auto">L’Italia, invece, la sua fonte energetica domestica, fra l’altro quella più pulita, il gas, non lo riesce a sfruttare, perché la produzione, nonostante l’aumento dei prezzi di 5 volte e le minacce di interruzione dalla Russia, è su un declino strutturale che è impossibile invertire.</span></h4>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">La produzione nel 2021 è crollata a 3 miliardi di metri cubi, il minimo dal 1954, quando l’Ente nazionale Idrocarburi era stato da poco istituito per dare un aiuto, con il metano, alla ricostruzione di un paese distrutto. Il picco di produzione era stato raggiunto nel 1994 a 21 miliardi di metri cubi, soglia che potrebbe essere facilmente raggiunta anche oggi grazie alle abbondanti riserve e a nuove tecnologie di produzione. Nei primi tre mesi del 2022, invece e nonostante i grandi proclami, continua a scendere a ritmi del meno 10%. Mentre con affanno cerchiamo di capire cosa sta succedendo, la definizione di una strategia per affrontare la crisi è ancora lontana e il fallimento sulla produzione nazionale di gas la dice lunga sulle debolezze dell’Italia.   </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:276}"> </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-29" data-row="script-row-unique-29" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-29"));</script></div></div></div>
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		<title>Sapelli: sarà economia della sopravvivenza. Ci salveranno le piccole e medie imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 06:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[magazine]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paralisi dei traffici e le ripercussioni del conflitto in Ucraina. "Economie meno interconnesse"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-30"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 75%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103778" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-krizjohn-rosales-761295.jpg" width="1750" height="761" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-krizjohn-rosales-761295.jpg 1750w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-krizjohn-rosales-761295-300x130.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-krizjohn-rosales-761295-1024x445.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-krizjohn-rosales-761295-768x334.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-krizjohn-rosales-761295-1536x668.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1750px) 100vw, 1750px" /></div>
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				</div></div></div></div></div><div class="empty-space empty-single" ><span class="empty-space-inner"></span></div>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="padding-left: 40px;">Una economia di guerra che richiederà sacrifici e profonde trasformazioni: “Per garantirci un futuro sociale ed economico nei prossimi trent’anni &#8211; afferma il Professor Sapelli &#8211; dovremo passare a una nuova fase attraverso bassi costi di produzione e una austerità sociale. Impariamo a risparmiare e a vestirci con poco”.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ una nuova  dimensione che coinvolge i sistemi economici mondiali e che impone di affrontare una situazione complessa con importanti criticità come il blocco dei traffici globali, l’aumento della disoccupazione e della  povertà, il rallentamento delle attività commerciali e produttive. Dopo la pandemia, che già aveva determinato un forte rallentamento degli scambi economici mondiali, la guerra nel cuore dell’Europa rischia di ‘regionalizzare’ definitivamente i traffici economici.</p>
<p>La crisi non risparmia la Cina che, ancora coinvolta nella lotta contro il Covid e costretta a nuovi rigidi lockdown, rischia una fase di declino economico.  Se questo dovesse succedere “siccome le economie sono interconnesse, ci sarà più disoccupazione e povertà” sostiene l’economista.</p>
<p>Con questa logica è diminuito l’interesse a delocalizzare la produzione per rincorrere sistemi economici con un minore costo di manodopera. Il rallentamento dei traffici globali ha prodotto un aumento vertiginoso dei costi dei noli marittimi, aumentati del 22,6% in un anno (report 2022 Srm e Intesa San Paolo), ed anche di tutte le fasi della catena logistica, provocando il rischio di un blocco produttivo ben più pericoloso dell’inflazione. Per cui, aggiunge il Professor Sapelli, “questa crisi non si risolve con i sussidi indiscriminati che provocano soltanto povertà ed iper-inflazione”.</p>
<p>La guerra in corso ha posto sul tavolo anche la questione energetica mondiale e la fortissima dipendenza dal gas russo che, tra l’altro, continua ad essere scambiato tra Paesi belligeranti nonostante le contrapposte posizioni.  E’ una situazione che coinvolge tutta l’Unione Europea ma in Italia la politica energetica miope e la mancanza di fonti energetiche alternative, in particolare quelle cinetiche, richiederà l’’accensione delle vecchie centrali a carbone per ottenere almeno un parziale affrancamento dal gas russo.</p>
<p>Le analogie con la crisi petrolifera degli anni settanta riguardano la dipendenza dell’Occidente dalle fonti energetiche indispensabili per mandare avanti il sistema economico, ieri dal petrolio controllato dai Paesi produttori dell’Opec ed oggi dal gas russo. Ma l’aumento esponenziale dei prezzi non dipende solo da una carenza fisiologica che deprime il lato dell’offerta, quanto anche da decisioni politiche e movimenti speculativi. “ Il prezzo della maggior parte dei beni energetici “, spiega il professor Sapelli, “non si basa infatti sulla quantità disponibili, o sul gioco fra domanda e offerta, come accadeva negli anni Novanta, ma si stabilisce alla Borsa di Amsterdam. Mi riferisco alla decisione dell’Olanda di spegnere il sito di Groningen en per il rischio sismico. Parliamo del più grande giacimento di gas d&#8217;Europa che garantiva una produzione annua di 50 miliardi di metri cubi, un terzo di quello che tutta l&#8217;Ue importa dalla Russi”. Con rischi per il settore metallurgico, come fa notare il giornalista, e per il sistema economico europeo  in generale che, a causa delle sanzioni sarà duramente colpito per molti anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="padding-left: 40px;">Le trasformazioni comporteranno un accorciamento delle catene logistiche, con un passaggio da una economia dei traffici fortemente globalizzata ad una sostanziale regionalizzazione. Sino a tornare, dice l’economista, “alle zone di libero scambio degli Sessanta-Settanta del  Novecento. Ma perché si possa vedere l’esito finale di questo processo sarà necessario attendere a lungo. Lo scenario potrebbe di nuovo cambiare, speriamo, con la fine della guerra”.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo scenario, il Professore attribuisce un ruolo centrale alle piccole e medie imprese  le cui caratteristiche consentono di  riorganizzare la produzione in modo veloce e flessibile alla luce dei cambiamenti in atto. “In questo senso sono le vere protagoniste dell’economia circolare: mi riferisco alla nuova economia green che valorizza gli scarti produttivi e riesce a fare economia sui costi. Le Pmi potranno porre un argine alla crisi attraverso i business plan, mettendo in campo forme di microcredito attraverso le banche cooperative si territorio”.</p>
<p>A conclusione, una amara riflessione sul ruolo dell’Europa:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="padding-left: 40px;">“ L’Europa non esiste più nel senso che intendevano i suoi padri fondatori”, riflette il Professor Sapelli . Ha mancato il suo ruolo di mediatore, subalterna alle  posizioni degli Stati Uniti ed incapace di elaborare una linea politica  indipendente&#8221;.</h4>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-31" data-row="script-row-unique-31" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-31"));</script></div></div></div>
</div><p>The post <a href="https://spiritoartigiano.it/sapelli-sara-economia-della-sopravvivenza-ci-salveranno-le-piccole-e-medie-imprese/">Sapelli: sarà economia della sopravvivenza. Ci salveranno le piccole e medie imprese</a> first appeared on <a href="https://spiritoartigiano.it">Spirito Artigiano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le gelata di primavera sull’economia italiana e le armi spuntate per la guerra all’inflazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Quintavalle]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 04:39:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell'Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione posta-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-32"><div class="row col-no-gutter no-top-padding no-bottom-padding no-h-padding full-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-bottom pos-center align_center column_parent col-lg-12 no-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont" ><div class="uncode-single-media  text-center"><div class="single-wrapper" style="max-width: 63%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103762" src="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920.jpg" width="2300" height="1000" alt="" srcset="https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920.jpg 2300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920-300x130.jpg 300w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920-1024x445.jpg 1024w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920-768x334.jpg 768w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920-1536x668.jpg 1536w, https://spiritoartigiano.it/wp-content/uploads/2022/04/factory-1900663_1920-2048x890.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2300px) 100vw, 2300px" /></div>
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<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a febbraio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 42,3 miliardi di euro (+146%) su base annua, di cui l’89%, pari a 37,8 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 11% (4,5 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, ad aprile 2022 l’<strong>inflazione</strong>, dopo nove mesi di accelerazione, rallenta al +6,2% rispetto al +6,5% di marzo, pur rimanendo su un livello che non si registrava da settembre 1991. Poco meno dei due terzi (63%) dell’aumento dei prezzi, pari a 3,9 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong> che ad aprile, nel confronto internazionale, segnano un aumento dei prezzi del 42,8%, 4,8 punti in più rispetto al +38% della media dell’Eurozona, un divario che sale a 7,5 punti rispetto alla Germania e arriva a 15,6 punti rispetto alla Francia.</p>
<p>In particolare, <a href="https://bit.ly/3xYzjmW">l’ampia divergenza dei prezzi dell’energia elettrica penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra maggio 2021 e aprile 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 18,7 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
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<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
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<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi tre mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,1% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +21% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
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<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa, a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima e la tendenza nei primi ventisei giorni di aprile è di un calo del 7,8%.</p>
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<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
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<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
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</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-33" data-row="script-row-unique-33" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-33"));</script></div></div></div>
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