
Dal 3 febbraio al 6 aprile 2026, l’ADI Design Museum di Milano ospita IN-PLAY. Design for Sport, un progetto espositivo che intreccia design, sport, corpo umano e cultura materiale in una narrazione ampia e inclusiva. La mostra, curata da Davide Fabio Colaci con Giulia Novati, si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e si pone come riflessione sui profondi legami tra pratica sportiva, progetto e società contemporanea. IN-PLAY parte da un punto chiave: la Carta Olimpica riconosce lo sport come diritto umano fondamentale, un diritto di partecipare e condividere che va oltre la competizione agonistica. La mostra propone così una lettura dello sport non solo come fenomeno tecnico, ma come spazio sociale e culturale in continua trasformazione. Qui il design emerge come strumento critico per raccontare storie, corpi, tecnologie e immaginari collettivi.
Gli oltre 100 progetti esposti – che spaziano da oggetti iconici della storia sportiva a innovazioni contemporanee – mostrano come il design abbia accompagnato e trasformato il modo in cui viviamo e comprendiamo il gesto sportivo. Dalle biciclette da corsa e sci tecnici alle protesi sportive e interfacce intelligenti: ogni pezzo è testimonianza di un percorso progettuale in cui performance, ergonomia, materiali si intrecciano.
«Se il cuore della mostra è il design dello sport, una delle sue colonne portanti è la dimensione artigianale»
Se il cuore della mostra è il design dello sport, una delle sue colonne portanti è la dimensione artigianale. Gli oggetti esposti non sono semplici prodotti finiti, ma testimonianze di processi – spesso manuali e di laboratorio – in cui competenze artigiane e capacità progettuali si fondono. Proprio come nelle botteghe artigiane, dove la conoscenza dei materiali e delle tecniche trasforma una materia grezza in un oggetto funzionale, nel design sportivo l’artigianato dialoga con la tecnologia avanzata per dare forma a soluzioni capaci di migliorare esperienza e prestazione. Un esempio emblematico di questo dialogo tra artigianato e progetto è il bob monoposto realizzato nel 2000 da Diego Menardi e Roberto Chenet nella loro officina di Cortina. Più che un semplice mezzo da gara, è il risultato di un processo in cui esperienza manuale, conoscenza dei materiali e ricerca tecnica si fondono. La scocca, studiata per ottimizzare l’aerodinamica, si integra con un telaio pensato per garantire rigidità e controllo alle alte velocità, mentre le lame richiedono lavorazioni di estrema precisione.
«Artigianato e visione del designer si incontrano per rispondere alle sfide dello sport contemporaneo»
Le attrezzature e gli oggetti di design esposti raccontano non solo innovazioni tecniche, ma anche storie di ricerca, sperimentazione e adattamento. Imprese e designer – dagli specialisti di materiale come Vibram e Campagnolo ai laboratori di ricerca biomeccanica – mostrano come l’arte dell’artigiano e la visione del designer si incontrino per rispondere alle sfide dello sport contemporaneo. Il rapporto tra artigianato e design nel mondo contemporaneo è oggi uno dei nodi più fertili – e più discussi – della cultura del progetto. Non si tratta più di due ambiti separati, uno legato alla manualità tradizionale e l’altro alla produzione industriale, ma di un dialogo continuo che ridefinisce il concetto stesso di qualità, innovazione e identità. Tra i progetti in mostra, la rete di protezione Liski racconta come anche un dispositivo legato alla sicurezza possa diventare espressione di ricerca e cultura progettuale. Sviluppata per piste e tracciati di gara, unisce studio dei materiali, capacità di assorbimento dell’urto e sperimentazione sul campo, trasformando un elemento tecnico in infrastruttura essenziale per una pratica sportiva più sicura e consapevole. Allo stesso modo, SoftFoot Pro, piede bionico sviluppato dal’Istituto Italiano di Tecnologia, integra ricerca biomeccanica e design per offrire maggiore adattabilità e naturalezza del movimento. La sua struttura flessibile migliora comfort e performance, dimostrando come il progetto possa incidere non solo sulla prestazione, ma anche sull’inclusione e sulla qualità dell’esperienza sportiva.
IN-PLAY è più di una mostra su attrezzature sportive: è un dialogo aperto tra design, artigianato, cultura e diritti. Illustra come l’arte del progetto – radicata nella conoscenza dei materiali e nell’esperienza del fare – abbia contribuito a modellare non solo oggetti, ma anche una visione dello sport come pratica condivisa, inclusiva e in continua evoluzione.
(Testo di Davide F. Colaci e Giulia Novati)
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Fondazione Germozzi
A Manlio Germozzi, fondatore di Confartigianato, e a sua figlia Maria Letizia, è dedicata la Fondazione Manlio e Maria Letizia Germozzi Onlus.
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