
L’Italia sta vivendo un momento storico grazie al successo ottenuto alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Lo sport, in Italia, non è però soltanto medaglie o un fenomeno sociale: è una filiera produttiva articolata che genera valore economico, occupazione e sviluppo territoriale. Accanto ai benefici per la salute e il benessere individuale e collettivo, si consolida infatti un sistema industriale e di servizi molto articolato e composto da eccellenze in diverse aree del Paese.
L’Osservatorio Valore Sport di TEHA Group, di cui Confartigianato Imprese è partner, ha ricostruito il “percorso dello sportivo” per mappare i settori attivati dalla pratica sportiva: dall’utilizzo di impianti e infrastrutture – che richiedono macchinari e attrezzature dedicate – alla domanda di abbigliamento e accessori tecnici, che coinvolge tessile, abbigliamento, pelletteria, calzature e produttori di attrezzature e veicoli sportivi, fino alle filiere attivate dai grandi eventi sportivi e dal turismo attivo nei territori.
«Il manifatturiero sportivo italiano vale 8,5 miliardi (+31,7% in tre anni). Con 1,8 miliardi nella produzione di articoli sportivi, l’Italia è prima in Europa (22% dei ricavi)»
Il settore manifatturiero sportivo Made in Italy è in forte espansione: tra il 2020 e il 2023 i ricavi hanno raggiunto 8,5 miliardi di Euro (+31,7%). La sola fabbricazione di articoli sportivi vale 1,8 miliardi, collocando l’Italia al 1° posto in Europa con il 22% dei ricavi del settore.
Il tessuto produttivo della manifattura sportiva italiana è caratterizzato per il 98,1% da piccole e medie imprese. Il comparto della produzione di beni per l’attività sportiva, in particolare, si caratterizza per una marcata vocazione artigiana, che pesa per il 45,5% delle imprese e per il 25,4% degli addetti, incidenze ben superiori alla media nazionale e di altri settori manifatturieri. Nel complesso emerge un modello produttivo fondato su competenze specialistiche e qualità, coerente con il posizionamento del Made in Italy.
La manifattura sportiva rappresenta, inoltre, una componente rilevante della proiezione internazionale del Made in Italy, contribuendo in modo significativo alla performance complessiva dell’export nazionale.
L’export di articoli sportivi ammonta a 4,7 miliardi di Euro nel 2023 (+26% nell’ultimo quinquennio), posizionando l’Italia al 5° posto mondiale, 2° in Europa (dopo la Germania) e 1° verso Paesi extra-UE. L’Italia si distingue a livello internazionale per alcuni primati nell’export di principali comparti della filiera sportiva: 2° nella caccia e pesca (9,6% dell’export globale), 3° negli sport invernali (11,1%), 4° in sport acquatici e fitness (5,0% e 3,8%) e 5° nella bicicletta (3,5%).
«Gli Stati Uniti sono il primo mercato dell’export sportivo italiano, ma nuovi dazi potrebbero ridurre le vendite fino al 23%. Il rischio è attenuato dalla bassa sostituibilità di molti prodotti, grazie a qualità e specializzazione elevate»
Gli Stati Uniti sono il primo mercato per l’export della manifattura sportiva italiana, ma l’innalzamento dei dazi previsto dalla Seconda Amministrazione Trump potrebbe ridurre le esportazioni fino al –23,1%. Il rischio è però mitigato dal fatto che circa la metà dei prodotti manifatturieri sportivi esportati presenta una bassa sostituibilità, grazie a elevati standard di qualità, specializzazione e innovazione delle imprese produttrici a livello nazionale.
L’attrazione e organizzazione di grandi eventi e competizioni sportive sui territori amplia ulteriormente l’impatto della filiera estesa dello sport. Ancora una volta le PMI che operano in questo comparto giocano un ruolo fondamentale nel garantire i beni e servizi necessari alla realizzazione di queste importanti manifestazioni, che generano un impatto complessivo rilevante per il Paese. Nel 2024 si sono svolti circa 80 mila eventi sportivi (+4,9% in un solo anno), con 38 milioni di spettatori e circa 850 milioni di Euro di spesa diretta degli spettatori.
Le sole Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un caso emblematico: nel complesso, secondo gli ultimi studi realizzati, genereranno circa 6,1 miliardi di Euro di impatto economico complessivo, coinvolgendo 36 mila lavoratori e 18 mila volontari, con oltre 1,3 milioni di biglietti venduti e più di due italiani su tre coinvolti mediaticamente.
(Testo di Mirko Depinto – Senior Consultant TEHA e Project Coordinator Osservatorio Valore Sport)
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A Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato, e a sua figlia Maria Letizia, è dedicata la Fondazione Manlio e Maria Letizia Germozzi Onlus.
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