
Realizzare infrastrutture per grandi eventi internazionali non significa soltanto costruire opere. Significa esercitare governance, assumersi piena responsabilità pubblica e trasformare la complessità in valore duraturo per i territori.
Con Milano Cortina 2026 l’Italia sta realizzando le infrastrutture olimpiche su un territorio ampio e morfologicamente complesso, combinando impianti sportivi di livello mondiale con investimenti destinati a lasciare una legacy strutturale.
«La vera eredità dei giochi? Le infrastrutture di trasporto con ben 51 opere programmate»
Il piano vale 3,5 miliardi di euro e comprende 98 interventi: 51 opere infrastrutturali, soprattutto strade e collegamenti, e 47 impianti sportivi distribuiti su oltre 22.000 chilometri quadrati, tra più regioni e diversi livelli istituzionali. Fin dall’inizio è stata compiuta una scelta strategica chiara: le infrastrutture di trasporto rappresentano la vera eredità dei Giochi. L’evento olimpico è stato utilizzato come acceleratore di investimenti attesi da decenni dalle comunità locali, in un Paese segnato da catene montuose e territori fragili.
Da questa esperienza emergono tre lezioni. La prima: il modello istituzionale conta. Un soggetto dedicato come SIMICO – società infrastrutture Milano Cortina – , in stretto raccordo con Governo, Regioni e autorità di controllo, consente decisioni rapide e gestione efficace delle criticità.
«La sostenibilità è una strategia, non un adempimento»
La seconda: la sostenibilità è una strategia, non un adempimento. Significa efficienza nel rispetto di tempi e costi, attenzione all’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita delle opere e centralità della dimensione sociale. Impronta ambientale non vuol dire solo misurare le emissioni, ma integrare soluzioni sostenibili nelle scelte progettuali. Sul piano sociale, la sicurezza è anche innovazione: utilizziamo sistemi digitali di monitoraggio e collaboriamo con le imprese per migliorare le condizioni di lavoro oltre gli standard normativi. I nostri cantieri, con lavoratori di 52 nazionalità, sono ecosistemi di integrazione.
«L’80% delle imprese subappaltatrici sono PMI»
In questo quadro, il contributo delle imprese è decisivo. Stiamo gestendo oltre 300 appaltatori principali e più di 600 subappaltatori: oltre l’80% sono PMI. Non è solo un dato numerico. La realizzazione di opere complesse in contesti montani richiede competenze diffuse, flessibilità e capacità di adattamento. Significa valorizzare una capacità artigianale evoluta, capace di integrare saperi tecnici, innovazione digitale – dal BIM ai digital twin – e problem solving operativo. È questa alleanza tra ingegneria, PMI e mondo artigiano che rende possibile rispettare standard elevati in tempi sfidanti.
La terza lezione riguarda la governance come trasparenza concreta, abilitata dal digitale. In un Paese dotato di un sistema avanzato di contrasto alle infiltrazioni mafiose, abbiamo rafforzato i controlli sugli appalti insieme al Ministero dell’Interno, rendendoli più tempestivi ed efficaci attraverso strumenti digitali.
Abbiamo inoltre realizzato, sulla base degli input degli stakeholder, una piattaforma pubblica che aggiorna ogni 45 giorni su costi, tempi e stato di avanzamento dei progetti. La trasparenza è reale solo se è accessibile: se servono più di tre clic, non è vera trasparenza.
L’eredità di Milano Cortina 2026 non è solo infrastrutturale. È un’eredità di metodo: dimostrare che anche in contesti complessi è possibile coniugare responsabilità pubblica, competenza tecnica e valorizzazione del tessuto produttivo diffuso che rappresenta una delle principali forze del Paese.
© Spirito Artigiano 2026. Tutti i diritti riservati.
Veronica Vecchi
Oltre a presidente di SIMICO, Società Infrastrutture Milano-Cortina, Professoressa di Relazioni Pubblico Privato presso SDA Bocconi school of management; resposabile dell’insegnamento Long Term Investment presso Universita’ Bocconi; esperta di PPP, procurement e investimenti pubblici.
