C’è una frase che da un po’ di tempo accompagna il nostro servizio medico del weekend: “Nel fine settimana c’è un medico per te”. Semplice, quasi familiare. Ma restituisce bene il senso di quello che proviamo a fare ogni sabato, ogni domenica e nei giorni festivi, quando la vita delle persone non si ferma, i bisogni sanitari nemmeno, e il medico di famiglia invece sì.

Formello è un paese di quasi 14mila abitanti nell’hinterland di Roma. Non è una grande città, ma è uno di quei posti in cui capisci subito che la sanità non è fatta solo di ospedali, pronto soccorso e reparti. Nella vita vera delle persone la salute passa anche da una porta aperta il sabato mattina, da un medico che ti ascolta, da un volontario che ti accoglie, da una telefonata arrivata al momento giusto, da un’ambulanza che accompagna un anziano a una visita.

Da più di trent’anni il Comitato di Formello della Croce Rossa Italiana porta avanti lo SMUD, il Servizio Medico Urgente Domiciliare. Vista dai grandi numeri della sanità nazionale è un’esperienza piccola, ma per chi vive il territorio è tutt’altro che marginale. Il servizio, gratuito per gli utenti, è attivo il sabato, la domenica e nei festivi, dalle 8 di mattina alle 8 di sera, con un medico presente per turni di dodici ore: visite ambulatoriali, interventi a domicilio, consulti al telefono. In pratica, cerca di dare una risposta proprio nella fascia oraria in cui una febbre alta, un dolore improvviso, un picco pressorio o un dubbio su una terapia rischiano di finire dritti in pronto soccorso.

Non vogliamo sostituirci al Servizio sanitario nazionale, e non potremmo comunque farlo. Cerchiamo piuttosto di starci, in quello spazio scomodo che spesso si apre tra il bisogno di una persona e la risposta del sistema. Uno spazio spesso fatto di attese, incertezza, solitudine: anziani che non sanno chi chiamare, famiglie in ansia, cittadini che prima ancora di una cura cercano qualcuno che gli dia retta.

In questi anni abbiamo capito che la prossimità non è uno slogan da mettere su un post su Facebook. È una pratica quotidiana. Vuol dire conoscere le strade, le case, le abitudini e le fragilità di chi vive qui. Sapere che per una persona anziana anche arrivare fino all’ambulatorio può essere un problema. Capire che spesso, prima ancora della prestazione sanitaria, c’è bisogno di essere ascoltati e rassicurati. E vuol dire anche prendersi la responsabilità di tenere in piedi un servizio serio – medici, infermieri, volontari, mezzi, materiali, turni – con costi che non sono mai scontati.

 

«Lo SMUD è un esempio concreto di economia solidale: Il tempo donato da un volontario a una gara podistica finisce per finanziare un medico disponibile per tutti nel weekend»

 

Lo SMUD va avanti grazie a una convenzione con il Comune di Formello, che copre parte dei costi dei medici. Il resto lo mette il Comitato, attraverso il lavoro dei volontari: assistenze sanitarie a eventi e manifestazioni sportive, servizi, formazione, iniziative di autofinanziamento. È una forma concreta di economia solidale: il tempo donato da un volontario a una gara podistica finisce per finanziare un medico disponibile per tutti nel weekend.

Nel 2024 abbiamo fatto un passo in più, aprendo una sede dello SMUD nel centro del paese. La logica era semplice: se vuoi parlare davvero di sanità di prossimità, devi essere prossimo per davvero. Non solo presente, ma raggiungibile. Non solo attivo, ma riconoscibile. Una sede nel cuore del paese avvicina il servizio soprattutto agli anziani, che spesso sono quelli che più hanno bisogno di un punto di riferimento accessibile.

Nel 2025, grazie alla collaborazione con la BCC della Provincia Romana, è arrivato un altro tassello: l’Officina della Salute. Anche qui il nome dice già molto. Non un ambulatorio nel senso classico, non una struttura pesante, ma un presidio leggero e gratuito, pensato per intercettare bisogni che rischiano di restare ai margini. Le visite si tengono il mercoledì mattina nella sede dello SMUD e sono rivolte in particolare a chi non ha il medico di famiglia, a chi ha difficoltà economiche, a chi si perde nella burocrazia sanitaria, a chi ha bisogno di essere accompagnato verso un percorso di cura.

 

«Le Officine della Salute della Croce Rossa nascono come luoghi di ascolto e orientamento, dove le competenze sanitarie si mescolano con la relazione umana»

 

Dietro questo progetto c’è l’idea che la salute non sia solo assenza di malattia. C’è la prevenzione, c’è il disagio psicologico, c’è la fragilità sociale, c’è la paura di non farcela. Per questo le Officine della Salute della Croce Rossa nascono come luoghi di ascolto e orientamento, dove le competenze sanitarie si mescolano con la relazione umana. Anche a Formello, nel nostro piccolo, questo si traduce in una presenza discreta ma importante: una porta che si apre senza chiedere conto della storia di nessuno.

Accanto allo SMUD e all’Officina della Salute, il Comitato partecipa anche alle iniziative nazionali della Croce Rossa Italiana, ospitando sul territorio alcune tappe di progetti dedicati alla prevenzione. È il caso degli Itinerari della Salute, il tour nazionale di prevenzione cardiovascolare che gira l’Italia con un’unità mobile attrezzata, offrendo controlli gratuiti e momenti di sensibilizzazione sugli stili di vita. Per noi vuol dire inserire Formello dentro una rete più ampia, in cui la salute non è solo risposta all’urgenza ma anche educazione, attenzione ai fattori di rischio, promozione di comportamenti più consapevoli.

C’è poi un’altra attività meno visibile ma altrettanto importante: i trasporti sanitari in ambulanza a costi calmierati. Per molte famiglie accompagnare una persona fragile a una visita o a una terapia può diventare un problema organizzativo, oltre che economico. Anche qui il volontariato prova a rendere le cose un po’ più sostenibili.

Il servizio di trasporto sanitario, in questi casi, non è soltanto uno spostamento da un luogo all’altro. È la possibilità di non rinunciare a una cura, di arrivare a un appuntamento, di affrontare un passaggio difficile con un po’ meno paura.

L’esperienza di Formello è solo una piccola tessera dentro un mosaico molto più grande, quello della Croce Rossa Italiana. Ogni giorno, in tutta Italia, la CRI è impegnata nei soccorsi, nelle emergenze, nella formazione sanitaria, nella prevenzione, nel sostegno alle fragilità. Lo fa con una rete capillare di Comitati, volontari, medici, infermieri, psicologi, istruttori, autisti soccorritori: una rete che lavora spesso lontano dai riflettori, ma che è uno dei volti più concreti della salute intesa come responsabilità collettiva.

Da volontario, quello che colpisce di più non sono i numeri, per quanto importanti. Sono le persone. La signora che viene per un controllo e torna solo per ringraziare. Il figlio che chiama perché non sa se portare il padre al pronto soccorso. L’anziano che si sente più tranquillo perché sa che nel weekend “c’è un medico” per lui. Chi entra per una visita e trova anche qualcuno disposto ad ascoltarlo.

Forse i nuovi orizzonti della salute passano anche da qui: dalla capacità di ricucire il rapporto tra cura e comunità. La tecnologia conta, l’innovazione serve, i grandi sistemi sanitari devono cambiare. Ma nessuna trasformazione funzionerà davvero se perde di vista la persona.

A Formello proviamo a fare questo. Con i nostri limiti, con le difficoltà economiche, con la fatica dei turni – ma anche con la convinzione che prendersi cura voglia dire esserci. Non sempre per guarire, perché non sempre si può. Ma per accompagnare, orientare, prevenire, rassicurare, ascoltare. E, qualche volta, per ricordare a una comunità che nel fine settimana, quando tutto sembra più lontano, un medico c’è. E con lui, i volontari della Croce Rossa.

(Testo di Ivan Demenego, redattore di Spirito artigiano e volontario della Croce Rossa Italiana)

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