
Ci sono opere che meritano di essere recuperate anche a distanza di anni. Pezzi unici, fiction diretta da Cinzia TH Torrini e andata in onda su Rai 1 nel 2019, è una di queste. Non ne avevamo ancora parlato su Spirito Artigiano, ma il racconto che porta in scena – una storia di riscatto, trasmissione di saperi, incontro tra generazioni – ha molti punti di contatto con lo spirito di queste pagine.
La serie è ambientata a Firenze, città natale della regista e simbolo dell’eccellenza artigiana italiana, un luogo dove il mestiere ha ancora l’odore delle resine naturali, della cera d’api, del cuoio. Cinzia TH Torrini racconta che da bambina si fermava nei vicoli del centro ad osservare gli artigiani che lavoravano per strada, come quell’uomo con i capelli e la barba lunghi, il grembiule di pelle e le mani sempre in movimento: intrecciava strisce di cuoio, intagliava, creava. Anni dopo, per caso, lo ha rincontrato: con quel mestiere ha costruito un impero, senza mai delocalizzare, diventando una celebrità in Giappone. «Come lui – ricorda la regista – ce ne sono ancora molti in Italia, che con la loro capacità creativa sono diventati delle eccellenze nei loro mestieri d’arte».
Da questo vissuto personale è nata prima un’idea, poi un cortometraggio, e infine la fiction: non una semplice ambientazione, ma un modo per riportare alla luce un universo concreto e vivo, fatto di manualità e passione, che rischia di scomparire. L’intento era chiaro: raccontare un’alternativa per i giovani, restituire dignità a un lavoro troppo spesso dimenticato, mostrare che il talento artigiano non è solo memoria ma anche futuro. E proprio ai giovani è rivolto il cuore più profondo del racconto: la fiction mette in scena ragazzi segnati da storie difficili, spesso in rotta con il mondo adulto, che trovano nella bottega artigiana uno spazio di riscatto, una possibilità di rinascita, una via per scoprire se stessi.
La manualità diventa così linguaggio educativo, strumento di cura, occasione per tornare a immaginare un domani possibile. Il progetto ha preso forma in anni di scrittura, incontri, sopralluoghi, ricerche; tutto il team ha trascorso del tempo nelle botteghe fiorentine e nelle case famiglia, per entrare davvero in quel mondo e capirne la profondità.
Accanto alla regista, Confartigianato Firenze ha avuto un ruolo fondamentale: quasi cento imprenditori artigiani associati hanno collaborato alla realizzazione della fiction, offrendo competenze, strumenti, ambienti, storie. Il risultato è stato un racconto autentico e coinvolgente, capace di portare in prima serata la voce di un’Italia che lavora con le mani, con precisione, con bellezza. Un’Italia che sa coniugare il sapere antico con le nuove esigenze di un mercato che chiede senso, qualità, unicità. In questo intreccio tra arte e impresa, tra fiction e realtà, Pezzi unici ha mostrato che l’artigianato può essere ancora oggi una leva educativa, culturale, economica. Per questa ragione, nel 2019, Confartigianato ha premiato Cinzia TH Torrini con il Premio Giano, un riconoscimento per chi ha saputo valorizzare l’artigianato con sensibilità e autenticità. Un premio meritato, perché la fiction non ha semplicemente rappresentato il mondo delle botteghe, lo ha vissuto e tradotto in racconto. Ed è proprio questo sguardo, attento e personale, che rende Pezzi unici ancora attuale: un’opera capace di ricordarci che ogni mestiere raccontato bene è cultura, e che ogni bottega, oggi come allora, può essere una scuola di vita.
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