17/11/2022 | Corriere della Sera

Tra lana e giochi di legno: la creatività ucraina rinasce ad Artigiano in Fiera  

Due amiche scappate dal Donbass avevano lanciato un marchio di creazioni a Kiev. E i giocattoli istruttivi di Leopoli. L’evento apre il 3 dicembre e ospiterà 18 artisti ucraini in uno spazio ad hoc 

In programma dal 3 all’11 dicembre 2022, la 26° edizione di Artigiano in Fiera ospiterà un’intera sezione dedicata all’artigianato ucraino, con 18 tra imprese e organizzazioni non governative presenti. Tanti maestri artigiani che hanno abbandonato la propria terra falcidiata dalla guerra per “inseguire un sogno fatto di talento e dedizione”.  

A Milano ci saranno gli incantevoli accessori moda realizzati da Maria Grozdova e Yana Senkivska, scappate otto anni fa dal Donbass in guerra, e le ragazze ucraine dell’associazione “Emmaus” di Kharkiv, che ricamano per aiutare bambini e orfani di guerra. Andriy Sulimenko e i suoi collaboratori continuano a lavorare nei bunker sotterranei per creare souvenir artigiani e tessuti per l’esercito, sostenendo con le vendite sfollati e famiglie ucraine. 

Da Leopoli, invece, arrivano le creazioni di lana di Yulia Syrovatska e delle sue due figlie, fondatrici dello studio Zefir Handmade, dove nascono maglioni e accessori per l’inverno.  

Queste e le altre storie di artigiani ucraini presenti ad Artigiano in Fiera sono state raccontate dal Corriere della Sera del 17 novembre 2022. 

06/09/2022  |  Firenze Today

A Firenze finisce la favola di Pinocchio: addio a Bartolucci, storica bottega del legno

Dal ‘fronte’ italiano, in cui tantissimi artigiani e piccoli imprenditori combattono una battaglia quotidiana per tener alzata la saracinesca delle proprie attività, arriva la triste notizia, raccontata da Firenze today (leggi QUI), della chiusura della storica catena Bartolucci, attiva sul territorio nazionale e non solo da più di 40 anni e famosa per la produzione dei burattini di Pinocchio e altre creazioni in legno. “E’ stata una decisione sofferta, perché si tratta di 40 anni di attività – commenta Mariagrazia Stocchi, moglie di Francesco Bartolucci e amministratore delegato dell’azienda -. Purtroppo durante il Covid ci sono stati dati aiuti davvero esigui. La nostra azienda non aveva solo negozi sparsi in tutta Italia ma anche una fabbrica produttiva, e quindi costi fissi ogni mese. Terminata l’emergenza Covid il mercato non è ripartito in egual misura. Il nostro era un prodotto che lavorava molto col turismo. Il mercato americano è ripartito quest’anno a marzo mentre ci si aspettava che ripartisse già molto prima, e anche ora non è  che si sia ripreso in pompa magna, mentre quello asiatico è rimasto bloccato a causa delle loro chiusure totali. Agli occhi delle persone sembra che il turismo sia ripartito completamente ma non è esattamente così. La guerra in Ucraina poi è stata la ciliegina sulla torta, perché i turisti europei non spendono più tranquillamente come prima, in quanto sanno che il prossimo inverno sarà un massacro. Questo ha portato ad un calo del fatturato dell’85%, e quindi siamo stati costretti a chiudere i battenti”. 

 

22/07/2022  |  Dal web

La pastry chef ucraina che racconta la guerra su Instagram

Dinara Kasko è famosa in tutto il mondo per le sue doti creative ed artistiche applicate alla pasticceria (vedi il suo sito). La definizione di pasticciera le va terribilmente stretta poiché nei suoi dolci sposa l’arte culinaria con la sofisticata tecnica del 3D attraverso stampi disegnati e prodotti da lei in prima persona con linee personalissime e riconoscibili. Nelle sue opere emerge con forza il rigore della formazione tecnica con la laurea in architettura presso l’Università di Charkov in Ucraina. I suoi dolci fino all’invasione delle truppe di Mosca nel suo Paese si potevano assaggiare in diverse parti del mondo e le fotografie delle sue creazioni rimbalzavano da un social all’altro alimentando la sua visibilità. A seguito della guerra, Dinara ha sospeso l’attività di pastry chef ed ha utilizzato il suo profilo Instagram con più di 700 mila followers per documentare le devastazioni della guerra con immagini, video, post, segnalando come è possibile donare per aiutare la popolazione.

08/07/2022  |  Il Fatto Quotidiano

Biennale di Venezia, perché la presenza della Palestina è un evento importante

Faisal Saleh, racconta Fabio Marcelli su Il Fatto Quotidiano, è un carismatico uomo d’affari palestinese, nato a Ramallah e da anni residente negli Stati Uniti d’America. Il suo impegno ha portato alla realizzazione del Museo palestinese di Woodbridge, nel Connecticut, con performances di artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo. Tutti palestinesi, come gli oggetti di artigianato tradizionale esposti nel museo. Vasellame in rame per la cottura del cibo, oggetti di uso comune e quotidiano realizzati secondo le tecniche tradizionali mediorientali.  

Oltre a questo, il Museo di Woodbridge espone i disegni realizzati dai bambini di Gaza che hanno vissuto il dramma dei bombardamenti del 2009, una denuncia del prezzo della guerra che ricade sui più deboli. 

Quest’anno, inoltre, Faisal Saleh ha guidato la delegazione palestinese alla Biennale di Venezia, dove ha riaffermato l’idea della cultura e dell’artigianato tradizionale come ambasciatori di una risposta pacifica e non violenta alla guerra e al riconoscimento delle identità nazionali. 

“Per evitare che il declino morale dell’Occidente venga a coincidere con la fine dell’umanità nel suo complesso, è oggi necessario rifuggire e criticare ogni logica bellica. Per dirla con Tolstoj, non esistono guerre buone e paci cattive”. 

16/06/2022  |  MMF

A Pitti Uomo, la moda contro la guerra

Undici fashion designer ucraini, ospiti della rassegna Pitti Uomo, appena conclusasi alla Fortezza da Basso di Firenze,  hanno raccontato con le loro collezioni l’attaccamento al lavoro, alla cultura e alle tradizioni del loro territorio, un attacamento più forte e saldo che mai in questo momento così drammatico per il loro Paese. “La Fondazione Pitti Discovery – spiegano i promotori della rassegna – è da sempre un osservatorio sui nuovi protagonisti della scena della moda internazionale, ma è anche un sismografo che registra mutamenti, tendenze, necessità. E mai come adesso inclusività, dialogo, accoglienza, solidarietà sono valori necessari. Per questo, uno dei progetti speciali di questo Pitti Uomo – realizzato con il contributo speciale di Fondazione CR Firenze – è dedicato ad una selezione di fashion designer e brand ucraini invitati a Firenze per presentare le loro collezioni”.
Le storie dei brand protagonisti di questa diaspora umana e professionale sono disponibili sul sito di Pitti Uomo, cliccando qui.
Nonostante la guerra, a Kiev la voglia di misurarsi con il mondo a colpi di colore, gusto e creatività non è scomparsa, tutt’altro. Lo testimonia Tommaso Palazzi in un breve articolo su MMF.  «Da un mese abbiamo riaperto la produzione a Kiev e ora siamo in campagna vendite», racconta a MFF Kristina Bobkova, all’opening dell’exhibition «Ukrainian fashion now!».  «Ora a Kiev si può lavorare. Abbiamo bisogno di far girare l’economia. Siamo distribuiti in Francia ma non in Italia per ora».

20/04/2022  |  Design – La Repubblica

Made in Lebanon, com’è frizzante Beirut

Pensi a Beirut e la prima cosa che ti viene in mente sono le devastazioni prodotte dalla guerra civile. Ma a Beirut, un tempo chiamata la Parigi del Medio Oriente, sotto la cenere cova una creatività con forti componenti artistiche ed artigiane, che non ti aspetti e che sta per esplodere. Il 24 aprile è stata inaugurata al Grand Hornu, uno dei centri culturali più importanti del Belgio, la mostra “Beirut. Les Temps du design”. ‘Una mostra necessaria, per capire perché c’è una scena così creativa e dinamica in Libano, perché in questa città del Medio Oriente, e, soprattutto, come si è creata questa effervescenza in così poco tempo’, racconta il curatore della mostra, Marco Costantini, vicedirettore del Mudac di Losanna, intervistato da Simona Bolognesi per l’inserto Design di La Repubblica. Più di 200 oggetti in mostra e oltre 25 designer coinvolti. ‘In Libano non esiste il design – prosegue Costantini – perché non c’è un’industria paragonabile alla nostra, ma i designer contribuiscono a mantenere in vita le botteghe degli artigiani, salvando un bene preziosi e innestandovi nuove tecniche e tecnologie.

29/04/2022  |  Avvenire

Il violino dei poveri è una barca sfondata e un ‘miracolo’ d’artigianato

Dieci barconi di legno spiaggiati a Lampedusa, simbolo del dramma epocale dell’immigrazione irregolare, diventeranno strumenti musicali e suoneranno in tutto il mondo nell’‘Orchestra del mare’. I barconi sono stati donati per finalità sociali dal Viminale alla Fondazione Casa dello Spirito e delle arti che opera all’interno del carcere milanese di Opera. Nelle mani delle persone detenute i fasciami delle imbarcazioni si trasformeranno in violini, viole e violoncelli. Ovviamente in questa storia di integrazione, accoglienza, lavoro, rilanciata sul quotidiano Avvenire da una lettera inviata al direttore Marco Tarquini, c’è un artigiano, il maestro liutaio Enrico Allorto, già protagonista del progetto ‘Violino del mare’, di cui questa iniziativa rappresenta un’evoluzione. Scrive Tarquini: ‘E’ un piccolo miracolo di grande artigianato, e di vera buona fede, questo trasformare l’umile e tragico legno migrante dei barconi approdati a Lampedusa in strumento d’arte e bellezza’.

16/04/2022  |  Il Fatto Quotidiano

Dal laboratorio di gioielli alla morte in guerra: la storia di Iryna, artigiana di Kiev. “Amava il mestiere, ma ha lasciato tutto per l’Ucraina”

La guerra in Ucraina ha mille volti. Il Fatto Quotidiano racconta quello di Iryna Tsvila, 52 anni e madre di cinque figli, un’artigiana che ha lasciato la produzione di gioielli e ha imbracciato un Ak-47 per opporsi all’avanzata dei tank di Putin. In circostanze non ancora chiare la donna è stata uccisa e con lei ha perso la vita anche suo marito, Dmytro Syniuka. Alcune immagini del recente passato la immortalano in tuta mimetica, in mano un cellulare e di fianco a lei un Ak-47, il fucile da combattimento per eccellenza. In altre immagini, diametralmente opposte, veste i panni della modella indossando i gioielli – orecchini in particolare – da lei stessa disegnati e realizzati. Da alcuni anni aveva avviato la sua attività nel campo artigianale diventando la titolare di Verba Workshop a Kiev.

16/04/2022  |  Tgcom 24

Ucraina, creatività sotto le bombe: l’artigiano che realizza opere d’arte con i frammenti di artiglieria

Dal martoriato distretto ucraino del Donetsk, arriva la storia di Viktor Mikhalev, un fabbro che dal 2014 realizza opere d’arte partendo da frammenti di mine, bombe a mano, proiettili, parti di fucili, mitragliatrici, elmetti lasciati sul campo dai soldati russi. Sotto la fiamma del suo cannello e sotto lo sguardo ieratico delle icone che campeggiano sulle pareti della sua officina, quasi una chiesa laica, questi strumenti di morte cambiano aspetto e destino trasformandosi in composizioni di fiori, soprattutto di rose, simbolo della sua città, Donestsk. Le immagini di queste opere di drammatica bellezza sono visibili sul sito di Tgcom 24.