(di Giovanni Boccia) L’Artigianato tradizionale, rappresenta la storia e l’identità delle nazioni, la tradizione e la cultura dei territori, l’arte che fa grande i Paesi, la sintesi perfetta tra le conoscenze e le competenze maturate nei secoli ed un ‘saper fare’ che esprime l’unità ed i caratteri delle comunità locali.

Sono aspetti che caratterizzano una attività produttiva il cui valore va ben oltre il significato economico poiché incarna i valori fondamentali dei popoli e delle nazioni e ne rappresenta la storia.

La necessità di tutelare questa straordinaria eredità culturale è stata riconosciuta nel 2003 dalla Conferenza generale dell’UNESCO con l’adozione della ‘Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale’ [1], ratificata dal nostro Paese nel 2007.

Con questa decisione la comunità internazionale attribuisce alle manifestazioni ed espressioni culturali un ruolo centrale nel mantenimento delle tradizioni e nello sviluppo del dialogo interculturale tra le diverse espressioni dei territori, riconoscendo anche all’artigianato tradizionale una funzione fondamentale.

Il Patrimonio Culturale Immateriale, infatti  ‘non è solo monumenti e collezioni di oggetti ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati. (…).  Questo patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra.[2]

Hanno ottenuto il riconoscimento di Patrimonio culturale immateriale 630 elementi appartenenti a 140 Paesi al mondo. L’Italia è presente con 15 manifestazioni culturali [3] che appartengono ai cinque settori previsti (espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo, artigianato tradizionale) e che rappresentano, a pieno titolo, la cultura delle comunità, e le tradizioni sviluppate nell’arco dei secoli con la sapiente trasmissione di saperi da padre in figlio, da maestro ad apprendista [4].

E’ un riconoscimento che sottolinea come l’infinita bellezza rappresentata dall’Italia nel mondo sia composta anche dalle straordinarie tradizioni  tramandate da generazione in generazione, elementi fondamentali della memoria identitaria del nostro Paese ed al centro del nostro patrimonio nazionale.

Storia, cultura, tradizioni  e identità dei territori e delle comunità locali, sono a pieno titolo  elementi rappresentati dalle manifestazioni tradizionali e dall’Artigianato tradizionale italiano che, tuttavia, potrebbe essere ben più presente in considerazione della straordinaria ricchezza che il nostro Artigianato tradizionale può vantare nel mondo.

Tra le molte voci presenti nell’elenco dell’Unesco appaiono elementi come  l’Opera dei Pupi Siciliani, il Canto a tenore sardo, la Festa delle Grandi Macchine a Spalla e numerose altre tradizioni e manifestazioni culturali del nostro Paese, ma l’Artigianato tradizionale è presente soltanto con la straordinaria arte del saper fare liutario di Cremonal’arte delle perle di vetro, tramandata a Venezia dalle ‘perlere’ che nei secoli hanno creato opere d’arte uniche al mondo, e  l’arte del “pizzaiuolo” napoletano.

C’è molto da lavorare  se si pensa come l’Artigianato tradizionale rappresenti l’Italia, la sua storia, le sue tradizioni e la sua immagine nel mondo.

L’importanza di  conservare le tradizioni figlie di un sapere centenario, tramandare un ‘saper fare’ che rappresenta l’anima di un territorio, tutelare e mantenere vivo uno straordinario patrimonio di conoscenze e competenze irripetibile è stato riconosciuto dall’Unesco anche con l’istituzione dei Tesori umani viventi,  il programma avviato nel 1993 e poi cessato poiché confluito nella Convenzione UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, che prevede  ‘(…) un riconoscimento ufficiale a portatori di tradizioni e professionisti di talento, nonché a garantire la trasmissione delle loro conoscenze e competenze ai più giovani generazioni.  Gli Stati hanno selezionato tali persone sulla base dei loro risultati e della volontà di trasmettere le loro conoscenze e abilità ad altri. La selezione si è basata anche sul valore delle tradizioni e delle espressioni interessate come testimonianza del genio creativo umano, nonché del loro radicamento nelle tradizioni culturali e sociali, del loro carattere rappresentativo per una determinata comunità e del rischio di vederle scomparire.’ [5]

 

Molti mestieri artigiani in Italia rischiano di sparire e, con essi, una parte fondamentale della memoria e della vita di comunità che hanno tramandato di generazione in generazione gesti sapienti fatti di storia, valori e conoscenze antiche.

 

Diventa, quindi, fondamentale seguire l’esempio di Paesi  come il Giappone, la Francia ed altri Paesi che hanno attivato dei precisi programmi nazionali per la tutela dei Maestri Artigiani che rispondono alle caratteristiche previste, riconoscendo ad essi lo status di Tesoro umano vivente e mettendolo nelle condizioni di proseguire il loro prezioso lavoro. Attorno ad essi  precisi programmi di sostegno economico, scuole per la trasmissione delle competenze ed altre iniziative  salvaguardano  il trasferimento di un’saper fare’ che è sintesi dei valori, storia e cultura delle comunità e del Paese intero.

 

Foto di Ivan Demenego

 

[1] https://www.unesco.beniculturali.it/convenzione-2003/
[2] https://www.unesco.it/it/italianellunesco/detail/189
[3] https://www.unesco.it/it/italianellunesco/detail/189
[4] https://www.raiplay.it/programmi/patrimonioimmaterialeunesco
[5] Solo per riferimento – https://ich.unesco.org/fr/tresors-humains-vivants