
L’intelligenza artificiale non è più una promessa lontana. Sta già cambiando il modo di lavorare, comunicare e creare valore. Per molti artigiani e microimprese, però, resta ancora un territorio poco conosciuto, percepito come complesso o persino minaccioso.
Il nuovo Quaderno della Fondazione Germozzi nasce per ridurre questa distanza. Gli autori sono Gianluigi Bonanomi, formatore e consulente sui temi della comunicazione digitale e dell’intelligenza artificiale generativa, e Daniele Giangiulli, Direttore generale di Confartigianato Chieti. Con un linguaggio semplice e diretto, il volume mette ordine tra sigle, software e annunci futuristici, concentrandosi sulle applicazioni realmente utili nella vita quotidiana di chi lavora con la testa e con le mani.
Dalle possibilità offerte da ChatGPT alla generazione di testi e immagini, dalla semplificazione delle attività d’ufficio alla gestione dei clienti, ogni capitolo propone esempi pratici e strumenti immediatamente utilizzabili. Lo sguardo è concreto e disincantato, lontano sia dagli allarmismi sia dalle promesse miracolistiche.
Il libro si rivolge a chi vuole capire, decidere e agire. L’intelligenza artificiale non sostituisce l’ingegno, l’esperienza e il sapere artigiano. Può però liberare tempo, migliorare i processi e ampliare la capacità creativa.
Il rapporto tra intelligenza artificiale e artigianato è stato spesso al centro anche degli articoli di Spirito Artigiano. Questo Quaderno raccoglie e sviluppa quella riflessione, trasformandola in una guida orientata al fare. Perché l’innovazione non risiede soltanto nelle tecnologie, ma nella capacità delle persone e delle imprese di usarle con consapevolezza.
