
«Papà ma perché non possiamo avvicinarci al mare?»
«E’ troppo pericoloso, possono farlo solo gli addetti alla sicurezza, il mare è diventato imprevedibile. Da molti anni ormai il suo livello si è innalzato e possono verificarsi onde improvvise che metterebbero in pericolo le persone, per questo motivo è vietato avvicinarsi al mare, possiamo solo guardarlo a una distanza di almeno cento metri. Oggi il mare spaventa con quel suo aspetto tetro, ha perso il suo colore verde o azzurro, ormai è quasi nero; molte specie che appartenevano alla fauna marina sono sparite. Nel mare è completamente scomparso il fitoplancton, l’insieme di microscopici organismi provvisti di clorofilla, un effetto del riscaldamento globale. Il cambiamento climatico sul nostro pianeta ha causato tutto questo.»
«Ma è vero che una volta, tanti anni fa, ci si poteva avvicinare?»
«Certo, fino a cinquanta anni fa si poteva anche fare il bagno, c’erano le spiagge: distese di sabbia che permettevano alle persone di sostare nei pressi del mare, ci si poteva trascorrere la giornata e immergersi ogni tanto. Dicono che era piacevole, mio nonno mi raccontava che da piccolo trascorreva le vacanze in Calabria, abitava in una casa vicino al mare sulla costa ionica e mi descriveva una spiaggia immensa. Ora la costa non c’è più, il mare arriva fin sotto le montagne.»
«Che cos’è il cambiamento climatico?»
«Negli ultimi decenni la temperatura sulla terra è cambiata, fa molto più caldo. Oggi, tu lo sai, ci dobbiamo chiudere in casa per i temporali violenti e le bufere improvvise, per il vento che non ci permette di camminare, prima non era così. Io, da piccolo, andavo a scuola, in un edificio che si chiamava proprio Scuola, la mia è stata l’ultima generazione, fino al 2050. Oggi tu assisti alle lezioni da casa con la presenza olografica, ormai ci sei abituato. Giochi con i tuoi amici con lo stesso sistema, rimanendo a casa, i vostri ologrammi vi sostituiscono. Noi studiavamo tutti nella stessa stanza, giocavamo in palestra, ci spingevamo, litigavamo, ci divertivamo. Questo non è più possibile.»
«Era più divertente? Sai, papà, io a volte mi annoio, so già ormai quello che dovrà succedere, anche se cambiamo il programma, tutto è sempre uguale. Decide tutto l’Intelligenza Superiore alla quale dobbiamo sottostare. Ma ci sono sempre stati questi cambiamenti del clima sulla terra?»
«Sì, ma mai così rapidi, negli ultimi duecento anni, con le varie fasi dell’industrializzazione, si è trasformato tutto: il clima, le nostre abitudini, la nostra capacità di sopravvivenza: l’umanità non ha capito le conseguenze dell’inquinamento, eppure molti scienziati, già cento anni fa, avevano dato l’allarme, avevano previsto questa trasformazione, ma forse erano stati troppo ottimisti. La quantità di anidride carbonica nell’atmosfera ha superato tutti i limiti, altri gas come il metano e il protossido d’ azoto hanno contribuito a provocare fenomeni molto negativi. I ghiacci in Groenlandia si sono sciolti in breve tempo. E poi nessuno aveva previsto che ci sarebbe stata anche una guerra, tu sei nato dopo, io l’ho vissuta. Una catastrofe che ha accelerato la tragica situazione che si stava già verificando, e la guerra l’hanno persa tutti. Prima ha coinvolto alcune zone della Terra, poi pian piano si è estesa ovunque, l’hanno chiamata guerra ibrida perché tendeva a indebolire quel Paese con tutti i mezzi possibili, creando disordini, indebolendo le democrazie, generando attacchi informatici, privando la gente dei servizi essenziali e di cibo, successivamente è diventata una guerra chimica, causando la distruzione di quasi tutto il pianeta. Pensa che sulla terra vivevano oltre otto miliardi di persone, oggi neanche un miliardo. Siamo stati fortunati a sopravvivere, abbiamo rischiato l’estinzione, e questo pericolo esiste ancora.»
«Ma quando è iniziato tutto questo? Come ha fatto l’umanità a non accorgersene? Non esistevano uomini intelligenti capaci di intervenire?»
«È accaduto tutto negli ultimi cinquant’anni, quando si è persa la fiducia nella politica, nella capacità dell’uomo di pensare, di comprendere che abbiamo bisogno di costruire una società basata sull’equità e sul rispetto del prossimo. Gli uomini intelligenti e coscienti di questo declino c’erano e non erano neanche pochi, ma vennero zittiti, si disse che erano fuori dal tempo, si pensò che la tecnica fosse l’unica strada per creare sviluppo e benessere ma non fu così. La tecnica non si pone il problema della verità, del senso delle cose, del bisogno di amore e di libertà dell’individuo, del progresso del genere umano, ma funziona. Funziona perfettamente anche senza la mano e il pensiero dell’uomo, ma quando non è stata più governata dall’uomo ci ha portato prima alla distruzione di tutti i nostri valori, all’annullamento della nostra cultura umanistica millenaria poi alla devastazione dei nostri territori, mettendo in pericolo la stessa esistenza del genere umano.»
«Cosa possiamo fare papà?»
«E’ tutto nelle mani della tua generazione. Nella vostra capacità di comprendere i nostri errori, di studiare, di sapere, di conoscere, di costruire il presente e il futuro con passione, amore, empatia, giustizia.»
Un’antica e nuova umanità.
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Imprenditore e scrittore, vive a Napoli. Ha pubblicato romanzi, saggi e poesie, tra cui Vite bisestili, L’eresia del tempo, Idia ascoltami, Chiamatemi Robert Capa, odio la guerra e devo fotografarla e Diversi paralleli. Appassionato di teatro, cinema, fotografia e letteratura, si dedica alla scrittura di racconti, monologhi, articoli e recensioni ed è ideatore e conduttore di trasmissioni radiofoniche. Laureato in Scienze e tecnologie delle arti, dello spettacolo e del cinema e in Linguistica moderna, ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari nazionali. È presidente nazionale di ANCoS APS e di Confartigianato Imprese Napoli. Il suo ultimo libro, Ho incontrato Dino Buzzati, è pubblicato da Guida Editori.
